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Antipixel di Lamianotizia 


31 marzo 2006


GENTILI ABITANTI DI QUESTO BLOG


Mi scrive l’Ufficio riscossione crediti del Pianeta Terra (allegando pure un conto corrente denominato “bolletta planetaria”). Sì, amici in ascolto: è una trovata ye-ye di quei simpatici ragazzi furbastri dei Verdi.

Gentile Abitante, con la presente il Pianeta Terra Le ricorda che nel corso degli ultimi 5 anni sono aumentate guerre e povertà, sono scomparsi ghiacciai e foreste, il cibo è diventato di qualità sempre peggiore e sono state sprecate risorse energetiche che sono diventate sempre più scarse. (…) Le ricordiamo che è un Suo diritto opporsi a tutto ciò attraverso l’adozione di comportamenti ecologici e con una scelta politica coerente. Tutto il Pianeta Le sarà riconoscente”.

Nessuno mi aveva mai chiamato Abitante prima d’ora. Lo ha fatto Alfonso Pecoraro Scanio che invito tutti gli esseri animati e inanimati del pianeta terra – animali, minerali, vegetali che insistono sul territorio italiano – a cancellare dal prossimo Parlamento. Lui e tutti gli sparacazzate alternativi mediamente creativi e senza un mestiere certificato.
Tutto il centrosinistra sarà Loro riconoscente.




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31 marzo 2006


MEGLIO FROCI CHE OLIVIERITOSCANI

Il pezzo di Stella sulle indagini sui manifesti gay di Oliviero Toscani è notevole. E la chiusa con la frase sul protagonismo dei giudici pure.
Alcune domande però: 
- avete notato che uno dei bambini porta le infradito? (no, così, per dire)
- quella con la camicetta bianca come si posiziona in questo carnaio del cazzo?
- e poi scusate, mettiamo che quei due che si baciano alla fine si sposano (magari in Chiesa). Cosa diranno quando scopriranno che si cornificano a vicenda? PORCO! IO CHE TI HO DATO I MIGLIORI ANNI DELLA MIA VITA! Oppure: SCHIFOSO! SE VOLEVI LA COPPIA LIBERA CHE TI SEI SPOSATO A FARE, PER IL GUSTO DELLA TRASGRESSIONE?




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30 marzo 2006


IL CAIMANO E’ UN FILM DI SINISTRA OPERAISTA


Stasera ho visto Il Caimano. Non starò a dire cose scolpite nella roccia perché non ne sono capace, ma credo di essere d’accordo in larga parte con Claudio Caprara.
Comunque c’è una cosa veramente di sinistra nel film (malgrado Nanni Moretti) ed è la fine che viene riservata all’esperto gastronomo. Non so se è un’impressione mia, ma credo che avesse la voce e l’aspetto di Luca Cordero di Montezemolo. Insomma – per farla breve – quando sotto una pentolata di acqua bollente ha ammesso di dare le stelle e gli stelloni ai ristoranti così a capocchia, visto che aveva perso da tempo il senso dell’olfatto, ho creduto che sì, si trattasse di una sapiente metafora su questo mondo che premia i piacioni che parlano di ricerca e di competitività senza appunto averne sentore alcuno.
E l’operaista retrò che è in me ha goduto in maniera sconcia, magari scioccamente.




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29 marzo 2006


IO… PERE-PE QUA-QUA

Ieri sera c’era Marcello Pera che spiegava il suo manifesto a Ottoemezzo. Si parlava della separazione tra Cesare e Dio, e della differenza tra spirito americano e tradizione europea, e della filiazione dei diritti civili dall’idea di persona che deriva dal giudaismo e dal cristianesimo, e della necessità di essere orgogliosi di questa tradizione. Rina Gagliardi (Liberazione) opponeva a Pera l’accusa di razzismo e di eugenetica (che onestamente c’entrava poco), l’inguardabile (perché piena di pose) e inascoltabile Ritanna Armeni continuava a smenazzarla con questa cosa assolutamente accessoria dei diritti delle donne (accessoria soltanto nell’economia della discussione, beninteso).
Ad un certo punto si è tirato in ballo pure l’anti-cocacolismo, e nessuno – dico, nessuno – che abbia chiesto a Pera una cosa semplicissima: sono d’accordo con lei, la tradizione va difesa, e dunque, visto che tra i valori del pensiero occidentale c’è anche il dovere della prassi, che dobbiamo fare? No, ce lo dica. Guerra? Leggi? Frusta? Sia uomo veramente occidentale fino in fondo, non si tenga sul generico e – soprattutto – non ci stia a somministrare i soliti brodini che tanto (lo sa anche lei) non spiegano nulla.

p.s. forse, molto più semplicemente, quello che mi fa perdere la trebisonda è il sorrisetto che Pera esibisce nell’atto del confronto. Sì, si tratta soltanto di questo.




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29 marzo 2006


TRECCIA TRA LE CHIAPPE

Nel 1983 Rosa Fumetto inaugura la serie di campagne con la treccia tra le chiappe per Roberta.

Mi sa che questo paese è cambiato veramente nell’intimo se anche il Corriere della sera può permettersi di togliere le pantofole, dismettere il suo vestaglione di moderata misura ed esibire la seguente dida che spiega la foto sopra:

“Nel 1983 Rosa Fumetto inaugura la serie di campagne con la treccia tra le chiappe per Roberta




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28 marzo 2006


PAUSA PRANZO COL NEMICO

Volevo dire che oggi, nel posto dove di solito vado per la pausa pranzo e dove può capitare di dividere il tavolo con altri avventori, due cinesi si sono seduti davanti a me.
Ecco, prima che Berlusconi abbia da dire qualcosa, vorrei pubblicamente dichiarare che non li conosco e che io ho ordinato un risotto alla milanese e verdure miste. Crude.




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28 marzo 2006


IO VI AVVERTO

Giuro che se Kadima vince robusto e Rutelli e Casini si mettono a straparlare faccio un macello.




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27 marzo 2006


MISURA COLMA


No, dico, qui si sta rasentando Stanlio & Ollio: Giuliano Ferrara mette giù una fricassea di comicità allo stato brado. E noi siamo costretti a scrivere questo post riportando ampi stralci del Nostro e cadendo – forse – nel trappolone di parlare di Lui, di Berlusconi.
Dice la mosca cocchiera (che adesso ha anche la sfrontatezza di tirarsela da Bombacci che cerca la bella morte):“L’identità civile di Berlusconi è da sempre quella di un imprenditore che entra in lizza e chiede i voti agli italiani per sfidare il sistema della politica professionale forte della sua posizione sociale di uomo dell’impresa (…) Berlusconi è quella cosa lì che si vede non perché è un capopartito, ma perché riveste il doppio ruolo di leader politico e di imprenditore proprietario”.
Cioè: nessuno si azzardi a fare una legge seria sul conflitto di interessi sennò “vuol dire inaugurare un nuovo regime”. E qui siamo veramente alla realtà rovesciata: la sinistra è costretta a non dire che Berlusconi ha creato il regime perché no, perché così si fa il suo gioco, e Ferrara – invece – ritorce l’accusa contro, piglia tutti in contropiede e dice che il regime lo vogliono gli altri? Che Berlusconi sia uomo d’impresa ok, però “sociale” e pure anti-establishment no, per favore no. Berlusconi, per diventare uomo politico professionale (perché ormai lo è, giusto?), ha raccontato la balla di voler rappresentare il popolo contro i poteri forti e, dopo aver fatto il Presidente del Consiglio ininterrottamente per cinque anni (no, dico, il PresdelCons mica il romoletto-de-trastevere) torna qua e ci racconta le cose di cinque, dieci, dodici anni fa.
E poi dice ancora Bombacci-Ferrara: “E’ vero che nel contesto internazionale questa posizione doppia di Berlusconi è un’anomalia, ma l’anomalia risponde simmetricamente a un’altra assoluta eccezionalità: in nessun paese del mondo le principali forze moderate di governo sono state distrutte in radice da un assalto giudiziario, da nessuna parte si è aperto un vuoto politico ed elettorale come quello che si è spalancato davanti tra il 1992 e il 1994”.
Ma mi chiedo: ammesso che tutto questo sia vero, dobbiamo dare a Berlusconi anche La7? Ma fino a quando dovremo pagarlo questo presunto golpe della magistratura? E soprattutto, dobbiamo considerare normale che Fede ci fracassi la minchia tutte le sere che manda il Signore? Ma è normale un paese che considera normale avere Emilio Fede?




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27 marzo 2006


IL GENIO






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27 marzo 2006


LE MANI SU TOPOLINIA


Io sono convinto che la società civile sia una cosa buona. E’ fatta di gente che lavora sodo, la società civile. Sono professionisti, imprenditori, editori, mamme, registi che meno male che ci sono sennò chi lo fa il pungolo per una-politica-diversa? Con questa idea nel cuore, sabato vado in centro a fare due passi. Perché la società civile passeggia e c’è un mondo là fuori. Insomma, sono al semaforo e mi si para un seipertre: "vota il cambiamento" c’è scritto, e non mi capacito perché per vendere un assorbente un’azienda di specchiata civiltà civile debba scimmiottare i programmi elettorali, brutti, sporchi, tutti uguali e lontani dai bisogni della gente e delle aziende serie che c’hanno da produrre, mica gigioneggiare in Transatlantico. Poi vado in edicola e scopro che Topolino (nel senso di giornalino) ha deciso di andare alle urne: a Topolinia ci sono tre liste – pure il Centro – e non capisco perché una pubblicazione della società civile debba cercare di umettare la tiratura sfruttando questa cosa delle elezioni con tutti quei politici che sono una casta, ecco sì, una casta separata. Mentre torno a casa penso: stai a vedere che adesso un regista della società civile fa un film su Berlusconi e poi dice che non è un film su Berlusconi e lo fa pure uscire a due settimane dal voto.

E’ su Leftwing.




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24 marzo 2006


PRESSIONI

Sono passate poche ore da quando Massimo mi ha indicato quale nuovo ministro delle attività produttive.  Torno a casa e trilla il telefono.

Pronto?
Salve, è il ministro Gilera?
Ehm, diciamo che… sì sono io… con chi parlo?
Diego Della Valle, la seguo spesso sa, lei e quel suo blob?
Blog
Sì, sì. Le volevo fare i miei personali complimenti, ministro.
Grazie, ma lei è proprio Diego?
Da Porto Sant’Elpidio

Veniamo subito al dunque
Veniamoci
Ha pensato già ai suoi primi cento giorni?
Beh, diciamo che…
Il manifatturiero, per esempio, cosa mi dice del manifatturiero?
Sì, il modello adriatico è stato…
E’ stato? Lei mi usa un semplice passato prossimo?
No, no… è una delle risorse di questo paese e…
Guardi, capisco l’inesperienza, anche se non la giustifico. Le faccio una proposta sulla calzatura. C’ho già un disegno di legge pronto che può ridare slancio a tutto il settore
Sì, sto pensando di fare riunioni… di sentire gli esperti e ogni proposta sarà…  
Allora senta qua cosa le propone un esperto: in estate stabiliamo l’obbligo di andare senza calzini. Il piede suda, il piede lessa, la scarpa va in pappa e le vendite, beh le vendite…
Ma scusi Della Valle, non le pare un po’ forte una legge su questa cosa?
Non ci vedo nulla di male. Lobbying, mi segue?

E non stia a fare l’amico dei furbetti del quartierino, Gilera

Update (25 marzo ore 15.30):
Mi ha lasciato un messaggio nella segreteria telefonica Pecoraro Scanio: «Ehilà, Gilera! Innanzitutto mi compiaccio. Poi vorrei sottoporle il nostro progetto sulle energie alternative denominato Energia eolica deretanica. Il mio numero è xxxxxxxxx. Ci conto, ehilà!». 
Forse mi dimetto.




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23 marzo 2006


“IO SCRIVO STORIE”

Può darsi non sia vero che Il Caimano di Nanni Moretti faccia guadagnare voti alla destra e che quindi i timori degli uccelli del malaugurio siano delle gran puttanate.
Però Lidia Ravera che parla del Caimano a Ottoemezzo?
Vogliamo discuterne?




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23 marzo 2006


QUEL GRAN FASCIO DI MORETTI


Filippo Ceccarelli
(Repubblica) e Stefano Cappellini (Il Riformista) sembrano pensarla allo stesso modo: Nanni Moretti è un regista della sconfitta e della crisi politica. Dunque uno di sinistra dovrebbe come minimo toccare ferro visto che Il Caimano esce a pochi giorni da elezioni che la sinistra verosimilmente vincerà.
Questa considerazione apre un interrogativo: ma Moretti in realtà – più che un regista di sinistra (di tutta la sinistra) – non può essere considerato invece il regista della sinistra piagnona che ama il dibattito lacerante e che recrimina e che un po’ ci gode a pigliare i ceffoni per poi rimettersi in discussione e dare le colpe sempre a qualcun altro, alla scorrettezza degli avversari, allo spirito dei tempi, al destino? E ancora: ma Moretti – sì ci vado giù un po’ più duro e mentre lo dico me ne pento – è veramente un regista di sinistra? Perché non c’è soltanto Ecce Bombo, il film in cui sbertuccia i tic della sinistra parolaia, che può essere portato ad esempio. C’è l’intellettuale di Caro Diario che si risolve a vedere la tv e alla fine diventa Beautifuldipendente. E ci sono le coppie di genitori iperprotettivi, sempre in Caro Diario, che si fanno le pippe sulla paura del lupo del figlioletto e sono chiaramente genitori di sinistra. E c’è il Nanni Moretti che in Aprile corre forte con la Vespa urlando che finalmente è papà mentre fuori ha vinto Prodi e non puoi non pensare ad una cosa un po’ piccoloborghese. E poi è di Bianca quella scena di lui che va a casa di quei due amici che però non c’hanno tempo perché devono andare a vedere un concerto degli Inti Illimani? (mah, forse sbaglio film).
Ma non è la destra che ridicolizza queste cose e queste pose di una sinistra che – per fortuna – non è mica tutta così? C’è anche da dire che puoi ridicolizzare qualcuno soltanto se lo conosci bene. Prendete Fortebraccio per esempio: riusciva a scrivere quelle cose così feroci contro i democristiani perché lui stesso era stato un democristiano. Solo che – però – le scriveva sull’Unità e non sul Popolo.
Comunque, prima di ragionarci un po’ meglio sopra (ripeto: a me Moretti piace e dunque un po’ mi vergogno di questo post), aspetterei di vedere ‘sto Caimano e – soprattutto – l’ospitata da Fabio Fazio. E chissà che Moretti non abbia pensato anche a un film sui tic di Fazio e di quelli come lui?




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22 marzo 2006


IL LAVORO CREATIVO


Romano Prodi
: "Dare ai giovani l'occasione di immettersi nel mercato del lavoro in modo serio, stabile, creativo". Che è una cosa condivisibilissima, però creativo perché? Cosa significa “lavoro creativo?”. Se uno vuole fare il notaio per esempio?
Allora facciamo una proposta di sinistra e liberale insieme: mandare il vecchio notaio Cosimo Minchioni e quella pompa di suo figlio Arturo (che esercita la professione di notaio pure lui e che a Natale ha regalato a suo figlio Lupo il giochino del “Piccolo Notaio” della Mattel) a fare – chessò – gli esperti di tecnica stencil in una cooperativa sociale: stipendio fisso, contributi pagati, occupazione stabile e – soprattutto – creativa.
E poi palla al centro.




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22 marzo 2006


PRODI VUOLE DIVENTARE PAPA

Si può essere arrabbiati con la Chiesa perché si impiccia troppo o perché sta trasformando i cattolici in una agenzia di difesa dei valori impedendo loro di fatto di fare politica vera. E si può anche restare interdetti di fronte alla posizione di Antonio Socci per cui “è in gioco la libertà della Chiesa. Ed è bene che i cattolici lo tengano presente nel votare”. Intendiamoci, le cose scritte (Bazoli/Prodi starebbero tentando di scegliere i successori di Ruini e di Sodano) possono pure essere vere, ma se uno fa il giornalista dovrebbe portare prove più convincenti dei “si dice” o dell’interpretazione delle chiose di Sandro Magister.

p.s. domanda: il paragrafo che va sotto il titolo “I cristiani perseguitati” – che in prima battuta sembra un corpo estraneo all’articolo – preconizza un avvenire di cavalli bolscevichi che si abbeverano in piazza San Pietro?




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22 marzo 2006


ALBERTO IO TI AMMAZZERO’

Giro e ho giusto il tempo di sentire Alberto Fortis che canta una cosa di Luigi TencoE penso: mettiamo che ci fosse ancora, voi pensate che ci sarebbe andato pure lui a Music Farm? Sì, sì, Tenco. E si sarebbe innamorato della Simona Ventura (così solare)? E avrebbe fatto la figura di Baccini? Almeno?




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21 marzo 2006


AGENDA SETTING

Ora, lo so che è un argomento deficiente e anche vagamente qualunquista nella sua cifra sbeffeggiante e anche antani. Lo so che non aggiunge nulla alla necessità di difendere il made in Italy e al problemone della crescita zero dell’economia italiana e al tentativo grottesco di Berlusconi di fare (di nuovo) il capo popolo anti-establishment come se lui fosse un bravehearth che possono togliergli tutto ma non la libertà.
Però – una buona volta – vogliamo parlare dei braccialetti al polso destro di Diego Della Valle?




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21 marzo 2006


TUTTI PAZZI PER TOTTI

C’è una bel dibattito su Leftwing.
Adesso che iniziano i Mondiali di calcio in Germania – ha detto Serena La Rosa – mettete il vostro lui di fronte al dilemma partita o sesso orale. Che è un modo un po’ ideologico di affrontare la questione, però diciamo che è una posizione. Se ne è accorto Marco Beccaria che ha eccepito sull’approccio kierkegaardiano che privilegia l’aut-aut (“pompino vs. visione televisiva del calcio”). Perché non pensare all’et-et? Nel senso di prima/dopo? Che è un’altra posizione.
Ce ne sarebbe poi una terza desumibile – mi pare – da una scena di “Tutti pazzi per Mary”: c'è una coppia, c'è una tv, c'è una partita. Solo che credo si trattasse di football americano. 




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21 marzo 2006


TI RICORDI QUEI GIORNI

<B>La pubblicità? Si fa con gli slogan politici</B>


C’è questa cosa delle pubblicità che sembrano spot elettorali. Cioè uno (o, nel caso della foto sopra, una) dovrebbe essere indotto/a a comperare un prodotto perché promosso da uno slogan che scimmiotta le parole d’ordine di un partito o di un candidato o di una coalizione. Io dico che – anche in questi casi – bisognerebbe stare attenti alla par condicio.
Prendete i cartelloni della Nuvenia (un’azienda dalle chiare simpatie per la Cdl): ce n’è uno con 7 sagome di donne, sei delle quali bianche e una soltanto rossa. Capito? Rossa. Ma come si fa a pensare che i comunisti (Prodi compreso) abbiano – in quei giorni – soltanto il 14,28% dei voti?

p.s. Poi c’è un adesivo sugli autobus di Genova – che metto nel p.s. poiché si tratta di localismi – che verga questa bellissima trovata: “Riuscirà il cavaliere a prendere il caffè in mezzo ai prodi? Caffè Rolando……. il caffè politicamente corretto…” (i puntini – 7+3 – fanno parte del ficcante slogan).




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20 marzo 2006


"LA FESTA DEI CALCI DELL'ASINO"

In caudillo venenum

p.s. il virgolettato del titolo è qui




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20 marzo 2006


DI BUONA DONNA

Marco Follini, intervistato da Repubblica, si supera: “Ho criticato talmente tante volte Berlusconi quando era all’apogeo della sua gloria, che l’hidalgo che è in me adesso mi spinge a pesare le parole…”

Hidalgo è un titolo tradizionale di una persona di estrazione nobile o gentilizia in lingua spagnola, il termine deriva da Hijo de algo, "figlio di qualcuno".




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20 marzo 2006


IL PANINO DELLA FELICITA'

In un’ipotetica scala graduata della felicità ci sono Al Bano, Thomas Jefferson, Jean-Jacques Rousseau e San Bonaventura. Lo diciamo per coloro che hanno molto criticato Romano Prodi quando – nel faccia a faccia di martedì – ha fatto gli occhi bonari, gonfiato le guance e detto di voler ridare “la felicità” agli italiani. Giorgio La Malfa è saltato su: “La felicità ognuno se la organizza da solo”. Il liberale è sempre spaventato da uno Stato che pretende di intromettersi nella sfera privata dei cittadini per imporre la propria idea di Bene, l’unica che permetterebbe di vivere – appunto – felicemente. E questo è un pericolo, si sa. Però Prodi più che a Rousseau pensava forse al “diritto inalienabile alla ricerca della felicità” contenuto nella Dichiarazione d’indipendenza americana del 1776; e anche a quest’altra frase, scritta sempre lì: “allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi”. Cioè: lo Stato può (anzi deve) porre le condizioni perché i cittadini vedano premiati i propri sforzi per essere felici. Poi uno può anche offrire “un bicchiere di vino con un panino”, che è l’approccio berlusconiano, o anche promettere la Beatitudine, che è l’ultimo gradino della scala, il più pericoloso.
Noi preferiamo stare con Thomas Jefferson.

E’ su Leftwing




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19 marzo 2006


TE LA DO IO LA CICALA

A proposito di “grattare la cicala” e di deontologia del giornalista bello e maledetto dal potere e anche un po’ Don Quijote vi pregherei di prestare attenzione a quanto segue: la bambina di Bari non è deceduta per shock da scuotimento ma per broncopolmonite e sono cadute le accuse di omicidio per la madre 17enne. Ora, mi pare che nei giorni scorsi fossero apparsi disegni didascalicamente cialtroni (io li ho visti sul Corriere della sera, ma ci saranno stati anche da altre parti) con la sagoma di un bambino scosso con troppo vigore e con la testolina reclinata in posizione innaturale all’indietro. Ecco, mi pare che quelle illustrazioni non aggiungessero nulla al diritto-dovere di cronaca e che – soprattutto adesso – andrebbero utilizzate per capire come non si fa un giornale.




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17 marzo 2006


S’ARRAZZA


Volevano coinvolgere Marrazzo in uno scandalo a luci rosse. Con un viado.
E – pare, dico, pare – avevano pensato anche allo slogan della campagna: alla Regione meglio un fascio che un frocio.




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16 marzo 2006


IL VERSO DELLE PORCATE


Per Roberto Calderoli l’approvazione della nuova legge elettorale è stata una porcata. Marco Follini ha ribattuto che prova imbarazzo per lui. Però prima di intervenire a caldo dovrebbe telefonare ai suoi amici. Bruno Tabacci, compagno di partito di chi prova imbarazzo, ha detto un paio di giorni fa al Messaggero: “La partita non si chiude il 10 aprile. Chiunque vinca sarà chiamato a fare i conti con un problema drammatico. La seconda Repubblica si è dimostrata per certi versi peggiore della Prima”.
Ecco, diciamo che - per altri versi - Follini e tutto l’Udc dovrebbero essere grati a chi ha messo la faccia su questa porcata che – sempre per altri versi – può permettere di tornare al vecchio acquario popolato di tonni forlani e pesci bisagli.




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16 marzo 2006


IRAP

“Scusi, non ho capito di che paese stiamo parlando”.




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15 marzo 2006


FACCIA A FACCIA CON ME STESSO

Dal test emergono poche sorprese sulle mie simpatie politiche. Quello che personalmente mi inquieta però è la vicinanza con Mastella.
Adesso vado di là a fare un faccia a faccia con lo specchio del bagno.

Via Ffdes




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15 marzo 2006


DATECI UN FORMAT


Tra i blog yè-yè e gli editorialisti metropolitani è molto in voga l’idea che la disfida di martedì sera sia stata di una noia mortale (poi perché la noia debba essere sempre mortale e mai vitale è da capire. E un divertimento mortale può esserci?). Come dice Chettimar, se volevate divertirvi potevate vedervi un film e io sottoscrivo. A me pare che Bordin da Ferrrara l’abbia detta giusta: Berlusconi e Prodi hanno parlato di “cose” ed è stato un buon confronto. Lasciate stare che lo abbiano fatto con uno stile da campagna elettorale, ma siamo in campagna o no? Insomma non si parlava ad un seminario Aspen. E lasciate anche stare che una coppia Fini-Veltroni o Casini-D’Alema avrebbero svolto il compito infinitamente meglio. Non è questo il punto. Il punto è che – anche grazie a regole ferree – si è parlato senza essere interrotti e si è ascoltato senza fare le faccette in favore di telecamera. E non è poco mi pare.
Poi se vi piace il divertimento, diteci quale format avreste voluto, perdiana.
La tettona in tanga che passa tra i giornalisti, i duellanti e l’arbitro tra una domanda e l’altra mostrando un cartello col numero dorato? Due figuri travestiti l’uno da Stalin, l’altro da Hitler che segnalano scaduto il tempo dell’avversario con un sonoro rutto all’orecchio del conduttore? La donna barbuta? 




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14 marzo 2006


DISFIDA

Berlusconi ha appena chiamato Prodi signore. E poi lo ha chiamato professore. E poi fa le cornicette sul foglio che legge e sul quale appunta i numeri.
Quanto a Irap , cuneo fiscale e pensioni che volete che mi freghi?

Update 1
Berlusconi c’ha una penna che fa cagare.
Prodi fa l’esempio di Italia e Austria sulla faccenda aumenti prezzi dopo l’euro. Gesticola parecchio, ma mi pare che stia andando bene. Importante: anche lui c’ha la cravatta a pallini. Più radi

Update 2
Ma che cazzo vuole fare il direttore del Messaggero? La Annunziata de noantri? Che fa incalza? Prodi sta risparmiando troppi secondi ma forse è meglio così. Berlusconi continua a chiamarlo professore e alla fine magari torna al signore. “Italstat, Eurostar, Istat”, Berlusconi si impappina e fa la supercazzola su tutto. Su tutto. Prodi non può parlare socchiudendo gli occhi perché pare un prevosto che fa la ramanzina agli scout prima del pranzo se non si fanno il segno della croce

Update 3
Berlusconi sta dicendo che quelli che danno da lavorare agli immigrati non hanno usato il computer per regolarizzarli e dunque ecco le file. Si passa alla Tav e Prodi nel descrivere l’asse est-ovest e l’asse nord-sud fa un segno della croce grosso così. Berlusconi parla di cantieri e pare un pallottoliere. Chiama i centri sociali “centri civici”: è stanco e continua a tenere in mano quella penna inguardabile

Update 4
Marcello Sorgi fa la domanda sulle quote rosa. Berlusconi la mette sulla famiglia: non ha trovato signore disposte ad abbandonare la famiglia per cinque giorni alla settimana. Io avrei proposto loro di portare tutti – mariti e figli – a Roma e di continuare a spentolare, intanto. Prodi però esagera: non può dire che le donne hanno capacità infinitamente superiori che si completano con quelle degli uomini

Update 5
Vado a letto con l'idea che Prodi non abbia perso. E questo è già parecchio




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14 marzo 2006


GRATTARE QUESTA CEPPA

Non è che sia stato un bello spettacolo vedere il presidente del Consiglio alzare il culo e andarsene e forse è anche un po’ stanco, stressato, insomma questo tre settimane non le regge.
Però non è stato neanche bello vedere la Annunziata. Ci vuole un po’ di stile in tutto anche nel fare il watchdog. Della Annunziata quello che ci fa un po’ ridere è l’atteggiamento: io faccio le domande, e questa è casa mia, io sono “la” giornalista, e la professione di qua e la deontologia di là, e “noi” controllori del potere di sopra e le interviste accucciati mai di sotto. C’è un bel modo di dire nell’ambiente che rende bene l’idea: “Grattare la cicala”. Il giornalista non deve mai accontentarsi del brodino degli uffici stampa e delle risposte degli intervistati. Ha il dovere (deontologiaaa!) di scavare, di tirar fuori le verità scomode, di farla cantare ‘sta cicala. A parte il fatto che molti, più che la cicala, grattano la cippa del potere, comunque  ci sono modi furbi e modi stupidi di grattare.

p.s. che poi si tratta di capire anche se sia utile alla sinistra una così.




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