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Antipixel di Lamianotizia 


2 maggio 2011


IL MISTERO DELLA FESTA

"Cosa resta, allora, per la critica? Se Wojtyla sia stato un sant’uomo no: questa è materia di pertinenza della congregazione per le causa dei santi. Se Wojtyla sia stato un protagonista più o meno controverso della storia del XX secolo nemmeno: perché l’acribia storica non si esibisce nei giorni di festa, senza con ciò confessare che a interessare davvero è allora solo la sua esibizione, cioè la sua mediatizzazione. Quanto a quegli stessi giorni di festa, sono pure loro giorni esemplari. Non c’è civiltà umana che non abbia avuto, infatti, il suo tempo festivo. Ecco perciò quel che resta: un esame critico di come si costituisce l’esemplarità delle opere e dei giorni, e si costituisce grazie ad essa l’ordine pubblico di ciò che è più importante e più visibile (visibile perché importante, e importante perché visibile). La Chiesa cattolica, lei, fa la sua parte: santifica, celebra, commemora. E gli altri? Perché non c’è solo la beatificazione a piazza San Pietro: c’è pure, il primo maggio, la playlist del concertone di piazza San Giovanni, e l’idea, fattasi prepotentemente largo a sinistra, che l’unico modo di vendere (se stessi) sia quello di svendere (tutto il resto). Orbene, da qualunque parte lo si guardi, tutto sembra meno che il miglior brand management. Innanzi tutto per la politica e per i partiti, ma soprattutto per la sinistra, e per il Pd (per Veltroni o Renzi non saprei)".

Su Leftwing


14 marzo 2009


“CHE COSA ME NE FACCIO DELLA SINCERITÀ”

Il testo di “Adesso che tocca a me”, di Vasco Rossi, è infame. E' infame perché uno che ha banchettato sulla greppia della disillusione (“abbiamo voglia solo di vomitare”) non accetto che venga qui e, con la scusa della poesia bukowskiana, mi pianga addosso il suo attuale disincanto. Perché delle due l'una: o era disilluso pure allora – come cantava – e allora i sogni di cui parla adesso, il motorino, Topo Gigio eccetera se li è inventati per pigliarci in giro; oppure ci prendeva in giro allora. E quindi perché si lamenta – adesso – che tutti sono più furbi di lui, quando se c'è un furbo qua sappiamo tutti chi è?

p.s. no è che stavo pensando a quale messaggio positivo può dare uno così ai lavoratori.

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