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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


9 giugno 2011


LE SERATE DI ARCORE

Il Governo due volte sotto.


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25 agosto 2010


YES, WE TRANS

Ci ho pensato e ripensato. Nella notte. Immobile nel letto, il volto silvano all’insù e il vetro della pupilla a fissare il soffitto, mi arrovellavo sul significato della Pioggia nel pineto di Walter Veltroni. E finalmente stamattina, mentre la moka barbugliava come un piccione ebbro sul fiore azzurrognolo del gas, son venute su due cose.

La prima eccola: non bisogna leggerle, le lettere di Veltroni e le interviste della sinistra. Uno, al solo vedere – a tutta pagina – Chiamparino, Vendola, Franceschini, l’arrostitore di salsicce alla Festa del Pd, deve imbracciare il lanciafiamme e dare fuoco al giornale appena comprato. Perché adesso il timore è che, in questa escalation di lettere agli italiani e discorsi dal bunker, possa dire la sua persino Giuliano Amato. 

La seconda considerazione prende le mosse dall’editoriale del Foglio di oggi, che dice: a Veltroni va almeno il merito di aver detto no alle ammucchiate anti Cav. Qualcosa però non torna: questa fissazione della marcia solitaria Veltroni ce l’ha da un pezzo. Che novità sarebbe? Se il brancaleonismo cui fa riferimento Il Foglio è quello elettorale, beh, francamente credo che neanche Franceschini veda di buon occhio una campagna elettorale con Fini capolista. 

La soluzione del rompicapo sta in questa frase, ben occultata dopo la serie di petardi populisti sparati ad alzo zero: “E’ giusto semmai – scrive un Veltroni dalla prosa insolitamente sciatta – che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l’emergenza finanziaria e sociale e di riformare la legge elettorale”. 

Pare dunque di capire che l’ammucchiata che Veltroni non esclude sia un’altra, anche se per “per un breve periodo”. Insomma, dopo aver portato alla pulsazione massima i cuori dei democratici con una serie di descrizioni di panorami “sfarinati” e scenari “orrendi”, proprio quando uno si aspetta la zampata del leader di razza, ebbene, quel leader si alza dalla poltrona e, fissando il fuoco nel caminetto, pensoso scandisce: governo di tran-si-zio-ne. Che non è per niente glamour come cosa. Nel Pd, per dire, lo sostengono in tanti, senza per questo tirarsela da kennediani in esilio forzato. 

E comunque, se pulsazione di cuore deve essere, poteva dirla in maniera più figa: “Il nostro Paese deve smettere di vivere dominato solo da passioni tristi. Il nostro paese ha bisogno di un governo Trans. È difficile. È possibile”. E bon.


9 maggio 2008


IL PRURITO DELL'ITALIA PROFONDA

La Michela Brambilla in versione infermiera sexy è l'ennesimo colpo di genio di Silvio Berlusconi.

Aggiornamento: lei non ci sta e vorrebbe almeno un ruolo da dietista alla clinica Villa Celeste del prof. dott. Guido Tersilli.


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8 marzo 2008


QUANTO COSTA FARE FINTA DI ESSERE UNA STAR



Dopo aver letto il
suo titolo, è assolutamente necessario correggere una cosa scritta ormai più d'un mese fa: la delegazione degli industriali che, all'epoca della crisi di governo, si presentò alla stampa dopo l'incontro con Marini era gente decisamente su di giri per plurimi negroni e martini cocktail. E Montezemolo era senza dubbio amico del barman.


23 febbraio 2008


“CIO' NON VUOL DIRE RITIRARSI”



Prodi
continua a scrivere alle redazioni di mezza Italia. Oggi scrive a Repubblica rispondendo – con la consueta acidità – ad un commento di Curzio Maltese che aveva ricordato come l'ex premier avesse rinunciato ad un altro giro in Parlamento per la regola che impedisce ai parlamentari di terza legislatura di candidarsi per la quarta volta.

“Caro direttore, (...) solo per amore della precisione, tengo a sottolineare che tale regola non riguarda minimamente il mio caso, avendo io svolto la funzione di parlamentare soltanto per due mezze legislature (...) mi considero quindi un parlamentare giovane".

Ora, l'operato del governo va difeso, non ci piove. E va anche fatto notare quando un giornalista è impreciso (e a Maltese capita). Però bisogna fare tutto con stile, senza stizza né pedanteria. Ecco, il Prodi
che si sveglia alle 5.30, si fa la sua rassegna stampa personale e poi si chiude nello studiolo per rispondere per le rime a tutti, ostentando tra l'altro una calma risentita assolutamente falsa, beh, questo Prodi non fa un grande servizio a se stesso e soprattutto può diventare un problema serio per il prosieguo della campagna elettorale. Comunque torniamo all'ultima lettera, quella di oggi: Prodi dice che è stata sua e solo sua la scelta di non ricandidarsi perché bisogna dare l'esempio in prima persona e – quindi – favorire “un deciso ricambio della classe dirigente politica (...) Ciò non vuol dire ritirarsi e tanto meno disimpegnarsi dalla vita politica”.


5 novembre 2007


MEMENTO PRODI

Dire che il governo ha vita eterna non mi pare, visti i tempi attuali e i personaggi in circolazione, una battuta felicissima.


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permalink | inviato da attentialcane il 5/11/2007 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 ottobre 2007


RINCULAMENTI

Enrico Letta spiega che, se Berlusconi fallisce nel tentativo di dare la spallata al governo, la credibilità dell'opposizione crollerà: “Se il Cavaliere perde – dice il sottosegretario – dal 15 novembre ci sarà un effetto rinculo”. Direi che, anche in caso di vittoria, gli effetti sono del tutto sovrapponibili.


26 ottobre 2007


FACCIO FINTA

Stamattina mi sveglio e faccio finta. Mi stiracchio e faccio finta. Vado in bagno, mi lavo, mi sbarbo e faccio finta. Mi preparo la colazione e faccio finta. Poi alla fine il pensiero, che ha trapanato tutta notte, mi viene su come un fiotto e fa: smettila! Ti rendi conto che siamo ancora qui a chiederci se Berlusconi sarà il prossimo presidente del consiglio?


17 ottobre 2007


A PROPOSITO DI MIO NONNO, PALLE E FLIPPER



Come tutti avranno avuto modo di constatare non sono un estimatore del presdelcons, ma mi sfugge il senso della
polemica messa su da Massimo Mantellini per il quale Prodi doveva dirlo prima che se le primarie fosserro state un flop il suo governo avrebbe rischiato di cadere, e non dopo a primarie effettuate. Qua si pensa che Prodi sarebbe stato politicamente scemo a dirlo prima. E Mantellini non ci fa mica una bella figura cambiando le carte in tavola. Non può dire (prima) che "avrebbe avuto senso dirlo prima ma magari si e' dimenticato" e poi (dopo) nei commenti affermare una cosa diversa e cioè "sono d'accordo, dirlo prima poteva non avere senso, dirlo dopo pero' nemmeno". Certo, c'è la storia del feed back che salva quel "però nemmeno", ma c'è di che zoppicare. Poi uno può anche ritenere che Prodi farebbe bene a stare zitto pure adesso, ma è un altro discorso, un altro post, diciamo.


15 ottobre 2007


LETTURE

E' chiaro che il risultato delle primarie del Partito democratico– alla fine – rafforza (deve rafforzare) il governo. Ma non potrebbe essere che questi tre milioni e rotti di persone che hanno votato ieri abbiano mandato – magari senza esplicitarlo del tutto neanche a se stessi – un chiaro, inequivocabile segnale di non poterne più? Di Romano Prodi, s'intende.


14 settembre 2007


STANCHEZZE

Prodi: “Energia rinnovabile, siamo in ritardo”.


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permalink | inviato da attentialcane il 14/9/2007 alle 10:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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