.
Annunci online

attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


"Bau bau baby"
                Freak Antoni 


Segui attentialcane su Twitter


Scrivetemi su: maxsorci@yahoo.it

Questo blog è gemellato
con Nonsolorossi.



  
Riassunto, il raccoglitore delle notizie della rete!
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog 
CIRCUS.IT : XML/RSS/ATOM Feeds Aggregator

Antipixel di Lamianotizia 


30 novembre 2005


SONO UN PIRATA ED UN SIGNORE

Stando ad una ricerca di Daniel Nettle, psicologo dell’Università di Newcastle (mica cazzi!), le donne preferiscono l’uomo un po’ folle, un po’ poeta. Senza voler essere polemico con lo Zeitgeist occidentale, io suggerirei anche uno che le-faccia-ridere e/o capace-di-stupirle e/o  ancora-un-po’-bambino e/o complice e/o non-si-prenda-troppo-sul-serio.
Diciamo che - mutatis mutandis - si tratta della vecchia dicotomia kierkegaardiana tra il seduttore estetico (il Don Giovanni) e l’uomo che vive nello stadio etico (il marito).
Il primo gusta la bellezza dell’attimo e il piacere dell’avventura di esistere, ignora il coinvolgimento esistenziale, è un esteta che sa tradurre in ebbrezza anche la disperazione della mancanza di punti di riferimento. E - innestando Nettle in Kierkegaard - piace perché folle e vitale, arrapa in quanto libero, maramaldo e imprevedibile.
Il secondo invece contempla se stesso nella stabilità, nella continuità dell’impegno e non nella dispersione degli orizzonti. Ha il coraggio della ripetizione nella scelta, è un serio, insomma una pizza, mentre la donna di Nettle vorrebbe un complice di scorribande e un creativo compagno di scorregge.
Io mi rendo conto che i ricercatori debbono necessariamente ragionare sui tipi ideali (che non esistono in natura e - si sa - sono utili finzioni teoriche) però chiedo a Nettle un favore: non sarebbe possibile prevedere una posizione terzista che ci possa far uscire dalla secche di questo interessantissimo dibattito?




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 20:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


30 novembre 2005


MAGGGICO

Caro direttore, ma Harry Potter è un illusionista?

(Oggi sul
Riformista)




permalink | inviato da il 30/11/2005 alle 7:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 novembre 2005


I CAN’T GET NO CUSTOMER SATISFACTION

Ci è capitata tra le mani la Carta dei Servizi di Autostrade per l’Italia.
Sull’argomento scrivemmo già qualcosa, spiegando cos’è una carta dei servizi, perché è così importante e chiedendoci – nella fattispecie – se non fosse possibile fare qualcosa per intervenire sulla programmazione musicale di Isoradio (ho già pronto il testo per una campagna e-mail a info@autostrade.it: “Pupo e Sandro Giacobbe ci fanno vomitare”).
Sfogliandola con più attenzione quella Carta stavolta abbiamo notato che la sezione 3 spiega cos’è il pedaggio (“l’importo che il Cliente è tenuto a pagare…”) e sciorina un grafichino che dimostra come l’aumento delle tariffe dal 2000 ad oggi sia stato inferiore all’inflazione programmata.
Ora, il combinato disposto della maiuscola messa alla parola Cliente (la vaselina) e il quadro sinottico (la durezza dei dati) mi fa temere soltanto una cosa: Rita Pavone alla barriera Lainate-Como-Chiasso che spiega - con la sua consueta verve canora - i prossimi aumenti ai Gentili Clienti e agli Amici Autotrasportatori.




permalink | inviato da il 29/11/2005 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


28 novembre 2005


BONACCIA DI CENTRO


Gli slogan sono apriscatole. Poniamo che tu, per dirla con De Andrè, hai un mondo nel cuore. Bene: una frase in cui ti riconosci - urlata o scritta fa lo stesso - è in grado di scoperchiare quel mondo tutto intero. Gli slogan sono propellente per  i sentimenti e marcatori di identità. Ripetuti come un mantra o secchi come una frustata, hanno tutto: appartenenza, progetto, fiducia. Quando ne senti o ne leggi uno che ti garba, dici sì, forte, potrei averlo pensato io. Lo slogan è fatto di densità semplice, è un concentrato di pomodoro. L’essenza dei concetti tutta dentro. Me ne frego, Elettrificazione + Soviet = Socialismo, Ein Volk Ein Reich Ein Führer, sono un’efficace salsa pronta da sbattere in pentola e mescolare ben bene.
E adesso - per favore - prendete Venti di centro, il nuovo claim della campagna Udc. E prendete pure il militante che lo urlerà con maschia protervia ai comizi di Giovanardi. Ci siete? Volete che l’ideatore non sappia che il vento di quel militante è in realtà la somma zero di tramontane e libecci, cioè una sana e rassicurante bonaccia? Perché il mondo-nel-cuore del marinaio Udc è un bel pareggino elettorale. E poi tutti a cincischiare cinque anni in rada.

E' su Leftwing.




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 19:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


28 novembre 2005


IL SEGNO DI ZORO

E’ sacrosanto. Quelli dicono uh-uh per l’ennesima volta e il giocatore di colore sbotta, piglia il pallone e dice: adesso lo porto via così la smettete di fare i fessi. Io, se è per questo, forse in campo non ci sarei neanche rientrato così la bugna scoppiava ancora più grossa. E Mancini sbaglia quando dice che è meglio ignorarli.
C’è però una cosa che non torna in quello che ha detto Zoro nelle interviste di fine gara. Dice: fuori casa sopporto, ma non possono venire a casa mia e comportarsi così. Perché fuori casa sì?
Se uno mi dice che puzzo, io non solo non lo invito a cena, ma se mi invita lui lo mando preventivamente a cagare.
Insomma Zoro ‘sta zeta la poteva anche fare tutta.




permalink | inviato da il 28/11/2005 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


26 novembre 2005


SPIGLIATEZZE


Sarò il solito bacchettone ma che cazzo di giornale è diventato il Corriere della sera che oggi a pag. 29, per corroborare le tesi sostenute nel pezzo “Ballare guarisce (la coppia). Tango e rumba contro la crisi”, riporta tre fotomontaggi di coppie di ballerini.

Questa è la didascalia:

"Sopra (da Ok-Salute) una rumba virtuale per il sindaco di Venezia Massimo Cacciari e Veronica Lario: l’immagine è un fotomontaggio [ambè, anche perché Cacciari c’ha una camicia da Zorro che te la raccomando e il casquet della Lario esalta le zinne], così come il tango tra Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo (al centro) e il fox trot tra Daniela Santanchè e Massimo D’Alema".




permalink | inviato da il 26/11/2005 alle 18:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


25 novembre 2005


E ADESSO SANTORO

Quest’anno allo Zecchino D’Oro non c’è più Geronimo Stilton: è tornato quel guevarista di Topo Gigio.




permalink | inviato da il 25/11/2005 alle 17:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


25 novembre 2005


CREPET?

I figli non crescono più

I figli non crescono più è il nuovo libro di Paolo Crepet.
Nel titolo “figli” e “più” sono in rosso.
Ma perché? Eh, Crepet?
Perché il rosso è il colore della rivolta e i figli, si sa, nascono rivoluzionari? La gioventù è ribelle o non è? Vai a capire. E quel più? E’ in rosso perché abbiamo raggiunto il limite oltre il quale non si può andare? Cioè: attenzione, allarme, i nostri figli non crescono più, pericolo.
Ma c’è una domanda che ronza più di tutte nelle nostre teste grigie: perché il crepitante Crepet non trova un lavoro di quelli tosti?
Spaccalegna, per esempio. Eh, Crepet?




permalink | inviato da il 25/11/2005 alle 14:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


24 novembre 2005


IMPARROCCHIAMENTI

«Casini è già nel futuro, anche se può far sorridere il paragone con don Sturzo che fu il fondatore della Dc, e non solo perché quello era un prete dalla politica liberale mentre questo è un politico che aspira a una politica da prete».
(Francesco Merlo)




permalink | inviato da il 24/11/2005 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


24 novembre 2005


ELOGIO DELLA STATICITA'

Il  nuovo slogan dell’Udc è “Venti di centro”.
Bonaccia questa!




permalink | inviato da il 24/11/2005 alle 8:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


23 novembre 2005


ASTENERSI VOLENTEROSI

“Queste sciocchine puoi convincerle a cambiare idea sulla loro volontà di fare un figlio con la stessa facilità con cui le puoi convincere a comprare una gonna in saldo. Puoi convincerle a fare un figlio e poi non potranno che esserne contente, è ineluttabile, tutti i genitori amano i figli, si sa, tutti gli esseri umani sono dotati di istinto genitoriale, diamine”.

A parziale chiosa di questo passaggio di questo immenso pezzo di Guia Soncini sulla legge 194 vorrei dire soltanto una cosa: io questi volontari del Movimento per la vita li vorrei vedere uno per uno. Quelli di Milano, di Roma e di Roncofritto.
Così, per capire un po’ che pesci sono.




permalink | inviato da il 23/11/2005 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 novembre 2005


DEVOLUTION ALIMENTARE

Ho passato qualche giorno in Umbria dalle mie parti. Tra le tante cose da rivedere e gli amici da salutare, ho dovuto pure andare all’Ipercoop perché ci serviva qualche genere alimentare.
Insomma vedo che c’è uno sconto assolutamente non trascurabile per i soci che comprano un boccia da cinque litri di olio extra vergine d’oliva “Il casolare”. Ne piglio un litro per assaggiarlo, mi ci faccio una bruschettina a pranzo e con mio padre decidiamo che, sì, nel pomeriggio si va a prendere la boccia. Alla cassa esibisco la mia tessera di socio Coop della Liguria e no spiacente signore ma la sua carta è valida in Liguria e in Umbria no.
Fortunatamente mio padre tira fuori la sua tessera di socio residente e ci portiamo via l’olio Farchioni di Giano dell’Umbria (che non è eccezionale, ma il rapporto qualità prezzo è estremamente interessante).
Ora, può darsi che ci siano delle ragioni economicamente molto convincenti, ma in quest’epoca di scalate e di finanza rossa e “che c’è di male se una cooperativa diventa un soggetto economico importante?”, in quest’epoca dicevo di sdoganamento e internazionalizzazione della sinistra, si impedisce a me, socio Coop italiano contrario alla devolution, di comprare cinque litri di olio scontati lontano dalla regione di residenza.
Ah, ma non finisce qui: stiamo progettando un attacco chirurgico al banco salumi.




permalink | inviato da il 22/11/2005 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


21 novembre 2005


L'ONOREVOLE CASINI

Alzi la mano chi si sente in diritto di mettere il bavaglio alla Chiesa. Che non è una bocciofila qualsiasi e che il suo mestiere lo deve pur fare in questa - per dirla con Socci - "società italiana largamente scristianizzata". E alzi la mano chi vuole che i giornalisti smettano di registrare qualsiasi starnuto del cardinal Ruini e descriverlo come se fosse una polmonite. Anch'essi fanno il loro mestiere che è vendere giornali in una società che, sì, sarà pure largamente scristianizzata, ma è pur sempre piuttosto attenta a ciò che si pensa oltre-Tevere.
Il trucco per non cadere in noiose dispute su anticlericalismo o neoguelfismo c'è. Ogni volta che qualche ministro della Chiesa dice la sua, si entri senza paure e con rispetto per le opinioni di tutti (anche della Chiesa) nella carne del dibattito. Come alcuni a sinistra hanno fatto all'epoca dei referendum sulla procreazione assistita e come fanno adesso quando dicono di condividere le preoccupazioni della Cei sulla devolution. E' per questo che quando Casini parla - a proposito di chi ululava allora e applaude adesso - di "doppiopesismo strumentale e inaccettabile che non fa onore a chi lo pratica", noi ci sentiamo di consigliargli di cambiare argomento, che questo non fa onore a lui.

E' su Leftwing.




permalink | inviato da il 21/11/2005 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


19 novembre 2005


FACCIA DA GRANDE

Caro direttore, Casini ha detto che «il referendum è un grande fattore di democrazia. Spero che i cittadini, con serenità, esaminino e votino…». I cattolici sono diventati tutti adulti.

(Sul Riformista di oggi)




permalink | inviato da il 19/11/2005 alle 7:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


18 novembre 2005


DOMANDE



Ma secondo voi Dio c’èi?




permalink | inviato da il 18/11/2005 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa


18 novembre 2005


VOMITEVOLE DEVOLUTION

Continuo a credere che una buona idea sia quella di smilitarizzare il prossimo referendum, lasciando agli elettori una piena libertà di coscienza (…) Vorrei ricordare che nel 1946 la Dc di fronte al bivio, ben più drammatico del referendum fra Repubblica e Monarchia scelse secondo questo stesso principio”.

Ora, la storia è una cosa seria e Marco Follini – che è uno storico – è persona seria e da persona seria perdonerà se continuiamo a credere che il democristiano cade sempre in piedi, oggi come allora. Allora dando una libertà di coscienza che sarebbe tornata utile se avesse vinto per un’incollatura Casa Savoia, stavolta avendo mandato giù questa pagliacciata della Lega per poi vomitarla in un angolino stando ben attenta che qualcuno filmi i pezzi più grossi.
Ecco, questo lo v
orremmo ricordare.




permalink | inviato da il 18/11/2005 alle 9:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


17 novembre 2005


MORE FERARUM

Insomma, mi vergogno un po’ ma oggi al semaforo mi hanno sclacsonato perché indugiavo nello scandaglio di questo seipertre. Che mi pare di gusto eccepibile.
Diteglielo a quelli che suonavano.




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


17 novembre 2005


ALTRO CHE MILLE EURO

Solo per dire che questo manifesto è molto azzeccato.

Nella sostanza e nella forma.




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


16 novembre 2005


DOMANDE DIFFICILI SU CIO’ CHE E’ E CIO’ CHE APPARE

Duenne e mezzo: «Guarda papà, ho disegnato una luna»
Papà (distratto): «Piena?»
Duenne e mezzo: «Sì»
Papà: «Bravo»

Passano circa 20 secondi

Duenne e mezzo: «Di giorno la luna non si vede: che è vuota?»




permalink | inviato da il 16/11/2005 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


15 novembre 2005


CLAUDIA KOLL E I CREDENTI DUBBIOSI


Anche a me, come a Zoro, ha fatto una certa impressione vedere ultimamente la Claudia Koll in versione claustrale. La sua serenità mi è sembrata strana, allampanata. Sì - se si può dire - mi è parsa una persona serenamente triste. Cavoli suoi certo. Anche perché chi può vedere nel cuore delle persone se non Dio? Dunque, per non impelagarmi in questioni piuttosto scivolose (perché soggettive), vedrei l’aspetto “sociale” della faccenda.
Ecco, io confermo quanto avevo scritto qua un po’ di tempo fa: “a forza di redenzioni clamorose e di frasi mediaticamente efficaci, i piccoli peccatori e i credenti dubbiosi rischiano di sentirsi irrimediabilmente datati. E Dio solo sa se è un male”. 




permalink | inviato da il 15/11/2005 alle 16:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


15 novembre 2005


CASA SOLO AGLI SFRATTATI

Come non detto.
Non sono nella condizione di sfrattato, quindi faccia finta di non aver sentito, presidente: non la voterò.
Però prima di parlare si prepari (o si faccia un grafico) chè qua mette in moto aspettative.
Ecco.




permalink | inviato da il 15/11/2005 alle 13:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


14 novembre 2005


DALLA CULLA AL GIRELLO

Il problema, in senso assoluto, non sono tanto i mille euro per i nati in un arco temporale x. Anzi, elettoralmente potremmo pure giustificare la ratio del gettone populista. Il problema è un altro ed è relativo: in relazione a quale obiettivo il Governo adotta la misura? E poi, è adeguato il mezzo relativamente al raggiungimento di quell’obiettivo? Poniamo che lo scopo sia aiutare le famiglie che non ce la fanno. Ci dispiace, ma lo strumento è pessimo. Perché sarebbe più proficuo considerare il livello di reddito ed estendere l’assegno anche a chi ha un figlio, poniamo, di cinque anni. Magari con una modulazione diversa a seconda del numero di componenti. Supponiamo invece che l’obiettivo sia riempire le culle. Il disegno iniziale di dare il bonus soltanto ai già concepiti (o nati) all’epoca della Finanziaria sarebbe stato un rimborso a pie’ di lista che non avrebbe incentivato un fico secco. Invece, decidendo - forse - di pagare anche i nati nel 2006, il Governo dimostra di saper guardare al futuro. Detto questo però, la misura ci pare una truffa per quelle (pochissime) coppie che “massì, facciamone un altro”. Perché Berlusconi pensa sì ai Pampers Baby Dry e alla casa per quando le classi di ferro 2005 e 2006 si sposeranno, ma se ne fotte dello svezzamento.

E' su Leftwing.




permalink | inviato da il 14/11/2005 alle 20:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


13 novembre 2005


IDIOTI

Una coppia di olandesi (26 anni lei, 28 lui) ha avuto una bambina. Niente di strano, direte voi. La stranezza è che vivono in una casa di pietra nel bosco dalle parti di Imperia e hanno deciso di far nascere Minne Margriet Johanna Maria da soli, senza l’aiuto neanche dell’ostetrica.
Degli ospedali non amavano il loro essere catene di montaggio: parto, lavaggio, tutte le normali operazioni di profilassi che si fanno per assicurare la salute di mamma e bambino. Cose certamente “innaturali”, ma che danno una ragionevole certezza che il parto sia abbastanza sicuro.
Bene, qua si pensa che questi due signori sono due idioti. Integralmente idioti.
E meno male che il padre, mentre la mamma lupa spingeva “naturalmente”, era collegato via internet con esperti e specialisti del ramo. Casomai ci fossero state delle complicanze.
L’unica complicanza - per fortuna di Minne, che sta bene - è piuttosto il narcisismo di genitori che fra qualche mese si guarderanno allo specchio convincendosi di quanto siano stati fighi (e snob, sì, puerilmente snob) a tener fede alle proprie porche e vanitose convinzioni senza preoccuparsi di chi stava nascendo.
Perché, vedete, il problema non è tanto essere contrari alla scienza e alla tecnologia (il computer per collegarsi con gli esperti non è certo una stufa a legna), ma essere vittime delle pose da spot della zuppa-del-casale (la medicina ufficiale brutta, medici brutti, antibiotici brutti, anestesia brutta brutta brutta).
Il problema è che uno che di mestiere fa nascere i bambini, e che ha studiato per questo, può essere comodamente sostituito da un padre e una madre stronzetti.
Il problema è che se devo costruire un ponte chiamo l’ingegnere, se devo fare una fissione nucleare chiamo un fisico e – ebbene sì – se devo curarmi o far nascere una sagoma di lattante magari un medico o una levatrice possono essere utili.
Dice quello: ma le bestie come fanno? E prima come si faceva?
Allora torna bestia, torna indietro nel tempo e poi – per favore – vaffanculo.
Il problema è che questa venerazione per il divieto di manipolare la natura è piuttosto ridicolo.

“E’ l’atteggiamento di coloro che temono tutto ciò che è «innaturale». In Europa è stato Rousseau il grande sostenitore di questa corrente di pensiero. In Asia, Lao-Tze l’ha esposta ancora più persuasivamente, duemilaquattrocento anni prima. Nella ammirazione della «natura» c’è un miscuglio di verità e falsità che è necessario districare. Tanto per cominciare, che cosa intendiamo per «naturale»? Generalmente, riteniamo «naturale» tutto ciò a cui ci siamo abituati dall’infanzia. Lao-Tze era contrario alla costruzione di strade, all’uso delle carrozze e dei battelli, poiché probabilmente erano tutte cose sconosciute nel villaggio dove nacque. Rousseau che conosceva queste cose, e vi era abituato, non le considerava innaturali; ma certamente si sarebbe scagliato contro la strada ferrata se avesse vissuto abbastanza per vederla. (…) Io preferisco invece la «violenza» alla natura fisica che è dello stesso genere di quella rappresentata da una macchina a vapore o anche dall’uso dell’ombrello. Da ciò che ho detto appare quanto equivoca e incerta sia l’applicazione del principio di seguire la «natura»”.
[Bertrand Russell - Il mio credo - 1925]




permalink | inviato da il 13/11/2005 alle 22:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


12 novembre 2005


CARO PRESIDENTE, TENIAMO FAMIGLIA

Come si diceva qualche giorno fa, qua si sta cercando casa. Ed è dura.
Quindi affermiamo quanto segue: se Berlusconi ci fa scegliere quartiere e metratura (non siamo particolarmente esigenti) noi - forse - si fa il salto della quaglia.

La mail Presidente la trova in alto a sinistra sotto il link a Freak Antoni. Una cosa: si spicci che il contratto d’affitto sta scadendo e stiamo decidendo per quanto tempo rinnovarlo.




permalink | inviato da il 12/11/2005 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


12 novembre 2005


“… LA SCATOLETTA DEL CANE”

Mi pare si chiamasse Tecla. Ho capito che era una regista punk che ha fatto un film su una storia dura di droga utilizzando gli amici come attori. Un po’ un nannimoretti molto postmoderno insomma. La Daria Bignardi l’ha invitata per questo a Le Invasioni barbariche ieri sera. Si discuteva di questioni giovanili. Quando parlavano gli altri aveva (la Tecla) un sorrisetto beffardo come di chi la sa lunga. Ad un certo punto ha detto cose tipo “una sinergia nell’underground milanese” e “la strada ti segna, quando dividi una birra… la scatoletta del cane”. E poi “sono andata via da casa e ho vissuto in una cascina occupata, a Londra, in Messico”. Ma è stato quando ha biascicato, rotolandole le consonanti nei piercing, “la-libertà-di-opinione-la-libertà-di-espressione” che ho deciso che poteva bastare così.
Tecla dava un’impressione tenera di furbizia e di non sapere assolutamente e sfrontatamente un cazzo.
Un animale da talk show.




permalink | inviato da il 12/11/2005 alle 7:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


12 novembre 2005


LORDAGLI L'AIUOLA, FUFFY


Ho letto in un cartello: “E’ vietato condurre o lasciare vagare cani senza guinzaglio. I proprietari devono rimuovere le deiezioni solide dei cani. I cani di indole mordace devono essere muniti di museruola”.

Insomma se uno ha un cane poco salace e con la diarrea è a posto.




permalink | inviato da il 12/11/2005 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


11 novembre 2005


QUANDO I BAMBINI FANNO HEIL

Ha un bel dire Claudio Bisio. Per La finestra sul porcile i bambini hanno antropologicamente una spiccata tendenza alla militanza di destra.

Il titolo del presente post è una felicissima intuizione di Reoconfesso




permalink | inviato da il 11/11/2005 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 novembre 2005


ROMANO GUZ

Neve & Guz

Mettetegli una cravatta e gli occhiali e poi ditemi se Guz, l’omino delle Olimpiadi di Torino, non somiglia a Prodi.

Si accettano suggerimenti per Neve




permalink | inviato da il 10/11/2005 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


10 novembre 2005


VOLANO TAPPETI

Luca Sofri ce l’ha spesso con Claudio Sabelli Fioretti di cui segue praticamente tutto (ce l’ha qualche volta pure con Massimo Fini, se è per questo).
Copio e incollo da Wittgenstein (il permalink non funge):
«Claudio Sabelli Fioretti, un uomo integro, intervistato su Italia oggi stamattina:
“D. Se la chiamasse Ferrara per fare con lui Otto e mezzo su La7?
R. Anche lì non ci andrei mai. Lui riduce le persone che lo affiancano a degli stracci. Magari senza farlo apposta. Ha massacrato Lerner, la Armeni, la Palombelli. Luca Sofri, con lui, sembrava un venditore di tappeti».

Ah, sì, il titolo del post è il seguente: “Detto dalla merce

Sulla questione in particolare pensiamo che Otto e mezzo, viste la caratteristiche delle “spalle”, con Lerner fosse un po’ più noioso, con la Palombelli un po’ meno interessante e con la Armeni leggermente meno utile (senza stare a fare troppo i travagli).
Con Sofri – come direbbe il conduttore di “Tappeto volante, Luciano Rispoli” – era più godibile.




permalink | inviato da il 10/11/2005 alle 13:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


9 novembre 2005


ECCO COME SI FAAA

Visto lo spot di Trenitalia?
Orbene, qualcuno dovrebbe pigliarsi l’incombenza di scegliere il tabellone degli orari più alto e appenderci per le palle Ricky Tognazzi proprio nell’esatto momento in cui dice, torcendo il collo obliquamente e con voce impostatamente sabbiosa, quel simpaticissimo “Ma come si faaa”

p.s. Tenuto conto delle condizioni dei vagoni diremmo anche: Simona Izzo zecca ed ex topa (questa - ammettiamolo - è un po’ gratuita e nazionalpopolare)




permalink | inviato da il 9/11/2005 alle 22:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia     ottobre   <<  1 | 2  >>   dicembre