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Antipixel di Lamianotizia 


31 gennaio 2012


LE MUCCHE DELLA PACE

Uno è lì che aspetta la solita tirata di Carlin Petrini su sciopero dei tir, alimentazione a chilometro zero e puzzone di Moena e lui invece scrive un gran bell'articolo su questa storia delle mucche della pace. Sì in coda ci mette l'incenso per Slow Food, ma stavolta non ci si fa quasi caso.


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16 ottobre 2011


L'ORTICELLO DI SLOW FOOD

"Lasciatemi dire che con Slow Food stiamo raccogliendo fondi da dare alle comunità per realizzare mille orti in Africa nel corso del prossimo anno. È una goccia nel mare, perché ce ne vorrebbero un milione, ma è pur qualcosa".

Posto che sulla faccenda degli sprechi alimantari (ma anche su quelli della carta e delle parole) sono d'accordo, non ho ben afferrato tutti i nessi logici presenti in questo ennesimo brodo di Carlin Petrini. Cioè se mi fai la ramanzina che la colpa della fame in Africa è mia mi devi anche spiegare perchè non buttando via le croste di formaggio posso contribuire a eccetera eccetera. Voglio dire che mi devi analizzare per filo e per segno tutti i meccanismi economici e distributivi e quelle robe lì e non lasciarli sullo sfondo. Mi devi spie-ga-re-be-ne. Perchè alla fine resta il retrogusto che la Giornata mondiale dell'alimentazione (oggi) serva per parlare di Slow Food e dei suoi orti. E questa sì che sarebbe una goccia nel mare.
(via Giovanni Taurasi)


12 agosto 2010


Una giornata al mare – LA COPPIA PROGRESSISTA ALL'EMPORIO BALNEARE



La coppia progressista al supermercato del mare è una roba che vi raccomando. Che già i supermercati nei posti di villeggiatura sono quello che sono. Hanno poche cose: le patatine e le olive taggiasche per gli aperitivi, il pane, il latte, il prosciutto cotto e altri generi di prima necessità quali le creme della Coppertone e l'emmental. Ma loro – il lui e la lei progressisti – non hanno mezze misure: o il contadino con i prodotti tipici e la gigantografia di Carlin Petrini che benedice la stadera (un po’ come la foto di Napolitano appesa nei commissariati dei carabinieri) oppure l’Ipercoop che almeno c’ha tutto, pure il puzzone di Moena. La donna progressista vuole la mozzarella di bufala non campana o – se proprio deve esserlo – pretende, come attestazione dop, un sms da Roberto Saviano. Fa domande lunghissime agli affettatori di salame sulla tracciabilità alimentare, che se sei lì che aspetti al bancone ti vengono – inguainate come sono nel costume bagnato – due palle al sale direttamente da fare al forno. Il lui di coppia progressista è quasi sempre un ragazzotto ben tenuto, cerca il Danacol financo nei market del Gabon e chiede spesso quel taglio di lombata lì e quell'annata di quell'altra cantina là. I figli della coppia progressista, che si nutrirebbero volentieri di fonzies, sono costretti a farsi dei gran minestroni freddi con tutte le verdure che la mamma progressista riesce ad accaparrarsi. I padroni del supermercato del mare, dopo l’arrivo della famiglia progressista, si devono procurare il salmone della Norvegia e una vacca chianina viva da Montepulciano. E prima o poi le maestranze alla cassa mettono un cartello fuori con la scritta NOI STIAMO CON STORACE. Me lo sento.


17 dicembre 2008


“UN UOMO APERTO, NEMICO DEL CLAN”

Capisco la necessità di puntare sui propri cavalli sempre e comunque, sia che si debba partecipare al gran premio lotteria di Agnano o al gran cross della Sgurgola; riconosco parimenti che il più delle volte sia una questione di fiducia che rasenta l'innamoramento, deraglia nella mania e rovina fatalmente nell'ossessione. Però l’articolo di Carlin Petrini sulla morte di Carlo Caracciolo (“Amava i ristoranti e la buona cucina”) è veramente troppo. Magari su Repubblica c’è anche un pezzo di Roberto Saviano è mi è sfuggito.


5 giugno 2008


HASTA L’AUTARCHIA SIEMPRE

A questo ineccepibile post vorrei soltanto aggiungere questo. E questo.


13 dicembre 2007


AGRA AUTARCHIA

Carlin Petrini prende spunto dal blocco dei tir per rilanciare le sue vecchie parole d'ordine. E non ha tutti i torti, sia chiaro. Però questa storia dell'agro romano che basterebbe da solo a sopperire ai bisogni di un'intera metropoli, prima che fare acqua, fa un po' sorridere. E ve lo dice uno che, magari mancherà di immaginazione rivoluzionaria, ma che comunque non pretende manghi e gamberetti del Pacifico tutti i giorni.


19 ottobre 2007


TOTANO FRITTO VS. PECORINO DI NORCIA RELOAD

Ieri su R2 di Repubblica c'era un interessante servizio sulle mense (scolastiche, ospedaliere, eccetera). E c'era anche il parere di Carlin Petrini che vorrebbe la fine dei pasti impacchettati con le cosce di pollo che sembrano di polistirolo. Il che è una cosa bella, intendiamoci, ma – ammesso che un giorno si riesca a riavere le vecchie cucine di una volta – chiedo, come feci già una volta: la spesa chi la fa?



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