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Antipixel di Lamianotizia 


8 novembre 2007


QUEI CATTIVISTI DEL FOGLIO

Sul Foglio di oggi c'è un articolo ("Libera Chiesa in stato sicuro") in cui viene citata a sproposito un'intervista di Camillo Ruini che ha sì detto che i cattolici non si possono definire buonisti, ma per la semplice ragione che devono essere buoni.
A pensarci bene il Foglio non è cattivo: è cattivista.


6 novembre 2007


ANCORA SUL SENSUS FIDEI

"Il vero cristiano fa opera di accoglienza e di promozione (...) c'è un dovere dell'accoglienza degli immigrati anche sotto il profilo propriamente religioso". Chissà se l'onorevole Casini ha letto queste dichiarazioni di Camillo Ruini, che non sono molto lontane da quanto si andava dicendo qui. Per me l'ex presidente della Camera non ci fa una bella figura. E non si fa una bella figura neanche il titolista del Giornale, se è per questo.


5 novembre 2007


“CRISTIANESIMO DI CRISTIANI CHE DIFETTANO DI SENSUS FIDEI”

In tema di sicurezza e di rom c'è questa curiosa intervista a Casini che dice: “... parte del clero, del mondo cattolico, in nome di un buonismo e di un malinteso concetto di accoglienza, rischia di aumentare i problemi anziché di risolverli ». E poi: “Domani (oggi, ndr) si terranno i funerali di un santo, Don Oreste Benzi, che per gli immigrati, per gli ultimi, ha fatto cose straordinarie. Ma non si può chiedere né pretendere che tutti i cittadini seguano quell'esempio. Se non c'è realismo, ma solo utopia astratta dell'accoglienza, si possono produrre danni enormi. Perché purtroppo delle migliori intenzioni è lastricata la strada dell'inferno...».
Può essere. Comunque bisognerebbe ricordare al cristiano e cattolico Casini che, è vero, tutti i cittadini non sono tenuti a seguire quell'esempio, ma i cristiani e i cattolici mi sa di sì. Quanto alle vie dell'inferno, direi che sono lastricate soprattutto delle buone intenzioni (buone?) di questo invadente abbraccio dei cosiddetti atei devoti che dovrebbe, quello sì, preoccupare i cristiani sinceri.

Di seguito riporto qualche passaggio a caso di una librettino scritto da Enzo Bianchi, che di mestiere, tra le altre cose, fa il priore della Comunità Monastica di Bose.

Anche oggi i cattolici possono essere tentati di praticare metodi di intolleranza al servizio della verità, come ha lucidamente denunciato per il passato Giovanni Paolo II. (...) Recentemente, papa Benedetto XVI ha affermato che noi cristiani abbiamo l'obbligo di rispettarci e amarci reciprocamente anche in ciò che ci distingue gli uni dagli altri. (...) Quando i cristiani perdono il carattere della mitezza e dell'umiltà allora sono essi stessi a minacciare nel concreto proprio quel messaggio che vorrebbero trasmettere agli altri uomini”

Quando i cristiani manifestano sfiducia nella forza evangelica propria dell'umiltà cristiana e dell'inermità della fede (...) allora confondono la chiesa con il regno di Dio, progettano una cristianità che appartiene al passato, che non può essere resuscitata e che, soprattutto, contraddice la buona notizia di Gesù”.

... uso strumentale della religione da parte di quanti misconoscono nuovamente la distinzione tra Dio e Cesare. Ci sono forze politiche infatti che vogliono che la chiesa assuma una posizione di rilievo e un ruolo dominante all'interno di un determinato contesto storico e, conseguentemente, non mantenga viva la forza profetica (...) Così gli elementi stabili della cultura religiosa sarebbero integrati nel sistema politico, ... si avrebbe una vicendevole strumentalizzazione dei poteri religiosi , politici e sociali in grado di dare compattezza alla società e di assicurare la tenuta del sistema. Su questo occorre che i cristiani siano vigilanti perché quando forze politiche vogliono generosamente offrire protezione giuridica o prestazioni finanziarie alla chiese, in realtà operano per il proprio tornaconto”.

Gli interlocutori dei cristiani sembrano attendere una chiesa che ascolti prima di parlare, che accolga prima di giudicare, che ami questo mondo prima di difendersene, che si nutra di creatività piuttosto che di paura, che sappia annunciare profeticamente piuttosto che accusare”.

Forse sono cose troppo alate. Casini in realtà vuole semplicemente il voto di chi si sente un “cattolico assediato” (c'è un capitoletto del libro che si intitola “I cristiani? Non sono perseguitati”). O magari no: Casini è sinceramente interessato a testimoniare con la propria vita la “fede intesa come quella adesione a Gesù Cristo che si traduce in una sequela – questa faticosa, esigente, perseverante condotta di vita che si vuole secondo il vangelo”. Chi può dirlo? Del resto, ammesso che Dio conosca davvero il numero esatto dei nostri capelli, conoscerà ben bene il cuore e le intenzioni di ciascuno. Però ho un timore, che espressi già una volta: e se ci avesse messo lo zampino quel furbo dello zio di Berlicche?

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