.
Annunci online

attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


"Bau bau baby"
                Freak Antoni 


Segui attentialcane su Twitter


Scrivetemi su: maxsorci@yahoo.it

Questo blog è gemellato
con Nonsolorossi.



  
Riassunto, il raccoglitore delle notizie della rete!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
CIRCUS.IT : XML/RSS/ATOM Feeds Aggregator

Antipixel di Lamianotizia 


15 febbraio 2012


REALISMO


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Vincino Il Foglio Bersani

permalink | inviato da Attentialcane il 15/2/2012 alle 21:45 | Versione per la stampa


14 febbraio 2012


ROBY VON TEESE

Un irresistibile Luigi Manconi scrive oggi della “sindrome dello zio assente” che avrebbe preso Alemanno e Formigoni. Ma su Formigoni dà il meglio di sé.

“E` la dinamica che oggi sembra travolgere Roberto Formigoni. Ne è una prova inequivocabile l`agitazione psicomotoria di cui appare vittima, il suo trasformismo (fino al burlesque) e la sua irrefrenabile euforia. Gli ultimi spot promozionali di Formigoni rappresentano un oltraggio al comune senso del decoro"

Che poi sono rimasto colpevolmente indietro: ma gli spot di cui parla Manconi sono questi qua?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. il foglio alemanno formigoni manconi

permalink | inviato da Attentialcane il 14/2/2012 alle 21:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 febbraio 2012


MI SA CHE STAVOLTA NON ERA IN FORMA. O NON LO ERA ALLORA?

Quando lessi questo articolo di Umberto Silva sul mestiere di genitore pensai: però, che cosa figa e profonda! Oggi leggendo un suo pezzo su articolo 18, posto fisso e pubblico impiego – sì, tutto insieme – ho pensato: che noioso, pigro, superficiale vitalismo da scrivania!

“L`articolo 18 e il pubblico impiego sono casse da morto dove per pigrizia ci si rinchiude. Chi ambisce a così poco, si accomodi, è libero di farlo, ma lo stato non può fornirgli la cassa, è eutanasia. Lo stato deve fomentare la voglia di vivere, e vivere significa lottare, inventare, cambiare, fare quel che si ama e amare quel che si fa. (...) Il posto ciascuno se lo deve creare, a misura del proprio desiderio, solo allora si sentirà vivo”.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Umberto Silva Il Foglio articolo 18

permalink | inviato da Attentialcane il 3/2/2012 alle 22:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 dicembre 2011


NON DITE MAI USCIRE DALLA VITA ATTIVA A UNA DONNA SE NON VOLETE UN FERRO DA STIRO IN FACCIA

Tutti, donne e uomini, dovrebbero leggere questo pezzo di Annalena Benini sul Foglio (trovato solo per abbonati) sull'equiparazione dell'età pesnionabile tra uomini e donne. Pure Camillo Langone, anche se crede di aver già trovato la soluzione


12 ottobre 2011


L'ULTIMA FRONTIERA DELLO SNOB

Qui onestamente rischiamo di avvitarci. Cose tipo: tu sai che io so che lui sa eccetera, che alla fine si perde l'orientamento per troppa perizia dialettica e mancanza di sostanza.
Mariarosa Mancuso scrive un
bel pezzo – corrosivo con la giusta nonchalance gatta tipica delle robe del Foglio – contro quelli che, ah come il vecchio libro di carta non esiste nulla e che cazzo sarebbe mai questa moda modernissima e fighissima dell'iPad? (continua a leggere... )


19 aprile 2011


OK, POI PARLIAMO DI DOSTOEVSKIJ

«Il problema da risolvere non è già di trovare dei grandi industriali disposti a governare la cosa pubblica con la Ma mentalità industriale. Essi non potranno fare che del male. Saranno degli straordinari improvvisatori».
«E’ più facile sperare di risolvere con mezzi rapidi ed energici un problema complesso, che risolverlo in effetto». Che l´idea di sostituire il politico con uomini provenienti dalle industrie, dalla «vita vissuta», è favola perniciosa. Nella favola i non-politici «trasporteranno al governo i metodi di azione che sono loro familiari; faranno marciare le ferrovie»
Barbara Spinelli che cita un Luigi Einaudi del ’22 – poco prima della Marcia su Roma – a chi si riferisce? Anche a Montezemolo e a suoi treni veloci?


31 gennaio 2010


IL VOTO DEI CATTOLICI SENZA MUTANDE



Vabbè che la fede uno non può aggiustarsela a modo proprio però a leggere Pietrangelo Buttafuoco ieri (sempre un piacere, in verità) pare che votare Emma Bonino nel Lazio sia diventato non soltanto un peccato mortale, ma una specie di segnale della fine dei tempi. Il ragionamento è questo: oggi il cattolicesimo è stato trasformato dal Vaticano II in mero “ammaestramento etico”. “Mai che in una qualsiasi chiesa – scrive – si trovi qualcuno che parli di metafisica, di spirito, di anima e di poesia”. A parte che in quella che frequento io (poco, purtroppo), ogni tanto le parole anima e spirito risuonano tra le navate, in realtà Buttafuoco tutti i torti non li ha. Ora ciò che conta di più è la carità intesa solo come “progetto di assistenza sociale”, la chiesa è diventata un “patronato sociale la cui identità non è la verità, piuttosto la legalità, la democrazia e l'impegno” e "il cattolico adulto è attento al mondo, alla fame nel mondo, alla pace nel mondo e alle mutande del mondo”. Quindi, sulla base di questo cambiamento della percezione della fede, “figurarsi se moralmente ineccepibile non diventa anche un'Emma Bonino”.


Secondo me l'argomento, in sè intellettualmente stimolante, non è definitivo. Anzi: Buttafuoco compie l'ingenuità di volare troppo alto con il rischio di esporsi ad un'obiezione terra terra: ineccepibile è allora la Polverini? Parla di Ente in sè, la Polverini? Perché un cattolico dovrebbe star dietro alle giaculatorie sulla famiglia di Casini? E' morale o metafisica la sua? E la sottosegretaria Roccella che c'azzecca con l'ousìa? Concesso che la fede uno non può aggiustarsela a modo proprio, se l'interpretazione della fede altrui (sempre altrui, ci avete fatto caso?) è univoca, chi cazzo glielo fa fare a un cattolico di sporcarsi le mani con le elezioni? Uno o si astiene o organizza un bel golpe teocratico in grado di oggettivare quella interpretazione (unica) della fede. In Parlamento, al Governo, nei circoli dopolavoristici, dal lattaio. Poi sì che il mondo avrebbe le sue belle mutande.
Perché una cosa metafisica mi sento – nel mio piccolo – di dirla: la Creazione, in quanto atto d'amore che genera il Mondo, non accetta mutande, figuriamoci le indicazioni di voto.


6 maggio 2009


CAMBIARE TARGET

Pietrangelo Buttafuoco, intercettato mentre parlava al telefono con Stefano Di Michele, una soluzione ce l’avrebbe: cambiare target.

“Lascia perdere i danni della comunicazione di massa… cazzate… ci sono delle bellissime facce da processione, in questa storia. In una foto della ragazza, con la mamma sullo sfondo, si vede un centrino sul tavolo… un centrino, capisci? Un centrino! (...) Torniamo alle femmine, che è meglio… senti, qui la soluzione è una sola: ci vuole una Carlà anche per il nostro Silvio… (…) Silvio nostro ha un sano gusto da camionista, funziona bene per il popolo e per l’estetica da consorzio agrario… e allora deve spiazzare tutto il mondo con una contromossa… deve trovarsi una Carlà Bruni scicchettosa, impegnata, de sinistra, una che s’annoia pure a leggere Le Monde e Repubblica… capisci, deve cambiare target (…) una con un filo di perle, buona educazione, con la seconda di petto… potrebbe fare appello al suo passato da viveur, il seno a forma di coppa di champagne, prima dell’arrivo di questi orrendi flout…”
(Il Foglio)


4 marzo 2009


"QUESTO PALLOCCOLOSO MONDO DEL CALCIO PARLATO"

Dichiaro pubblicamente di adorare Ferrara quando fa 'ste cose qui. Adesso sogno Mou che strapazza Varriale.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sport calcio il foglio ferrara mourinho mou

permalink | inviato da Attentialcane il 4/3/2009 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


29 marzo 2008


ISOLA REUNION



Giuro che in tanti anni non ho mai seguito un reality in maniera, diciamo così, metodica. Anzi, già che ci penso, neanche in maniera casuale. E non lo dico per snobismo, badate bene. Chè snob semmai è chi fa finta di trovarli normali, i grandifratelli e le isole. 
Detto questo, c'è qualcuno che mi sa spiegare perchè mi sono così appassionato a 
Reunion? Perchè è un reality su carta stampata, no?


9 marzo 2008


TREMO PER UN NON SO CHE SI TROVA A VOLTE A CASO



Qualche giorno fa sul Foglio c'è stato
questo articolo che parlava di Giovanni Lindo Ferretti e della sua partecipazione alla manifestazione dell'8 marzo, cercando nei testi dei Cccp e dei Csi tracce, balugini, avvisaglie della sua futura conversione. Adesso lo stesso Ferretti spiega le sue ragioni e, come si può vedere, di prodromi non parla affatto, forse perchè non sono interessanti dal suo punto di vista. A me pare, come scrissi tempo addietro, che Lindo Ferretti faccia tutto in prima persona, generosamente "fedele alla linea", a differenza di tanti che la linea la dettano ma pretendono soltanto la fedeltà altrui. E' per questo che Ferretti lo rispetto e i tanti teo-qualcosa - che parlano più del Papa che di Cristo - onestamente no.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Lindo Ferretti Il Foglio cccp csi

permalink | inviato da attentialcane il 9/3/2008 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 febbraio 2008


PREMESSO CHE LO SPIRITO SANTO SOFFIA UN PO' DOVE CAVOLO GLI PARE

"Ora sono un po’ diverso, è noioso essere sempre eguali. Chiunque mi sbatta la porta in faccia s’accorgerà che, non sapendo tuttora porgere l’altra guancia, prendo un’altra porta che mi si apra".

Quello che temo divertito? Che Ferrara si converta. E se si converte lo farà a modo suo. Eccessivamente. Magari se ne andrà a vivere in qualche posto sperduto dell'appennino, diventerà una specie di monaco intellettuale, una pingue pizia, un budda cattolico, una terribile coscienza dell'occidente, un Lindo Ferretti furbacchione, una Claudia Koll senza quel culo.


12 febbraio 2008


OBAMA NELL'ALTO DEI CIELI



Leggendo l'articolo di Christian Rocca questa mattina ho pensato che titolare "Sant'Obama" - come fa il Foglio copiando The Weekly Standard - può essere riduttivo.

Aggiornamento: naturalmente il titolo di Camillo è migliore.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. il foglio obama christian rocca

permalink | inviato da attentialcane il 12/2/2008 alle 8:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 febbraio 2008


CRIPPA CONTINUA

"A volte un uomo è da solo/perchè ha in testa strani tarli". (I Walter Pooh)

Le altre puntate qui


9 febbraio 2008


CHE GIOCHINO I DURI

Ieri: “Io lo so che non vado solo, anche quando vado solo” (Lorenzo W. Jovanotti)

Oggi: “Soli... un calcio alla tv/solo io solo tu solo tu” (Adriano W. Celentano)

In vista di Sanremo Maurizio Crippa sul Foglio ha lanciato il tormentone. Non ho ben capito cosa aspettano a scendere in campo i professionisti.


5 febbraio 2008


SOLITUDINE INQUIETA

La notizia non c'è, ve lo dico subito. Però un po' sì, visto che si voterà presto.
Oggi sul Foglio, Franco Marini scrive una lettera in cui sottolinea che lui non è mai stato socialdemocratico. Lo fa in risposta ad un articolo di Oscar Giannino ripreso lunedì dal Foglio rosa.
La notizia non c'è - in generale - perchè il tragitto politico di Marini lo si conosce. C'è - in particolare - perchè pare che il Pd andrà al voto da solo. E allora quello che si teme è che si cada in un tranello: la faglia, che ora corre nell'Unione tra estreme e riformisti, si tenterà di spostarla, cambiandone le caratteristiche, all'interno del nuovo partito. Insomma saranno in molti, sia a destra che a sinistra, a tirare fuori le differenze tra le due anime, quella popolare e quella socialdemocratica (per non parlare del diverso approccio alle cosiddette questioni etiche). Ecco, era proprio così necessario prendere carta e penna e rinverdire la faccenda? O forse Marini lo ha fatto ora per non essere costretto a ripuntualizzarlo poi, in campagna elettorale. Ma sì, forse è solo questo.   
 


3 febbraio 2008


"ROSSI... NERI... ALLA FINE TUTTI UGUALI"

«Per dirla con Blair, i problemi del governo delle società moderne sono sempre meno 'un affare di destra e sinistra', e sempre più una scelta 'tra torto e ragione', una lotta del 'domani contro ieri'».

Questa osservazione di Antonio Polito sul Foglio di venerdì scorso, osservazione peraltro spiegata diffusamente in questo suo libro, non è del tutto sbagliata. Però, come tutte le cose perfettamente evidenti nella loro ragionevolezza (poiché in sintonia coi tempi), meriterebbe di essere un po' problematizzata. Essenzialmente per due motivi. Innanzitutto suona troppo scientifica: ci sono un torto e una ragione oggettivi, senza scarti, scientificamente dati, appunto. Talmente dati che verrebbe da chiedersi chi siano i datori. Secondo: come dicevo qui, ho il forte timore che questo scientismo economico-sociale rappresenti la mutazione genetica del qualunquismo à la Alberto Sordi.


19 gennaio 2008


VITE MALVISSUTE VS. CATTO-PRIDE

Aspettando l'Angelus politico di domani mi sono riletto questo buon editoriale del Riformista di ieri, non tanto per la boiata detta dai Mastella ma per la chiusa che secondo me è di un certo rilievo.

"Ma c'è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici".

E, per vedere come è questa brutta china, sarebbe bastato che uno avesse letto ieri sul Foglio un articolo emblematico del catto-pride prossimo venturo. Un articolo, firmato da Luigi Amicone, di una violenza verbale quasi
commovente. Scelgo fior da fiore:

"laicità che si è trasferita armi e bagagli nell'accampamento del fideismo più opaco e trucido (...) Non è solo sordità di chi non vuol sentire, è proprio manifesta crisi di ragione e di ragioni (...) votati a una ragione che si alimenta col furto delle candele in chiesa (...) Si capisce, infine, perchè la giustizia e il diritto siano così scempiati e portati al guinzaglio dai fidi maestri sostituti della'utentica legalità con la discrezionalità esatta dall'odio (sic!), da vite malvissute, dalla convenienza politica e dalla mai appagata ansia di protagonismo qualunquistico"

Ecco, direi che Amicone non è esattamente il tipo col quale un laico (da intendersi sia nel significato popolare che in quello autentico di cattolico senza abito talare) possa dialogare senza innervosirsi. Anche - anzi, forse, soprattutto - per la sua prosa piuttosto zoppicante.


16 gennaio 2008


MARTIRI IMMAGINARI

Poi ci torno. Intanto però direi che la cosa più fastidiosa in questa faccenda della Sapienza è che l’Italia rischia di passare per una Turchia o una Cina qualunque. Prima di parlare della sostanza del contendere sarebbe utile osservare che la Chiesa, oltre ad avere organi ufficiali di comunicazione con l’esterno e altri meno ufficiali ma piuttosto efficienti, ha almeno una paginata ogni giorno su quasi tutti i quotidiani. La religione - per usare una terminologia cara a Ferrara - sta già, mani e piedi, nel discorso pubblico. Una volta ci pensa il vaticanista, un’altra l’intellettuale di sinistra che dialoga con Ratzinger, un’altra ancora (spesso) Volontè che rilascia dichiarazioni all’Ansa anche sulla menopausa delle cavallette mettendoci dentro relativismo, nichilismo e anticlericalismo. Insomma, fermo restando che avrebbero fatto meglio a consentire a Benedetto XVI di parlare, non mi pare che al Papa manchino le occasioni di esprimere il proprio pensiero. In generale.

p.s. a proposito di organi meno ufficiali, quando il Foglio metterà in rete le sue pagine leggete in prima “La scemenza” sul "porchettaro anticlericale fancazzista". E’ da lui che noi di sinistra dovremmo affrancarci.


8 gennaio 2008


LA FORZA DI UN AVVERBIO

Sabato la sbrodolata di Ferrara mi aveva fatto piuttosto impressione. Per la violenza, l’antimodernità, insomma sì, per la bava alla bocca. E dire che a questa iniziativa messa su dal Foglio non sono contrario in maniera preconcetta. L’unica cosa che temo è la sua pretestuosità. Siccome gutta cavat lapidem va a finire che tra tre o quattro mesi qualche cardinale si alzerà in piedi e dirà “bene, andiamo alla radice del problema: basta con questa 194 del cavolo”. Certo non lo diranno mai in modo così brutalmente ingenuo, mica son scemi. In fondo, forse, al di là di tutta questa antropologia, e filosofia, e linguaggio pieno di ismi, insomma al di là di tutta la roba “grossa” che Ferrara mostra di muovere, l’obiettivo potrebbe essere circoscritto all’Italia. Non è vero del resto – come è stato scritto da molti vaticanisti – che l’Italia è stata scelta per essere il “piave” della chiesa cattolica, la linea dura e pura da tenere e dalla quale ripartire per la controffensiva?
Comunque, dicevamo, sabato siamo stati piuttosto impressionati. Per tutte le cose che hanno impressionato Massimo Adinolfi. Ma anche per un passaggio secondo noi cruciale, anzi per un semplice avverbio: “la moratoria è la scelta di rendere chiaro, di formalizzare filosoficamente, giuridicamente, ed anche eticamente questa risposta: no all’aborto”.
Certo, quel giuridicamente si riferisce alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e non alla nostra legge sull’interruzione di gravidanza. Però capite bene che un fante del Piave non sa cosa farsene della filosofia e dell’antropologia.


5 gennaio 2008


AL FOGLIO DEVE ESSERCI UNA TALPA

Il Foglio è uscito oggi con un editoriale in cui si dice che a Repubblica non vengono mai ospitate opinioni discordanti dal credo di centrosinistra. Insomma non sono, quelli di Rep, come il liberal Nyt che ha da poco assunto il neocon Bill Kristol. “Malgrado l'acquisto dei diritti in esclusiva per l'Italia – scrivono al Foglio – non capita mai che Rep. pubblichi una delle voci controcorrente del New York Times... (che) ha già tra i suoi editorialisti fissi un altro neocon come David Brooks”.
Ebbene, oggi Rep. ha pubblicato un articolo di David Brooks.


4 gennaio 2008


NIENTE GIOCHETTI DA PRETI

In linea di massima, in materia di moratoria sull'aborto, mi sento di essere cautamente d'accordo con lui. In definitiva perchè l'ha messa giù bene: bisogna far diventare l'aborto, che è prima di tutto una faccenda culturale e antropologica, uno degli argomenti della discussione pubblica. Seriamente, però. Inoltre mi piace molto il concetto di "libertà dal punto di vista culturale ed etico", che però è un concetto - a pensarci bene - un tantino scivoloso. Quello che invece temo fortemente - e gliel'ho scritto - è che, in realtà, "introdurre il discorso" porti piano piano a considerare normale impedire per legge l'interruzione di gravidanza. E che molti cattoliconi (la truppa dei farisei di cui parla Filippo Facci) altro non stiano aspettando che sferrare la proposta finale.
Il giorno di Natale ho ascoltato l'omelia di un mio amico prete. Diceva che sì, va bene la moratoria sulla pena di morte, noi cristiani siamo contenti, ma per un cristiano che ci sia o no la moratoria non cambia nulla perchè il cristiano non uccide. Punto. Ecco, il cristiano per non abortire non ha bisogno di una legge che lo vieti, non lo fa e basta. Poi certo, parlarne non solo in Chiesa, visto che le Chiese non sono proprio affollate, aiuta Ruini e compagnia. Però attenzione: niente giochetti da preti.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. il foglio facci moratoria aborto

permalink | inviato da attentialcane il 4/1/2008 alle 13:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 dicembre 2007


RUINI STA A FERRARA COME SCALFARI A LIGABUE

Riassumo la cosa molto velocemente. La senatrice Binetti ha imputato ad un intervento della provvidenza il fatto che l’articolo sull’omofobia, contenuto nel decreto sulla sicurezza e al quale lei non dette voto favorevole, sia risultato affetto da un errore di redazione. Cosa che ha implicato la caduta dell’articolo stesso. Sarebbe stato Dio in persona ad aver esaudito le preghiere della Binetti. Eugenio Scalfari ieri, dopo aver riassunto molto meglio del sottoscritto tutta la faccenda, ha dato alla Binetti della bestemmiatrice. Come si fa a pretendere che Dio si scomodi per un articolo di legge di un provvedimento di uno stato? La preghiera è altra cosa – ricorda Scalfari – e soprattutto non si dovrebbe mai nominare il nome di Dio invano. Oggi uno degli editoriali del Foglio – che aveva ospitato le riflessioni della Binetti – ricorda a Scalfari che non si dovrebbero porre limiti alla provvidenza. A me fa un po’ ridere tutto. La Binetti che parla di provvidenza (quasi fosse un qualunque Kakà a fine partita), Ferrara che non vedrebbe male un intervento divino nelle leggi degli uomini (non basta più neanche Ruini?), Scalfari che vorrebbe insegnare a pregare e dà per scontato che Dio si interessi soltanto di macroproblemi e lasci le frattaglie magari a qualche santo di secondo ordine. Come fa ad esserne certo? Non sarà che Scalfari è come Luciano Ligabue?


23 dicembre 2007


FESTE A ALIMENTAZIONE

Ritengo che la cosa messa su da Ferrara sia degna di una discussione non scema. Tuttavia qualche scemenza ce la passate ogni tanto?


12 dicembre 2007


"PUNTO"

Era il lontano marzo 2006. Leonardo scrisse una cosa su Macchianera, Filippo Facci si incazzò e minacciò di querelarlo, Leonardo ritrattò. Ecco, leggete - oggi sul Foglio - la lettera di Facci al direttore e soprattutto la risposta.


27 novembre 2007


VIRGOLETTATI

Non so, forse dipende dal fatto che uno fa il processo alla intenzioni, però l'articolo sulla morte della moglie di Prandelli che oggi il Foglio ha messo in prima fa un po' sorridere. Soprattutto il virgolettato (vir-go-let-ta-to) del sottotitolo: "nella buona e nella cattiva sorte". Adesso manca soltanto una dichiarazione di Luca Volontè.
 
p.s. se volete farvi un'idea,
questo è - invece - un libro bellissimo.


23 novembre 2007


PARLARE CON LUI

Così, perchè a volte è meglio tornare sulle cose, vi pregherei di leggere questo articolo di Antonio Polito.

"Ma se pure avessimo finalmente la sentenza passata in giudicato che il Cavaliere è un demonio, che cosa resterebbe da fare al centrosinistra se non dialogare con lui sulle riforme? (...) E allora? O ci teniamo il porcellum o trattiamo con Berlusconi"


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Antonio Polito Il Foglio Berlusconi

permalink | inviato da attentialcane il 23/11/2007 alle 16:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 novembre 2007


FRANCESISMI

Si potrebbero dire molte cose sul simbolo del Partito democratico. Sul fatto che ha il verde, il bianco e il rosso della vecchia Forza Italia e del nuovo Pdp. Del fatto che si procede ancora una volta per sottrazione: l'ulivo che scalza falce e martello, poi l'ulivo che a sua volta rimane poco più di una frasca di testimonianza e stai a vedere che dai e dai scompare pure la P chè tanto il partito deve essere leggero, quasi impercettibile. Si potrebbero dire tante cose, dicevamo, ma quella che mi ha fatto più ridere - anche se non so se sia la migliore - l'ha detta Vincino in questa vignetta.


15 novembre 2007


TURPILOQUIO ANTIDARWINIANO OSSESSIVO

Sul Foglio, nella rubrica delle lettere di oggi, trovo molto appropriato - anche come autoriflessione editoriale - l'accostamento tra le missive della Santanchè e della Amina Fiorillo in Gasparri.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. il foglio gasparri santanchè

permalink | inviato da attentialcane il 15/11/2007 alle 22:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 novembre 2007


QUEI CATTIVISTI DEL FOGLIO

Sul Foglio di oggi c'è un articolo ("Libera Chiesa in stato sicuro") in cui viene citata a sproposito un'intervista di Camillo Ruini che ha sì detto che i cattolici non si possono definire buonisti, ma per la semplice ragione che devono essere buoni.
A pensarci bene il Foglio non è cattivo: è cattivista.

sfoglia     gennaio        marzo