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28 gennaio 2012
L'OCCHIOLINO DI GIANNI DE ROSA
Dopo l’impresa del Calais – in finale della coppa di Francia nel 2000 –, il fatto che Cardyff City e Mirandes siano arrivate rispettivamente in finale di coppa di Lega e semifinale di Copa del Rey è, di questi tempi, una cosa bella per il calcio. Tifando Ternana, una squadra se volete minore, sono piuttosto sensibile a storie tipo Davide contro Golia. E comunque la Ternana del 77-78 avrebbe potuto battere anche la Juventus. Opinione personale.

Allo stadio si andava con lo zio Luciano. “Zio Luciano che ride”, così lo chiamavamo io e mio fratello. Passava a prenderci alla mezza con la sua 126 arancione e quei sedili di vilpelle puzzolente che facevano venire il mal di testa. Noi avevamo l’abbonamento delle Feramascotte. Ci avevano pure dato un bel portachiavi rotondo, smaltato, rosso-verde, con sopra un pallone a scacchi che spalancava la bocca nella postura animale dell’azzanno. Una fera, appunto. Che in ternano significa belva.
L’ingresso in campo delle squadre dava la matematica certezza – a me come a tutti – che non esistesse al mondo una divisa più commovente della nostra. Era un dato oggettivo, inequivocabile. La mia Ternana era quella della serie B e – soprattutto – del campionato 77/78, dominato dall’Ascoli di Pasinato e Ambu: quarti a 42 punti a sole due lunghezze dalla A. Il fatto di avere dieci anni offriva l’innegabile vantaggio dello stupore. Lo stupore che mi consente oggi di ripensare, a distanza di più di trent’anni e con un dettaglio quasi documentaristico, a un formidabile tackle da sci acquatico di Piero Volpi in un Ternana-Modena sotto il diluvio universale.
Di quei campionati ho serbato, in un angolino della memoria, un episodio, se volete molto deamicisiano, ma anche fisico, adulto: una personale invasione di campo in un Ternana-Brescia. La partita si era trasformata in una sequela di tocchettini inamidati. Mancava una mezz’ora al fischio finale e a un tratto, nel torpore ronzante della Nord, vedemmo – mio fratello ed io – una passerella malferma, tirata giù da qualcuno tra la curva e i distinti, in bilico sopra il fossato. Ci siamo guardati in faccia e senza dirci nulla siamo saltati giù per i gradoni – due canguri meccanici. E mio zio dietro che urlava no, tornate qui, è pericoloso. Ma non fu poi così perentorio e, quando siamo entrati in campo, è rimasto a sorriderci con i suoi bei denti dagli spalti della curva.
Abituati ai campacci spelacchiati di periferia, l’erba del Liberati fu un’epifania di velluto. Seguimmo timorosi lo sterrato della pista e guadagnammo il nostro posto vicino ai fotografi, dietro la porta difesa da Astutillo Malgioglio. Uno di essi ci intimò di andarcene. E io, prontamente: siamo raccattapalle, noi. Ci squadrò divertito: i mocassino ai nostri piedi non lo convincevano del tutto, era chiaro. Ma un altro fece: lasciali sta’… so’ bardascetti. Lo guardammo con una riconoscenza disarmante e ci accovacciammo a bocca spalancata. Eravamo al cinema. Davanti a noi correvano, imprecavano, sudavano le figurine Panini in carne ed ossa. E se facciamo gol? Tu entri in campo? Io no, ché ci cacciano.
Poi arrivò un cross dalla destra. La palla partì dai piedi di non so chi e restò in orbita per un’eternità. Vedemmo Gianni De Rosa caricare il muscolo della coscia sinistra e saltare su come un grillo. Daje!, urlai con la pancia. Daje!, strillò mio fratello. Ma l’arbitro fischiò fallo contro e sorrise paternalistico al nostro numero undici. De Rosa protestò un po’, agitò la zazzera e poi si girò verso di noi, ci guardò e ci fece l’occhiolino. Che – a pensarci – è un modo magnifico di trattare due ragazzini a bordo campo.
Ora De Rosa non c’è più: incidente stradale. Anche mio zio se ne è andato via. Un pudore immotivato non mi ha permesso di ringraziarlo come si deve. Per l’ultimo saluto sarebbe stato bello – come inutile atto riparatorio – infilargli nella tasca della giacca il portachiavi delle Feramascotte. In quel Ternana-Brescia, quando decise di non toglierci la gioia della strizzata d’occhio di De Rosa, c’era in lui la certezza che tifosi di viscera si diventa soltanto da bambini. Per quello che conta, quel portachiavi non ce l’ho più. Secondo me un uomo di dieci anni è riuscito a consegnarglielo prima che chiudessero la cassa. Senza essere visto da nessuno. Sì, dev’essere andata proprio così.
26 gennaio 2012
TIR ITERA
Scommettiamo che tempo tre giorni e Carlin Petrini se ne torna a bomba con la storia dell'agro romano ("areale agricolo", lo chiamava commentando il blocco dei tir del 2007) in grado di sfamare una metropoli? O l'ha già riscritto e mi sono distratto?
SCIOPERO TIR
Carlin Petrini
| inviato da Attentialcane il 26/1/2012 alle 21:28 | |
25 gennaio 2012
IDEE PER IL QUARTO?
John Elkann papà per la terza volta: dopo Leone e Oceano, è nata Vita. Un altro nome dal respiro larghissimo, anche se c’è da dire che stavolta si sono superati. Chiamare una nuova vita Vita rappresenta una sorta di incarnazione con la Storia, di sovrapposizione del destino di una famiglia con il divenire del Cosmo, di sussunzione del particolare nell’Universale.
Con il secondogenito erano stati in verità più sobri. Sì avrebbero potuto chiamarlo Atlantico o Pacifico, ma in fondo Oceano mantiene un profilo meno metafisico. Oceano – dopotutto – non è Acquo.
A questo punto l’unico ad essere rimasto fregato è il primo nato: con tutti questi nomi generali perché solo Leone e non Animale?
| inviato da Attentialcane il 25/1/2012 alle 23:5 | |
25 gennaio 2012
MICHEL
Martone? Meglio Platini
Martone
Platini
sfigati
| inviato da Attentialcane il 25/1/2012 alle 9:35 | |
20 gennaio 2012
BATTUTE INVOLONTARIE
In una locandina ieri stava scritto così: IL VICE DI SCHETTINO E' UN GENOVESE "LA VERITA' VERRA' A GALLA". Magari l'hanno scritta là da Spinoza.
18 gennaio 2012
SIOR CAPITANO MI STIA A SENTIRE
Su questa faccenda Schettino vs. De Falco sono parecchio d'accordo con Alessandro Turano: "Nella migliore delle ipotesi De Falco telefona per inchiodare Schettino alle sue responsabilità e, nello stesso tempo, per smarcarsi".
Che poi - a leggere tra le righe - anche Adriano Sofri un po' lo ridimensiona, il De Falco "che al sicuro di un ufficio sta parlando al luogo di un disastro".
17 gennaio 2012
HAI PRESENTE UNA VITA A GHIGNARE IN UN PULLMAN
Mi è piaciuto molto questo ritratto di Carlo Fruttero tirato giù da Aldo Cazzullo. Di quel poco che ho letto di Fruttero (e Lucentini, chè l'uno non sarebbe pensabile senza l'altro) mi pare piuttosto veritiero: era divertito dalla gente travertino, i duri e puri lo facevano sorridere. E' per questo che immagino la sua faccia quando Calvino lo invitava ad iscriversi al Pci e - ancora di più - immagino il suo ghigno un po' nauseato ascoltando l'intemerata navonesca di Nanni Moretti contro il povero Fassino. Qui vorrei riprendere una cosa che secondo me è la prova del suo (loro) sguardo lungo. E, purtroppo, minoritario.
p.s. a proposito di uomini travertino, vi consiglio di dare una scorsa a questo libro di Ernesto Ferrero sugli anni d'oro di Einaudi (nel senso di casa editrice) e degli einaudiani.
cazzullo
fruttero
lucentini
| inviato da Attentialcane il 17/1/2012 alle 7:51 | |
13 gennaio 2012
PROPOSTA

Floris inviti Galliani a Ballarò. Tutte le puntate.
12 gennaio 2012
IL MINISTRO PATRONI GRIFFI E LA "PARTITA DI GIRO"
Come altri prima di lui anche il Ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi è sulla graticola a causa di un appartamento. In questa intervista a Repubblica spiega – anche con passaggi umanamente toccanti – che il prezzo pagato per la casa vicino al Colosseo è un prezzo congruo e che nell’operazione compiuta nel 2001 non c’è nulla di illecito. Dice anche che oggi – da ministro – quell’azione non la rifarebbe perché, sebbene lecita, sarebbe inopportuna.
Qui sotto alcuni passaggi dell’intervista.
Persino Scajola ha fatto meglio di lei.
"È un'offesa insopportabile. Accostare me a lui. Il mio è un atto lecito, che migliaia di altri italiani avrebbero fatto e farebbero!".
(...)
Perché al Colosseo le case costano così poco?
"Era il 2001, quindi fissi in mente i valori immobiliari di quell'anno. E lo stabile era in condizioni decrepite e tutta la giurisprudenza documentava come non fosse sufficiente l'ubicazione centrale per definire "di pregio" un manufatto. Io ero uno dei quaranta condomini e facevo il giudice. In assemblea fu chiesto a me, in quanto giudice, se fosse possibile esperire un'azione per godere della riduzione prevista dalla legge. E io - da condomino - feci il mio dovere. Spulciai le carte e risposi che esistevano tutti gli estremi perché quel palazzo fosse dichiarato non di pregio".
(...)
Ministro, un secondo privilegio di cui ha goduto è di aver percepito per tanti anni due indennità: magistrato amministrativo e capo di gabinetto di molti ministri.
"È un problema che non mi sono posto. Pensavo a una partita di giro per lo Stato".
Due stipendi invece che uno, quale partita di giro?
"Pensavo che l'incarico di capo di gabinetto, per la delicatezza e l'aggravio dell'impegno, giustificasse l'indennità aggiuntiva. Del resto stabilita dalla legge, non da me".
Premetto di essere d'accordo con il ministro: c'è una bella differenza tra la vicenda Scajola e il suo (suo di Patroni Griffi) "appartamento low cost". Di simile c’è soltanto l’ubicazione e un costume giornalistico che quasi sempre ama le semplificazioni.
Quello che vorrei far notare - ma forse è soltanto una questione accessoria - è la differente solerzia utilizzata del ministro in due situazioni certamente diverse ma che ci piace accostare. In un caso ha profuso tutto il suo impegno per far valere un diritto di cui era portatore; nell'altro "non si è posto il problema". Là la legge gli consentiva di prendere l'appartamento ad un prezzo minore e lui se ne è accertato prontamente, qua la legge gli permetteva di avere due indennità, ma lui non avrebbe neanche potuto immaginare di rifiutarne una, non tanto perchè quella legge non glielo proibiva ma semplicemente perché credeva si trattasse di “una partita di giro".
Insomma... non lo sapeva.
scajola
patroni griffi
| inviato da Attentialcane il 12/1/2012 alle 22:9 |
4 gennaio 2012
CI STAI?
Trovo che ci sia parecchia demagogia nella campagna che il Corriere della sera sta portando avanti su questa cosa degli stipendi dei parlamentari. Mi è piaciuta quindi la risposta di Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds e attualmente senatori del Pd, ad Andrea Garibaldi: “Al ristorante della Camera sarò andato quattro volte, ma spesso trovavo i tavoli occupati dai giornalisti parlamentari”.
Detto questo, mi è parsa un po’ fuori luogo la dichiarazione del deputato Pdl Altero Matteoli, contenuta nello stesso articolo: “La retribuzione è alta perché quello del parlamentare non è un lavoro sicuro”. Il che è senz’altro vero, anche se ci sarebbe da eccepire che ci sono nel mondo – e anche in Italia – molti altri mestieri non sicurissimi e non per questo con retribuzioni da parlamentare. Prendete un grafico trentenne di una qualsiasi agenzia di comunicazione: è a rischio o non è a rischio? E quanto guadagna?
Ci sarebbe anche da dire un’altra cosa: se uno ama la sicurezza non glielo prescrive mica il medico di fare il parlamentare. Non parlo certo per me – che non sono all’altezza e amo la stabilità – ma c’è in giro un sacco di gente che accetterebbe di fare un salto nel buio: ok Matteoli, tu vieni ad insegnare estimo alla Scuola commerciale e io mi faccio cinque anni a Montecitorio.
| inviato da Attentialcane il 4/1/2012 alle 16:15 | |
29 dicembre 2011
DERIVE
E' del tutto evidente che Richy Tognazzi non ha pietà di se stesso.
Richy Tognazzi
| inviato da Attentialcane il 29/12/2011 alle 6:53 | |
28 dicembre 2011
MA NON AVEVAMO GIA' DATO?
Magari qualcuno se ne sarà già accorto, ma vorrei far sommessamente notare che la fase 2 è la fase anale.
Monti
fase 2
| inviato da Attentialcane il 28/12/2011 alle 22:3 | |
27 dicembre 2011
"NON SARA' UN CASO SE..."
Il cinepanettone di Natale non piace più. Curzio Maltese, su Repubblica, registra il crollo di incassi di “Vacanze di Natale a Cortina” con malcelato godimento e un ghigno consapevole. In fondo, è matematico: basta togliere Berlusconi all’Italia e l’italiano torna ad essere un cittadino normale. Scrive infatti che, questo, “è forse il primo e più clamoroso segno della fine dell’epoca berlusconiana. Il più clamoroso.
E pare di vederlo, Maltese, seduto sulla riva del fiume, che succhia la sua biro e – con i cadaveri di Christian De Sica e Sabrina Ferilli portati in braccio dalla corrente – riflettere titanico: mai più “Italietta riccastra e volgarissima, cinica e scorreggiona, fiera della propria ignoranza e superficialità”.
“Non sarà un caso – conclude – se la frana del cinepanettone arriva subito dopo lo straordinario successo di una delle più colte e intelligenti commedie di Woody Allen, Midnight in Paris”. Un collegamento, se volete, ardito, Non ci risulta che, in piena epoca di inebetimento berlusconiano, le sale cinematografiche con i film di Allen fossero deserte. Ma magari era un caso.
| inviato da Attentialcane il 27/12/2011 alle 20:18 | |
19 dicembre 2011
O YEAH!
Penso che un figlio dovrebbe sempre avere la fortuna di cantare con suo padre.
fabio fazio
jannacci
| inviato da Attentialcane il 19/12/2011 alle 23:31 | |
18 dicembre 2011
LA RIVOLUZIONE
«Sono arrivato al 2001 con una discreta gavetta ("Quelli che il calcio", "Anima mia", due Sanremo): volevo ricominciare. Pensavo a La7 ma la politica e il capitalismo di allora ne vietarono la nascita» (Fabio Fazio)
Fabio Fazio
| inviato da Attentialcane il 18/12/2011 alle 22:29 | |
17 dicembre 2011
"UNA DIFESA DEL NOSTRO PAESE ANCORA PIU' EFFICAZE"
Ferruccio De Bortoli a E se domani pare Piero Angela senza kukident. Ad Alex Zanardi viene un po' da ridere, l'ho visto chiaramente.
| inviato da Attentialcane il 17/12/2011 alle 22:32 | |
16 dicembre 2011
DIMISSIONI
Proposta: Mentana alla Roma e Totti a la7
Mentana
Totti
Roma
la7
| inviato da Attentialcane il 16/12/2011 alle 7:43 | |
12 dicembre 2011
TOPONOMASTICA
"Penso che il Pd non possa essere partito di lotta e di governo. Tra corso Monti e piazza Cgil c'è una certa distanza".
Spero di aver tempo in giornata di spiegare perchè stavolta - in via del tutto eccezionale - sono d'accordo con Marco Follini. Anche se bisognerebbe capire quando è stata imboccata la via che permette a un esponente dell'Udc di parlare a nome del Pd.
follini
sciopero
veltroni
| inviato da Attentialcane il 12/12/2011 alle 8:10 | |
11 dicembre 2011
UNA QUESTIONE DI QUALITA'
"Di fronte all'incalzare della crisi comincia a serpeggiare il dubbio: e se la manovra non servisse a niente?". Gad Lerner si chiede - a margine di un pezzo sulla manifestazione unitaria di domani - una cosa che più o meno avevamo scritto qua. Sperando di sbagliarci.
| inviato da Attentialcane il 11/12/2011 alle 15:20 | |
10 dicembre 2011
Emilia di notti dissolversi stupide / sparire una ad una impotenti / in un posto nuovo dell'ARCI
C'è questa raccolta di firme promossa da Micromega per far pagare l'Ici alla Chiesa cattolica. Diecimila in sole 48 ore. "Un vero e proprio tsunami laico e democratico", lo hanno definito là alla rivista. A me pare che se la Chiesa utilizza immobili per far profitto e non solo per attività sociali debba pagare. E il cardinale Angelo Bagnasco non si è sottratto. "Con riferimento a tutto il mondo dei soggetti non profit, oggetto dell'attuale esenzione", ha aggiunto perfidamente.
Quindi, che paghino tutti. Anche i circoli Arci dove - a chi non è capitato? - prima fai la tessera, poi bevi la birra, quindi passi alla cassa. E se il presidente Arci Paolo Beni dice a Repubblica che, in realtà, quei circoli "sono retti dal volontariato e funzionano solo per i soci", beh viene un po' da ridere. Ecco, perchè Micromega - così amante della democrazia e della laicità - non scatena se non uno tsunami almeno un'ondina di protesta anche contro le chiese rosse e i presidenti che fanno i preti in barile?
Ici
Chiesa
Bagnasco
CCCP
| inviato da Attentialcane il 10/12/2011 alle 14:40 | |
8 dicembre 2011
NON DITE MAI USCIRE DALLA VITA ATTIVA A UNA DONNA SE NON VOLETE UN FERRO DA STIRO IN FACCIA
Tutti, donne e uomini, dovrebbero leggere questo pezzo di Annalena Benini sul Foglio (trovato solo per abbonati) sull'equiparazione dell'età pesnionabile tra uomini e donne. Pure Camillo Langone, anche se crede di aver già trovato la soluzione
8 dicembre 2011
SIAMO TUTTI UN PO' CARDINALBERTONI
Sulla partecipazione di Mario Monti a Porta a Porta Massimo Gramellini ha detto ieri in poche righe tutto quello che si doveva dire. E anche oggi ci chiappa, come gli succede spesso.
"La vecchina che va nella sede più vicina del sindacato a lamentarsi che le hanno congelato la pensione e raddoppiato l'imposta sulla casa, è al corrente che per quella sede il sindacato non paga un euro di Ici?"
p.s. ci sarebbe anche da scrivere sulla contraddizione in termini di un sindacato dei pensionati, ma vista la congiuntura non mi pare il momento
5 dicembre 2011
MAGARI PENSA BENE
Per carità, forse dipende dal fatto che stasera sono un po' stanco, però la scrittura di Luca Sofri mi sembra un po' difficile. Fangosa, diciamo.
| inviato da Attentialcane il 5/12/2011 alle 22:49 | |
2 dicembre 2011
COI FRATELLI KARAMAZOV NON E' PECCATO
L’altro giorno Camillo Langone ha scritto su Libero un pezzo un po’ forte: “Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli”. Per spiegare il declino demografico nelle società occidentali ha citato uno studio della Harvard Kennedy School of Government secondo cui «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili». Insomma «più istruzione superiore femminile meno famiglie e meno figli», come “ha avuto il coraggio di far notare il ministro conservatore inglese David Willets”. In rete sono divampate subito le polemiche. (continua a leggere)
Camillo Langone
| inviato da Attentialcane il 2/12/2011 alle 7:45 | |
1 dicembre 2011
PIU’ CHE INDIANO TORO SEDUTO

Mi ero trovato a scrivere questa cosa sull’indiano Francesco Guccini suscitando reazioni non proprio composte. Oggi Il Secolo XIX lo ha intervistato e alla domanda “E i pugni alzati quando canta “La locomotiva”?” ha risposto: «Lì è un’altra storia. Quando si è in gruppo ci si lascia trascinare dall’entusiasmo. Vedo gente di destra che a quel punto alza il pugno».
Francesco Guccini
| inviato da Attentialcane il 1/12/2011 alle 23:20 | |
30 novembre 2011
REGOLARSI ALLA MENO PEGGIO
Qua si è parecchio d'accordo con Filippo Facci: "In Italia discutiamo di principi ma non facciamo le leggi, all’estero guardano alla vita reale e fanno leggi che cercano di regolarsi alla meno peggio: senza pretendere di rispondere ai grandi quesiti della vita".
Lucio Magri
Filippo Facci
| inviato da Attentialcane il 30/11/2011 alle 22:34 | |
29 novembre 2011
DECADENTI EPITAFFI

“A casa di Lucio Magri, in attesa della telefonata decisiva. È tutto in ordine, in piazza del Grillo, nel cuore della Roma papalina e misteriosa, a due passi dalla magione dove morì Guttuso, pittore amatissimo ma anche avversario sentimentale. Niente sembra fuori posto, il parquet chiaro, i divani bianchi, i libri sulla scrivania Impero, la collezione del Manifesto vicina a quella dei fascicoli di cucina, si sa che Lucio è un cuoco raffinato (…) In cucina Lalla, la cameriera sudamericana, prepara il Martini con cura, il bicchiere giusto, quello a cono, con la scorza di limone” (Simonetta Fiori - la Repubblica)
“Lo dico misurando con difficoltà le parole: la Fiori descrive un mondo che fa piuttosto schifo, fané, snob, autoreferenziale. Un mondo che vive bene, dentro begli appartamenti e con buone pensioni, con mogli fedeli e rassegnate fidanzate. Che si nutre di idiosincrasie e sbiadita aneddotica, di storie di corna e di antichi dibattiti, di odi mai sopiti e piccole pratiche di potere. Sempre continuando a prendersela con l’odiata e ingiusta società”. (Thefrontpage)
La morte di Lucio Magri, il comunista eretico fondatore del Manifesto che ha deciso di togliersi la vita “emigrando” in una clinica svizzera, sta suscitando dibattito e polemiche. Secondo alcuni è stato un gesto estremo di rivolta, l’ultimo “manifesto” libertario contro l’ipocrisia di chi non consente il suicidio assistito qua da noi. Per altri è stato soltanto la presa d’atto di una sconfitta politica, la resa finale del combattente che ha visto naufragare i suoi sogni di fondazione di una società altra rispetto al capitalismo. Entrambe queste interpretazioni risentono di una certa dose di titanismo e c’è un che di tragedia scespiriana che magari è eccessivo. Ma quando un uomo decide di ammazzarsi – o di farsi ammazzare, non c’è differenza – una minima dose di tragedia c’è. E di disperazione.
E’ per questo che sono d’accordo con la chiusa dell’editoriale di Thefrontpage che definisce l’articolo di Simonetta Fiori, stamattina su Repubblica, un “decadente epitaffio” che il compagno Magri non meritava.
Aggiornamento: e poi c'è Malvino
29 novembre 2011
TUTTI PURCHE' NON LAICO-LIBERAL-SOCIALISTI
Appare piuttosto fantapolitico il racconto di Concita De Gregorio secondo cui il Pd avrebbe preferito perdere la Regione Lazio per fare un favore a Fini e consentire così la formazione del Terzo polo. Fantapolitico ma non inverosimile. Massimo Bordin spiega perchè.
28 novembre 2011
MARVEL VELTRONI

Dopo aver definito "l'euro, la più grande conquista politica del Novecento", Walter Veltroni spiega così l'appoggio del Pd al governo Monti: "Ad una situazione straordinaria corrisponde una soluzione straordinaria". Che è un po' una libera rivisitazione della Weltanschauung di Peter Parker: da una grande potere derivano grandi responsabilità. Con una differenza sostanziale, almeno in questa circostanza del governo Monti: dove stanno i superpoteri del Pd?
pd
veltroni
| inviato da Attentialcane il 28/11/2011 alle 22:13 | |
26 novembre 2011
ECCO PERCHE' TRAVAGLIO E' UN PO' BERLUSCONIANO

Quando Travaglio, il sopracciglio alzato, fa le sue tirate stringenti, geometriche e mozzafiato contro questo e contro quello, uno – a prescindere dal contenuto – non può fare altro che essere d'accordo. Più che altro perché non ce la fa a seguirlo per intero. Le cifre, le circostanze, i rapporti descritti sono un unico groppo fonico-magmatico che assale lo spettatore e chi gli siede intorno, nello studio – si vede chiaramente – abbozza sorrisi sì compiaciuti, ma assolutamente privi del conforto della comprensione. Chè il plot è troppo dettagliato e forse sarebbe più adatto alla trama di un giallo o di un poliziesco, non ad un programma tv. Non puoi tornare indietro, non puoi rileggere, non puoi sottolineare. In fondo Travaglio dei dati se ne frega. Paradossalmente li utilizza come scenografia dello spettacolo ed è la sua immagine di implacabile cazzuto che sta al centro della scena. Lui lo sa. Altrimenti perché, pur utilizzando il computer, legge da quei quadernini frusti e vagamente sabaudi? Che quasi quasi viene il dubbio che i suoi interventi li trascriva in un secondo tempo, con tutte le correzioni e le sottolineature, al solo scopo di fare show. Sì, insomma, per fare il figo.
travaglio
| inviato da Attentialcane il 26/11/2011 alle 10:44 | |
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