.
Annunci online

attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


"Bau bau baby"
                Freak Antoni 


Segui attentialcane su Twitter


Scrivetemi su: maxsorci@yahoo.it

Questo blog è gemellato
con Nonsolorossi.



  
Riassunto, il raccoglitore delle notizie della rete!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
CIRCUS.IT : XML/RSS/ATOM Feeds Aggregator

Antipixel di Lamianotizia 


6 giugno 2012


IL TERREMOTO E IL TEMPO SECONDO WU MING

Il collettivo di scrittori Wu Ming sviluppa un ragionamento condivisibile su questi tempi veloci. Però lo fa in un articolo sul terremoto dell'Emilia. Ecco, magari sbaglio, ma mi è sembrato un po’ fuori tema e sì, poco rispettoso.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Wu Ming terremoto

permalink | inviato da Attentialcane il 6/6/2012 alle 8:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 agosto 2010


PENNACCHI MANDA AFFANCULO DON GALLO E UN PO’ ANCHE MARCHIONNE

 
Su questa faccenda di Mondadori evasore sollevata da Repubblica e su cui si sono espressi in tanti (su tutti scelgo il bell'articolo di Giulio Mozzi, che contiene link molto interessanti, e questo dei Wu Ming, scovato grazie a Cronachesorprese), ecco, su questa ennesima campagna a perdere della sinistra, ritengo che le parole definitive le dica – in due riprese – Antonio Pennacchi.

Il vincitore dell’ultimo Strega, intervistato dal Secolo XIX giorni fa,
aveva dichiarato: «Ma le sembra che un operaio si dovrebbe licenziare perché il suo padrone non è comunista? Gli operai non dovrebbero lavorare per Elkann e Montezemolo? Secondo lei Rizzoli e Feltrinelli sono dei rivoluzionari? Ma non diciamo cazzate...» (corsivi miei).
 
Discorso che, se ci pensate bene, non fa una piega, e che sarebbe da opporre anche a Sergio Marchionne quando - specularmente - pretende che gli operai non solo non si debbano licenziare ma si mettano una ramazza nel culo e spazzino la fabbrica.
 
In quella intervista Pennacchi aveva anche invitato Don Gallo – che, invece, aveva deciso di abbandonare la casa editrice di Berlusconi in segno di protesta – a “pensare alla Chiesa”. E, per rendere più chiaro il concetto, lo aveva mandato "affanculo”. Naturalmente Don Gallo ha risposto (“Pennacchi pensi agli evasori”) e Pennacchi non si è fatto pregare. Ha controreplicato oggi, sempre sul Secolo XIX, dicendo altre parole di assoluto buon senso:
 
«Fammi capire, don Ga’: non lo ha risolto Prodi in quattro anni di governo il conflitto di interessi, e adesso vuoi che te lo risolva io? La rivoluzione ve la debbono fare – da soli – gli autori Mondadori? E i Padri della Patria chi sarebbero a questo punto, Rizzoli e Feltrinelli? Paolo Mieli premier? Don Ga’, se tu non lo sai, queste a casa mia si chiamano contraddizioni in seno alla borghesia» (corsivi ancora miei).

sfoglia     maggio        luglio