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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


20 febbraio 2008


PREMESSO CHE LO SPIRITO SANTO SOFFIA UN PO' DOVE CAVOLO GLI PARE

"Ora sono un po’ diverso, è noioso essere sempre eguali. Chiunque mi sbatta la porta in faccia s’accorgerà che, non sapendo tuttora porgere l’altra guancia, prendo un’altra porta che mi si apra".

Quello che temo divertito? Che Ferrara si converta. E se si converte lo farà a modo suo. Eccessivamente. Magari se ne andrà a vivere in qualche posto sperduto dell'appennino, diventerà una specie di monaco intellettuale, una pingue pizia, un budda cattolico, una terribile coscienza dell'occidente, un Lindo Ferretti furbacchione, una Claudia Koll senza quel culo.


16 febbraio 2008


LA VERITA' E' CHE NON SONO UN FANATICO. PUNTO

«Io non discuterò della vita umana, come se fosse un’opinione, con alcun candidato in tv (...) la tv è antiveritativa (...) sul ponte di Messina o sull’Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l’amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità. Senza fanatismo, io penso di averla trovata, la verità sulla vita umana, e credo che sia giusto non esporla alla futilità delle opinioni a confronto». 

Capisco che sia difficile avere un confronto con Pannella in venti minuti perché c'è il rischio che se ne prenda diciannove lui e lasci sessanta secondi a te (anche se non ce lo vedo Ferrara nella parte della vergine violata). Però non puoi presentarti alle elezioni e dire che mettere le opinioni a confronto sia futile. Quella “futilità” permette di presentare liste, per esempio. Anche quelle che hanno l'ardire di essere depositarie della Verità.


16 gennaio 2008


MARTIRI IMMAGINARI

Poi ci torno. Intanto però direi che la cosa più fastidiosa in questa faccenda della Sapienza è che l’Italia rischia di passare per una Turchia o una Cina qualunque. Prima di parlare della sostanza del contendere sarebbe utile osservare che la Chiesa, oltre ad avere organi ufficiali di comunicazione con l’esterno e altri meno ufficiali ma piuttosto efficienti, ha almeno una paginata ogni giorno su quasi tutti i quotidiani. La religione - per usare una terminologia cara a Ferrara - sta già, mani e piedi, nel discorso pubblico. Una volta ci pensa il vaticanista, un’altra l’intellettuale di sinistra che dialoga con Ratzinger, un’altra ancora (spesso) Volontè che rilascia dichiarazioni all’Ansa anche sulla menopausa delle cavallette mettendoci dentro relativismo, nichilismo e anticlericalismo. Insomma, fermo restando che avrebbero fatto meglio a consentire a Benedetto XVI di parlare, non mi pare che al Papa manchino le occasioni di esprimere il proprio pensiero. In generale.

p.s. a proposito di organi meno ufficiali, quando il Foglio metterà in rete le sue pagine leggete in prima “La scemenza” sul "porchettaro anticlericale fancazzista". E’ da lui che noi di sinistra dovremmo affrancarci.


8 gennaio 2008


LA FORZA DI UN AVVERBIO

Sabato la sbrodolata di Ferrara mi aveva fatto piuttosto impressione. Per la violenza, l’antimodernità, insomma sì, per la bava alla bocca. E dire che a questa iniziativa messa su dal Foglio non sono contrario in maniera preconcetta. L’unica cosa che temo è la sua pretestuosità. Siccome gutta cavat lapidem va a finire che tra tre o quattro mesi qualche cardinale si alzerà in piedi e dirà “bene, andiamo alla radice del problema: basta con questa 194 del cavolo”. Certo non lo diranno mai in modo così brutalmente ingenuo, mica son scemi. In fondo, forse, al di là di tutta questa antropologia, e filosofia, e linguaggio pieno di ismi, insomma al di là di tutta la roba “grossa” che Ferrara mostra di muovere, l’obiettivo potrebbe essere circoscritto all’Italia. Non è vero del resto – come è stato scritto da molti vaticanisti – che l’Italia è stata scelta per essere il “piave” della chiesa cattolica, la linea dura e pura da tenere e dalla quale ripartire per la controffensiva?
Comunque, dicevamo, sabato siamo stati piuttosto impressionati. Per tutte le cose che hanno impressionato Massimo Adinolfi. Ma anche per un passaggio secondo noi cruciale, anzi per un semplice avverbio: “la moratoria è la scelta di rendere chiaro, di formalizzare filosoficamente, giuridicamente, ed anche eticamente questa risposta: no all’aborto”.
Certo, quel giuridicamente si riferisce alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e non alla nostra legge sull’interruzione di gravidanza. Però capite bene che un fante del Piave non sa cosa farsene della filosofia e dell’antropologia.


23 dicembre 2007


FESTE A ALIMENTAZIONE

Ritengo che la cosa messa su da Ferrara sia degna di una discussione non scema. Tuttavia qualche scemenza ce la passate ogni tanto?


12 dicembre 2007


"PUNTO"

Era il lontano marzo 2006. Leonardo scrisse una cosa su Macchianera, Filippo Facci si incazzò e minacciò di querelarlo, Leonardo ritrattò. Ecco, leggete - oggi sul Foglio - la lettera di Facci al direttore e soprattutto la risposta.


26 giugno 2007


ASPETTANDO LA LINEA



Scrive il tal Marco Greco al Foglio:

«What I care about. Un ventennio fa Ferretti cantava “… e voi cosa volete? Di che cosa vi fate, qual è la vostra pena, qual è il vostro problema…”. Chissà se Walter Veltroni l’ha mai sentita». 

E Giuliano Ferrara risponde:

«Ferretti è tra l’altro, e da sempre, un genio politico. Un poeta politico».

Come diceva Bruno Pizzul, tutto molto bello. Però proporrei di andare oltre, sempre sotto l’egida di Ferretti. Uno che, come si diceva qui, si espone sempre in prima persona, anche a rischio di prendere le musate. Uno “fedele alla linea anche quando non c’è”, a differenza di tanti che la linea la dettano ma pretendono soltanto la fedeltà altrui.
Ne riparliamo mercoledì sera ok?

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