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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


4 settembre 2010


IN VERITA'

Non essendo un esperto di Sacre Scritture non vorrei avventurarmi in terreni che non conosco benissimo, però questa uscita del Papa mi pare teologicamente un po' discutibile. Infatti è senz'altro stolto costruire la propria casa sulla sabbia, ma anche chi costruisce sulla roccia in fondo potrebbe avere un mutuo da pagare.


17 agosto 2010


KORDOGLIO


19 maggio 2009


FACCIA DI TOLLA

Adesso la parola d’ordine degli ultrà cattolici è ragionevolezza. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, dice che l’uscita di Gianfranco Fini (“Non si fanno le leggi seguendo la fede”) è errata perché in Italia il pericolo non esiste: da noi “non ci sono norme orientate dalla fede, ma dal massimo di ragionevolezza (…) chi non è d’accordo può chiedere il referendum”.
E se quel “massimo di ragionevolezza” non è possibile metterlo alla prova perché la Chiesa dice di non andarli a votare, i referendum?

Aggiornamento - che poi uno ci pensa ancora su e si chiede: ma se le leggi sono ragionevoli e si ha paura che il popolo referendario le bocci (o magari - che è lo stesso - la paura è che il popolo accetti leggi irragionevoli) allora o quel popolo non è ragionevole o non lo sono le leggi. La prima ipotesi apre il campo a un'altra cruciale domanda per un cattolico: l'uomo non riesce a capire l'evidente ragionevolezza di una norma? Certo, ci sarebbe sempre una possibile spiegazione che magari la Roccella (e Ruini e Casini eccetera) hanno preso in esame nell'optare per l'astensione: e se il diavolo entrasse in cabina elettorale per confondere?

Aggiornamento ulteriore - e se un cattolico dovesse rispondere che la differenza è tutta qui, che cioè il credente resta sempre libero di dare il suo assenso e che nulla è mai del tutto evidente anche se ragionevole, bene a quel cattolico bisognerebbe rispondere che l'osservazione non è pertinente. Ma ammettiamo pure che sia pertinente (e non lo è): se Dio è disposto a correre il rischio della libertà umana a maggior ragione dovrebbe essere disposta a correrlo la Roccella (e Ruini e Casini eccetera)


29 gennaio 2009


CIAO SONO LA RANA DALLA BOCCA LARGA E TU CHI SEI?

 

Qua si ricorda
quella volta in cui il Papa operò nei confronti del mondo animale un gesto di riconciliazione dagli spessi risvolti teologici. Adesso, accarezzando un leone, ancorchè cucciolo, resta nell'alveo dei Padri della Chiesa.


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26 gennaio 2009


TEMI ETICAMENTE SENSIBILI



Cosa pensi di certe cose lo sapete. E' naturale dunque che questa notizia non mi abbia lasciato indifferente. Noi tutti, ragazzi nati alla fine dei '60 e lettori accaniti de L'Intrepido, entro il 2039 avremo finalmente i nostri occhiali a raggi X. A meno che il Papa non blocchi la sperimentazione scientifica. E allora saremo pronti a scendere in piazza.


23 dicembre 2008


NON SONO UNA SIGNORA

Sono d'accordo col Papa. Comunque se Luxuria esordisse come cantante di cover di Loredana Bertè non ci troverei nulla di male.


17 dicembre 2008


PREMESSO CHE LO SPIRITO SOFFIA UN PO’ DOVE CAVOLO GLI PARE

Dopo il Vecchioni convertito («Sì, sono un credente e un cristiano che però usa anche l’intelletto») Il Giornale intervista oggi sullo stesso argomento anche Antonello Venditti («Bastava guardare i miei brani da una sfumatura diversa per trovare sfumature mistiche», corsivi miei).
Premesso quanto si deve premettere (prego vedasi titolo), qua si rispetta soltanto Giovanni Lindo Ferretti. Per
queste precise ragioni qui.


17 luglio 2008


SII MALEDETTO TRA TUTTO IL BESTIAME



Fossi nel direttore del Foglio farei un paio di paginoni sulle implicazioni teologiche e sulla inquietante valenza simbolica di questo gesto di riconciliazione.


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7 giugno 2008


"E A VOI, DICIAMO PURE, INADEGUATI..."

 Berlusconi in visita da Benedetto XVI







Qua si guarda con pensoso divertimento alla somiglianza tra Paolo Stoppa e Joseph Ratzinger. Quanto al Marchese Onofrio del Grillo e al Principe Marcello di Valmontone non saprei dire.


13 maggio 2008


SMALTIMENTI

Visto che manca un ministero della sanità l'aborto diventa una questione ambientale. Ma il Papa non dice niente?


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13 aprile 2008


RAPPRESENTANTI DI LISTA

 


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20 gennaio 2008


MI SI NOTA DI PIU' SE NON VADO O SE VADO ACCOMPAGNATO?

Dal punto di vista della strategia comunicativa Benedetto XVI, rinunciando ad andare alla Sapienza, ha senz'altro fatto bingo. Per strafare, alla prossima occasione gli consiglierei di dire che non va e poi invece irrompere direttamente in aula magna con Mastella sotto braccio.


19 gennaio 2008


VITE MALVISSUTE VS. CATTO-PRIDE

Aspettando l'Angelus politico di domani mi sono riletto questo buon editoriale del Riformista di ieri, non tanto per la boiata detta dai Mastella ma per la chiusa che secondo me è di un certo rilievo.

"Ma c'è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici".

E, per vedere come è questa brutta china, sarebbe bastato che uno avesse letto ieri sul Foglio un articolo emblematico del catto-pride prossimo venturo. Un articolo, firmato da Luigi Amicone, di una violenza verbale quasi
commovente. Scelgo fior da fiore:

"laicità che si è trasferita armi e bagagli nell'accampamento del fideismo più opaco e trucido (...) Non è solo sordità di chi non vuol sentire, è proprio manifesta crisi di ragione e di ragioni (...) votati a una ragione che si alimenta col furto delle candele in chiesa (...) Si capisce, infine, perchè la giustizia e il diritto siano così scempiati e portati al guinzaglio dai fidi maestri sostituti della'utentica legalità con la discrezionalità esatta dall'odio (sic!), da vite malvissute, dalla convenienza politica e dalla mai appagata ansia di protagonismo qualunquistico"

Ecco, direi che Amicone non è esattamente il tipo col quale un laico (da intendersi sia nel significato popolare che in quello autentico di cattolico senza abito talare) possa dialogare senza innervosirsi. Anche - anzi, forse, soprattutto - per la sua prosa piuttosto zoppicante.


17 gennaio 2008


FINORA 'STA MANO E' STATA PIUMA...

Nella babele di reazioni contro il bavaglio al Papa ho isolato un paio di passaggi dell'intervista di Ruini al Corriere, passaggi che - magari sbagliando - considero assai significativi:

"Attaccare questo Papa non è giusto e neppure opportuno (...) Nelle mie prolusioni quante volte ho attenuato i toni sulle crisi, sui problemi dell'Italia; per favorire la concordia, per non inasprire i conflitti. Su materie delicate come i rapporti tra politica e giustizia e le questioni economiche, ci siamo andati piano".

Cos'è una minaccia? Dobbiamo aspettarci una Chiesa che rinuncerà ad "andarci piano" da ora in poi? Quello che è successo in questi giorni - e quello che succederà domenica all'Angelus - sono uno spartiacque nella tattica politica di questo papato: Roma e l'Italia come linea del Piave della restaurazione preconciliare, considerata l'arma vincente contro la secolarizzazione. Da cattolico posso dire che non mi piace per niente.
Fin qui le "cose grosse". E le piccole? Eccole: in Italia rinascerà un partito cattolico, magari reso presentabile con qualche artificio dialettico, un partito che costituirà il braccio secolare di questa tattica e che sta aspettando solo l'approvazione di una legge elettorale proporzionale per dare contezza di sè. Perchè va bene il dialogo sulle cose ultime e sui massimi sistemi, ma come si diceva qui un fante del Piave non sa cosa farsene della filosofia e dell'antropologia


17 gennaio 2008


BAVAGLIO

Il discorso del Papa è da ieri sera sui siti più cliccati, è stato pubblicato oggi dalla maggior parte dei quotidiani, è stato letto alla cerimonia della Sapienza e stamattina il mio edicolante di fiducia alle ore 8.54 aveva già terminato le copie del Foglio. Così per dire.


16 gennaio 2008


IN MARGINE ALLA FACCENDA DEL PAPA ALLA SAPIENZA

Non è importante che siano andati a riprendere una citazione relativa a una conferenza tenuta da Ratzinger nel lontano 15 febbraio 1990. La citazione è l'ormai famosa affermazione di Feyerabend sulla ragionevolezza della condanna di Galilei contenuta in Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, un bel libro che si occupa diffusamente di Galileo dal cap. 6 al cap. 12. Non è importante, dicevamo, perché in fondo le questioni sollevate da Feyerabend e riprese dall'attuale Papa non hanno perso la loro attualità. E' invece fondamentale capire perché si utilizza un epistemologo così critico verso la Ragione (con la maiuscola) da ammettere che le scoperte scientifiche rispondono ad un criterio anarchico, alla cocciutaggine, alla fortuna o – nel caso di Galilei – alle sue doti di persuasore e di imbonitore. In sostanza ogni scoperta scientifica è una specie di rivoluzionario salto in avanti per nulla (o poco) collegabile alla vecchia visione del mondo che risponde, invece, ad una sua interna ragionevolezza (sempre su questi argomenti può essere utile sfogliare anche La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn). Le verità – anche quelle scientifiche – in fondo sono da inquadrare tutte storicamente. Ratzinger non dice che la Chiesa ha fatto bene a condannare Galileo, ma dice che la condanna di Galileo era spiegabile nel contesto di quella ragione storica. Benedetto XVI in fondo utilizza questa impostazione per dimostrare che la Verità scientifica può essere messa in discussione tanto quanto la Verità di fede, minando alla base ogni sua pretesa di oggettività. Non lo dico io – sembra scusarsi – ma lo dice persino un relativista come Feyerabend.

Ora, l'argomento non appare del tutto convincente. Il Papa compie infatti un salto: visto che ogni idea di Ragione è per forza di cose contingente deve (deve?) esistere una “ragionevolezza più grande” che
possa ricomprendere in sé ogni forma di ragionevolezza finita. Solo che Feyerabend non sarebbe affatto d'accordo, anzi si troverebbe piuttosto a disagio nell'essere citato per questi scopi. Non è affatto scontato che siccome non c'è Ragione nello sviluppo progressivo della scienza (anzi, è proprio l'idea di progresso ad essere fasulla) allora ho dimostrato l'esistenza di una Ragione superiore. Feyerabend, o qualsiasi altra persona, potrebbe opporre a Benedetto XVI il Caos, Ananke, addirittura l'assoluta mancanza di regola, l'Anarchia pura, appunto. In realtà il Papa deve ammettere che quel salto si può fare solo con la fede e non - come ripete da sempre - con la forza della ragione.

Ma proviamo a vedere le cose da un'altra angolazione. Ratzinger cita Feyerabend per dire che aveva torto a pensare quelle cose su Galileo. La sua intenzione sarebbe dunque quella di dimostrare che in realtà Scienza e Chiesa vanno a braccetto. Non si dà scienza infatti senza presupporre una verità da scoprire e quella verità deve essere supposta “senza virgolette” (si veda questo recente articolo di Vattimo), cioè oggettivamente: ho fiducia che esista una legge naturale che permane e cerco di capire come funziona il mondo in base a quella legge. Ecco, quell'idea lì di verità proviene dalla tradizione cristiana e in forza di questa comune radice gli scienziati dovrebbero ringraziare il Papa se riescono a tenere la barra dritta contro epistemologi come Feyerabend. Dunque Galileo non può che nascere all'interno della tradizione cristiana. Solo che, ammesso che questo legame oltre che vero sia virtuoso, dovrebbe valere anche nel senso opposto: il Papa dovrebbe rimborsare a pie' di lista tutto ciò che scaturisce dalla ricerca scientifica.

p.s. Il discorso che avrebbe dovuto pronunciare il Papa domani alla Sapienza non l'ho ancora letto. Poi vi dico.


16 gennaio 2008


LA RELIGIONE NELLE SFERE PUBBLICHE

(Ansa)

Dopo la nuova strepitosa performance di Graziano Cecchini, questa suora controlla se tra una pallina di Saronni e una di Beccia c'è quella di Papa Ratzinger.


16 gennaio 2008


MARTIRI IMMAGINARI

Poi ci torno. Intanto però direi che la cosa più fastidiosa in questa faccenda della Sapienza è che l’Italia rischia di passare per una Turchia o una Cina qualunque. Prima di parlare della sostanza del contendere sarebbe utile osservare che la Chiesa, oltre ad avere organi ufficiali di comunicazione con l’esterno e altri meno ufficiali ma piuttosto efficienti, ha almeno una paginata ogni giorno su quasi tutti i quotidiani. La religione - per usare una terminologia cara a Ferrara - sta già, mani e piedi, nel discorso pubblico. Una volta ci pensa il vaticanista, un’altra l’intellettuale di sinistra che dialoga con Ratzinger, un’altra ancora (spesso) Volontè che rilascia dichiarazioni all’Ansa anche sulla menopausa delle cavallette mettendoci dentro relativismo, nichilismo e anticlericalismo. Insomma, fermo restando che avrebbero fatto meglio a consentire a Benedetto XVI di parlare, non mi pare che al Papa manchino le occasioni di esprimere il proprio pensiero. In generale.

p.s. a proposito di organi meno ufficiali, quando il Foglio metterà in rete le sue pagine leggete in prima “La scemenza” sul "porchettaro anticlericale fancazzista". E’ da lui che noi di sinistra dovremmo affrancarci.


8 dicembre 2007


ROBERTO BIGNAMI

 

Io non voglio entrare nel merito sulla faccenda della castità e della continenza. Posso dire soltanto che fatico a far mie le parole del predicatore del Papa, Raniero Cantalamessa. Credo però che abbia ragione quando dice a Benigni: se citi Agostino citalo bene. Magari Benigni - che a me piace molto, sia chiaro - ha letto ben bene tutte Le confessioni, forse più d'una volta. E magari può parlare per due ore filate, oltre che di Dante, anche di S. Agostino. Ecco, a maggior ragione sarebbe un vero peccato se scadesse in un citazionismo da bignami. Perchè credo sia capitato a tutti di stare ad un aperitivo con della bella figa sciolta di Negroni e di Martini e tirare fuori quella frasetta sulla castità. Ma noi siamo noi, mica Benigni! O Depardieu.

Aggiornamento: e comunque, checchè ne dica Bertone, Benigni su Dante si presenta, su S. Agostino meno.


9 novembre 2007


DI CHE CATTOLICESIMO SEI?

A proposito di quanto si andava dicendo piuttosto confusamente qui, date uno sguardo a questo articolo di Marco Politi

"La contrapposizione che si profila in Italia non è tra Ghibellini e Guelfi (...) Lo scontro è soprattutto interno alla vasta comunità di coloro che si richiamano al cattolicesimo" 

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