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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


24 dicembre 2009


AZIONISMI E REAZIONISMI

Il regalo di Natale è senz'altro un meccanismo di azione e reazione, ma quando l'azione e la reazione sono pressochè simultanee, allora la faccenda assume contorni che andrebbero spiegati con un sano approccio teleologico. Ieri sera regalo al mio amico Gian questo e lui - in risposta - cerca di darmi scacco matto con questo. O forse è stato lui a regalarmi un libro azionista ed io - subito dopo - l'ho spiazzato con una mossa alla Bobby Fisher?


8 febbraio 2008


POI PARLEREMO DEL FUTURO

Le dichiarazioni di ieri di Romano Prodi ("andremo da soli") ci danno la possibilità di ritornare su un concetto che i nostri ventiquattro lettori sanno esserci molto caro: Prodi come causa e non vittima della crisi del centrosinistra. A parte che per ragioni se non altro tattiche sarebbe bene tenere il vecchio professore a casa e non a scorrazzare tra loft e calate dei vecchi moli, è senza dubbio sbalorditivo il fatto che il campione del gioco di sponda con Bertinotti - lo ricordate l'inizio di legislatura e l'elezione del subcomandante alla presidenza della Camera? - ora diventi il garante della rupture veltroniana: al di là dei giudizi sulla mossa tattica di Veltroni, ci pare semplicemente che non sia serio.
Non staremo a fare discorsi definitivi (e anche un po' ingenerosi) 
come Polito o come Festa, ma vorremmo far semplicemente osservare che l'obiettivo del 2006 era la spallata, quella sì definitiva, a Berlusconi. Prodi non c'è riuscito e ha perso le elezioni. Sì, certo, Berlusconi ha dato fondo a tutte le sue energie di combattente e di possessore di risorse mediatiche, ma un leone del Panshir diventa un drago se di fronte gli si mette un bolso, un cotto, un bollito. Lo stesso bollito che, a ridosso della prova elettorale del 2006, difese svogliatamente le truppe scelte del suo schieramento quando furono vergognosamente messe sotto accusa (di cosa poi?) per la faccenda Unipol. Era convinto di aver ormai vinto, lui e gli altri campioni della Margherita che a quel tempo, col Pd ancora nel limbo, giocavano alla competition. Prodi è la causa numero uno della crisi del centrosinistra e dell'ultimo governo. Quando Scalfari passa in rassegna le ragioni della sua caduta se ne dimentica una: sè stesso. Quando Ernesto Galli della Loggia ammette che in fondo Prodi nel 2006 era già andato oltre il consentito poichè, si sa, l'Italia è un paese di destra moderata, omette un piccolo particolare: Prodi si è mangiato in poco più di un mese dieci punti di vantaggio su Berlusconi. Non ci sembra poco.
E' per questo che quando Prodi scende le scale del loft e rilascia interviste affiancato da Sircana, quando leggiamo le sue dichiarazioni, quando vediamo le sue foto sui giornali, diciamo: basta, basta, basta.

p.s. poi parleremo anche delle responsabilità della classe dirigente Ds in questa vicenda e la metteremo a confronto con l'irresponsabilità (irresponsabilità?) dell'attuale classe dirigente Pd.


28 dicembre 2007


RUINI STA A FERRARA COME SCALFARI A LIGABUE

Riassumo la cosa molto velocemente. La senatrice Binetti ha imputato ad un intervento della provvidenza il fatto che l’articolo sull’omofobia, contenuto nel decreto sulla sicurezza e al quale lei non dette voto favorevole, sia risultato affetto da un errore di redazione. Cosa che ha implicato la caduta dell’articolo stesso. Sarebbe stato Dio in persona ad aver esaudito le preghiere della Binetti. Eugenio Scalfari ieri, dopo aver riassunto molto meglio del sottoscritto tutta la faccenda, ha dato alla Binetti della bestemmiatrice. Come si fa a pretendere che Dio si scomodi per un articolo di legge di un provvedimento di uno stato? La preghiera è altra cosa – ricorda Scalfari – e soprattutto non si dovrebbe mai nominare il nome di Dio invano. Oggi uno degli editoriali del Foglio – che aveva ospitato le riflessioni della Binetti – ricorda a Scalfari che non si dovrebbero porre limiti alla provvidenza. A me fa un po’ ridere tutto. La Binetti che parla di provvidenza (quasi fosse un qualunque Kakà a fine partita), Ferrara che non vedrebbe male un intervento divino nelle leggi degli uomini (non basta più neanche Ruini?), Scalfari che vorrebbe insegnare a pregare e dà per scontato che Dio si interessi soltanto di macroproblemi e lasci le frattaglie magari a qualche santo di secondo ordine. Come fa ad esserne certo? Non sarà che Scalfari è come Luciano Ligabue?

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