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Antipixel di Lamianotizia 


20 dicembre 2003


A PROPOSITO DEI SETTE UMANI E DEL CANE MORTO IN UN INCIDENTE STRADALE

Gli manca soltanto la parola. Per il resto sono come noi. Anzi, a volte, persino migliori.
Tanto “umani” da conquistare riconoscimenti e trattamenti, che un tempo erano esclusivo appannaggio dei bipedi eretti.
Ecco allora che, il 17 febbraio 2002, a Perugia si è celebrato il “Miao Day” (sic!), una kermesse fatta di mostre e conferenze in onore dell’affettuoso e indipendente felino tanto caro agli Egizi.
In Svizzera è stata approvata una legge che riconosce i “diritti” degli animali domestici. Senza dubbio, una benefica dilatazione dei concetti universali della Rivoluzione Francese. Alcuni - in caso di divorzio dei padroncini - parlano addirittura di affidamento di cani e gatti ad uno dei due litiganti, riconoscendo loro - agli animali - lo status di prole.
Oggi - per sancire questo civilissimo cambio di cultura - agli animali si danno nomi da umani. Non troverete più un cane che risponda al nome di Lassie, Arno o Bobby. Il cane del “no global” si chiama Ernesto, quello del melomane Rigoletto. Trovatemi una Pallina o una Fuffy e ve ne sarò grato.

Sarà l’uomo ad essersi animalizzato o l’animale ad essersi umanizzato, fattostà che cavalli e mucche non sono più considerati esseri inferiori poiché privi di ragione, governati soltanto da un imprinting cieco, determinato, eterodiretto e privo di volontà; essi sono diventati la quintessenza della primordiale affidabilità dell’uomo, esseri liberi dalle diavolerie della cultura e della società sviluppata.
Il buon selvaggio di Rousseau, insomma, si è messo i panni di Furia e della mucca Carolina. Con buona pace di Tommaso d’Aquino per il quale l’inclinazione naturale degli esseri è ciò per cui sono stati creati e in questo risiede la loro libertà.

Sdoganando i quadrupedi, l’uomo ha ammesso che - ebbene sì - il pensiero occidentale, la scienza e la tecnica, non sono poi così importanti come ci hanno fatto credere. Siamo - checché se ne dica -pur sempre uguali a bestie tanto che, se ci fosse domani il diluvio universale, potrebbero essere benissimo giraffe e canguri a tenere il timone dell’arca. Noè è avvertito.

E chissà che tra qualche secolo, quando saremo rappresentati in Parlamento da cani e gatti, non si verifichi una rivoluzionaria presa di posizione a favore dei diritti dei graniti, dei basalti e dei quarzi? D’altro canto chi l’ha detto che il mondo - come diceva Platone - non abbia un’anima?




permalink | inviato da il 20/12/2003 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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