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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


28 febbraio 2005


DON GIUSSANI E LA CERTITUDO SALUTIS

Ricorda Giorgio Vittadini che Don Giussani utilizzava spesso la metafora del ponte. «Tanti architetti in una pianura intenti a costruire il ponte verso l’infinito e un uomo al fondo che appare e dice: bello il vostro tentativo, ma non ce la fate e meritate di farcela. Io sono venuto per costruire il ponte che è nei vostri desideri».
Questa immagine è – tra le tante cose scritte in questi giorni – il vero lascito del prete brianzolo, l’eredità spirituale di un ministro carismatico della Chiesa Cattolica Romana.
Non ci convince dunque Baget Bozzo quando afferma che «il suo approccio a Dio era quasi da protestante». Il Dio della Riforma non interviene mai a tendere la mano e l’uomo – come dice Max Weber – acquista la certitudo salutis soltanto col successo che ottiene nella Città terrena. Semmai, quell’approccio di cui parla Baget Bozzo è stato adottato dai seguaci di Don Giussani, ascetici sì, ma di un ascetismo più intramondano, per dirla ancora con Weber.
E, se è per questo, non convincono neppure i peana di una parte della sinistra, forse dimentica che ciascuno è “eletto” (nel senso cristiano del termine) per seguire la sua vocazione. Ha detto infatti Massimo Cacciari: «La sinistra non deve occuparsi di queste cose spirituali. Pensi, piuttosto, a costruire autostrade».
O ponti, dove umanamente si può.

E' su Leftwing.






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28 febbraio 2005


QUEI PAPABOYS COSI' BLASFEMI

Ci sarebbe materia per la scomunica.
Non puoi - da cristiano convinto - esporre uno striscione per il Papa con su scritto: "Non mollare mai". Trattando Giovanni Paolo II come un qualsiasi medianaccio spedito sulle piste del regista di turno (la morte ha il numero 10 di Maradona?), dimostrano - i papaboys - di non tenere in alcun conto la differenza tra nascosto disegno divino e prometeica illusione dell'uomo di guidare gli avvenimenti con le proprie petizioni di volontà.
Chiedo a questi ragazzoni che schitarrano sotto le finestre del Gemelli: è libero Dio di fare un po' quello che cazzo gli pare essendo onnipotente?
E soprattutto, saprà o no ciò che è bene che succeda?




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26 febbraio 2005


COSCE PAONAZZE

Continua a fare molto freddo.
Oltre a donne col colbacco, ho visto – giusto un’ora fa – tre scout che tornavano da non so quale posto: avevano i calzoni corti.
Giuro.




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25 febbraio 2005


EFFETTO BERLINGUER

Una cosa: non facciamo che - se il Papa non ce la fa - Ruini cambia idea e manda tutti a votare.




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25 febbraio 2005


RESPIRAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

E' così.
E' un periodo che mi va di leggere Malvino.




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25 febbraio 2005


SCALA DI INTERESSI

Come dice il poeta sarò rozzo e anche grezzo e anche volgare non tenendo in considerazione il fatto rimarcato da Giulio Anselmi oggi su Repubblica (e cioè che la Scala è la cattedrale laica di Milano e che delle sue vicende parlano un po' tutti i grandi giornali internazionali, Le Monde in testa), però ritengo che sia legittimo non appassionarsi più di tanto a questa storia del licenziamento del sovrintendente Fontana.




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24 febbraio 2005


SO-DO-MIA

Sbaglierò, ma penso che Pannella stia un po' esagerando.




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24 febbraio 2005


PER UN ATTIMO LA MENTE MI SI E' ACCESA E QUALCOSA SI BRUCIO'

I vegetariani - quelli furbi - non mi sono antipatici. Naturalmente gli integralisti non sono furbi. Tra questi ci sono coloro che non danno carne ai propri bambini.
Fosse soltanto una questione di moda, sarebbe poco male. Il fatto è che alcuni vogliono sostituirsi ai nutrizionisti, credendo di saperla più lunga.
Sento già la giusta osservazione: sì, ma neanche tra i nutrizionisti c'è accordo, alcuni dicono che la carne è inutile, altri che certe proteine si possono trovare soltanto in una bistecca e che a un bambino - se lo vuoi far crescere bene - gliele devi far mangiare.
Non so.
Dice Red Ronnie: «Io ho due figlie, le ho cresciute senza proteine animali, mia madre mi criticava ma loro non si ammalavano mai, a differenza delle figlie di mio fratello». Bisognerebbe dimostrare - per essere sicuri della scientificità dell'asserzione - che le figlie del fratello di Red Ronnie si sono ammalate a causa delle proteine animali.
Quanto alla necessità di intervistare Red Ronnie (ma in questo articolo ci sono anche le opinioni - pardon, sicurezze - di Eleonora Brigliadori, Catherine Spaak e Paul McCartney) ho le mie perplessità, visto che di medicina credo conosca - per professione - soltanto "No dottore" di Lucio Battisti.




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24 febbraio 2005


CARA AZIENDA, LICENZIATE STEFANO

Cameracafe è un programma carino che - purtroppo - non ha tempo di vedere sistematicamente. Ed è carino anche il sito in cui mi ha molto colpito - tra le altre cose che mi riprometto di studiare approfonditamente - un messaggio contenuto nella bacheca.
"Salve a tutti, mi hanno appena assunto. Volevo dirvi che siete incredibili e mi fate ridere tantissimo. Anche gli autori del programma sono grandi. Guardo sempre i vostri episodo, ma una cosa, almeno per una volta Andrea potrebbe 'pestare' De Marinis per favore!?!
Grazie per l'attenzione ciao e buon lavoro.
P.S: potrei avere i vostri autografi per favore, vi prego ciao siete grandissimi"

Stefano

Uno che scrive un punto interrogativo tra due punti esclamativi andrebbe licenziato in tronco.
Per dire.




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23 febbraio 2005


BIANCOFIOCCO

Repubblica online titola: "Centro sotto la neve".




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23 febbraio 2005


SE SANTORO SI INVECCHIONISCE

"Michele Santoro se ne sta lì seduto, abulico e sbarbato, nello scompartimento tre del treno che da Roma porta a Salerno. (...) Anch'io spero che tu torni, davvero. Perché incontrarti lì, sopra a quel treno, faceva davvero troppo Vecchioni".
(Brontolo)




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23 febbraio 2005


GIUSto

Credo che il buon Malvino, scrivendo questa cosa, si candidi ad essere una figura a suo modo profetica.




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23 febbraio 2005


UN PO' COME FOSSE ZIVAGO

Lo so, fa molto freddo e nevica ed è tutto assai intirizzente.
Però comprare un colbacco - come stanno facendo alcuni - mi pare un'enormità.




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23 febbraio 2005


ME NE FREGO

Rosy Bindi risponde con classe a Francesco Storace e, nella parte finale di questa intervista, lo batte sul suo stesso terreno.




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22 febbraio 2005


PIER TI HO RIVISTO

Vittorio Feltri ama remare controcorrente ad uso del suo popolo.
Stavolta però questo pezzo su Pier Scolari, al di là delle opinioni, è un po’ deboluccio. Per la piattezza, la fretta e l’intuibilità delle argomentazioni.




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22 febbraio 2005


L'ODORE DELLA ROSA

Me l'ha fatto notare lui: ad Umberto Eco puzzano le ascelle.




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22 febbraio 2005


RIVOGLIO LA AUTIERI

Io il mio voto l'ho dato.
Per me Serena Autieri è la miglior valletta di Sanremo.
Volevo indicarvi che Elisabetta Gardini è all'ultimo posto.




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21 febbraio 2005


PAGARE UNA DONNA

Ora, la battutaccia di Francesco Storace (“Non parliamo poi di Rosy Bindi, che non è neppure una donna”), formulata gradassamente alla convention delle donne di An, non mi ha sorpreso più di tanto. Un federale borioso è un federale borioso e non puoi pretendere che uno che mangia ostriche da qualche mese dimentichi di colpo il trogolo.
No, quello che mi ha sorpreso di più è che nessuno si sia indignato di fronte alla proposta di legge avanzata da Daniela Santanchè, una donna certamente avvenente, ma inspiegabilmente frizzante e – in questo caso – un po’ razzista.
La proposta è questa: si tolga il 20% del rimborso elettorale al partito che non elegge un numero minimo di donne e si diano più soldi a quello che ne fa parlamentari più del 33%.
Qui siamo alla trasfigurazione della “quota rosa”, alla incrostazione puzzolente del politicamente corretto, alla quintessenza della riserva indiana.
Si rende conto la Santanchè, e le salottiere a salve come lei, che un partito potrebbe essere tentato – in questa sorta di “Giochi senza frontiere” – di rischiare il fil rouge: sceglie una donna come capogruppo e licenzia il tesoriere?
(Repubblica-online, Il Giornale, Leftwing)

p.s. è un’impressione, ma secondo me, se Storace ha il coraggio di dirglielo in faccia, la Bindi gli fa un culo così.




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21 febbraio 2005


OK MA ADESSO STATE ZITTI

Condivido questo pistolotto di Filippo Facci sulla questione del '68 e di chi lo fece. Tutto, dalla a alla zeta.
Per chi non ha tempo di leggerlo, solo alcuni passaggi:

«Quanto ci metterà, la mia generazione di trenta-quarantenni, a prendersi il potere che le spetta? Quanto ci metterà, ancora, a sciogliere il calcare sessantottino che incrosta il fisiologico fluire del tempo? ... (generazione) che pare sospesa tra il mendicare insegnamenti e carriere a chi nella vita ha sbagliato tutto, come detto, e il restare indifferente perché semplicemente impegnata a lavorare come fecero altre generazioni del Dopoguerra... (i sessantottini) che ora cercano utopicamente di autogestire la loro storia seduti sulle stesse poltrone che spesso ebbero a combattere».

E per non farvi mancare nulla vi ricordo - perchè me lo ero appuntato - quanto disse Gad Lerner, durante un edificante dibattito sul '68 tenutosi a settembre a L'Infedele: «Noi ex sessantottini non abbiamo mai avuto un ministro degli esteri o degli interni».

Diciamo che un bel "'sto par di" può essere molto sensato.




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21 febbraio 2005


IL REALITY DELLA FABBRICA

L’idea che sta alla base della Fabbrica, il luogo alla periferia di Bologna dove Prodi incrocerà le richieste della gente e cercherà di trasformarle in programma elettorale, è giusta: primum ascoltare, deinde decidere.
Nel linguaggio iniziatico dei manager si chiama bottom up e in politica può essere un bell’esperimento di partecipazione e di esercizio ultrademocratico della delega che – intendiamoci – i partiti già fanno o, comunque, dovrebbero fare. Prodi – che un partito non ce l’ha – fa bene, anche mediaticamente, a tuffarsi in questa avventura.
Il “Programmificio” è però una scommessa innanzitutto personale.
Quando si apre una finestra – in centro o in periferia – solitamente entra di tutto: urla, trilli di uccellini, sferragliare di treni. Lo sforzo per trasformare tutti questi rumori in un’unica voce non sarà facile. E due sono gli esiti possibili di questa fase di ascolto: o si rimane sul generico – un po’ come fanno i catch all parties – e allora la montagna avrà partorito il topolino. Oppure si scelgono tre o quattro cose e si decide di puntare su di esse. Ché poi è questa la sintesi. Nel primo caso “La Fabbrica” sarà un bel reality, nel secondo incoronerà un leader reale.

E' su Leftwing.




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20 febbraio 2005


MA QUANDO ARRIVANO LE PUNTE?

Rischio di essere ripetitivo (vedere post sotto, please), però mi chiedo: tra tanti mediani e centrocampisti riusciremo a buttarla dentro?




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20 febbraio 2005


CENTROMEDIANO METODISTA VENDUTO

"Pur giocando e dichiarando di giocare la partita al centro del campo e dunque a contatto diretto con i giocatori dell'altra squadra - dice Prodi rivolgendosi a Mastella - hai sempre saputo quali erano e quali sono i colori della tua parte".
I centrocampisti, proprio perché a contatto diretto con i giocatori dell’altra squadra (?), sono sempre i primi sospetti.
(Repubblica-online)




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18 febbraio 2005


CAPUFFICIO COI FIOCCHI

“Prodi, ecco svelato il mistero, non sa fare politica. La sua carriera dimostra che sa gestire un dossier, sa organizzare un gruppo di fedeli, conosce un po’ di sociologia e di economia, ha doti comunicative non eccezionali ma sufficienti all’esercizio del mestiere, eppure per il resto, cioè per la visione, il rispetto dei tempi politici, l’anticipazione della decisione i cui frutti si raccoglieranno domani, il dominio delle pulsioni elementari della base, la costruzione di alleanze italiane e internazionali davvero solide, la grande manovra di divisione e neutralizzazione dell’avversari, insomma per tutti questi aspetti decisivi del fare politica non ha né esperienza né talento. E’ un portavoce dei partiti, un capocordata, un capufficio con i fiocchi, ma la leadership politica non è roba sua”.
(Giuliano Ferrara su Panorama)




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18 febbraio 2005


A LAVORARE NELLA FABBRICA

L'idea della Fabbrica, in questi tempi di ascolto e di feed back, può essere vincente: la società civile, la gente, il popolo minuto che parla e loro - la classe che si candida a dirigere l'Italia - a prendere appunti.
Una domanda forse oziosa: passi per gli studenti, ma le 50 coppie e 30 single (totale: 130 persone), che nel pomeriggio sono saliti sul palco (qui la cronaca), non avevano da lavorare? O sono stati scelti tra coloro che possono ottenere ferie con estrema facilità?
No, perchè, la taratura del target in queste cose di feed back può risultare fondamentale.




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18 febbraio 2005


TRACTATUS

Stamattina devo attrezzare un altarino come si deve per Luca Sofri.
Per questa apertura di questo articolo: "La cosa più apprezzabile della conduzione di Luigi Moncalvo - che fa 'Confronti' il venerdì notte su RaiDue - è che sta molto zitto. Certo, apre e chiude il programma facendosi il segno della croce (televisivamente, pensate a come sarebbe più efficace Rula Jebreal che si inginocchia verso la Mecca e poi introduce il suo, di programma)".
Per questa battuta sulla quale raccogliamo l'invito a non concionare.
E per questa lezione.

p.s. a dire il vero - su tutte - mi attrae molto l'immagine di Rula Jebreal (pregasi non concionare pruriginosamente).




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17 febbraio 2005


METAFORE

Sbaglierò, ma ho l’impressione che la pubblicità del Dixan ai fiori di lavanda – quella in cui un lui che non si sa da dove venga prende per mano la giovane casalinga e la porta all’interno delle fibre del bucato a mano per farle vedere la potenza dello smacchiante – sia in verità una celata istigazione alla cornificazione. E l’associazione famiglie cattoliche – se c’è – dovrebbe dirlo.




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17 febbraio 2005


QUASI QUASI TI FACCIO UNO SHAMPOO

Sharon Stone dichiara - come qualche mese fa - di preferire i ragazzi. "Uno di 25 anni - dice - è disposto a passare un pomeriggio a lavarti i capelli".




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17 febbraio 2005


'IA FAMO?

"Quella di non perdere a sinistra non è un'operazione a costo zero. Il voto di quelli che ancora non credono in noi, di quelli che sono in dubbio, noi lo dobbiamo ancora conquistare".
Questo passaggio dell'articolo di Franco Debenedetti, che spinge la Fed a dire qualche no all'ala radicale, va letto insieme alla lettera che tal Guido Scagliotti ha spedito al Riformista. Vi si dice, tra l'altro:
"Alle primarie non voterò Prodi, perché non ha più la mia fiducia. Se non ci saranno altri candidati riformisti, io ci metterò il mio: ci scrivo il nome di qualcun altro che ritengo abbia avuto il coraggio di lottare per le proprie posizioni. Perché un conto è cedere alla maggioranza, e un altro è cedere e basta. Ritengo che non si possa cedere il futuro del paese per avere qualche voto in più. Ritengo che i non-riformisti non siano la maggioranza (sennò cosa sono l'ottanta percento che ha votato Fassino?)".
Anche qui si sta cominciando a non poterne più.




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16 febbraio 2005


ORIA', FAJE TARZAN

Enrico Mentana torna e fa un programma su Oriana Fallaci proprio nello stesso orario in cui alla Rai danno Sanremo. Ora, lasciamo stare la politica o lo share e concentriamoci su un aspetto fondamentale: il programma si chiama "Oriana Fallaci - Storia di un'italiana", che sarebbe la versione femminile della celeberrima serie comica su Alberto Sordi.
Non ci sono Chicco o Bonolis che tengano: è questa la notizia.
(Repubblica-online, Achille)




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16 febbraio 2005


UN GIOCATORE LO VEDI DAL CORAGGIO

Ma voi l'avete visto lo scherzo che hanno fatto a Massimo Oddo? Minacciato da pastori sardi muniti di cani, il terzino della Lazio se l'è fatta letteralmente addosso, lasciando sua moglie nella mani dei bravacci.
Una cosa sola: dove sta scritto che - De Gregori permettendo - un calciatore deve avere sempre coraggio?




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