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Antipixel di Lamianotizia 


1 febbraio 2011


E COMUNQUE IL MANIFESTO DI VERONA RIMASE SOLO UN MANIFESTO



Che lo smagato Nicola Porro faccia finta di crederci è una notizia. Ritenere che la sterzata di Berlusconi – modifica art. 41 + diminuzione pressione fiscale + semplificazione delle regole – non sia soltanto una trovata tattica per togliersi dall’angolo cui Ruby e le altre lo hanno cacciato, ma – finalmente – l’aurora della tante volte promessa rivoluzione liberale è di un’ingenuità che sfiora il candore. Scrive Porro: “Importa poco per quale motivo Reagan e Thatcher abbiano liberalizzato il proprio paese: il punto è che l’hanno fatto. Ruby come le Falkland”. Ora però – e sta qui l’ingenuità – se Ruby sta alle Falkland, Berlusconi non è detto che stia alla Thatcher. Per la semplice ragione che è più o meno da 15 anni che il Cavaliere lo dice e, pur avendo avuto maggioranze schiaccianti, non è mai stato in grado di fare alcunché. Il punto – caro Porro – è proprio questo, e mi metto nei panni di un elettore di destra: loro lo hanno fatto, Berlusconi no. E non si capisce perché debba avere la forza di farlo ora.
E’ un po’ come quel tale che, iniziata la carriera da socialista e andato al potere grazie all’appoggio degli industriali, riscoprì – dopo l’8 settembre – l’afflato sociale perduto. Ecco, si potrebbe dire che Berlusconi sta a Porro come Mussolini a Bombacci.


6 novembre 2007


ANCORA A PROPOSITO DI ATTUALITA'

A margine di quanto si andava dicendo qui e - soprattutto - per non ingenerare il sospetto di essere culo e camicia con Gian Antonio Stella che vede pericoli di fascismo dappertutto, diremo una cosa: una della cause dall'ascesa di Mussolini fu la paura del bolscevismo, cavalcata ad arte dopo il 1921 - anno a partire dal quale le cose si andavano un po' assestando e in cui, dunque, pericoli ce n'erano un po' meno - da industriali e giornali compiacenti (o ingenui) che reggevano loro lo strascico e che fingevano di non vedere i baldi giovani che scorrazzavano in Italia bruciando sedi operaie e picchiando ora questo ora quello.
Oggi quegli stessi giornali alimentano la paura di fascismo (mutatis mutandis, il bolscevismo attuale, almeno nella funzione) coprendo la discesa in campo dei soliti noti che usano le squadracce dei tecnici. Come allora, diciamo.


6 novembre 2007


ATTUALMENTE PARLANDO

 

Per chiunque abbia apprezzato I padroni del vapore di Ernesto Rossi, che parla della collaborazione tra fascismo e Confindustria durante il Ventennio e che consiglio molto per capire alcune cose attuali, è sempre salutare leggere cose così

P.S. Certo - come dice lui per tutt'altro argomento - occorre "abbandonare la pretesa di attualizzare ciò che attuale non è". Però gli si carpisce un certo qual sorriso sotto i baffi.

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