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Antipixel di Lamianotizia 


17 aprile 2011


MORTE A VENEZIA

"Riguardo agli esecutori materiali del delitto, è impossibile penetrare nella mente di un gruppo di persone capaci di uccidere a sangue freddo un pacifista che era venuto ad aiutare il loro stesso popolo. Ancor più difficile farlo, quando ci si trova nella splendida cornice di Venezia"

Lo scrittore israeliano Etgar Keret scrive che è un po' amareggiato. Per l'uccisione del povero Arrigoni. Per il fatto che sia stato ucciso proprio da quelli che pensava di difendere (mi si perdoni il processo alle intenzioni, ma Keret non stia a prendere per il culo). Soprattutto è amareggiato perchè la madre (di Arrigoni) non vuole far passare la salma del figlio nello Stato di Israele. A me - al netto di tutto il pacifismo e la buona fede di questo scrittore un po' sopravvalutato - amareggia che Keret senta il dovere di dirci che sta scrivendo da Venezia. La splendida cornice. Manco Antonella Clerici.


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16 ottobre 2010


"UNA VITTORIA POSTUMA DEI REGIMI TOTALITARI"

"Crediamo che si debba dissentire senza incertezze dalla proposta di affidare a una legge il compito di far rispettare la verità storica. Il principio della libertà intellettuale e l'inviolabile diritto di ciascuno a non essere punito per legge per le proprie convinzioni sono il frutto di secoli di lotte contro l'intolleranza e la censura di poteri religiosi o politici. Sarebbe una vittoria postuma dei regimi totalitari sconfitti al prezzo di un'immane conflitto mondiale se nella nostra repubblica democratica si dovesse ricorrere alla barriera del codice penale per difendere dalle deformazioni e dagli errori la verità storica".
(Adriano Prosperi su Repubblica, via Post Scriptum)

E Pontifex ci va giù più duro
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15 ottobre 2010


L'ORDINE DEGLI ADDENDI



Questa notizia - pare che sarà vietato mostrare le bandiere israeliane al Meazza per il prossimo incontro di Champions dell'Inter contro il Tottenham, da sempre considerata la squadra della comunità ebraica di Londra - mi ha fatto fare uno strano, spericolato accostamento tra due diverse situazioni e, se volete, un friccichino balengo dal punto di vista logico. Ora si solleverà, giustamente, un mare di polemiche per il divieto di esporre la stella di Davide. L'altro ieri, quando Ivan
e i suoi amici hanno bruciato a Genova l'aquila nera albanese, non si è sollevato proprio un bel niente. Qua si prepara una sacrosanta protesta contro un divieto che nasce dal timore di una violenza che potrebbe essere consumata; là c'è stato un preoccupante silenzio per uno schiaffo che nessuno temeva, ma che è stato sferrato con violenza davanti a tutta Europa.


10 luglio 2010


AVVISTATO BURUMA A BRACCETTO DI D'ALEMA

"Permettere che il passato offuschi la nostra facoltà di critica mina la democrazia israeliana, e potrebbe dar luogo ad altre pericolose conseguenze in futuro"

Con un po' di ritardo diciamo che l'analisi di Ian Buruma non ci dispiace per niente


17 gennaio 2009


TACETE DONNA, POI AVRETE IL VOSTRO

Sulla Lucia Annunziata che alza il sedere e se ne va perchè Annozero è un programma al 99,9% schierato con i palestinesi ho le mie idee che in parte coincidono con quelle del direttore del Riformista Polito ("Da tempo quello non è più un talk show, ma reality, fiction") e in parte con chi ritiene che è proprio quello 0,1% che fa la differenza. In tutta questa faccenda però chi fa sempre la sua porca figura di capocomico è Gianfranco Fini, tutto preso dal suo ruolo di garante e di uomo impagliato super partes. Io ricordo una zuffa, in tempi elettorali, con la stessa Lucia Annunziata a cui esprime oggi "solidarietà e apprezzamento" (se qualcuno riesce a trovare la puntata di "In 1/2 ora" con ospite Fini mi fa un fischio? Era lì che ci fu baruffa, vero?).

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