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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


13 febbraio 2012


LE COSE DA DIRE

Bell'articolo di Aldo Cazzullo su Genova, l'introversa e ribelle che conta sempre meno. Io quello che dovevo dire l'ho detto qui


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permalink | inviato da Attentialcane il 13/2/2012 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 dicembre 2008


"IO SO' COMUNISTA COSl"

 

E' più forte di me: quando vedo Graziano Cioni penso al migliore di tutti noi.


4 febbraio 2008


SI CALMI SIGNORA!



Ok, passi la passione per la professione, passi anche l'aver intuito che forse lì, in quel momento, sta passando la storia, va bene tutto. Ma la Giovanna Botteri - in collegamento dagli Stati Uniti per il tg3 mentre alle sue spalle parla Obama - che strilla senza self control verso la telecamera, che fa mulinare la mano destra quasi fosse una paletta del gelato, che non sai come si possa spegnere, a me è parsa un tantino sconcertante.
 


7 gennaio 2008


ALCUNE COSE BUTTATE LÌ SULL’ANTIVELTRONISMO

Di Veltroni non amiamo praticamente nulla e non stiamo a ripetere cose già dette in varie occasioni. Però. Però mi pare che adesso si debba dire una cosa: a forza di realismo politico stiamo tornando ai tempi della centralità della Dc. Ho letto l’ultima cosa su Left Wing e condivido tutta la prima parte: Veltroni non può dire, tra le altre cose, che il sistema elettorale tedesco produrrebbe la Grande Coalizione. Non può dirlo perché fino al giorno prima ha sostenuto che quel sistema avrebbe generato il ritorno alla politica dei due forni, il che è l’esatto contrario. Chiedo: allora va bene la politica dei due forni? Certo, occorre smascherare Veltroni e la sua vocazione maggioritaria che altro non sarebbe che puntare ad una sconfitta onorevole per militarizzare il Pd e proporre – poi – una riforma costituzionale ben più rivoluzionaria (e con chi?). Che vada piuttosto al congresso con quella riforma e se la giochi.
Tutto sacrosanto. Però – ripeto – a che serve andare alla pugna al congresso se nel frattempo si dovrà trasformare, complice una legge elettorale schiettamente proporzionale, il Pd nella nuova Dc? Sempre ammesso che la Dc, quella vera, non la rifacciano altri.
Io mi domando: se la linea Veltroni non era il migliore dei mondi possibili (e non lo è) come mai si è rinunciato alla battaglia in sede di primarie? Perché Bersani se ne è stato acquattato? Perché si è accettato – più o meno tutto il gruppo dirigente Ds – di presentare liste collegate a Veltroni, da “pizzicagnoli per Veltroni” a “Lotta Comunista per Veltroni" giù giù per li rami fino a “Per Veltroni hip hip hurrà”?
Non sarà che, anche in quell’occasione, come in tante altre – a partire dalla infausta proposta di avere Prodi come leader alle ultime politiche – è mancato coraggio? E che manchi purtroppo anche adesso?


2 dicembre 2007


"IL MOVIMENTO DEI GIOVANI CHE NASCE DALLE SCELTE DEI GIOVANI. URNE NEI LUOGHI DEI GIOVANI..."

Quando ho letto che Walter Veltroni ha annunciato, al termine di una conferenza stampa "allegra" con al tavolo Pina, Michele, Mattia e Fausto, le primarie per la nascita del movimento giovanile del Pd, mi è tornata in mente questa cosa qui.
Comunque a me piace molto quando arriva Mattia.


6 novembre 2007


ANCORA A PROPOSITO DI ATTUALITA'

A margine di quanto si andava dicendo qui e - soprattutto - per non ingenerare il sospetto di essere culo e camicia con Gian Antonio Stella che vede pericoli di fascismo dappertutto, diremo una cosa: una della cause dall'ascesa di Mussolini fu la paura del bolscevismo, cavalcata ad arte dopo il 1921 - anno a partire dal quale le cose si andavano un po' assestando e in cui, dunque, pericoli ce n'erano un po' meno - da industriali e giornali compiacenti (o ingenui) che reggevano loro lo strascico e che fingevano di non vedere i baldi giovani che scorrazzavano in Italia bruciando sedi operaie e picchiando ora questo ora quello.
Oggi quegli stessi giornali alimentano la paura di fascismo (mutatis mutandis, il bolscevismo attuale, almeno nella funzione) coprendo la discesa in campo dei soliti noti che usano le squadracce dei tecnici. Come allora, diciamo.


6 novembre 2007


ATTUALMENTE PARLANDO

 

Per chiunque abbia apprezzato I padroni del vapore di Ernesto Rossi, che parla della collaborazione tra fascismo e Confindustria durante il Ventennio e che consiglio molto per capire alcune cose attuali, è sempre salutare leggere cose così

P.S. Certo - come dice lui per tutt'altro argomento - occorre "abbandonare la pretesa di attualizzare ciò che attuale non è". Però gli si carpisce un certo qual sorriso sotto i baffi.


20 ottobre 2007


I ROMPIPARADIGMA

Vedo che questa intervista a Nicola Rossi, che dice più o meno di azzerare tutto (“anche Fondazione Italianieuropei, Nens, Astrid, Arel”) e di adottare criteri meritocratrici nella selezione delle classi dirigenti, ha suscitato alcune divertite osservazioni. In verità il concetto di “meritocrazia”, così come quello di “mercato” o di “sburocratizzazione” o di “investimenti-in-formazione-e-ricerca” (potremmo continuare), che in sé non contengono nulla di male (anzi!), sono ormai diventati una sorta di mantra che viene ripetuto ad ogni pie' sospinto. Uno – per dire – ha un incidente sulla statale del Brennero e se la prende con la scarsa formazione dell'autista o con la mancanza di criteri veramente oggettivi per concedere o meno la patente. Orfini in particolare centra il problema: chi decide cosa è degno di merito? Non sarà che alla fine chi parla di meritocrazia in realtà pensa, senza saperlo, alla cooptazione? Non è sempre meglio contare e contarsi attraverso il meccanismo elettorale? C'è però da dire una cosa: è vero che alle recenti primarie il criterio per scegliere la classe dirigente è stato affidato – sottolineo, per la prima volta – al voto, però, siccome le liste bisognava pur formarle in qualche modo, alcuni hanno avuto da ridire proprio sulle modalità: chi ha deciso la posizione dei vari candidati nelle liste stesse? Il problema è che non viviamo nel migliore dei mondi possibili e quindi ogni criterio è di per sé imperfetto, sebbene nella scala dell'imperfezione ci siano cose migliori e cose peggiori. L'altro problema (che in realtà vorrebbe azzerare tutti gli altri) è che ci sono persone le quali, magari in buona fede, ritengono che occorra puntare dritti alla perfezione. Sono coloro che promuovono le rivoluzioni, i ribaltamenti dei paradigmi e – quindi – il ricambio cruento dei soggetti che incarnano il vecchio paradigma. Questo, che è l'esatto contrario della cooptazione ma anche leggermente diverso da una normale pratica di democrazia, è successo nel '92 e qualcuno vorrebbe succedesse anche ora.


18 ottobre 2007


“WALTER SCELGA TRA IL PIGLIO FANFANIANO E LA PAZIENZA MOROTEA”

Noi siamo pazienti, però Follini la smetta di pigliare per il culo


18 ottobre 2007


IL PERICOLO DELLA GRANDE TENDA

Ineccepibile pezzo di Stefano Menichini sulla storia recente del Pd e – in coda – anche un'incognita sul suo futuro.


17 ottobre 2007


A PROPOSITO DI MIO NONNO, PALLE E FLIPPER



Come tutti avranno avuto modo di constatare non sono un estimatore del presdelcons, ma mi sfugge il senso della
polemica messa su da Massimo Mantellini per il quale Prodi doveva dirlo prima che se le primarie fosserro state un flop il suo governo avrebbe rischiato di cadere, e non dopo a primarie effettuate. Qua si pensa che Prodi sarebbe stato politicamente scemo a dirlo prima. E Mantellini non ci fa mica una bella figura cambiando le carte in tavola. Non può dire (prima) che "avrebbe avuto senso dirlo prima ma magari si e' dimenticato" e poi (dopo) nei commenti affermare una cosa diversa e cioè "sono d'accordo, dirlo prima poteva non avere senso, dirlo dopo pero' nemmeno". Certo, c'è la storia del feed back che salva quel "però nemmeno", ma c'è di che zoppicare. Poi uno può anche ritenere che Prodi farebbe bene a stare zitto pure adesso, ma è un altro discorso, un altro post, diciamo.


16 ottobre 2007


FUORI TEMA

Onestamente non so come giudicare i ragli di Storace, se preoccuparmene oppure derubricarli sotto la voce folclore. Un fatto è certo: dire – come fa Furio Colombo oggi sull'Unità – che in tanti sono andati a votare alle primarie per arginare il pericolo rappresentato dall'ex ministro della sanità mi pare un po' forte. E soprattutto tutto l'artic<olo pare essere completamente fuori tema.


16 ottobre 2007


BRODO DI COTTURA

Emanuele Macaluso spiega un po' meglio questa mia impressione di ieri.

Oggi sul voto per il Pd non solo c'è una reazione alla campagna che semina sfiducia verso la politica, non solo c'è una reazione alla frammentazione e ai partitini personali e ricattatori, ma c'è anche una forte partecipazione di chi avverte il pericolo di una rivincita del Cavaliere, capisce che Prodi è cotto e vede in un leader come Veltroni il candidato che può competere”


15 ottobre 2007


MA SANTORO NON GLI DICE NULLA?

Tra i vari commenti alle primarie ne spicca uno particolarmente ficcante di Marco Travaglio: “Io non trascurerei il milione perso per strada”. Neanche io trascurerei quel milione di votanti. Ma per ragioni opposte a quelle di Travaglio, cioè per dare ancor più risalto al successo della consultazione di ieri. Alle precedenti primarie avevano votato in quattro milioni, ma si trattava di roba diversa. Allora si sceglieva uno che doveva affrontare Berlusconi e a quell'appuntamento votavano anche Rifondazione, Verdi e molti altri.
Travaglio ha una predilezione diremmo maniacale per i fatti, le cifre, i documenti, insomma per tutto ciò che sta nero su bianco, che costituisce prova, che verifica. Solo che deve stare attento a sceglierli, fatti e numeri, perché altrimenti fa il gioco del nemico da sfanculare.


15 ottobre 2007


LETTURE

E' chiaro che il risultato delle primarie del Partito democratico– alla fine – rafforza (deve rafforzare) il governo. Ma non potrebbe essere che questi tre milioni e rotti di persone che hanno votato ieri abbiano mandato – magari senza esplicitarlo del tutto neanche a se stessi – un chiaro, inequivocabile segnale di non poterne più? Di Romano Prodi, s'intende.


11 ottobre 2007


REGRESSIONE CAUSALE

Ettore Scola va davanti al liceo Tasso a fare campagna elettorale per le primarie, con risultati - diciamo così - poco incoraggianti. Oggi se la prende con l'Isola dei Famosi.


3 ottobre 2007


VIVI COME SE DOVESSI ECCETERA

Nella replica a Oscar Giannino, che gli chiedeva i motivi del suo ripensamento e del suo appoggio a Walter Veltroni, Peppino Caldarola – una delle migliori penne in circolazione – articola bene e dà motivazioni piuttosto convincenti (almeno dal suo punto di vista). Quello che politicamente mi convince meno è inserire tra queste motivazioni anche il mezzo “coccolone” (sostantivo suo) che ha avuto a giugno. Scrive: “Alla mia età non si sopravvive. O si lavora per un progetto grande o si lascia perdere”. Ma perché “alla mia età”? Giulio Andreotti racconta che un contadino gli disse di non sapere bene cosa fosse la vecchiaia poiché non conosceva la data della sua morte. “Ho già fatto – continua Caldarola – 40 anni fa l'esperienza dei piccoli gruppi di avanguardia della classe operaia. Fare da vecchio l'avanguardia del socialismo europeo mi fa male al cuore”. Sono sicuro che la sua è stata una battuta e che quindi le domande che sto per pormi siano del tutto inutili, ma – mi chiedevo – solo i giovani hanno la patente (e il fisico) da avanguardisti? E tra coloro che lavorano a “progetti grandi” si trovano molti più vecchi? Chi l'ha detto che Calderola sia vecchio? E chi l'ha detto che 40 anni fa fosse giovane?


2 ottobre 2007


DOMANI SI' ADESSO NO

Nell'intervista che Livia Turco ha rilasciato a Paolo Franchi noto due cose: la copertura (ottima) del fianco sinistro e la fiducia, se non assoluta, ragionevolmente robusta nel futuro. Non mi pare poco.

Anche se adesso (i socialisti) non verranno con noi, sono e resteranno interlocutori importanti (...) Il Pse è già il mio partito, dipendesse da me e da noi ds non avrei proprio problemi. Ma rispetto chi, almeno per ora, non si riconosce in questo approdo, e dice che non vuole morire socialista”


26 settembre 2007


MA ECCO LAGGIU' UN BEL TAVOLO DI GIOVANI

Molte volte - diciamo alcune, via - mi chiedo se non debba considerarmi un ex ragazzo fortunato. Ho passato i 40 anni da qualche mese e potrò non votare Mario Adinolfi senza avere problemi d'identità: io non sono un giovane.


25 settembre 2007


SOCIETA' CIVILE MODERATA

Salvatore Vassallo ha accettato di correre in una lista per Veltroni a Roma e non a Bologna, che poi sarebbe la sua città (Bologna, non Roma). Ed Emanuele Macaluso, divertendosi e divertendoci, lo fa notare. Macaluso fa altresì notare che "il professor Vassallo, come tutti gli altri candidati nazionali e regionali, non 'corre', ma sta fermo in lista bloccata, senza concorrenti". Cioè: fuori dal suo territorio e in una posizione - come dire - protetta. Anche noi - nel nostro piccolo, sia chiaro - fummo incuriositi non poco quando Vassallo scrisse a favore del proporzionale e delle liste bloccate. No dico: Vassallo per il proporzionale e per le liste bloccate. Neanche le madrasse della società civile sono più quelle di una volta.


16 settembre 2007


ASPETTANDO LA VERTICALIZZAZIONE DEFINITIVA



Dei manifesti per i seggi delle primarie mi piace soprattutto l'arancione. Meno la carrellata dei ritratti, ma non avrei saputo cosa metterci. Anzi, forse sì. Anche perchè - diciamolo - Neskens e Cruyff sono senz'altro migliori di una che fa la pubblicità di un assorbente.


31 agosto 2007


PARTITO COALIZIONALE

Devo un po’ cominciare a leggere le reazioni all’intervista di ieri di D’Alema su Repubblica. Qualcuno mi sa dire cosa è stato detto – magari da qualche veltroniano più veltroniano di Veltroni – sul seguente passaggio?: “Io non apprezzo gli aspetti deteriori del correntismo, ma come tutti i partiti coalizionali del mondo anche il Partito democratico avrà una pluralità di protagonisti e di voci”.


29 agosto 2007


AO', SI PARLO ME MENI, SI NUN PARLO ME MENI UGUALE... ALLORA DIMME CHE ME VOI MENA'



Qua non si è particolarmente attratti da Veltroni (più che altro dal veltronismo, a dire il vero) però Arturo Parisi non lo capiamo. Che senso politico ha criticare il sindaco di Roma che sottolinea di non voler sostituire Prodi senza prima passare dalle urne elettorali? Ho come la sensazione infatti che se, al contrario, Veltroni non lo avesse ribadito, beh Parisi lo avrebbe criticato magari ancora più aspramente.


28 agosto 2007


WALTER FERO E PIUMA

L’intervista di Walter Veltroni oggi sul Corriere della sera contiene due o tre cose da sottolineare. Innanzitutto l’ennesima rassicurazione a Romano Prodi (non sto lavorando contro di lui e non miro a sostituirlo in corsa anche se “il programma di governo non deve essere di 280 cartelle”). La seconda cosa è che presto presenterà alcune proposte sul terreno fiscale. E la terza è che – alla fine – la legge elettorale che scaturirebbe dal referendum “sarebbe comunque meglio della legge che ha prodotto un Parlamento nominato anziché eletto”. E’ però soprattutto il terzo punto che mi incuriosisce: o Veltroni, escludendo come dà idea di fare (e spero che faccia) Rifondazione e compari da qualsiasi tipo di accordo elettorale, mira a perdere, oppure scommette che di là, nel centrodestra, non riusciranno mai a presentare un listone unico con dentro An, Lega e cespugli vari. Il che presuppone una cosa soltanto: che si vada presto alle urne. Ma qui rientra in gioco il punto uno.

p.s. ci sono poi alcuni spunti di veltronismo puro che vorrei porre alla vostra attenzione. Il passaggio in cui dice che la Resistenza unì “scalpellini e intellettuali, muratori e sacerdoti” (io mi sarei superato dicendo – molto più alatamente – “cazzuole e cibori”) e uno in cui si sancisce l’opportunità di “reclamare il diritto a una vita intelligente” (che mi pare una cosa forse troppo velleitariamente democratica).


28 agosto 2007


DOVE SONO LE TRUPPE?

L’editoriale di oggi sul Riformista è un concentrato di quanto Macaluso va dicendo da un po’ e cioè che il Partito democratico è un matrimonio contro natura e che non risolve i problemi del sistema politico italiano e che c’è bisogno – invece – di un’aggregazione di forze che si ispirano alle idee socialdemocratiche (chi volesse approfondire dovrebbe leggere il suo libro). Io credo che alla lunga il Pd sarà un partito con dentro molte di quelle idee che stanno a cuore a Macaluso e quindi non sono d’accordo con lui. Però Macaluso ha il dono dell’acume e quindi ogni cosa che scrive contiene concetti inoppugnabili. Ne ho scelto uno:

“Ma perché il gruppo prodiano, che dispone del presidente del Consiglio, di ministri, consulenti, giornalisti di grido, manager, professori emeriti e di tante altre cose non mobilita la ‘società civile’ e alle primarie scalza ‘i professionisti’ della politica? Oppure dovrebbero essere questi a suicidarsi sull’altare della ‘società civile’ invocata da Andreatta, Vassallo e altri? Misteri italiani”


27 agosto 2007


FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI E VECCHIE PAROLE

“… qualcuno dovrà pur dire come si concilia la retorica della separazione tra politica ed economia con la campagna contro il finanziamento pubblico dei partiti e in favore del modello americano, dove l’influenza delle grandi lobby economiche è addirittura istituzionalizzata (...) E’ sotto gli occhi di tutti il modo in cui, nei fatti, tali opposte argomentazioni si conciliano. I partiti, o magari i loro singoli esponenti, che sapranno guadagnarsi il favore di chi controlla l’informazione e la finanza – tanto più che in Italia le due cose vanno insieme come ciliegie – non avranno difficoltà a trovare le risorse e la pubblicità di cui hanno bisogno. Gli altri imparino a comportarsi come si deve, oppure si arrangino con le sottoscrizioni dei militanti e con i volantinaggi. Per far risparmiare i partiti c’è poi un sistema semplicissimo e già ampiamente utilizzato, che consiste nello stipare ministeri e assessorati di funzionari di apparato, lasciandoli così a carico della collettività, ma non più a carico dei partiti. E nel remunerare i propri privati finanziatori con appalti e con ogni genere di trattamento preferenziale”.

Tutto il resto qui.



23 agosto 2007


SCARICATO PRODI

Ermete Realacci: “Un nuovo partito non si costruisce con lo sguardo rivolto al passato, con le sedute spiritiche”.


22 agosto 2007


VELTRONE DE ROMA

Dopo le recenti prese di posizione del mondo della musica leggera, anche gli Altoforno intervengono nel dibattito sulla primarie del Partito democratico. Dichiarandosi anti-veltroniani vendittiani. Indubbiamente dei geni.


20 agosto 2007


TU NON CREDERE SE QUALCUNO TI DIRÁ CHE NON SONO PIÚ LO STESSO ORMAI

Io non sosterrò la Bindi, ma trovo che Francesco De Gregori una sua coerenza ce l’abbia


10 agosto 2007


PRIMA DEL TEMPORALE

Secondo lui sta arrivando il temporale e lo credo anch’io. Un temporale che bagnerà anche chi nei Ds – degregorianamente parlando – da sette anni sta sotto la veranda ad aspettare le nuvole. La soluzione ci sarebbe: “abbattere” l’ “indigeribile impasto di veleni e melassa” in cui si è cacciato il Partito democratico. Così, forse, tornerebbe il sereno o, se non altro, si sposterebbero le masserizie in qualche luogo più riparato.
Non saprei, ma ho idea che sia scaduto il tempo massimo. Anche se ci sarebbe la soluzione cantata da Enrico Ruggeri (che non è De Gregori, lo so): “Non è detto che sia tardi se non guardi che ora è”.

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