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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


23 settembre 2010


ESCORT UNA SEGA

I segnali del declino si vedono da piccoli dettagli mancini.


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28 agosto 2010


ALL'OMBRA DEGLI ULIVI E DENTRO L'URNE

Può darsi che la politica sia una scienza un po' ostica per me, ma non riesco del tutto a capire dove stia la novità. Poi ci torno con più calma, ma mi pare che lo schema sia sempre lo stesso: c'è l'emergenza democratica, quindi poche storie, mandiamo a casa Berlusconi prima che faccia danni irreversibili. A parte che - vorrei sottolinearlo - l'emergenza dura da una quindicina d'anni e che la sinistra non è stata mai capace di giocare d'anticipo (insomma giocare al Cln va bene una volta, ma alla fine resta il dubbio che non si abbia un progetto razionale e una visione alternativa su cui farsi inseguire). Ammettiamo però che l'elettore di sinistra anche stavolta risponda all'appello. Chi mi dice che, finita l'emergenza, non mi ritrovo Pecoraro Scanio ministro dell'agricoltura? E che non sia questa - in realtà - la vera emergenza cui la sinistra deve far fronte? Perchè - vedete - è stato Berlusconi a tirar fuori Fini dalle catacombe e non vorrei che fosse Bersani a legittimarlo come salvatore della Patria una volta che ci sarà da vergognarsi di un nuovo Turigliatto in Parlamento.


23 agosto 2010


E ADESSO UNA BATTUTA DA AVANSPETTACOLO

E' del tutto plausibile che Bocchino si senta più sicuro riaprendo a Casini


22 agosto 2010


INUTILI INGLESISMI

Per Bocchino Berlusconi è come Pacman, il bamboccio del famoso videogioco degli anni '80 inseguito dai fantasmini. Là al Ministero della Verità fanno giustamente notare l'assenza, nel panorama politico attuale, del fantasmino mangiapremier con la maglietta del PD. Qua su Attentialcane si vorrebbe fornire un ulteriore stimolo interpretativo: storia alla mano, se Berlusconi è Pacman Fini è l'Uomo pacco.


17 agosto 2010


PONTE DI LEGNO BURNING

Come ogni estate i soggiorni a Ponte di Legno sono forieri di fragorose esternazioni. Dopo i governi cocomeri, ora i democristiani di merda. Domani - chissà - la gara di rutti.


12 agosto 2010


Una giornata al mare – LA COPPIA PROGRESSISTA ALL'EMPORIO BALNEARE



La coppia progressista al supermercato del mare è una roba che vi raccomando. Che già i supermercati nei posti di villeggiatura sono quello che sono. Hanno poche cose: le patatine e le olive taggiasche per gli aperitivi, il pane, il latte, il prosciutto cotto e altri generi di prima necessità quali le creme della Coppertone e l'emmental. Ma loro – il lui e la lei progressisti – non hanno mezze misure: o il contadino con i prodotti tipici e la gigantografia di Carlin Petrini che benedice la stadera (un po’ come la foto di Napolitano appesa nei commissariati dei carabinieri) oppure l’Ipercoop che almeno c’ha tutto, pure il puzzone di Moena. La donna progressista vuole la mozzarella di bufala non campana o – se proprio deve esserlo – pretende, come attestazione dop, un sms da Roberto Saviano. Fa domande lunghissime agli affettatori di salame sulla tracciabilità alimentare, che se sei lì che aspetti al bancone ti vengono – inguainate come sono nel costume bagnato – due palle al sale direttamente da fare al forno. Il lui di coppia progressista è quasi sempre un ragazzotto ben tenuto, cerca il Danacol financo nei market del Gabon e chiede spesso quel taglio di lombata lì e quell'annata di quell'altra cantina là. I figli della coppia progressista, che si nutrirebbero volentieri di fonzies, sono costretti a farsi dei gran minestroni freddi con tutte le verdure che la mamma progressista riesce ad accaparrarsi. I padroni del supermercato del mare, dopo l’arrivo della famiglia progressista, si devono procurare il salmone della Norvegia e una vacca chianina viva da Montepulciano. E prima o poi le maestranze alla cassa mettono un cartello fuori con la scritta NOI STIAMO CON STORACE. Me lo sento.


2 marzo 2010


MA CHE SIAMO SU FACEBOOK?

Io - al netto del marketing elettorale - una candidata alle regionali che nei manifesti sta in posa con il figlio (da 0 a 10 anni) tendenzialmente non la voto.


3 luglio 2009


NOEMI E IL FESTIVAL DEL "CORTO"


 
Adesso a Repubblica vanno giù anche 
di fioretto.


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2 luglio 2009


"CHE NON ABBIAMO PIU' NIENTE DA DIRE"

Qua si condivide in buona parte l'intervento di Bersani. L'unico appunto che gli si muove è la citazione di Vasco Rossi ("siamo solo noi, come direbbe Vasco, a poter fare tutto questo"), se non altro perchè c'entra poco con quello che ha detto prima.


1 luglio 2009


SBORONE



In realtà la f del nuovo think tank di Montezemolo sta per Ferrari.


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1 luglio 2009


PARASIMPATICO

 

Che la Serracchiani non sia ancora pronta per la leadership lo capisci da alcuni clamorosi errori di analisi politica: Franceschini, più che simpatico, è un para.


1 luglio 2009


IO VOGLIO UNA FORZA TRANQUILLA PERCHE' E' DA QUANDO SON NATO CHE SON DEMOCRISTIANO

Marco Follini tiene una rubrichina sul Riformista. Ieri scriveva qualcosa sulla sua posizione in vista del congresso del Pd. "Con una curiosità superiore al mio peso politico (appunto, ndb) - scrive - molti mi chiedono come mi schiererò". Uno tenderebbe a ritenere con Franceschini. Da buon democristiano però mette un sacco di "forse", "chissà", "dipende" e - soprattutto - detta la pregiudiziale: "Una certa retorica che sento sul rinnovamento mi ricorda più Kissinger che chiedeva 'fresh faces' alla Dc, che non Zaccagnini". La pregiudiziale non è tanto la sua contrarietà ai "giovanilisti" (il titolo del pezzetto di ieri era "Con chi sto? Contro i giovanilisti"), cosa che ci troverebbe pure in accordo, ma un'altra: sto con Franceschini a patto che la sua democristianitudine zaccagniniana sia più esibita, perchè il Pd "deve porsi all'elettorato come una forza tranquilla", cioè come una nuova Dc. Ora, è chiaro che il Pd deve tranquillizzare, "essere capace di ascoltare le mille voci della società" e non seguire la deriva populista. Però, calma, serve un po' di misura nell'essere misurati: qualche posizione, ad esempio sulla laicità dello Stato, bisogna prenderla. A Follini inoltre bisognerebbe ricordare che se Franceschini vince lo fa con l'appoggio di pezzi di sinistra che flirtano col populismo. Ma forse lo sa e ha scritto quella cosa su Kissinger soltanto per un eccesso di analisi. O per non dire nettamente (vecchia volpe!) da che parte sta. Perchè come diceva un mio amico due democristiani si odiano più di quanto non si odi un ex dc e un ex pci.


24 giugno 2009


METTI A CASSANO!

Non si capisce bene cosa intenda Franceschini quando dichiara: «Non posso riconsegnare il partito a quelli che c'erano prima di me, molto prima di me». Dove finisce quel "molto prima"? Zaccagnini è della partita? Insomma chi sono "quelli"? E - soprattutto - Franceschini è una verginella vissuta finora sulla luna?


20 giugno 2009


DERIVA ALVAROVITALESCA

Come facemmo già rilevare, quando su certi argomenti interviene l'on. Bocchino si sorride un po'. Quando poi Bocchino parla di deviazione dei servizi allora siamo alla pura commedia scollacciata.


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15 giugno 2009


DI CATTEDRALI E DI SCOSSE

A proposito di quanto si andava dicendo qui, Massimo D'Alema - a margine delle scosse - ha dichiarato: "Noi abbiamo fondato il Pd non per eliminare la sinistra ma per eliminare il trattino". Ecco, se Letta per "socialdemocrazia" intendeva "sinistra", beh non si può chiedere ad un partito di centrosinistra senza trattino di abbandonare la sua parte di sinistra altrimenti sarebbe una specie di Democrazia cristiana.


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14 giugno 2009


UNA CATTEDRALE NEI BALCANI



Tenuto conto delle molte autocandidature alla guida del Pd in vista del prossimo congresso, anche Enrico Letta - come altri - teme la balcanizzazione: "La balcanizzazione non ci aiuta - dice in un'intervista oggi sul Corriere della sera - semmai è importante aggregare". Poi però, poco sotto, lo stesso Letta parla di un altro tipo di balcanizzazione che giudica invece auspicabile, e cioè quella del "mondo ex ds" che "sarebbe bene si dividesse tra più candidati, per evitare l'errore del 2007, quando attorno a Veltroni si strinsero sia sostenitori sia detrattori". 
Ora mi chiedo: ma che tipo di partito vuole Letta? Sì, perchè in fondo non ci troverei nulla di male se una parte consistente del Pd si aggregasse intorno ad alcuni punti programmatici che mettano d'accordo un'anima certamente importante del partito. Poi al congresso (chè servono a questo, i congressi) ci si conta e si decide se quei punti possono essere assunti da tutti. Perchè mai voler dividere ciò che invece bisognerebbe cercare di far unire, se non altro per semplificare l'offerta? Per paura dei numeri?
Il punto cruciale dell'intervista ad Aldo Cazzullo è però un altro. Letta annuncia di essere pronto a scendere in campo per Bersani "se viene archiviata la socialdemocrazia come hanno fatto gli elettori europei". In realtà il problema è che l'ex Pci socialdemocratico lo è stato molto poco e dunque non si vede cosa debba abiurare Bersani per meritare l'appoggio di Letta. Se lo spauracchio di tutti gli ex democristiani, dal trinariciuto Fioroni al più presentabile Letta, è la vecchia tradizione di sinistra, ci si può mettere sempre d'accordo sulle parole: non chiamiamola socialdemocrazia - che per la cronaca non vuol dire piano quinquennale - bensì mercato regolato. Andrebbe bene? Il fatto è che si registra lo stesso identico movimento avvolgente nei confronti degli ex ds, prima troppo comunisti, ora troppo socialdemocratici, domani - chissà - troppo blairiani. Il tentativo di disinnescare la bomba della conta non è nuovo ed è il medesimo che portò irresponsabilmente all'azzoppamento della vittoria del 2006, quando Rutelli e Prodi giocarono col fuoco convinti che si sarebbe sbaragliato il nemico e sarebbe stato più utile ridimensionare gli ex ds. La curiosa richiesta che Letta fa a Bersani oggi è figlia di quella filosofia. Ma perchè mai Bersani dovrebbe segare il ramo su cui è seduto? Per favorire l'aggregazione con Letta e portare così i Balcani in casa propria? Dice: ma così Bersani non potrà essere mai leader perchè mirerà a metter d'accordo i suoi e invece il Pd è un partito nuovo, diverso, le famiglie di provenienza non contano. Ok, ma non devono contare per nessuno, neanche per i vecchi e i nuovi democristiani.
Ma poi, magari, è tutto inutile: noi qui a spaccare il capello in quattro mentre il "mondo ex ds" è diviso da un pezzo senza possibilità di essere messo insieme nè da Bersani nè da Napo orso capo. In fondo è questo il motivo per il quale siamo stati costretti prima a votare Prodi, poi a ingoiare senza fiatare Franceschini e ora a leggere le lezioncine del costruttore di cattedrali Letta.


14 giugno 2009


"NON TOCCHERA' PALLA NEMMENO QUESTA VOLTA"

E se avesse ragione lui?


11 giugno 2009


SARA' CHE ANCHE LEI SI PRESENTAVA NEL TRIVENETO

A costo di rischiare i fulmini e le saette della rete io lo dico: al netto delle cose che dice, a me la Serracchiani fa pensare a una Rosi Bindi giovane.


10 giugno 2009


ER MONNEZZA

 

Un amico mi fa notare: ma quale Franco Franchi?


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10 giugno 2009


RITORNI

La tenda a villa Phampili (foto Toiati)

Pare che Franco Franchi abbia piazzato una tenda a Villa Pamphili.


9 giugno 2009


NON ARRIVARCI PER CONTRARIETA'

Pierluigi Bersani a Otto e mezzo: "Io ho in testa da sempre un grande partito popolare, di sinistra, democratico e liberale. Un partito che sa andare oltre l'esperienza socialdemocratica".
Qua si è d'accordo, soprattutto sul "liberale". Il problema però è che bisogna dare gambe a questa cosa altrimenti tutto resta appeso lì, evanescente, un lancio del cuore oltre l'ostacolo vacuo e velleitario e anche ingenuotto. Bisogna avere coraggio quando è il caso di averne. E bisogna anche saper scegliere i tempi, perchè qua si crede che l'errore più grosso sia stato commesso alla Bolognina quando si poteva trasformare il partito in una moderna forza socialdemocratica. Insomma adesso diventa difficile andare oltre ciò che non si è mai stati.


6 giugno 2009


SBARAGLIARE LO SBARRAMENTO

- Sei stato a sentire Nichi Vendola in Piazza Matteotti?
- No, interessante?
- Ha detto una cosa spassosa che dà il senso dei tempi che viviamo.
- E cioè?
- Ha raccontato che una volta a un comizio erano 14mila e che lo considerava un buon risultato. Poi ha scoperto che alle selezioni per il Grande Fratello si erano presentati in 70mila.
- Io Vendola al Grande Fratello non ce lo vedo male.


5 giugno 2009


TRUISMI

Magari mi sbaglio, visto che ero sveglio da poco, ma mi pare di aver sentito Di Pietro alla radio (forse Radio Dimensione Suono, ma non so) che diceva con la voce roca ancora insonnolita: "L'importanza della certezza del diritto è importante perchè è la certezza del diritto". Che Claudio Magris lo sappia.


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4 giugno 2009


PICCOLI ANALISTI POLITICI CRESCONO

Genova, ore 7.56, lungo la strada che porta alla scuola, guardando di sbieco i manifesti elettorali dopo una dotta discussione sui diversi gradi di potenza dei Gormiti

R: "Papà, ma abbiamo già votato?"
M: "No, ancora no (non posso dirgli che forse non ci vado, che faccio come Velardi... l'esempio è importante, dopotutto)".
R: "Io voto per la Repubblica italiana"
M: "Ah! (o ha sentito un discorso di Napolitano o pensa di votare per Repubblica, il giornale)"


3 giugno 2009


FACCE

 perepe

Vi ricordate le foto di Prodi?

(via Wittgenstein)


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2 giugno 2009


LO FA PER ALLARGARE IL VOCABOLARIO DELLA STAMPA ESTERA

 


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1 giugno 2009


DIVERSAMENTE COMUNISTA

"Veronica ha un compagno"


1 giugno 2009


SANTAN CHE?

Giannelli l'aveva già detto.


30 maggio 2009


BELLE TOPOLANEK

Pur ribadendo quanto si diceva qui, bisogna riconoscere che la faccenda ha risvolti alvarovitaleschi.


30 maggio 2009


IMPRESSIONI A CALDO

Marchionne: "E' il solito Magna-Magna"

p.s. comunque Franceschini, invece che criticare il governo ("mi pare che altri governi si siano impegnati in modo molto determinato per sostenere le loro imprese... da noi c'è sempre un po' di distrazione"), dovrebbe porre l'accento su un altro fatto: il governo avrebbe dovuto avere rassicurazioni da Fiat sul piano occupazionale e poi - eventualmente - sostenerla. E poi che significa "sostenerla": dargli i soldi che non aveva per convincere Opel?)

aggiornamento - anche tenendo conto di quanto si diceva nella parte finale del p.s., qua si apprezza il titolo dell'articolo linkato: l'Opel va a Magnà.


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