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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


19 maggio 2009


FACCIA DI TOLLA

Adesso la parola d’ordine degli ultrà cattolici è ragionevolezza. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, dice che l’uscita di Gianfranco Fini (“Non si fanno le leggi seguendo la fede”) è errata perché in Italia il pericolo non esiste: da noi “non ci sono norme orientate dalla fede, ma dal massimo di ragionevolezza (…) chi non è d’accordo può chiedere il referendum”.
E se quel “massimo di ragionevolezza” non è possibile metterlo alla prova perché la Chiesa dice di non andarli a votare, i referendum?

Aggiornamento - che poi uno ci pensa ancora su e si chiede: ma se le leggi sono ragionevoli e si ha paura che il popolo referendario le bocci (o magari - che è lo stesso - la paura è che il popolo accetti leggi irragionevoli) allora o quel popolo non è ragionevole o non lo sono le leggi. La prima ipotesi apre il campo a un'altra cruciale domanda per un cattolico: l'uomo non riesce a capire l'evidente ragionevolezza di una norma? Certo, ci sarebbe sempre una possibile spiegazione che magari la Roccella (e Ruini e Casini eccetera) hanno preso in esame nell'optare per l'astensione: e se il diavolo entrasse in cabina elettorale per confondere?

Aggiornamento ulteriore - e se un cattolico dovesse rispondere che la differenza è tutta qui, che cioè il credente resta sempre libero di dare il suo assenso e che nulla è mai del tutto evidente anche se ragionevole, bene a quel cattolico bisognerebbe rispondere che l'osservazione non è pertinente. Ma ammettiamo pure che sia pertinente (e non lo è): se Dio è disposto a correre il rischio della libertà umana a maggior ragione dovrebbe essere disposta a correrlo la Roccella (e Ruini e Casini eccetera)


19 gennaio 2008


VITE MALVISSUTE VS. CATTO-PRIDE

Aspettando l'Angelus politico di domani mi sono riletto questo buon editoriale del Riformista di ieri, non tanto per la boiata detta dai Mastella ma per la chiusa che secondo me è di un certo rilievo.

"Ma c'è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici".

E, per vedere come è questa brutta china, sarebbe bastato che uno avesse letto ieri sul Foglio un articolo emblematico del catto-pride prossimo venturo. Un articolo, firmato da Luigi Amicone, di una violenza verbale quasi
commovente. Scelgo fior da fiore:

"laicità che si è trasferita armi e bagagli nell'accampamento del fideismo più opaco e trucido (...) Non è solo sordità di chi non vuol sentire, è proprio manifesta crisi di ragione e di ragioni (...) votati a una ragione che si alimenta col furto delle candele in chiesa (...) Si capisce, infine, perchè la giustizia e il diritto siano così scempiati e portati al guinzaglio dai fidi maestri sostituti della'utentica legalità con la discrezionalità esatta dall'odio (sic!), da vite malvissute, dalla convenienza politica e dalla mai appagata ansia di protagonismo qualunquistico"

Ecco, direi che Amicone non è esattamente il tipo col quale un laico (da intendersi sia nel significato popolare che in quello autentico di cattolico senza abito talare) possa dialogare senza innervosirsi. Anche - anzi, forse, soprattutto - per la sua prosa piuttosto zoppicante.


17 gennaio 2008


FINORA 'STA MANO E' STATA PIUMA...

Nella babele di reazioni contro il bavaglio al Papa ho isolato un paio di passaggi dell'intervista di Ruini al Corriere, passaggi che - magari sbagliando - considero assai significativi:

"Attaccare questo Papa non è giusto e neppure opportuno (...) Nelle mie prolusioni quante volte ho attenuato i toni sulle crisi, sui problemi dell'Italia; per favorire la concordia, per non inasprire i conflitti. Su materie delicate come i rapporti tra politica e giustizia e le questioni economiche, ci siamo andati piano".

Cos'è una minaccia? Dobbiamo aspettarci una Chiesa che rinuncerà ad "andarci piano" da ora in poi? Quello che è successo in questi giorni - e quello che succederà domenica all'Angelus - sono uno spartiacque nella tattica politica di questo papato: Roma e l'Italia come linea del Piave della restaurazione preconciliare, considerata l'arma vincente contro la secolarizzazione. Da cattolico posso dire che non mi piace per niente.
Fin qui le "cose grosse". E le piccole? Eccole: in Italia rinascerà un partito cattolico, magari reso presentabile con qualche artificio dialettico, un partito che costituirà il braccio secolare di questa tattica e che sta aspettando solo l'approvazione di una legge elettorale proporzionale per dare contezza di sè. Perchè va bene il dialogo sulle cose ultime e sui massimi sistemi, ma come si diceva qui un fante del Piave non sa cosa farsene della filosofia e dell'antropologia


8 gennaio 2008


LA FORZA DI UN AVVERBIO

Sabato la sbrodolata di Ferrara mi aveva fatto piuttosto impressione. Per la violenza, l’antimodernità, insomma sì, per la bava alla bocca. E dire che a questa iniziativa messa su dal Foglio non sono contrario in maniera preconcetta. L’unica cosa che temo è la sua pretestuosità. Siccome gutta cavat lapidem va a finire che tra tre o quattro mesi qualche cardinale si alzerà in piedi e dirà “bene, andiamo alla radice del problema: basta con questa 194 del cavolo”. Certo non lo diranno mai in modo così brutalmente ingenuo, mica son scemi. In fondo, forse, al di là di tutta questa antropologia, e filosofia, e linguaggio pieno di ismi, insomma al di là di tutta la roba “grossa” che Ferrara mostra di muovere, l’obiettivo potrebbe essere circoscritto all’Italia. Non è vero del resto – come è stato scritto da molti vaticanisti – che l’Italia è stata scelta per essere il “piave” della chiesa cattolica, la linea dura e pura da tenere e dalla quale ripartire per la controffensiva?
Comunque, dicevamo, sabato siamo stati piuttosto impressionati. Per tutte le cose che hanno impressionato Massimo Adinolfi. Ma anche per un passaggio secondo noi cruciale, anzi per un semplice avverbio: “la moratoria è la scelta di rendere chiaro, di formalizzare filosoficamente, giuridicamente, ed anche eticamente questa risposta: no all’aborto”.
Certo, quel giuridicamente si riferisce alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” e non alla nostra legge sull’interruzione di gravidanza. Però capite bene che un fante del Piave non sa cosa farsene della filosofia e dell’antropologia.


28 novembre 2007


CITAZIONI AD CAPOCCHIAM

Se il Foglio si permette di fare le birichinate con Ruini figuratevi con Girard


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permalink | inviato da attentialcane il 28/11/2007 alle 9:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 novembre 2007


QUEI CATTIVISTI DEL FOGLIO

Sul Foglio di oggi c'è un articolo ("Libera Chiesa in stato sicuro") in cui viene citata a sproposito un'intervista di Camillo Ruini che ha sì detto che i cattolici non si possono definire buonisti, ma per la semplice ragione che devono essere buoni.
A pensarci bene il Foglio non è cattivo: è cattivista.


6 novembre 2007


ANCORA SUL SENSUS FIDEI

"Il vero cristiano fa opera di accoglienza e di promozione (...) c'è un dovere dell'accoglienza degli immigrati anche sotto il profilo propriamente religioso". Chissà se l'onorevole Casini ha letto queste dichiarazioni di Camillo Ruini, che non sono molto lontane da quanto si andava dicendo qui. Per me l'ex presidente della Camera non ci fa una bella figura. E non si fa una bella figura neanche il titolista del Giornale, se è per questo.


12 ottobre 2007


LA VIA VATICANA AL REFERENDUM

Fausto Bertinotti ha dichiarato in questa intervista a Repubblica: “...trovo capzioso l'argomento di chi sostiene che l'esito del referendum impone di lasciare inalterato l'accordo di luglio”. So che si tratta di referendum diversi e so pure che il referendum (questo) è del sindacato mica di Fausto Bertnotti, però mi viene da dire che, se volevano gridare vittoria a prescindere dai risultati, non facevano prima a boicottarlo, il referendum? Come Ruini.

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