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Antipixel di Lamianotizia 


2 novembre 2005


CACCIA ALLE STREGHE?


Nel bel mezzo del dibattito tra neoguelfismo e anticlericalismo, atei devoti e fondamentalismo laico, piomba l’anatema di Tarcisio Bertone contro Halloween.
Nel corso della messa di Ognissanti l’Arcivescovo di Genova ha tuonato contro questo “scimmiottare il mondo dell’aldilà, tra streghe e fantasmi, come se la morte fosse un gioco”. “Io - ha detto - vorrei che i genitori… usassero lo stesso dispendio di energie, di tempo e di soldi dedicato ad un evento insensato come quello di Halloween per educare ai valori veri”.
C’è poi anche la critica alle istituzioni locali, che a Genova ma un po’ in tutta Italia, hanno organizzato kermesse varie sul tema. Quelle istituzioni locali che  “da una parte lesinano briciole… dall’altro sprecano risorse pubbliche in questi modi”.

Ora ci sono un paio di aspetti interessanti su cui soffermarci:

1) Tarcisio Bertone, che il suo mestiere lo sa fare, considera i valori cristiani l’unico senso “vero” della vita. E lo dichiara dal pulpito, essendo un pastore nell’esercizio delle sue funzioni. Certo, molti avranno da eccepire. E a ragione. Sia sotto il profilo filosofico che sotto quello politico. Ma la ratio della critica ci pare un’altra: l’insensatezza di Halloween sta nell’aver ridotto il tragico della morte a gioco. Per esorcizzarla, dirà qualcuno. Solo che è uno strano esorcista quello che – intanto – cura il merchandising.
E’ per questo motivo che ci sorprende sfavorevolmente la risposta di Edoardo Sanguineti, poeta e chierico di sinistra, che la butta sul “tutto è relativo”. “Rivendico il mio diritto – dice piuttosto semplicisticamente – a scegliermi la festa che preferisco”. Che non fa una piega. Però l’aspetto consumistico andrebbe scandagliato meglio, soprattutto da parte di chi ha saputo, in altre occasioni, dare prova di estrema sensibilità su questi argomenti. Non basta cavarsela con un “è chiaro che l’egemonia politico-culturale degli Stati Uniti arrivi a cancellare i nostri modelli, sovrapponendogli i propri. Ma è la stessa cosa che ha fatto il cristianesimo col paganesimo romano”. Verrebbe da chiedere: dunque chi la fa l’aspetti?
Ci pare invece che Sanguineti non voglia per partito preso riconoscere che la critica di Bertone è innanzitutto una critica agli aspetti peggiori (non a tutti gli aspetti, si badi bene) della società americanizzata. Proprio quegli aspetti che anche a Sanguineti crediamo non piacciano.

2) Come spendono i soldi le istituzioni locali? Non sempre bene, anzi spesso molto male. Lasciamo stare la polemica Halloween in sé e chiediamoci: è proprio necessario sostenere  tutti questi momenti di socializzazione? Sì, lo Stato non deve fare l’educatore, ma neppure il saltimbanco. Perché francamente non se ne può più di piazze con gazebo, mangiafuochi e compagnie di danza del ventre. Non che i soldi bisogna darli soltanto alle parrocchie, ché quelle c’hanno già il loro otto per mille e riprogrammino le proprie priorità (poveri, ultimi, eccetera), però neanche ad un associazionismo onnivoro e talvolta inutile.
Ha detto molto pragmaticamente Massimo Cacciari: “Se Bertone avesse qualche esperienza come sindaco o come amministratore pubblico saprebbe bene che una qualche contribuzione ai circenses, agli svaghi della città è inevitabile”. Però ha anche riconosciuto che “Bertone ha ragione almeno nel senso che si tratta di una festa che non ha ragione di esistere da noi e dunque non andrebbe incoraggiata”.

Insomma non sono proprio sicuro che - da sinistra - le dichiarazioni di Bertone vadano inventariate come becere sparate teocon.




permalink | inviato da il 2/11/2005 alle 18:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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