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Antipixel di Lamianotizia 


28 ottobre 2012


MA HALLOWEEN E' LA FESTA DI SATANA? SI', PAROLA DI MONSIGNORE



Ci avviciniamo alla notte di Halloween
e puntuale come un transito astrale arriva la polemica tra vescovi e Chiesa cattolica . Quest'anno però ci pare che mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, abbia alzato l'asticella dello scontro.

Non si è limitato a stigmatizzare l'aspetto consumistico di una festa per certi versi imposta anche in paesi non anglosassoni, come fece anni fa il cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi («un rito consumistico e carnevalesco, di importazione americana, che non ha nulla in comune con le nostre tradizioni»).

Non ha soltanto tuonato – come fece Mons. Tarcisio Bertone nel 2003 – contro questo “scimmiottamento del mondo dell’aldilà, tra streghe e fantasmi, come se la morte fosse un gioco”. Non ha parlato soltanto – ma l'asticella in questo caso è una tacca più su – di “pedofilia esercitata in campo morale”, come ha fatto lo scorso anno un prete genovese dalle colonne del settimanale cattolico “Il Cittadino”.

Mons. Luigi Negri ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. “La festa di Halloween – ha scritto – è l`adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini”. E ancora: “Il sistema imposto da Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare in alcune sette, in sacrifici rituali, rapimenti e violenze”.

Ora, ognuno fa il suo mestiere. E' naturale che la Chiesa non possa rimanere zitta di fronte alla perdita di appeal della Festa di Ognissanti e dei Defunti. E lo fa soprattutto per suonare la tromba ai tanti cattolici troppo spesso distratti – in questa come in altre occasioni – da aspetti assolutamente accessori e ininfluenti. Però c'è modo e modo. Che c'entrano i rapimenti e le violenze?

Io credo che bisogna essere all'altezza del proprio carisma. E parlo per me. Sono un genitore piuttosto contrario ad Halloween. Mi fanno incavolare le feste a tema, i vestiti da scheletro, le zucche vuote in bella mostra dalla fruttivendola, le passeggiate notturne alla ricerca di fantasmi, le cene con tortelli di zucca al cospetto di sensitive venezuelane, eccetera eccetera. E gliel'ho spiegato a mio figlio perché sono contrario. Dopodiché il passamontagna da teschio – solo quello – gliel'ho comprato.


22 febbraio 2012


DARIO FO CONTRO CL: DOVE STA LA NOTIZIA?

La storia è questa qua. Al Teatro Apollonio di Varese va in scena “Mistero buffo” con Dario Fo. Nel foyer c’è un banchetto di Comunione e liberazione che raccoglie fondi per i poveri. “Banco nonsolopane onlus”, si chiama. Angelo Micale, volontario ciellino e ammiratore dell’attore – così si definisce – va in camerino e chiede al Premio Nobel una mano. Servirebbe solo un avviso a fine spettacolo. L’attore – racconta Micale – prima fa una mezza promessa, poi ci ripensa. Il direttore del teatro – che ogni anno sostiene una diversa associazione benefica – riferisce che Fo non se la sentiva di andare contro la platea: “il pubblico di sinistra non avrebbe capito”.

Qualcuno in rete parla di censura. La rivista Tempi di odio per i ciellini. Dario Fo – eccola la spiegazione autografa del gran rifiuto – semplicemente di legittima rivalsa nei confronti di chi “
mi ha boicottato duramente come attore, come interprete e capocomico". Ergo, "non voglio fare da portavoce ad un gruppo come quello, di cui ho peraltro delle memorie orrende. A Padova – sottolinea – Cl aveva in mano il teatro cittadino. E, per dieci anni, non mi è stato permesso di lavorare lì”. Dunque non si è nascosto dietro l’alibi untuoso e vagamente democristiano della difesa dei suoi spettatori, ma si è assunto la responsabilità di uno schietta, terrigna, umanissima, deliberata risoluzione. Rancorosa, se volete, ma comprensibile.

Ora, ognuno è padrone della propria storia e custode della propria coerenza. Così come ognuno sa in cuor suo quando la carità cristiana e la buona fede lasciano il posto al pretesto promozionale e all’ingenua provocazione, magari anche non voluta. In ogni caso qua non ce la sentiamo di crocifiggere Dario Fo. Non certo perché siamo degli agit prop comunisti, ma per una semplice ragione di natura strettamente liberale: sarà libero di fare come gli pare, anche di cambiare idea, motivando la scelta? In fin dei conti quello era il suo spettacolo, no?



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permalink | inviato da Attentialcane il 22/2/2012 alle 22:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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