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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


24 marzo 2005


E’ LA NEW POLITICA BABY

Certo, è facile sparare sui candidati alle regionali e al loro – diciamo così – approccio disinvolto all’elettorato d’opinione. Già sento quelli che obietteranno ‘e allora candidati tu se ne hai il coraggio’.
E infatti io non dico niente di niente, ma se proprio volete, girate l’obiezione ad un Gian Antonio Stella in forma strepitosa, please.




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18 febbraio 2005


CAPUFFICIO COI FIOCCHI

“Prodi, ecco svelato il mistero, non sa fare politica. La sua carriera dimostra che sa gestire un dossier, sa organizzare un gruppo di fedeli, conosce un po’ di sociologia e di economia, ha doti comunicative non eccezionali ma sufficienti all’esercizio del mestiere, eppure per il resto, cioè per la visione, il rispetto dei tempi politici, l’anticipazione della decisione i cui frutti si raccoglieranno domani, il dominio delle pulsioni elementari della base, la costruzione di alleanze italiane e internazionali davvero solide, la grande manovra di divisione e neutralizzazione dell’avversari, insomma per tutti questi aspetti decisivi del fare politica non ha né esperienza né talento. E’ un portavoce dei partiti, un capocordata, un capufficio con i fiocchi, ma la leadership politica non è roba sua”.
(Giuliano Ferrara su Panorama)




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19 novembre 2004


CHE MARCIAN TUTTI IN FILA-FILA

Così è troppo, però qualcuno dovrebbe dirglielo agli scout che...

(Camillo)




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30 agosto 2004


OSPITALITA'

"Ricordiamo che la legge francese proibisce di portare il velo solo nelle scuole primarie e secondarie (elementari e liceo, ndr ), e non certo per strada. Niente di più totalitario della pretesa di decidere il regolamento interno di licei e collegi delle banlieues francesi attraverso una cattura di ostaggi in Iraq! E perché non intervenire, allora, anche sul menu delle mense scolastiche? E la promiscuità nelle piscine?"
(Andrè Glucksmann)




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27 agosto 2004


PEZZE AL CULO

Certo che Christian Rocca quando è simpatico è simpatico.




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26 luglio 2004


PENSIERO DEBOLE

Chi bazzica da queste parti sa che qualche volta ho citato pezzi di Mario Melloni, storico corsivista de L’Unità più noto con lo pseudonimo di Fortebraccio. Melloni era uno che proveniva dalla Dc e ha lasciato ritratti dei suoi ex compagni di partito di rara cattiveria e acidità.
Circola una voce finora non smentita che vorrebbe il vecchio Arnaldo Forlani presidente dell’Udc al posto dell’europeo Rocco Bottiglione. Con il dovuto rispetto che si deve agli anziani vi propongo questa cosa di Fortebraccio:

L’on. Sforlani, vuoto come un appartamento sfitto, considera il pensiero una prerogativa disdicevole, ed è felice, sorridendo con alcune migliaia di denti, di non esserne mai stato sfiorato. Se al ristorante qualche volta non glielo avessero temerariamente proposto al burro, Sforlani avrebbe passato la vita ignorando che esiste il cervello. E’ un uomo che non ha mai conosciuto la vertigine degli abissi, essendosi sempre astenuto dal guardarsi dentro di sé, sicché tutto sommato campa inconsapevole e lieto. A volte gli capita di aprire la porta del suo ufficio avvertendo: “Non ci sono per nessuno”, e gli uscieri, inchinandosi, gli rispondono immediatamente: “Lo sapevamo signor presidente”.




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12 luglio 2004


A CAPO, ACCOSTA ALLA POMPA DEL DIESEL

Ha ragione Beppe Severgnini: qualche volta dare del tu a chi è in una condizione di inferiorità (per esempio al barista) è volgare.
Mi sento di affermermare, però, che sono ancora peggiori quelli che - in condizione di inferiorità, stavolta molesta - danno del "capo" senza la benchè minima necessità (per esempio i benzinai).




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9 luglio 2004


TOSCANACCIO

La citazione di Mario mi ha fatto andare alla ricerca del testo integrale dell’intervista che Claudio Sabelli Fioretti ha fatto a Giovanni Sartori.
Il politologo fiorentino non irride soltanto Adriano Sofri, ma ne ha anche per altri.
Marco Pannella è “un grande esibizionista, con l’Ego sempre in erezione. Avrebbe fatto bene al circo”.
Gianni Baget Bozzo “non è un politologo, ma un sacerdote travestito”.
Strada e Agnoletto “non vedono nulla e non sanno nulla di nulla”.
Ma la battuta migliore è riservata a Marcello Pera: “Io conosco Pera da quando era assistente di Francesco Barone a Pisa. Pera non era molto bravo. Ha avuto perfino difficoltà a vincere i concorsi quando tutti li vincevano facilmente”.




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2 luglio 2004


QUELLA TESTA DI PONTE DI FOLLINI

Scrive Gad Lerner:
"Il prossimo dilemma del centrosinistra, dunque, non è se presentarsi agli «elettori oscillanti» con una linea più dura o più morbida. Ma di candidare nei collegi incerti leader riformisti autorevoli, capaci di legarsi al territorio e dotati di quella merce rara in politica che è la disponibilità al rischio personale".

Risponde Paolo Mieli che le politiche saranno diverse dalle amministrative e dalle europee e che:
"Avete bisogno, a mio avviso, di qualcosa in più, cioè di una forza-calamita che si ponga in prossimità del ponte su cui transitano i voti oscillanti provenienti dalla sponda opposta. Tanto più ora che la Casa delle Libertà quella testa di ponte ha dimostrato di averla, nell'Udc. Attenzione, caro Lerner, al partito di Marco Follini: se non dovesse rompere con il centrodestra - com'è, sotto sotto, oltreché nei vostri auspici, nelle vostre previsioni - quel partito potrebbe giocare un ruolo assai rilevante alle prossime elezioni politiche e procurare allo schieramento berlusconiano la vittoria che oggi vi appare improbabile".




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23 giugno 2004


IL DRAMMA DELLA SINISTRA

Per Giovanni Sartori i Ds sono ormai un gruppo politico “soltanto per le statistiche elettorali”.
“In prospettiva – dice – se il 7% circa dei Ds viene aggregato al 12-13% delle varie sinistre alternative (…) finisce che Bertinotti controlla il 20% lasciando al povero Fassino soltanto un 13. Questo è il problema, o anche il dramma, che sta vivendo la sinistra”.




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15 giugno 2004


MAI PIU' MAGO ZURLI'

Primo atto del neo-sindaco di Bologna: fuorilegge il Coro dell'Antoniano.




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12 giugno 2004


URLA IL VENTO, FISCHIANO LE ORECCHIE

Azioneparallela scrive e cita:
Dedicato a tutti i bloggers che si sentono obbligati a quotidiane prestazioni linguistiche non meno che brillanti: "Chi non ha il coraggio di permettere che si trovino noiosi lui e la sua opera, certo non è uno spirito di prim'ordine", Nietzsche, Umano troppo umano.




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1 giugno 2004


ECCO I RIFORMISTI

“Chi, oggi, critica i riformisti li vede come una specie di palude: come gente disposta ad ammettere che gli avversari non hanno poi tutti i torti, come passeggeri imbambolati di una metropolitana che continua a viaggiare sottoterra. No, questa visione è profondamente sbagliata. E’ riformista colui che vuole cambiare (anche in modo radicale) gli equilibri di potere, i rapporti sociali e perfino le regole del gioco (…) Per questo abbiamo bisogno dei veri Riformisti. I quali non si identificano affatto coi Centristi. Questi ultimi come elettorato e come classe di governo, non sono mai stati i motori della politica. Al contrario: furono (e sono) sempre un terreno di conquista per la cultura che, di volta in volta, risultavano (risultano) vincenti”.

(Giuliano ZinconeCorriere della Sera)




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31 maggio 2004


RELATIVISMO CULTURALE

Strepsiade: Ma non si usa da nessuna parte picchiare il padre
Fidippide: Ma chi ha stabilito questo uso era uomo come me e te e l’ha imposto con la forza della parola (…) ma tu guarda i galli, e gli altri animali, come tengono testa al padre. E che differenza c’è tra noi e loro, a parte che non scrivono decreti?
Strepsiade: Se vuoi imitare i galli in tutto perché non mangi merda e non dormi appollaiato su un bastone?

(AristofaneLe nuvole)




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18 maggio 2004


NIENTE CONTRO IL MILAN

“… gli italiani hanno smesso di lodare come trovate antipolitiche le sue strampalaggini, come accadeva nei primi tempi, quando il presidente del consiglio ci spiazzava tutti perché si autocelebrava o faceva le corna o mancava di rispetto a qualcuno.
(…)
In mezzo a questa poltiglia abbiamo bisogno di compostezza, di eleganza, di sobrietà. Perciò gli ‘spiazzamenti ‘ istituzionali non ci piacciono più, non siamo più disposti a dare un senso politico alle scempiaggini, a perdonare le leggerezze irresponsabili, a mettere il calcio avanti ai morti”.

(Francesco Merlo)




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18 maggio 2004


RICCARDOTERZISMI

Il mio blog per questa frase.




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5 maggio 2004


INNESCARE L'OPINIONE PUBBLICA

Giorni fa Angelo Panebianco ha scritto sul Corriere della Sera che la differenza tra una democrazia e uno stato totalitario è costituita dal fatto che le sconcezze sono sempre giudicate dall'opinione pubblica poichè il popolo è sovrano.
Si riferiva allo scandalo delle torture ai prigionieri iracheni, che in queste ore sta scoppiando in tutta la sua virulenza.
Riporto un post di Federico Rampini che problematizza e articola un assunto da considerare - in linea di massima - corrispondente a verità.




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5 maggio 2004


UNA TRIBU' CHE SBANDA

A proposito del concertone del primo maggio, mi è venuta in mente una cosa scritta un po’ di tempo fa – in maniera lievemente irridente e divertita - da Fruttero e Lucentini, forse per un’occasione diversa, ma secondo me ragionevolmente applicabile.
Chi invece ha usato la clava è stato Giuliano Ferrara che lunedì ha scritto:
“Io non li posso sopportare, quelli del nuovo primo maggio, quelli che a San Giovanni mettono insieme la pace arcobaleno, Zelig, Canale5, il Che, Alberto Sordi, l’elogio della diserzione, il piercing quadrilinguale, i finti pub, (…), ma anche quelli dell’infinito chissenefrega in diretta o in differita ma senza censura, e state allegri e ballate la rumba sindacale nella piazza veltroniana, africana, in un primitivismo senza forma. (…) questa è la folla degli indistinguibili (…) che prende il posto del popolo inteso come antica e inservibile reliquia. (…)sono ormai loro l’Italia profonda, sono gestiti come un patrimonio ideologico, come fossero gli eredi dell’antifascismo, gli esecutori testamentari delle lotte popolari, gli angeli della democrazia in diretta, variante ridicola della volontà generale (…) questi possono credere di tutto, sono una folla alla quale la si può dare a bere (…) Capirli gli indistinguibili? Ma nemmeno per sogno”.

P.S. Qui un altro pezzettino di Fruttero e Lucentini sullo stesso argomento. Ma leggetelo eh!




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4 maggio 2004


'ZZO RIDI?

"Ridendo si viene accettati, si festeggia la normalità di quello che c'è. Piangere è il vero scandalo, una cosa intollerabile. (...) Il riso, dice Leopardi, è una forma di pazzia momentanea. Se si ride di continuo, la pazzia si fa permanente".
Ora non è che bisogna pigliare alla lettera l'articolo talebano di Alfonso Berardinelli, da cui abbiamo estrapolato questi passaggi, però a volte non si capisce perchè la gente sia incline alla leggerezza laddove sarebbe necessario un approccio per così dire meno friendly.
Lo so, già sento la giusta rampogna finto-democratica: ma dai, bisognerebbe prendersi meno sul serio!
E allora, inizia tu a pigliarti per il culo.




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2 maggio 2004


E SE LILLI FACESSE COME BADALONI?

"La certezza: se Lilli decidesse di tornare al giornalismo, metà del pubblico dubiterà di lei; l'altra metà pretenderà militanza continua.
Ecco perché non credo che Lilli rientrerà al Tg o in un giornale. Approvo fin d'ora questa scelta, ma mi dispiace: la mia amica parla quattro lingue, è tosta come una noce e cauta come una pantera. Mica ce ne sono tante, così".
(Beppe Severgnini)




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29 aprile 2004


ENDEMOL, REGALACI LA NUOVA FRONTIERA

"Cambiare canale non basta più, il telecomando può salvare dal trash, dalle urla e da molta altra cattiva tv, però esistono livelli di orrore che è difficile schivare persino a schermo spento.
Domani sulla Abc (quarto network degli Stati Uniti) cinque coppie si esibiranno nel ruolo dei perfetti genitori per vincere un neonato. La trama è un po’ brutale, ma di certo in «Be my baby» leziose telecamere inquadreranno sorrisi angelici con passati strappalacrime sui toni dell’«Abbiamo aspettato un bambino per tanti anni» e una coltre di miele scenderà sullo schifo di fondo. Il bambino in questione lo mette in palio una sedicenne non sposata che sta per partorire. Ha scelto lei gli aspiranti mamma e papà scartabellando foto e conti correnti e sempre lei stabilirà in quale casa finirà il nascituro.
Tutto ciò non è il peggio: in un programma così ben congegnato le possibilità di scendere più in basso sono infinite. La tv americana ha retto molte polemiche e si è risentita solo davanti all’etichetta di «reality show». Contrariati hanno spiegato che si tratta di «un’inchiesta fatta con attenzione, rigore e professionalità». A furia di pensare che lo spettatore medio è un lobotomizzato, maniaco depressivo, incline a triturare con appetito qualsiasi oscenità si sono convinti che ogni vomitosa idea sia vendibile. Basta camuffarla un po’ e sibilare «mai visto prima». Non cambiate canale. Gettate direttamente il televisore della finestra".

(Giulia Zonca - La Stampa)





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28 aprile 2004


FIORELLEMANNOIE

“Il concerto del Primo Maggio non avrà la diretta televisiva, avrà la differita ed è già lesa maestà: il Regime ha mostrato il suo vero volto, dicono. Magari. Un’idea per il Primo Maggio, comunque, ce l’avremmo noi: è sufficiente trasmettere ‘Odissee’, lo spettacolo tratto dal libro di Gian Antonio Stella sulla storia dei nostri emigranti naufraghi nel mondo in cerca del lavoro. Altro che Fiorelle Mannoie”.
(Pietrangelo Buttafuoco)




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30 marzo 2004


FASSINO TERMINATOR

“Lo paragonano a San Sebastiano, ma deve diventare Terminator, chè avere certi alleati è come perdere anche se si vince… Deve muoversi come se non ci fossero, non fare buon viso, lascirli marcire nel loro orto. Togliere loro i collegi blindati, lo sgabello da sotto le chiappe”.
(Giampaolo Pansa via Il Foglio)




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9 marzo 2004


BASTA PIANGERE

Direttamente da Associazionemachiavelli copio-incollo questa cosa che Galimberti ha scritto oggi su Repubblica:
... ci arrampichiamo ogni giorno su pareti lisce per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall'esterno... Se il cattivo umore è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è di cattivo umore è colpevole, perché è lui stesso la causa della sua infelicità... A questo punto il buonumre non è più una faccenda di 'umori', ma oserei dire un vero e proprio 'dovere etico'.




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6 marzo 2004


CREPET PSICOLOGICHET

"Noi cultori dell'horror dobbiamo aspettare notte fonda, quando Vespa libera i suoi mostri, fra i quali spicca l'incredibile sagoma color pastello del dottor Crepet, lo psicarrivista del banale, che stende i televisori sul lettino e rilascia interviste a smentita rapida sulla psicolabilità altrui".
(Massimo Gramellini)




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6 marzo 2004


NESSUN DOLORE

"Caso Battisti. Quasi trentanni dopo, è veramente mortificante scoprire un'assurda, insensata, promiscuità tra la sinistra dei diritti e delle libertà e la sinistra del colpo alla nuca".
(Michele Serra - Repubblica di oggi)




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5 marzo 2004


OLTRE IL TERZISMO

Grazie ad un amico sono venuto a conoscenza di questa frase di Francis Scott Fitzgerald: "... la prova di un'intelligenza di prim'ordine è la capacità di serbare nella mente due idee opposte, e nonostante questo continuare a funzionare".




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20 febbraio 2004


SU PANTANI "FATEVI I CAZZACCI VOSTRI"

Ho scovato questo post che Luca Sofri scrisse un po' di tempo fa sul Pirata.
Che dire?




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16 febbraio 2004


PARZIALMENTE IMMORTALE?

Mi sa che fra un po' saranno in molti ad accorgersi dell'acume di Pigi Battista.
Intanto oggi scrive: "Sull'Unità, giustamente Walter Veltroni ricorda un grande giornalista come Andrea Barbato, scomparso otto anni fa. 'L'ho rivisto recentemente, Andrea'. Dove l'ha rivisto? Ecco la spiegazione: 'Chi consegna un frammento importante della sua vita a qualcosa che lo riproduce interamente, il cinema o la televisione, conquista l'immortalità'. L'immortalità? L'immortalità. Interamente. E non parzialmente".




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13 febbraio 2004


DI FUMO, CANCRO E SCIENZA TAROCCATA

Filippo Facci fuma.
E ce l’ha con i pasdaran proibizionisti, salutisti, deficientisti.
Una presa di posizione condivisibile poiché i fanatici vanno presi a ceffoni.
Sempre.
In questo lunghissimo articolo si lancia in un disamina di “certi studi scientifici”, che ha un vago sapore feyerabendiano: non è scientificamente dimostrato che il fumo fa male, poiché un conto è dire “molti studi dimostrano che il rischio di tumore al polmone è maggiore del 30 per cento tra coloro che fumano”, un conto “l’incidenza del fumo in un campione di popolazione esaminata è risultato maggiore del 30 per cento tra le persone con un tumore al polmone rispetto alle persone sane”.
Mi chiedo, leggendo Facci: la scienza è soltanto statistica? E, se non lo fosse, cosa altro dovrebbe essere?
Certo, quando immagino una connessione causale (fumo-cancro) non posso essere sicuro che quella sia una legge naturale. Lo scienziato non scopre il segreto della natura e i meccanismi nascosti del suo funzionamento. Fa soltanto ipotesi confutabili. Se gli studi che dimostrano che l’incidenza del fumo sulle malattie cardiovascolari sono delle patacche, ebbene, che siano superati. Ma non si può mettere in dubbio il metodo scientifico tutto intero. L’idea che la scienza possa disvelare una volta per tutte il vero funzionamento del mondo e, dunque, del corpo umano è un mito né più né meno che l’esistenza di Atlantide. Quello che può fare la scienza è avere un approccio antimetafisico, procedere per approssimazioni e utilizzare – per fare questo – un metodo che misuri statisticamente l’incidenza di certi fattori su determinati fenomeni.
Per approfondire queste ed altre questioni c’è un libro molto bello di Alessandra Parodi che si intitola “Le cause tra medicina e filosofia” (Erga edizioni – Genova). Quando posso dire che un evento è la causa di un altro evento? L’epidemiologo deve stabilire quali siano i fattori sui quali si può operare per mettere in atto le strategie di prevenzione. La causa in malattia è ogni fattore che aumenta la probabilità della malattia, vale a dire ogni fattore sul quale si può agire a livello non solo terapeutico ma anche ambientale allo scopo di prevenire le malattie.
Dire che fa più morti il traffico che la sigaretta è vero. Dire che l’intolleranza verso i fumatori sta raggiungendo livelli comici è altrettanto sacrosanto. Dire che ci sono in giro ricerche “scientifiche” taroccate e poco serie è pacifico.
Ma senza mettere in ridicolo la ricerca scientifica seria.
E se poi qualcuno mi viene a dire che anche il metodo scientifico utilizzato in Occidente è frutto di convenzioni e che non è dimostrato che sia migliore dello sciamanesimo, beh, pur non augurandogli malattie, lo vorrei vedere davanti alla scelta tra il dottor Kildare e le erbe della savana.




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