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Antipixel di Lamianotizia 


25 agosto 2010


YES, WE TRANS

Ci ho pensato e ripensato. Nella notte. Immobile nel letto, il volto silvano all’insù e il vetro della pupilla a fissare il soffitto, mi arrovellavo sul significato della Pioggia nel pineto di Walter Veltroni. E finalmente stamattina, mentre la moka barbugliava come un piccione ebbro sul fiore azzurrognolo del gas, son venute su due cose.

La prima eccola: non bisogna leggerle, le lettere di Veltroni e le interviste della sinistra. Uno, al solo vedere – a tutta pagina – Chiamparino, Vendola, Franceschini, l’arrostitore di salsicce alla Festa del Pd, deve imbracciare il lanciafiamme e dare fuoco al giornale appena comprato. Perché adesso il timore è che, in questa escalation di lettere agli italiani e discorsi dal bunker, possa dire la sua persino Giuliano Amato. 

La seconda considerazione prende le mosse dall’editoriale del Foglio di oggi, che dice: a Veltroni va almeno il merito di aver detto no alle ammucchiate anti Cav. Qualcosa però non torna: questa fissazione della marcia solitaria Veltroni ce l’ha da un pezzo. Che novità sarebbe? Se il brancaleonismo cui fa riferimento Il Foglio è quello elettorale, beh, francamente credo che neanche Franceschini veda di buon occhio una campagna elettorale con Fini capolista. 

La soluzione del rompicapo sta in questa frase, ben occultata dopo la serie di petardi populisti sparati ad alzo zero: “E’ giusto semmai – scrive un Veltroni dalla prosa insolitamente sciatta – che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l’emergenza finanziaria e sociale e di riformare la legge elettorale”. 

Pare dunque di capire che l’ammucchiata che Veltroni non esclude sia un’altra, anche se per “per un breve periodo”. Insomma, dopo aver portato alla pulsazione massima i cuori dei democratici con una serie di descrizioni di panorami “sfarinati” e scenari “orrendi”, proprio quando uno si aspetta la zampata del leader di razza, ebbene, quel leader si alza dalla poltrona e, fissando il fuoco nel caminetto, pensoso scandisce: governo di tran-si-zio-ne. Che non è per niente glamour come cosa. Nel Pd, per dire, lo sostengono in tanti, senza per questo tirarsela da kennediani in esilio forzato. 

E comunque, se pulsazione di cuore deve essere, poteva dirla in maniera più figa: “Il nostro Paese deve smettere di vivere dominato solo da passioni tristi. Il nostro paese ha bisogno di un governo Trans. È difficile. È possibile”. E bon.


10 novembre 2009


NOT IN MY BOTTOM

"«Ognuno è libero di fare ciò che vuole». Così Francesco Totti a «Quelli che il calcio», parlando della vicenda Marrazzo. Simona Ventu­ra gli dà ripetutamente ragione, poi fuo­ri programma spiega: «Sono tantissimi quelli che vanno coi trans, e lo sappia­mo tutti»".

Qua si pensa che, fatto salvo il diritto alla privacy, Severgnini abbia
ragione.


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permalink | inviato da Attentialcane il 10/11/2009 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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