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Antipixel di Lamianotizia 


20 ottobre 2012


IL TECNICO MELANDRI


Giovanna Melandri è una tipa tosta. E come tutti i tipi tosti non si lascia intimorire dalle polemiche.
La decisione del ministro Ornaghi di nominarla capo del Maxxi di Roma, un museo d'arte contemporanea che, scrive Galli della Loggia,
«non è ancora riuscito a trovare una propria identità e un proprio ruolo»,
ha scatenato reazioni non certo benevole sia a destra che a sinistra. Ma lei ribatte punto per punto.

Ieri a Repubblica ha detto – un po' comicamente – “io ora sono un tecnico” (la comicità sta nell'avverbio, è chiaro). Oggi rilascia un'intervista molto volitiva al Corriere della sera nella quale si chiede dove stia lo scandalo e annuncia che si dimette da parlamentare anche se non è obbligata a farlo: «ho preferito un'opzione morale in un Parlamento in cui tutti hanno doppi, tripli incarichi».

La Melandri, oltre ad essere una tipa tosta, è una newyorkese di Roma con opzioni morali commendevoli e buone frequentazioni. Viene dal mondo dell'ambientalismo, è stata un po' veltroniana – forse soltanto nel tratto – Ministro della Cultura, mamma-parlamentare e ora anche “mamma del “Maxxi”. Non credo sia mai stata – tecnicamente parlando – comunista, anche se nell'intervista denuncia, sopravvalutandosi un po', il maccartismo nei suoi confronti.

E comunque – dice – sono la persona giusta nel posto giusto, nessuno mi ha paracadutato lì per salvarmi da probabili “rottamazioni”, sono in buona compagnia («Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali, Pdl, dirige benissimo la Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano») e, in ogni caso, «ci vediamo fra un anno risultati alla mano».

Q
ua la si vede molto bene nel nuovo incarico. Però. Però ci due cose da dire. La prima riguarda l'opportunità. Ma come? In un momento come questo in cui Grillo è dato al 20%, vai a scegliere un ex ministro, ex parlamentare, sì insomma una del giro, seppur competente?

Secondo: ha ragione la Melandri che vuole essere giudicata dai risultati. Ma il problema non sono i risultati. Il problema è la chance che si dà a un “tecnico” autoformatosi. Leggo dal suo blog che si è laureata cum laude in Economia e Commercio, ha lavorato dal 1983 al 1987 all’Ufficio Studi della Montedison. Sì, è stata responsabile dell’area Comunicazione e Cultura dei Ds. Sì è stata Ministro alla Cultura. Ma sono ruoli politici, questi.

Ora, nessuno le vieta di ricoprire altri ruoli sicuramente alla sua portata – nel 2003 ha ricevuto “la Legion d'Onore per il contributo alla diffusione dell'arte contemporanea” – però sarebbe del tutto ragionevole confrontare queste competenze acquisite sul campo con chi l'arte contemporanea non solo l'ha studiata sui banchi di scuola, ma l'ha anche “diffusa” dirigendo (a volte anche bene) strutture private e pubbliche.

Altrimenti, se passa questa idea, visto che dal 1998 al 2001 è stata “Ministro per i Beni e le Attività Culturali vigilante sullo sport”, potrebbe ambire – paradossalmente – a fare pure il tecnico della Nazionale di calcio.


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permalink | inviato da Attentialcane il 20/10/2012 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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