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Antipixel di Lamianotizia 


9 gennaio 2008


CARI AMICI DEL BLOG

Tenuto conto dei miei trascorsi, un paio di giorni fa (o forse tre o anche quattro) lui mi manda una mail svelandomi la novità. Oltre che dal fatto che ogni post inizia con un poco giovanile "cari amici del blog", confesso che sono stato sorpreso favorevolmente da un'altra cosa: Diaco ha ammesso il commento libero.


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19 maggio 2007


GIOVANE FARFALLINO



Qualunque cosa volesse dire oggi Pigi Diaco nella sua rubrichetta Dj & Ds, io la Lucia Annunziata che libera le farfalle dalla pancia non ce la vedo mica. Ma - poi - quale pancia? La sua? La nostra? Quella di Diaco?




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15 maggio 2007


FAMILY VANGA (torna a grande richiesta la rubrica “Diacobus”)



Non so dove l’ho letto, ma dicono che quando Savino Pezzotta abitava con la madre (gente piuttosto montanara e dura) erano capaci nell’arco di una giornata di non scambiarsi la minima parola, di capirsi con gli sguardi e i versi. Mi chiedevo cosa penserà il portavoce del Family Day, che è uno per il quale evidentemente le parole hanno un peso, nel leggere queste cose di Diaco oggi sul Foglio.

“leader tremendamente convincente ed intrigante (…) Frate Savino P. macho quanto bastatutto da mangiare (…) Frate Savino è nostro perché le sue cravatte ci rimettono in pace con l’Oviesse (…) Frate Savino è nostro perché si stende al mare con il suo ombrellone a fiori e l’immancabile borsa termica turchese (…) Frate Savino è nostro perché pucci pucci

Ecco, da buon portavoce della famiglia vecchio stampo, penserà che un padre a un figlio così due palate in faccia può anche dargliele.




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4 gennaio 2005


GARANZIE

Leggo da Aldo Torchiaro che Pigi Diaco se ne va da Sky: voleva garanzie immediate rispetto alla libertà del suo lavoro.
E noi vorremmo immediato rispetto a garanzia del lavoro tout court.




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19 ottobre 2004


UNO SU MILLE CE LA FA

Ma come dovrebbe comportarsi secondo voi un onesto redattore - magari non più imberbe - qualora Pigi Diaco diventasse veramente suo vicedirettore al Tg4?
(via Aldo Torchiaro)




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19 ottobre 2004


FRANCAMENTE, SI CALMI GIOVANOTTO

Quando ieri mattina Pierluigi Diaco, mentre lo intervistava nel corso del suo programma radiofonico, ha cinguettato garrulo "dichiaro la mia omoaffettività per Massimo D'Alema", ho rimpianto la potenza comunicativa delle immagini televisive.




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10 giugno 2004


DOVEVA SUCCEDERE

Doveva succedere anche questo: Gian Antonio Stella (no, dico, Stella) che, in un'articolessa su Pancho Pardi, cita (no, dico, cita) Pierluigi Diaco.
“E’ un cazzone eccellente di prima categoria”, scrisse Pierlu del professore toscano.
No, dico, doveva succedere di essere d’accordo con Diaco.
Una volta.




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23 maggio 2004


BARBARA PALOMBELLI MAMMA DEI DIACHI

Lo dico e me ne assumo tutta la responsabilità: nella sua attenzione a pronunciare bene la “t” e nel suo strascicare la domanda per farla sembrare interessante e profonda Barbara Palombelli mi sembra faccia il paio con Pigi Diaco.
Esempio su cui lavorare tutti insieme: “Cosa ne pensa lei tell’intervento Usa, sì, perché è importante, da questa angolazzziòne, sapere cosa ne pensa un segmento importante tella società, italiana e non, su questa guerra che sta timostrantosi maletettamente tifficile. Cosa ne pensa lei? Tal suo punto ti vista, voglio tire?”.




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15 maggio 2004


DIACO AL CORSERA

L’intervista rilasciata da Giordano Bruno Guerri a Claudio Sabelli Fioretti per il nuovo magazine del Corriere della Sera contiene numerose chicche: Guerri ha sniffato cocaina, è stato un ubriacone, ha avuto esperienze omosessuali, ama – ricambiato – le donne, ha scritto 14 libri e “cazzo, io lo guardo dall’alto in basso Ferrara”, considera Polito un bravo direttore di giornale ma un po’ sfigatino perché vende soltanto 2.800 copie (cosa che a Francesco Cundari non è andata giù).
Io però sono rimasto colpito da questa dichiarazione:
Diaco è un caso di paraculismo puro. (…) Il suo obiettivo prossimo è scrivere sul Corriere della Sera”.
Magari lo vedrei bene a Najaf e senza interprete.




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1 aprile 2004


A GRANDE RICHIESTA TORNA DIACOBUS

Finalmente è tornata la mia stella meridiana, la mia campana nel mare, il mio profumo-quando-c’è-del-buono.
Perluigi Diaco è infatti una delle firme de L’Indipendente di Giordano Bruno Guerri ed io posso tornare a leggere il suo coriandolino di pennellate sapide aggrappato al 35barrato che ogni pomeriggio mi riporta a casa.
Esordisce così il Nostro: “Caro Giordano, sulla maggior parte dei quotidiani nazionali è raro poter scrivere gioiosamente. Al massimo si possono spedire delle squisite e remuneratissime letterine quotidiane. Ti comunico allora le coordinate del mio conto bancario (…) Non ti autorizzoa vivermi come un brillante collaboratore dell’Indipendente, ma solo come un delizioso, opportunista e paracelo giornalista culturalmente de’ sinistra, (…) ma straordinariamente tuo amico e complice”.
C’è tutta la poetica barocca di Diaco in queste righe: labbrino a punta, dannunzianesimo de’ noantri, incolpevole leggerezza.
Ma ciò che manda in sollucchero è la scrittura al miele: “gioiosamente”, “vivermi come”, “delizioso” (2 volte), “complice”.
Lo stile non è acqua, è un segno di riconoscimento, sono le coordinate della “Gran Penna”.
E allora mi adeguerò alla linea: gioiosamente ho riposto il giornale nella mia deliziosa borsa, che è anche un po’ complice del resto.




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11 febbraio 2004


DIACO E' RIFORMISTA

Invito chi non lo avesse già fatto a leggere questo articolo di Pierluigi Diaco.
Come dice il poeta, “i fiumi sono in piena, potete stare a galla”.




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23 gennaio 2004


DIACO STA CASA ASPETTA A 'TTE

Pierluigi Diaco se ne va dal Foglio ed io mi sento un po' più solo.
Viva Diaco.




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14 gennaio 2004


DIAKEN BERUF

Un fondamentale test da proporre a Pierluigi Diaco per scoprire quale sia la sua vocazione.




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31 ottobre 2003


E' VERO: DIACO E' L'OTTAVO PISTOLA

Saputo che Diaco si era dichiarato "prossimo" alle nuove BR, ho lanciato una richiesta di aiuto agli avventori della rete.
E' intervenuto Lebowsky che ringrazio per la prontezza di riflessi e - soprattutto - per aver reso pubblica queste dichiarazioni di Bobo, suo cugino, subito lanciate dall'Ansa:

(ANSA) - ROMA, 28 ott - "E' vero, posso confermare tutto. L'ottavo uomo è lui, Pigi Diaco" Con questa dichiarazione Bobo, il cugino intelligente e bello di Lebowsky, interviene nel merito delle affermazioni del noto giornalista dj Pierluigi Diaco, che aveva rivelato di essere in contatto da tempo con il presunto brigatista rosso Morandi. "C'è una precisazione da fare, però, sulla questione - ha proseguito Bobo - Anch'io ho avuto modo di parlare e di incontrare Morandi; e nelle nostre conversazioni abbiamo sempre fatto riferimento a Diaco parlando dell'"ottavo nano", non dell'"ottavo uomo". Per brevità, il simpatico dj è stato di volta in volta ribattezzato anche "stronzolo", "scassacazzolo" e "brufolo". Mi auguro che le forze dell'ordine e i servizi segreti tengano in considerazione queste precisazioni, nel tentativo di fare chiarezza su una vicenda di assoluto rilievo." "Quanto a Clem - ha concluso Bobo, intimo amico e confidente del leader dell'Udeur - non ha abbandonato la trasmissione in polemica con stronzolo; mi ha detto di essere stato convocato urgentemente da sua moglie, per riparare la friggitrice che sta in cucina vicino alla credenza rococò; il menù della sera prevedeva scrufanielli fritti panati". (ANSA)

PROT
28-OTT-03 19:02 NNNN




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28 ottobre 2003


... E AVEVO GLI OCCHI GONFI DI STUPORE PER PIERLUIGI DIACO

Non saprei dire se questa segnalatami da Lorenzo sia una cazzata o una bufala o uno scherzo di pessimo gusto.




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25 ottobre 2003


DIACO E' UN GRECONZOLO

"Eccoli qui: mente sveglia, audacia sfrontata, lingua pronta... ciascuno di loro ha dentro di sè un uomo tutto fare: grammatico, retore, geometra, pittore, massaggiatore, augure, funambolo, medico, mago. Tutto sa fare questo greconzolo affamato" (Giovenale - Satira III)

Diaco?
Ma siamo nella Roma imperiale, cosa c'entra Pierlu?




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10 ottobre 2003


UN FRIZZANTE PIRLA

Ci risiamo.
Diaco ricorre agli effetti speciali.
Una volta usa - per stupire - superlativi e diminutivi. Così gli pare di fare il simpatico e il denigratore impenitente. Insomma quello che piglia per il culo da una posizione di superiorità.
Un'altra utilizza aggettivi collegati a sostantivi che non diresti che possono stare insieme se non per dimostrare che al giornalista non importa un cazzo delle regole dei matusa giornalari. (Ho deciso di utilizzare poca punteggiatura perchè voglio sperimentare anche io in questa rubrichina che stumb-tumb-vaffanzum).
Insomma oggi sul Foglio il Pierlu parla di "frizzante elicottero" e "magazzini fosforescenti" ed "esuberante gesto". Ci fa sapere che quelli di Sky lo manderanno a fare qualcosa alla Marcia della pace e che vorrebbe far indossare ad una "graziosa giornalista" un elmetto a pois.
E conclude: "no elmet, no Sky, no peace, no party", utilizzando la stessa trovata già utilizzata in altre occasioni. Leggere per credere.
Una lingua si evolve e noi qui a leggere quando faremmo meglio a tirare la catena del cesso.
No pirla no evacuation.




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8 ottobre 2003


DIACOBUS - 19

Piglio il bus stamane con in tasca IlFogliopagina4 e la rubrichina del Pierlu dentro pronta per essere divorata e sto letteralmente rovinando sopra due stronzi 65enni che parlano di Barrichello e Montoya quando - ahimè - riesco a carpire lo scorrimano e sacramento contro l'autista di questo 35 barrato che somiglia sempre più ad una galea.
Visto?
Prima frase senza neanche usare un punto o - chessò - un puntevvirgola.
Diaco se ne accorgerà?
Non penso, alle prese come è con una crisi depressiva che ci sta lessando i maroni.
Racconta - il Nostro - che stanotte ha ricevuto gradite visite.
Dice: "la passione prende velocemente il suo corso e mi lascia un'altra volta a terra. Vorrei prendere il volo: destinazione paradiso!".
Sulla destinazione avremmo suggerimenti migliori.
No.
Non se ne deve andare affanculo.
Ma a lavorare sì.
E di mattina presto.




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2 ottobre 2003


AUTODAFE' PER DIACO

L'Infinitamente Piccolo (e non nel senso francescano) parla del Papa.
Noi rimaniamo attoniti e sospesi e anche un po' infastiditi per il fatto che non esista una macchina del tempo.




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23 settembre 2003


CHI HA DATO LA PATENTE A DIACO?

Maurizio Costanzo annuncia la guerra a quelli "senza patente".
L'intervista è su Prima Comunicazione e c'è pure una lettera al Foglio.
Tempi duri per Diaco, definito da Grasso un "giovane efebo" e da Luca Sofri - senza inutili eufemismi professorali - "pirla".
Credo che l'Infinitamente Sfrontato - che comunque la patente da "professionista" l'ha ottenuta - se la rida di gusto: oggi si dà del "geniale giovane efebo che si traveste da giornalista navigato".
Cioè?
Mette cravatta e giacca?
Mavvia, l'abbiamo sempre visto in tanga.




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16 settembre 2003


DIACHISSIMO

Quando uno vuole stupire usa spesso superlativi e diminutivi.
Nel francobollo sputacchiato di questa mattina sul Fogliopaginaquattro un Pierlu esploratore di nuovi linguaggi scrive:
"Piedini", riferendosi all'entrata del suo ospite nello studio di Sky.
"Chicchissimi", a proposito degli studi di cui sopra.
"Desideratissimo", sempre riguardo all'ospite.
"Bacini", dati all'ospite telefonicamente.
"Dolcissimo corpicino", che poi sarebbe il suo.
Chi era l'ospite?
Rondolino.
Che poi è un diminutivo anche lui.




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11 settembre 2003


DIACO E' UN PROFESSIONISTA

In queste mattine frizzanti di settembre ho ripreso - dopo un lasso di tempo ragguardevole - a leggere "Dj & Ds", la rubrica del Diacolaccio sul Foglio.
Stamattina ci fa sapere di aver superato l'esame e che adesso è un giornalista professionista.




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1 settembre 2003


DIACO: UN'ISOLA DI ARGUZIA

C'è un'isola delle Ebridi, in Scozia, che si chiama Sky.
In quelle plaghe, i pescatori hanno un bisogno matto di manodopera, anche non qualificata.
Pierluigi Diaco lo vedrei bene come opinionista di punta.




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6 agosto 2003


DIACOBUS - 18

Stamane salgo di nuovo in autobus dopo qualche tempo. E leggo Pierlu. Chè lo faccio soltanto lì, tra signori ansanti di sudore e donnette che corrono a timbrare il cartellino.
Si chiede Diaco: "E' più trendy fare il Carelli boy a Sky o ambire paziente alla poltroncina flessibile di Otto e Mezzo su La7?".
Non so se ci siano messaggi subliminali, se l'Effervescenza Nostra abbia voluto parlare a suocera perchè nuora intenda o a nuora perchè suocera intenda.
Il fatto è che ho pensato a Luca Sofri.
A come fosse contrariato durante una delle ultimissime puntate - mi pare fosse quella sul fumo sì fumo no - in cui Ferrara invitò la Palombelli tra gli ospiti.
Cosa penserà leggendo il Foglio stamattina?
Chè vabbè la Palombelli - anche se c'avrei da ridire - ma Diaco proprio no.
E lo fanno anche scrivere sul Foglio, lo fanno.




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18 luglio 2003


DIACOBUS -17

Ho capito soltanto stamane, trasportato dal mio adorato trentacinquebarrato, quanto mi scriveva iersera un tale dal nome fantasioso di "Ambarabà".
Questa simpatica figura - toscana, arguisco dall'incipit del messaggio che potete leggere in "Pronto posso parlare con..." - mi rendeva manifesto un curioso accadimento del divenire storico: la donna di Diaco ha lasciato il Nostro per una di pari sesso.
Il toscanaccio - pensavo - conoscerà il Pierlu.
O la spigliata donzella.
O forse è stato il loro cane affrancatosi dalla schiavitù dell'analfabestismo.
E invece no.
Apprendo - appunto - stamane, leggendo il Foglio che il Nostro ha spiattellato al pubblico la sua vicenda parlandone dai microfoni di 3131, un programma che non seguo per disamore verso le voci stridule.
Scrive oggi il Diaco: "La mia ex fidanzata mi ha tradito per una donna di nome Giulia. Stamattina avrei dovuto dedicare l'intera puntata all'on. Paolo Cento... Poi però ho pensato che le mie questioni d'amore avessero la priorità...".
Se quel toscano bazzica Pisa potrebbe accendere la radio, sintonizzarsi su quella voce da ragazzotto imberbe e, magari, telefonare in diretta al 3131.
Perchè Pisa?
'Un c'entra nulla ma, dovendo scegliere, ho fatto ciccì coccò sulla cartina.




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15 luglio 2003


DIACOBUS - 16

Lo so: in questo modo gli si fa pubblicità.
Però c'è da divertirsi un sacco a leggere Diaco e a scriverci su.
Oggi l'immensamente piccolo del Foglio incensa "la Rai dei dipendenti motivati, degli autori, dei tecnici, dei macchinisti, dei portieri, delle persone perbene, dei fantasisti (!)".
Non "la Rai dei direttori di rete e di testata scelti, come si sa, dai partiti".
E poi: "Stamattina, per la prima volta nella storia, i cittadini che pagano il canone potranno dire quello che pensano della Rai, liberamente e senza censure. Basta chiamare il mio 3131 su Radiodue".
Due cose:
1) I cittadini sono una categoria dello spirito: non esistono nell'accezione habermasiana di "opinione pubblica", ma in quella mediatica della "gggente". Servono per gli ascolti. Servono quando gridano governo ladro. Servono perchè fondamentalmente si rimpianga la Monarchia illuminata.
2) Chi glielo ha detto a Diaco che i macchinisti, i tecnici e financo i portieri non siano stati scelti dagli amici degli amici dei partiti?
Ma sì che lo sa, caro il nostro fantasista (!).




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9 luglio 2003


DIACOBUS - 15

Torno in autobus dopo qualche giorno giustappunto per nutrirmi di Diaco, che riesco a leggere solamente rollando e caracollando e beccheggiando sul trentacinquebarrato.
Pietanza succulenta il ragazzone, epperò a volte indigesta.
Per troppa scienza, intendiamoci.
Scrive a proposito di Maurizio Costanzo: “Per non parlare poi della sua rubrica quotidiana sul Messaggero: ma veramente la scrive lui? Forse Costanzo ama talmente Maria da dimenticare Flaiano”.
Ora, dicevamo della scienza.
Il ragazzone ha, verosimilmente, scoperto Flaiano leggendo qualche articolazzo recentissimo: sta uscendo (o forse è già uscito?) un volume di quello dell’arabesco per non so più quale quotidiano. Sì, insomma una ristampa per i ragionieri citazionisti da dopocena.
Ecco, Diaco è un po’ un dott. Cosimo Minchioni niuiorchizzato: fa finta di conoscere, tira alto, scambia la pula per grano.
Della sua rubrica uno - scientemente - non potrà mai dire: ma veramente la scrive lui?
Dubbi non ce ne possono essere: la scienza è scienza.
PS: se ne parla anche Luca Sofri potrò farlo - nel mio grande - anche io!




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27 giugno 2003


DIACOBUS - 14

Lo sapevo già.
Che su Radiodue ricomincia 3131 del Nostro.
Solo che non smette di ricordarcelo il Grande Beneficiatodaitempi.
Sull'autobus è bello ciucciarsi l'elettrizzante pezzetto di Diaco, sistemato dal Foglio proprio accanto alla pubblicità dell'Enel-l'energia-che-ti-ascolta (sic!).
Scrive: "Sempre di più sento e leggo i miei detrattori, mi accusano di lecchinaggio nei confronti dei politici che quotidianamente intervisto alla radio, di solito su Rtl 102.5 e da lunedì prossimo nuovamente su Raidue al 3131. Sfugge ai miei contestatori... che... è una scelta di metodo, cioè un modo seduttivo che serve al sottoscritto per legittimare la bistrattata politica, senza lasciarsi andare a scontati giudizi sulla moralità di chi ci governa... Voglio contribuire notevolmente a far riappassionare i giovani e i meno giovani all'arte della politica. Negando loro, almeno una volta, l'abusato beneficio del dubbio".
Insomma, il dubbio metodico cartesiano ha fatto il suo tempo, entrano in campo i liberti che - sportula in spalla - vanno a scodinzolare alla porta dei potenti facendoci credere che sia una "scelta di metodo".
Cartesio si sta spanciando dalle risa e anche noi ridiamo di gusto quando il nulla ben tornito tenta di legittimare se stesso innobilendo la cacca che gli scappa.




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26 giugno 2003


DIACOBUS - 13

Abbiamo gli ormoni in esaltazione.
Diacolaccio questa mattina scrive la cosa seguente: siccome esercito un "modesto e simpatico potere", mi sento in dovere di chiederla alle sbarbine che presento - chessò - al direttore di Capital.
"Operazione Valerio Merola", la chiama.
Dice: "Fa caldo, non mi va di sbattermi per aiutarti e poi chiedertela direttamente, quindi mi inviti a prendere un aperittivo e poi in mezz'ora risolviamo tutto. Risultato: Felicità".
Con la "effe" maiuscola.
Ora, immagino orde di femministe bacchettone che pigliano per un'orecchia questo ex onanista d'assalto e lo insultano: ma-come-si-permette? Anni di lotte e di diversità sbandierata e poi arriva l'ultimo virgulto del machismo e pare di stare a leggere Lando, pare.
Perché loro - le femministe - se la prendono spesso con queste cose.
Se la prendono invece di darla e di essere - anch'esse - Felici come lo è Pierlu.
Felice - oltre che per ragioni fornicanti - anche per una sorta di beata noncuranza del Logos occidentale.
Con la "elle" maiuscola.




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21 giugno 2003


DIACOBUS - 12

Oggi Pierlu emette dagli atri mucosi del suo intimo tre nuove parole.
E’ la terza puntata, un po’ come nelle trilogie greche. Arghh!
Riassumiamo.
Ieri l’altro: desiderio, volontà, felicità.
Ieri: striscia, retta, via.
Oggi: FreeSofri, FreeSofri, FreeSofri.
E poi candidamente ammette: “Siccome da alcuni giorni il naufragar è dolce nel mio mar… ho pensato che non sarebbe stato divertente fare del mio delirio una soap operina dentro questa già quotidiana soap opera”.
Ora, può darsi (anzi è sicuro) che non riusciamo penetrare l’oracolo cumano perché siamo poco intelligenti o poco avvezzi alle divine stanze. Però sulla citazione leopardiana, da buoni scolaretti, vorremmo dire questo: ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi e profondissima quiete io nel pensier mi fingo.
Ecco, se il Giovane Diaco stesse sovrumanamente silenzioso potremmo immaginare l’infinito, la potenza, la vertigine della sua testa pensante.
E invece parla e scrive ed emette suoni laringo-sfinterici.
E allora quell’infinito che tocchiamo con mano è niente altro che l’immensità del vuoto torricelliano.




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