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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


18 ottobre 2009


INQUADRATEMI LO SLIP

Franceschini: «Tutti come Mesiano, mettiamo calzini turchesi»

Onestamente, con tutte queste formidabili trovate, noi che guardiamo (ancora) a sinistra rischiamo l'orchite.


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permalink | inviato da Attentialcane il 18/10/2009 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


1 luglio 2009


PARASIMPATICO

 

Che la Serracchiani non sia ancora pronta per la leadership lo capisci da alcuni clamorosi errori di analisi politica: Franceschini, più che simpatico, è un para.


1 luglio 2009


IO VOGLIO UNA FORZA TRANQUILLA PERCHE' E' DA QUANDO SON NATO CHE SON DEMOCRISTIANO

Marco Follini tiene una rubrichina sul Riformista. Ieri scriveva qualcosa sulla sua posizione in vista del congresso del Pd. "Con una curiosità superiore al mio peso politico (appunto, ndb) - scrive - molti mi chiedono come mi schiererò". Uno tenderebbe a ritenere con Franceschini. Da buon democristiano però mette un sacco di "forse", "chissà", "dipende" e - soprattutto - detta la pregiudiziale: "Una certa retorica che sento sul rinnovamento mi ricorda più Kissinger che chiedeva 'fresh faces' alla Dc, che non Zaccagnini". La pregiudiziale non è tanto la sua contrarietà ai "giovanilisti" (il titolo del pezzetto di ieri era "Con chi sto? Contro i giovanilisti"), cosa che ci troverebbe pure in accordo, ma un'altra: sto con Franceschini a patto che la sua democristianitudine zaccagniniana sia più esibita, perchè il Pd "deve porsi all'elettorato come una forza tranquilla", cioè come una nuova Dc. Ora, è chiaro che il Pd deve tranquillizzare, "essere capace di ascoltare le mille voci della società" e non seguire la deriva populista. Però, calma, serve un po' di misura nell'essere misurati: qualche posizione, ad esempio sulla laicità dello Stato, bisogna prenderla. A Follini inoltre bisognerebbe ricordare che se Franceschini vince lo fa con l'appoggio di pezzi di sinistra che flirtano col populismo. Ma forse lo sa e ha scritto quella cosa su Kissinger soltanto per un eccesso di analisi. O per non dire nettamente (vecchia volpe!) da che parte sta. Perchè come diceva un mio amico due democristiani si odiano più di quanto non si odi un ex dc e un ex pci.


24 giugno 2009


METTI A CASSANO!

Non si capisce bene cosa intenda Franceschini quando dichiara: «Non posso riconsegnare il partito a quelli che c'erano prima di me, molto prima di me». Dove finisce quel "molto prima"? Zaccagnini è della partita? Insomma chi sono "quelli"? E - soprattutto - Franceschini è una verginella vissuta finora sulla luna?


16 giugno 2009


QUA SI TORNA AL 16%

Antonio Polito oggi sul Riformista parla della discesa in campo di Veltroni al fianco di Franceschini. Il passaggio più significativo è il seguente e prende le mosse dal riconoscimento dell’indubitabile caos (di posizioni e di linea) che regna attualmente all’interno del Partito democratico.

“Di questo caos, l’appello per il voto a Franceschini è una specie di summa. Veltroni – seguendo il solito schema nuovo vs. vecchio – invita infatti a tornare al nuovo, cioè a se stesso, cioè al Lingotto. Ora già l’idea di tornare la nuovo ha qualcosa di paradossale (…) Veltroni precisa che ‘bisogna andare avanti evitando di ripetere di errori compiuti e correggendo radicalmente un modo di essere e di fare che ci ha fatto solo male’. Perfetto: e quali sono – di grazia – gli ‘errori compiuti’? E come – di grazia – vanno corretti? L’idea che l’ex segretario accredita, fin dal giorno delle sue dimissioni e anche prima se è per questo, è che tutto era giusto, tutto fissato con chiarezza al Lingotto, ma poi ‘laceranti e troppo spesso sotterranei scontri interni, un gioco perverso di posizionamenti individuali e di manovre di corrente’, ha reso vana questa grande opera di innovazione. E’ il solito effetto-placebo”.


14 giugno 2009


UNA CATTEDRALE NEI BALCANI



Tenuto conto delle molte autocandidature alla guida del Pd in vista del prossimo congresso, anche Enrico Letta - come altri - teme la balcanizzazione: "La balcanizzazione non ci aiuta - dice in un'intervista oggi sul Corriere della sera - semmai è importante aggregare". Poi però, poco sotto, lo stesso Letta parla di un altro tipo di balcanizzazione che giudica invece auspicabile, e cioè quella del "mondo ex ds" che "sarebbe bene si dividesse tra più candidati, per evitare l'errore del 2007, quando attorno a Veltroni si strinsero sia sostenitori sia detrattori". 
Ora mi chiedo: ma che tipo di partito vuole Letta? Sì, perchè in fondo non ci troverei nulla di male se una parte consistente del Pd si aggregasse intorno ad alcuni punti programmatici che mettano d'accordo un'anima certamente importante del partito. Poi al congresso (chè servono a questo, i congressi) ci si conta e si decide se quei punti possono essere assunti da tutti. Perchè mai voler dividere ciò che invece bisognerebbe cercare di far unire, se non altro per semplificare l'offerta? Per paura dei numeri?
Il punto cruciale dell'intervista ad Aldo Cazzullo è però un altro. Letta annuncia di essere pronto a scendere in campo per Bersani "se viene archiviata la socialdemocrazia come hanno fatto gli elettori europei". In realtà il problema è che l'ex Pci socialdemocratico lo è stato molto poco e dunque non si vede cosa debba abiurare Bersani per meritare l'appoggio di Letta. Se lo spauracchio di tutti gli ex democristiani, dal trinariciuto Fioroni al più presentabile Letta, è la vecchia tradizione di sinistra, ci si può mettere sempre d'accordo sulle parole: non chiamiamola socialdemocrazia - che per la cronaca non vuol dire piano quinquennale - bensì mercato regolato. Andrebbe bene? Il fatto è che si registra lo stesso identico movimento avvolgente nei confronti degli ex ds, prima troppo comunisti, ora troppo socialdemocratici, domani - chissà - troppo blairiani. Il tentativo di disinnescare la bomba della conta non è nuovo ed è il medesimo che portò irresponsabilmente all'azzoppamento della vittoria del 2006, quando Rutelli e Prodi giocarono col fuoco convinti che si sarebbe sbaragliato il nemico e sarebbe stato più utile ridimensionare gli ex ds. La curiosa richiesta che Letta fa a Bersani oggi è figlia di quella filosofia. Ma perchè mai Bersani dovrebbe segare il ramo su cui è seduto? Per favorire l'aggregazione con Letta e portare così i Balcani in casa propria? Dice: ma così Bersani non potrà essere mai leader perchè mirerà a metter d'accordo i suoi e invece il Pd è un partito nuovo, diverso, le famiglie di provenienza non contano. Ok, ma non devono contare per nessuno, neanche per i vecchi e i nuovi democristiani.
Ma poi, magari, è tutto inutile: noi qui a spaccare il capello in quattro mentre il "mondo ex ds" è diviso da un pezzo senza possibilità di essere messo insieme nè da Bersani nè da Napo orso capo. In fondo è questo il motivo per il quale siamo stati costretti prima a votare Prodi, poi a ingoiare senza fiatare Franceschini e ora a leggere le lezioncine del costruttore di cattedrali Letta.


7 giugno 2009


OK

Sto andando. Non tanto per Franceschini o per bloccare Berlusconi (chè ci pensa la Lega), ma per lasciare a casa questi qua.


29 maggio 2009


CARA BARBARA PALOMBELLI, MA COME SI PERMETTE????

Barbara Palombelli interviene sullo scivolone di Dario Franceschini scrivendo su Facebook: "Voterò Pd, ma vorrei abbracciare i ragazzi di Berlusconi... Spero che Franceschini si scusi immediatamente. Sono ragazzi che lavorano e studiano, semplici e onesti. Complimenti a loro e soprattutto alle mamme!!!!".
Mettiamo da parte la solita trita polemica sanculotta sul fatto che i ragazzi di Berlusconi lavorano e studiano simultaneamente tanto quanto i figli di Padoa Schioppa erano precari (ricordate?); mettiamola da parte perchè non è un argomento. Vorrei chiedere soltanto questo: perchè "soprattutto alle mamme" (fossi Berlusconi mi arrabbierei: i ragazzi hanno difeso i suoi valori mica quelli della Veronica o dell'ex moglie)? E - soprattutto - perchè 4 (quattro) punti esclamativi? Noi moralisti del Pd quando vediamo un tal fottio di segni di interpunzione arricciamo il naso.


28 maggio 2009


PER ME LI FA RIMETTERE INSIEME

Visto che ormai peggio di così non si può fare, consiglierei Franceschini di lasciarsi andare del tutto e buttarla lì: "Donne, se foste veramente open minded sposereste Berlusconi?". Metto sul piatto 50 euro che la Veronica risponderà: ma come si permette? La nostra è una lunga storia d'amore. Poi via, con tutta la famiglia da Vespa, a ballare cantando abbracciati "ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai". E Franceschini a reggere il moccolo giù in fondo, seduto con le spalle appiccicate alla parete.


4 marzo 2009


TOLLERANZA BOLO


Di Diego Bianchi penso che sia molto bravo, anche se a me personalmente
non piaceva e continua a non piacere. Per una ragione semplicissima: è l'ultima evoluzione della sinistra micheleserriana, che è diventata molto più seguace de Le Iene di quanto non immagini. Adesso penso che, oltre che bravo, sia anche ingenuo. Franceschini, secondo la migliore tradizione democristiana, lo mangia, trasforna proteine, carboidrati eccetera in calorie e poi lo digerisce. E lui credo che lo sappia.


25 febbraio 2009


DITEGLIELO A FRANCESCHINI

"Sono passati cinquant'anni dal primo annuncio del Vaticano II da parte di papa Giovanni e nella Chiesa si discute ancora sul significato di quell'evento. Io ritengo che il problema oggi in realtà non sia tanto il Vaticano II quanto piuttosto il Vaticano III, e per illustrare la mia tesi inizio con un riferimento alla politica italiana. In essa una serie di circostanze ha fatto sì che coloro che amano definirsi progressisti si ritrovino ad avere come principale bandiera la difesa del passato, nella fattispecie la Costituzione del 1947. Io sono fermamente convinto della necessità di essere fedeli ai valori della Costituzione e ho qualche sospetto su certe dichiarazioni in suo sfavore (poi quasi sempre ritrattate), ma non posso fare a meno di notare che il messaggio complessivo dei progressisti che giunge al Paese sia perlopiù rivolto al passato, mentre quello dei non progressisti sia paradossalmente più carico di progresso, di desiderio di innovare e di cambiare (che, vista la diffusa insoddisfazione rispetto al presente, è quanto tutti desiderano)".

Ora qua siamo perfettamente persuasi che l'articolo di Vito Mancuso su Repubblica di oggi avesse ben altri obiettivi. Obiettivi sui quali ci ripromettiamo di riflettere, visto che proprio oggi è iniziata la Quaresima. Ciò che ci premeva sottolineare però è che noi sulla Costituzione del 1947 abbiamo un giudizio mancusiano: pur non essendo berlusconiani, non ci inchiniamo.


21 febbraio 2009


I MUSCOLI DEL PARTITO



E il capitano disse al mozzo di bordo
"Giovanotto, io non vedo niente.
C'è solo un po' di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente".

E poi, compagno, non te lo volevo dire, ma in mezzo al mare c'è una balena bianca.


21 febbraio 2009


ADELANTE ADELANTE



Massimo D'Alema: "Ho stima di Franceschini. Se questa sarà la soluzione, avrà bisogno di un forte consenso, perché prima delle elezioni di giugno si dovranno sciogliere nodi complessi, a partire dalla collocazione del Pd tra le famiglie politiche europee, altro tema che abbiamo rinviato troppo a lungo".

Considero questo il passaggio cruciale dell'intervista di D'Alema a Repubblica. Perchè se si vogliono salvare le elezioni europee beh, non si salvano mica con Franceschini. Possibile che sfugga il piccolo particolare che bisogna decidere - possibilmente prima - se il Pd si debba considerare affine alla socialdemocrazia europea o alla tradizione popolare di centro? E Franceschini non è la persona adatta per fare questa scelta che - lo ripeto - deve essere fatta presto, altrimenti molta gente a votare non ci andrà. E poi scusate, ma se si deve perdere di brutto meglio perdere alle europee che alle politiche, no? Prima si dà una sterzata vera e meglio è e la sterzata non è certo rappresentata da un accordicchio intorno al vice di Veltroni che - lo vogliamo dire? - a sinistra non rappresenta un fico secco. Insomma io sono sicuro che con Franceschini non si prendano più voti che con un partito immerso nell'ennesima fase costituente: primarie o congresso o cos'altro non saprei, ma l'attesa no. Mai come in questo momento andare avanti con raziocinio significa rischiare. Da perdere non c'è più nulla.


19 febbraio 2009


FRANCESCHINI

 


23 ottobre 2008


CORCATO DEMOCRATICO

Ebbene sì, lo ammetto: appena ho visto che a Ballarò c'era Franceschini ho cambiato canale. Per non soffrire.


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permalink | inviato da Attentialcane il 23/10/2008 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


25 febbraio 2008


E VENNE IL MACELLAIO CHE UCCISE IL TORO ECCETERA

Ora è chiaro che qua non si propende per una regressione causale à la Branduardi, ma - alla luce delle ultime dichiarazioni della Bindi e financo di Franceschini - che senso tattico ha aver imbarcato Di Pietro che ha costretto Veltroni ad aprire ai radicali che hanno impaurito i cattolici che non aspettavano altro che di essere impauriti?

p.s. perchè macellaio? Perchè no?


2 gennaio 2008


OK, SI RICOMINCIA

Franceschini parla di sistema francese con elezione diretta del presidente e doppio turno, di modello del sindaco d'Italia e – in ultimo – di “sistema proporzionale con sbarramento almeno al 5 per cento”. Il tutto in una sola intervista.

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