.
Annunci online

attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


"Bau bau baby"
                Freak Antoni 


Segui attentialcane su Twitter


Scrivetemi su: maxsorci@yahoo.it

Questo blog è gemellato
con Nonsolorossi.



  
Riassunto, il raccoglitore delle notizie della rete!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
CIRCUS.IT : XML/RSS/ATOM Feeds Aggregator

Antipixel di Lamianotizia 


16 luglio 2012


ECCO IL PAPA'-SHERPA IN VACANZA

“Dove c’è una mamma-chiocciola c’è sempre un papà-sherpa”. Vorrei partire dal punto esatto in cui Chiara Fornari chiude il suo bellissimo post sulle mamme in vacanza – che portano tutto, dallo scalda-biberon alla canoa – per dire che è stramaledettamente vero: “chi ne fa le spese è ancora una volta il povero papà”, che si trasforma in muletto da trasporto.

Vedi nella canicola silenti bestie da soma che trainano pesi sovrumani con la faccia paonazza. Montagne traballanti, composte da ombrellone, passeggino, sacche, pinne, corrieridellasera, borse frigo, che si muovono su due gambe terminanti in infradito. Sisifi osceni perfettamente consapevoli che non finirà mai. Che il sole calerà e che dovranno riprendere su tutto, in precario equilibrio, e che domani, in un’immane Malora fenogliana, sarà sempre lo stesso. Un mondo contadino senza redenzione che – a fine vacanza – prevede necessariamente il carico del bagagliaio, lo scarico del bagagliaio, il trasporto di valigie, bottigliette di sabbia e sacchi di sassi marini nell’appartamento di città e l’ascensore sarà scassato e l’ernia inguinale sorriderà oscenamente sotto i bermuda.

Il papà-sherpa vive nella speranza masochistica che qualcuno lo frusti durante le operazioni di facchinaggio, rivede fino alla nausea la scena di Mission in cui Robert De Niro trascina la sua pesantissima rete di pietre, di notte vaga nei paesi dell’entroterra alla ricerca di una processione e di una Madonna di gesso da mettersi in groppa, così per rimanere in forma. Il papà-sherpa prima di farlo non sapeva di essere in grado di trasportare tre casse da sei di acqua – naturale, lievemente frizzante e frizzante – e, sopra, il cane che gli lecca la faccia. Il papà-sherpa di solito non lo dice alla moglie, ma prima di partire per le vacanze, mette nel trolley una pancera in cuoio di quelle che usano i lanciatori di martello alle Olimpiadi.

Gli uomini sopportano tutto con spirito gagliardo, va detto, perché in fondo Chiara ha ragione da vendere quando scrive che “questa è la tua vita, ma ne vale la pena, come sempre”. Però quando il papà-sherpa incrocia, sul lungomare, uno di quei pannocchioni olandesi che fa jogging trainando un passeggino hi tech con – dentro – una nidiata di tre gemelli che sgranocchia Fonzies, beh, non può fare a meno di inveire contro il Concilio di Trento: a loro la Riforma e a noi tutti – papà e mamme – la macerazione delle carni.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Vacanze papà sherpa

permalink | inviato da Attentialcane il 16/7/2012 alle 23:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 agosto 2011


LA SPIAGGIA DELLE LIBERTA'

Dice, con quello che costano i bagni – ombrellone, sdraio eccetera – sai che faccio? Vado alla spiaggia libera. Una scelta di democrazia prima che di portafoglio. A contatto con i lombi arrossati del paese reale. Solo che, nella spiaggia libera (da adesso in poi SdL, spiaggia delle libertà), la democrazia semplicemente non c’è. Sussiste una temporanea sospensione delle più elementari regole della convivenza civile. Legge della giungla purissima.
 
Già all’arrivo – dall’alto – sei costretto a constatare l’assoluta impossibilità di trovare il tuo ubi consistam in un tetris di asciugamani punteggiato da ombrelloncini della Peroni e della Coppertone. Scendi impazzito per il canto assordante delle cicale che lesserebbero i maroni pure a Garcia Lorca e sai che dovrai lottare fino all’ultimo vaffanculo per conquistare il tuo posto al sole. Bagnans bagnanti lupus.
 
Se riesci e stenderti di taglio tra un 40enne tatuato e un donnino con la Settimana enigmistica ti va di lusso. Poi – quando ce la fai – approfittando degli spazi che si aprono giocoforza nelle dinamiche bagno-abbronzatura, ti metti a pancia in su e cominci a rilassarti. Senza girarti mai, però. Il rischio, neanche tanto remoto, è che arriva uno e, nell’anarchia della SdL, ti pianta il palo dell’ombrellone nel culo con la scusa che lui c’ha il bambino di quattro mesi e… poverino.
 
Poi ci sono quelli che nella SdL si sentono un po’ Gheddafi e montano tende gigantesche tipo Protezione civile. Voi capite che con la scarsità di territorio calpestabile la mossa equivale a una dichiarazione di guerra. Generalmente dentro ci stanno due salamandre umane ché l’ambiente lì sotto diventa presto un vero e proprio rettilario. Lei legge libri di 1.800 pagine e lui sta al computer. Gioca a tetris.  
 
Ok, decidi di bagnarti. Ma c’è l’insormontabile problema di guadagnare la riva. Ti muovi come un gatto Silvestro felpato tra gli asciugamani, in punta di piedi per non pestare nessuno. Un fachiro sui carboni ardenti. Arrivi a tre metri e capisci che non ce la puoi fare: un gruppetto di amiche ha creato una linea Maginot di sette metri. Stanno distese come traversine della ferrovia e decidi per il colpo di reni finale: il tuffo nel vuoto.
 
Sei in acqua. Tra palloni, schizzi, capocce e boe guadagni il largo. Guardi verso la spiaggia e vedi una ventina di persone che stanno aggrappate ad uno scoglio, tutti insieme, mamme con l’omogeneizzato in mano, nonni e nipoti, uomini che fumano e bambini col retino. Una comunità di pinguini di Magellano paonazza e felice.
 
Poi il tuo personale telescopio inquadra i sette metri di amiche cagate sotto il sole, il tatuato, il donnino bartezzaghico, le salamandre, Gheddafi e Bertolaso che vuole indietro la sua tenda. Due bracciate verso sud-est e sei all’altezza dei Bagni Simonetta. Dopo essere sbarcato chiedi ombrellone, sdraio e una birretta ghiacciata.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. mare vacanze

permalink | inviato da Attentialcane il 27/8/2011 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 agosto 2010


Una giornata al mare – INSERT THE COIN

 

Lo sapete benissimo: uno dei problemi del mare – se avete figli o non siete cresciuti abbastanza – sono i distributori di palline con dentro la sorpresa. Sono macchinette alte più o meno un metro e mezzo che sputano dal bocchettone una boccia da bowling trasparente con – nella pancia – il nulla. Il nulla, nelle società marittime occidentali, si sostanzia in pupazzetti di plastica, animali di peluche, mini-skate dai variegati ghirigori esotici. Robe dotate di un’utilità marginale modesta: tappare la bocca al bambino per 15 minuti prima di essere abbandonate sul sedile posteriore della macchina che a settembre diventa una tonnara di bambocci della Looney Tunes.
Le sputapalline sono ad ogni angolo di isolato, in quasi tutti gli esercizi commerciali, dal bar-rosticceria “Non solo spiedo” al “Paradiso del bricolage”. In spiaggia apri l’ombrellone e tra le stecche ne spunta giù una gonfiabile con la voce di Bakugan che dice: ehi piccolo, fatti sganciare da quella stronza di tua madre due euro ché si campa una volta sola. Il fatto è che una vacanza può costare dai 50 ai 100 euro in più. Ci sono genitori – i più abbienti – che hanno deciso di comprarsela, la macchinetta mangiasoldi. E nelle famiglie con meno disponibilità economiche il padre decide di immolarsi: si traveste da Ben Ten e si tatua “insert the coin” sulla fronte.


17 agosto 2010


PONTE DI LEGNO BURNING

Come ogni estate i soggiorni a Ponte di Legno sono forieri di fragorose esternazioni. Dopo i governi cocomeri, ora i democristiani di merda. Domani - chissà - la gara di rutti.

sfoglia     giugno        agosto