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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


16 giugno 2009


QUA SI TORNA AL 16%

Antonio Polito oggi sul Riformista parla della discesa in campo di Veltroni al fianco di Franceschini. Il passaggio più significativo è il seguente e prende le mosse dal riconoscimento dell’indubitabile caos (di posizioni e di linea) che regna attualmente all’interno del Partito democratico.

“Di questo caos, l’appello per il voto a Franceschini è una specie di summa. Veltroni – seguendo il solito schema nuovo vs. vecchio – invita infatti a tornare al nuovo, cioè a se stesso, cioè al Lingotto. Ora già l’idea di tornare la nuovo ha qualcosa di paradossale (…) Veltroni precisa che ‘bisogna andare avanti evitando di ripetere di errori compiuti e correggendo radicalmente un modo di essere e di fare che ci ha fatto solo male’. Perfetto: e quali sono – di grazia – gli ‘errori compiuti’? E come – di grazia – vanno corretti? L’idea che l’ex segretario accredita, fin dal giorno delle sue dimissioni e anche prima se è per questo, è che tutto era giusto, tutto fissato con chiarezza al Lingotto, ma poi ‘laceranti e troppo spesso sotterranei scontri interni, un gioco perverso di posizionamenti individuali e di manovre di corrente’, ha reso vana questa grande opera di innovazione. E’ il solito effetto-placebo”.


3 marzo 2009


E' TUTTO UN PROBLEMA DI INDICATORI

 

Quel gran lepido di Follini scrive oggi sul Riformista che, ebbene sì, si devono tagliare i soldi ai partiti. Anche se - come sempre - non riesce ad essere definitivo e dice che, siccome "personalmente" aborre "la demagogia" e diffida dei "gesti troppo esibiti e plateali", allora pensa che "per il paese il problema non sia quanto costa la politica, ma semmai quanto (non) rende". Il che, a tutta prima, è vero. Però, circoscrivendo il discorso al Pd e lasciando stare il paese, c'è da porsi una domanda: resa per resa, quanti voti ha portato Follini?


18 aprile 2008


SFONDAMENTO LENTO

Credo che l’analisi di Roberto Gualtieri (ieri sul Mattino, oggi sul Riformista) non sia sbagliata: Berlusconi ha sfondato al centro e il Pd ha vampirizzato buona parte dei voti della Sinistra Arcobaleno. Poi parecchi di quei voti sono andati anche alla Lega e a Di Pietro (più a Di Pietro che alla Lega, in verità), ma l’insistenza con la quale i commentatori dei grandi giornali pongono l’accento sulla trasmigrazione degli operai dalle parti di Bossi mi puzza un po’. Ora Veltroni ha tutto il tempo che lo separa dalle prossime elezioni europee per dimostrare che Gualtieri ha torto, cioè che la sinistra radicale è finita e che il Pd è destinato ad espandersi. Naturalmente può anche confidare in un Berlusconi disastroso nel suo primo anno di governo, ma io non ci farei tanto affidamento.


19 gennaio 2008


VITE MALVISSUTE VS. CATTO-PRIDE

Aspettando l'Angelus politico di domani mi sono riletto questo buon editoriale del Riformista di ieri, non tanto per la boiata detta dai Mastella ma per la chiusa che secondo me è di un certo rilievo.

"Ma c'è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici".

E, per vedere come è questa brutta china, sarebbe bastato che uno avesse letto ieri sul Foglio un articolo emblematico del catto-pride prossimo venturo. Un articolo, firmato da Luigi Amicone, di una violenza verbale quasi
commovente. Scelgo fior da fiore:

"laicità che si è trasferita armi e bagagli nell'accampamento del fideismo più opaco e trucido (...) Non è solo sordità di chi non vuol sentire, è proprio manifesta crisi di ragione e di ragioni (...) votati a una ragione che si alimenta col furto delle candele in chiesa (...) Si capisce, infine, perchè la giustizia e il diritto siano così scempiati e portati al guinzaglio dai fidi maestri sostituti della'utentica legalità con la discrezionalità esatta dall'odio (sic!), da vite malvissute, dalla convenienza politica e dalla mai appagata ansia di protagonismo qualunquistico"

Ecco, direi che Amicone non è esattamente il tipo col quale un laico (da intendersi sia nel significato popolare che in quello autentico di cattolico senza abito talare) possa dialogare senza innervosirsi. Anche - anzi, forse, soprattutto - per la sua prosa piuttosto zoppicante.


22 novembre 2007


I BUONI VALORI DEL MULINO

 

Qua si era d'accordo - e sempre lo si sarà - con la riedizione del patto Molotov-Ribbentrop più noto come "patto della crostata". Ora, a parte che Veltroni lo si vedrebbe bene come testimonial del Mulino Bianco (e lo si dice senza ironia), è tutto ok: che si proceda.
(Quadernino)

Aggiornamento: a questo proposito si legga oggi sul Riformista l'articolo di Claudia Mancina


16 ottobre 2007


BRODO DI COTTURA

Emanuele Macaluso spiega un po' meglio questa mia impressione di ieri.

Oggi sul voto per il Pd non solo c'è una reazione alla campagna che semina sfiducia verso la politica, non solo c'è una reazione alla frammentazione e ai partitini personali e ricattatori, ma c'è anche una forte partecipazione di chi avverte il pericolo di una rivincita del Cavaliere, capisce che Prodi è cotto e vede in un leader come Veltroni il candidato che può competere”


3 ottobre 2007


VIVI COME SE DOVESSI ECCETERA

Nella replica a Oscar Giannino, che gli chiedeva i motivi del suo ripensamento e del suo appoggio a Walter Veltroni, Peppino Caldarola – una delle migliori penne in circolazione – articola bene e dà motivazioni piuttosto convincenti (almeno dal suo punto di vista). Quello che politicamente mi convince meno è inserire tra queste motivazioni anche il mezzo “coccolone” (sostantivo suo) che ha avuto a giugno. Scrive: “Alla mia età non si sopravvive. O si lavora per un progetto grande o si lascia perdere”. Ma perché “alla mia età”? Giulio Andreotti racconta che un contadino gli disse di non sapere bene cosa fosse la vecchiaia poiché non conosceva la data della sua morte. “Ho già fatto – continua Caldarola – 40 anni fa l'esperienza dei piccoli gruppi di avanguardia della classe operaia. Fare da vecchio l'avanguardia del socialismo europeo mi fa male al cuore”. Sono sicuro che la sua è stata una battuta e che quindi le domande che sto per pormi siano del tutto inutili, ma – mi chiedevo – solo i giovani hanno la patente (e il fisico) da avanguardisti? E tra coloro che lavorano a “progetti grandi” si trovano molti più vecchi? Chi l'ha detto che Calderola sia vecchio? E chi l'ha detto che 40 anni fa fosse giovane?


2 ottobre 2007


DOMANI SI' ADESSO NO

Nell'intervista che Livia Turco ha rilasciato a Paolo Franchi noto due cose: la copertura (ottima) del fianco sinistro e la fiducia, se non assoluta, ragionevolmente robusta nel futuro. Non mi pare poco.

Anche se adesso (i socialisti) non verranno con noi, sono e resteranno interlocutori importanti (...) Il Pse è già il mio partito, dipendesse da me e da noi ds non avrei proprio problemi. Ma rispetto chi, almeno per ora, non si riconosce in questo approdo, e dice che non vuole morire socialista”


25 settembre 2007


SOCIETA' CIVILE MODERATA

Salvatore Vassallo ha accettato di correre in una lista per Veltroni a Roma e non a Bologna, che poi sarebbe la sua città (Bologna, non Roma). Ed Emanuele Macaluso, divertendosi e divertendoci, lo fa notare. Macaluso fa altresì notare che "il professor Vassallo, come tutti gli altri candidati nazionali e regionali, non 'corre', ma sta fermo in lista bloccata, senza concorrenti". Cioè: fuori dal suo territorio e in una posizione - come dire - protetta. Anche noi - nel nostro piccolo, sia chiaro - fummo incuriositi non poco quando Vassallo scrisse a favore del proporzionale e delle liste bloccate. No dico: Vassallo per il proporzionale e per le liste bloccate. Neanche le madrasse della società civile sono più quelle di una volta.


28 agosto 2007


DOVE SONO LE TRUPPE?

L’editoriale di oggi sul Riformista è un concentrato di quanto Macaluso va dicendo da un po’ e cioè che il Partito democratico è un matrimonio contro natura e che non risolve i problemi del sistema politico italiano e che c’è bisogno – invece – di un’aggregazione di forze che si ispirano alle idee socialdemocratiche (chi volesse approfondire dovrebbe leggere il suo libro). Io credo che alla lunga il Pd sarà un partito con dentro molte di quelle idee che stanno a cuore a Macaluso e quindi non sono d’accordo con lui. Però Macaluso ha il dono dell’acume e quindi ogni cosa che scrive contiene concetti inoppugnabili. Ne ho scelto uno:

“Ma perché il gruppo prodiano, che dispone del presidente del Consiglio, di ministri, consulenti, giornalisti di grido, manager, professori emeriti e di tante altre cose non mobilita la ‘società civile’ e alle primarie scalza ‘i professionisti’ della politica? Oppure dovrebbero essere questi a suicidarsi sull’altare della ‘società civile’ invocata da Andreatta, Vassallo e altri? Misteri italiani”


13 giugno 2007


LA PISTA INTERNA

“Caro direttore, pubblicate le intercettazioni su D’Alema e Fassino. E sono cominciate le primarie del Pd”. (Emanuele Macaluso)


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permalink | inviato da attentialcane il 13/6/2007 alle 10:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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