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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


10 ottobre 2007


I FUMI DELL'ABNEGAZIONE



Gian Antonio Stella
oggi sul Corriere della sera recensisce molto favorevolmente I Vicerè, il film tratto dal romanzo di Federico De Roberto nel quale si parla del passaggio di potere, dopo l'impresa dei Mille, tra i Borbone e i Savoia. Stella è entusiasta sicuramente perché il film è un bell'affresco storico, ma soprattutto perché – a suo dire – è un potente ordigno contro la casta, quella contro cui il Corriere della sera e Stella stanno conducendo una battaglia epocale. “Vaglielo a spiegare (ai politici attuali ndr.) – dice il sempre più incarognito Stella – che Federico De Roberto scrisse I Vicerè un secolo abbondante prima che Beppe Grillo lanciasse il Vaffa-day (...) difficile negarlo: il Fato ci ha messo lo zampino”. L'articolo di Stella si intitola “L'Italia dei trasformisti” e trasformista è dunque la classe nobiliare siciliana, accostata con una vertigine storica piuttosto spericolata al ceto politico italiano attuale. Solo che poi il Fato (con la maiuscola) gli fa citare – a Stella – un dialogo tra il duca Gaspare e Consalvo che fa: “Ma non t'hanno insegnato proprio niente a tia. Destra... sinistra, oggi non significano più niente!”. Che, se ci pensate, è una frase piuttosto grillina. Trasformisti Grillo e il Corriere della sera allora? Forse, molto più semplicemente, Stella – come nell'occasione dell'editoriale di Luigi Einaudi – intravede il superficiale appiglio della citazione e poi si incarta dimostrando l'esatto contrario di quanto vorrebbe dimostrare. Per troppa generosità, s'intende.



29 settembre 2007


SULLA GROPPA DELLA TIGRE



Evidentemente lì al Corriere della sera si sono resi conto che l'editoriale di Stellaieri – era un po' rozzo e oggi hanno affidato a Pigi Battista, mente più fine, un articolato approfondimento della faccenda (se qualcuno lo trova in rete faccia un fischio così metto il link). Stella – riassumo con l'accetta – aveva riesumato un vecchio editoriale di Einaudi che nel 1919 si scagliava con un linguaggio piuttosto violento contro una classe politica (“i padreterni”) giudicata inadeguata, inutile e dannosa. Attenzione – concludeva Stella – che Einaudi non era un populista e che se gli avessero dato retta non ci sarebbe stata la Marcia su Roma. Un ragionamento onestamente curioso: Einaudi poté utilizzare quel linguaggio proprio perché lisciava il pelo a una parte d'Italia che voleva spazzare via la vecchia classe dirigente liberale. La Marcia su Roma quindi fu possibile non nonostante, ma grazie anche alle invettive di gente come Einaudi. Il fascismo, almeno nelle intenzioni, voleva fare ciò che Einaudi invocava a gran voce dalle colonne del Corriere della sera.
Bene, oggi Battista torna su quell'Einaudi del '19 e scrive: “la piazza «diciannovista» è una cosa, la constatazione di una classe politica incapace persino di iniziare un ragionevole ridimensionamento dei propri conti oramai fuori controllo è un'altra cosa ancora”. Cioè: Einaudi non ha – di fatto – spianato la strada al fascismo perché lui no, lui «diciannovista», ma stiamo scherzando? Certo che Einaudi non fu un agit-prop, ma – manuale storico alla mano – non appare rilevante. Mussolini poi è salito al potere oppure no? Rispondono Battista e Stella: sì, ma perché non hanno ascoltato gente come Einaudi. Il fatto però è che molto spesso il ceto intellettuale italiano ha questo strano vezzo di salire sulla groppa della tigre infuriata e giocare a scalmanarsi insieme alla bestia. Fino a quando – qualche volta, non sempre per fortuna – la bestia si gira, vede sulla propria schiena gli amici di quelli che vorrebbe azzannare e così azzanna pure loro. Questo è capitato a tanti liberali dopo la Marcia su Roma.
Stavolta diciamo innanzitutto che Grillo non è Mussolini. Bisogna dirlo proprio per smontare le pretese di Battista che – come Stella – utilizza l'accostamento poiché gli piacerebbe “dar retta a un ipotetico nuovo Einaudi liberale”. E chi è, di grazia, quest'uomo nuovo che fa fare a Grillo il lavoro sporco e poi se ne va dritto dritto a Roma (senza sparare colpi ché l'uomo nuovo è liberale mica fascista!).
Quando suonerà l'ultima (chiamata alle riforme) – conclude Battista – potrebbe essere davvero troppo tardi”. Ma per chi? Per quelli che stanno sulla groppa della tigre?


28 settembre 2007


E POI CI SAREBBE MONTEZEMOLO, CHE E' UN INDUSTRIALE E QUINDI NON E' UN ANTIPOLITICO

A proposito di chiuse ad effetto, dopo quella di Gian Antonio Stella vi sottoporrei senz'altro quella della lettera che un Montezemolo doc manda a Ezio Mauro: "... quelle idee e quegli stimoli che ci auguriamo (chi? ndr) possano contribuire a restituire alla politica la forza, l'autorevolezza e la leadership di cui un grande paese come l'Italia ha bisogno".Capito? La-lea-der-ship


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28 settembre 2007


DI COSA MI LAMENTO IO?

Letto l'editoriale di oggi del Corriere della sera ("Einaudi, la casta e l'Italia del '19")? Gian Antonio Stella dissotterra un vecchio articolo di Luigi Einaudi che contiene "parole durissime" contro il ceto politico di allora. "Era un qualunquista? - si chiede Stella nella chiusa ad effetto - Un demagogo? Un populista? (...) Forse se i politici 'padreterni' di allora lo avessero ascoltato senza fare spallucce, tre anni dopo ci saremmo evitati la Marcia su Roma". Bene. Togliete il punto dopo "Marcia su Roma" e scrivete: "che del resto, almeno nelle intenzioni, voleva proprio spazzare via quei politici 'padreterni'. Quindi di cosa si lamenta Einaudi? E di cosa mi lamento io?".


17 settembre 2007


CUPE BARZELLETTE

Ci sono un giornalista, un’imprenditrice e un comico. Il resto – la “brambillizzazione” del Pd e “il maoismo confindustriale” – leggetevelo da soli, tutto fino alla cupa considerazione finale.


27 agosto 2007


SAVIANISMO

Rendendomi conto solo adesso che, dopo averlo pubblicamente promesso, ancora non ho letto Gomorra (neanche La casta se è per questo... e adesso fucilatemi), a naso mi sento di essere robustamente d’accordo con Ciro Pellegrino.


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permalink | inviato da attentialcane il 27/8/2007 alle 14:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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