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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


5 novembre 2011


"CONTA ANCHE IL PENSIERO"

Con questa gente la sinistra non vincerà mai.


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12 marzo 2011


DALLA GUACHE CAVIAR ALLA GAUCHE OCTROYE'E

C'è una parte consistente di sinistra che - per i 150 anni dell'unità d'Italia - richiama i valori costituzionali. Ebbene, o si tratta di nostalgici dello Statuto albertino o di mistificatori. Io la leggo così: per alcuni la storia italiana è tutto un florilegio di occasioni perse. Il Risorgimento è una rivoluzione mancata, la Resistenza idem. E poi - mutatis mutandis - giù giù per li rami fino al Partito democratico. E adesso questi piagnoni utilizzano (commettendo nel caso dei 150 anni forse intenzionalmente un errore storico) i "valori costituzionali" - quelli che negli anni 60 e 70 avrebbero sbeffeggiato - solo per nascondere una sostanziale incapacità di progettare, di prendersi responsabilità, di essere classe dirigente. In realtà sotto il fumetto resistenzial-sessantottesco (chè di questo si tratta) si nasconde una mentalità trombona e conservatrice, amica più che altro delle concessioni dei re che del sol dell'avvenire


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11 gennaio 2010


SINISTRA CHIC - Di thè, chador e mandorle

Si registra un lento ma inesorabile passaggio dalla letteratura sudamericana alla letteratura araba.


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6 novembre 2009


UN POST DI ESTREMA SINISTRA

Francesco Guccini ha dichiarato l'altro giorno al Secolo XIX: "Scommetto che i pugni alzati quando canto La locomotiva abitualmente votano a destra". Ora, probabilmente noi qua abitanti di Genova si andrà a sentire Guccini che ha rilasciato l'intervista al Secolo XIX di Genova per far sapere che canterà a Genova. Lo si andrà a sentire perchè Guccini fa parte della nostra giovinezza e la nostra giovinezza ci piace, soprattutto quando i 40 anni sono oltrepassati. Però. Però Guccini dovrebbe stare attento. Che significa "abitualmente"? Che la destra è diventata gucciniana? E cos'è la destra? E quando la sinistra cantava (non "canta"... al presente indicativo è la destra che canta) La locomotiva, e lui - Guccini - vendeva gran dischi, i pugni alzati erano di destra o di sinistra? Insomma il problema della sinistra in Italia è gente come Guccini.


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20 maggio 2009


AKA IL SERPENTE E LA MELA

"La spiegazione della disfatta concessa da Bertinotti è al tempo stesso uno scoop (io vi dico che eravamo sconfitti da 40 anni, e non ce ne eravamo accorti) e un gigantesco alibi (un po' l'effetto di chi giustifichi gli incidenti automobilistici con l'invenzione della ruota: ineccepibile, ma un tantino parziale)... Perchè augurare al viandante di sinistra che la strada sia lunga è una crudele realtà. Nascondergli il Tuttocittà, è un'altra cosa". (Stefano Cappellini - Il Riformista)

Ero più o meno intenzionato a scrivere qualcosa sull'ultimo libro di Fausto Bertinotti (Devi augurarti che la strada sia lunga). Non lo farò, perchè quello che c'era da dire
è stato detto.


16 maggio 2009


IL COMPAGNO GIULIO

Giulio Tremonti ha quasi sempre una posa (e una prosa) da eterno partecipante al congresso di Vienna, anche se dovesse raccontare di aver presieduto una riunione di condominio di un caseggiato a Torpignattara, che per i destini dell'assetto geopolitico dell'Europa appare decisamente poco impattante. Al di là di questo ("Il 9 ottobre, al Fondo Monetario a Washington, un venerdì, capiamo che il mercato di Londra il lunedì successivo non può aprire"), due passaggi dell'intervista che il ministro rilascia oggi al Corriere della sera sono da incorniciare. Il primo è sui cosiddetti Tremonti bond, il secondo sulla social card.
 
"E' un mezzo che allarga la base patrimoniale delle banche e dunque la possibilità di concedere credito. Ma quando le banche dicono che costa troppo sbagliano, perchè ragionano come se fosse uno strumento di debito. Non è stato pensato per le banche, ma per le imprese: serve per finanziare l'economia, non i loro bilanci. C'è il ritardo delle banche, è una responsabilità delle banche, e questo è il vero costo scaricato sulle imprese".

"Alla sinistra è mancata la capacità di lettura della realtà (...) finora a sinistra è stata prevalente la scelta dell'opposizione fine a sè stessa, ma se vuole è ancora in tempo per rendersi positivamente utile ai suoi elettori. Evitando che con il passare del tempo si finisca per pensarci noi".


13 maggio 2009


LA SCOPERTA DI VELTRONI

Visti gli ultimi endorsement da parte di intellettuali girotondini, sinistra forcaiola e magistrati di piazza va a finire che a Di Pietro qualcuno proporrà, magari in futuro, di fare il sindaco di Bologna. Con la differenza cruciale che lui non è uno che si accontenta.


29 aprile 2009


FAUSTO BOMBACCI



Ci devo pensare bene però, tenuto conto dei
trascorsi di recensore, probabilmente leggerò l'ultimo libro di Fausto Bertinotti, che si intitola Devi augurarti che la strada sia lunga. Dall'articolo (forse) di Stefano Di Michele oggi sul Foglio sembra si tratti di una sorta di triste bilancio sulla sconfitta definitiva della (sua) sinistra. "E' un libro - scrive Di Michele - che comincia evocando macerie (c'è il piccolo Fausto affacciato alla finestra della sua casa di ringhiera, a Milano, che osserva la città con ancora i segni dei bombardamenti) e che su delle macerie, stavolta politiche, si chiude". A parte il fatto che questa storia della casa di ringhiera è una cosa ricicciata (vedi Il ragazzo con la maglietta a strisce) e che ha anche un po' rotto i coglioni, a me un Bertinotti evoliano "in piedi sulle macerie" un po' mi intriga e un po' mi fa teneramente sorridere.


25 gennaio 2009


MA DOVE SIAMO, IN UN RAPPORTO DEL CENSIS?

 

"E soprattutto ai compagni che scelgono di continuare la propria lotta dentro il partito voglio esprimere gratitudine per aver condiviso una bella battaglia, e perché sono certo che continueranno a battersi perché nasca una sinistra nuova, una sinistra del lavoro e delle libertà, che ingaggi un molecolare corpo a corpo contro la paura e contro la solitudine».

Nichi Vendola avrà le sue buone ragioni per andarsene. E non le discuto, anche perchè, in tutta onestà, non sono politicamente rilevanti nè la discussione nè soprattutto le buone ragioni. Però, le parole sono importanti. Ma chi crede di essere Vendola: Giuseppe De Rita?


5 dicembre 2008


UNFIT



Walter Veltroni
 ritiene un onore essere considerato nemico da Licio Gelli: "In ogni caso, che il capo della ex loggia mi attacchi personalmente, per me non può che essere un onore". Licio Gelli - sempre in ogni caso - ha espresso in realtà un altro concetto: "Walter Veltroni dovrebbe scomparire poichè fa promesse che non può mantenere. La sinistra di oggi non farebbe paura alla P2. Oggi per difendersi dagli eredi del Pci non ci sarebbe neanche bisogno di una Loggia". Insomma, Veltroni smetta di pavoneggiarsi. Nella fattispecie non può essere applicata la massima mussoliniana "molti nemici, molto onore", bensì una meno alata battuta da avanspettacolo: "Scansate, regazzì!"


22 febbraio 2008


"PIU' SEVERI E PIU' BUONI"

Prevedo che questo post sulle caratteristiche dell'uomo di sinistra sarà linkatissimo. Io la chiusa la preferisco già a "duri senza perdere la tenerezza".


18 febbraio 2008


UN SOLO PUNTO VERDE TRA IL ROSSO E IL NERO

"(il sistema tedesco), che non solo avrebbe garantito al governo Prodi lunghi mesi di relativa stabilità, ma avrebbe anche permesso di riaprire la partita, spezzando in parlamento, prima che alle elezioni, l’unità del centrodestra. (...) Veltroni ha scelto dunque di giocare d’azzardo. Se vincerà, sarà il suo trionfo. Se perderà, sarà una disfatta senza precedenti per tutta la sinistra italiana, tale da fare impallidire tutte le precedenti sconfitte della sua storia, che pure ne è ricca. La campagna elettorale è cominciata. Rien ne va plus".

Sono convinto che sì, il centrodestra con l'approvazione della legge elettorale "tedesca" sarebbe imploso in parlamento. Però anche il centrosinistra non è che godesse di salute ottima, in parlamento. Certo, la partita si poteva riaprire, ma può darsi anche di no. E poi con il "tedesco" magari sarebbe imploso il Pd e questa sarebbe stata una vera e propria disfatta, non soltanto per il centrosinistra. Comunque, come giustamente si osserva qui adesso i discorsi stanno a zero: occorre lavorare per vincere. Spero sia questo il senso dell'editoriale di Left Wing.


3 febbraio 2008


"ROSSI... NERI... ALLA FINE TUTTI UGUALI"

«Per dirla con Blair, i problemi del governo delle società moderne sono sempre meno 'un affare di destra e sinistra', e sempre più una scelta 'tra torto e ragione', una lotta del 'domani contro ieri'».

Questa osservazione di Antonio Polito sul Foglio di venerdì scorso, osservazione peraltro spiegata diffusamente in questo suo libro, non è del tutto sbagliata. Però, come tutte le cose perfettamente evidenti nella loro ragionevolezza (poiché in sintonia coi tempi), meriterebbe di essere un po' problematizzata. Essenzialmente per due motivi. Innanzitutto suona troppo scientifica: ci sono un torto e una ragione oggettivi, senza scarti, scientificamente dati, appunto. Talmente dati che verrebbe da chiedersi chi siano i datori. Secondo: come dicevo qui, ho il forte timore che questo scientismo economico-sociale rappresenti la mutazione genetica del qualunquismo à la Alberto Sordi.

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