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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


29 aprile 2006


1° MAGGIO

Tutti a Genova per la redenzione della classe operaia




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27 aprile 2006


SIMPATICI PIU’ CHE MAI

Mi pare che Sircana stia facendo un do.
Viva la gente?

(immagine sua)




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26 aprile 2006


PORCATE

Rossana Rossanda critica il Bertinotti presidente della Camera e Piero Sansonetti lo difende così: “Detterà l’agenda parlamentare e non è un accontentarsi. Oggi è più importante guidare il Parlamento che fare il capo di partito. Ci sarebbe stata la nuova legge elettorale senza Casini?”.
Ecco, ci sarà la nuova con Bertinotti?




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26 aprile 2006


CONFUSA E FENICE

Non si discute, questo è genio allo stato brado




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25 aprile 2006


MATRIMONI ITALO-IBERICI

Interno di auto (poco dopo il pagamento del pedaggio autostradale)

A - Beh, poteva pure guardarci in faccia
B - Dici mentre ti dava il resto?
A -
B – Comunque in Spagna c’è pieno di caselli automatici
A – Bravo. E dove lo mandi quello lì? Lo licenzi?
B – Può andare benissimo a Barcellona, sposa un Pablo qualsiasi, divorzia e vive con l’assegno di mantenimento.

 




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25 aprile 2006


SEMIGIURIDICO

Ma chi gliele scrive le battute a Prodi? Berlusconi?

Il “sondaggio con il sorriso” di questa settimana è semigiuridico. A chi faranno ricorso i contestatori della nostra vittoria?
- A Perry Mason
- Al giudice Santi Licheri
-
A Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi




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24 aprile 2006


E ADESSO SCHIACCIA!


Il tempo perduto dei politici
, il lungo articolo che Claudio Magris ha scritto giovedì per il Corriere della sera si può dividere in due parti: la prima è di 6.149 battute, la seconda di 158, che in percentuale fa un misero 2,5%. Nella prima, pur riconoscendo con Churchill che la democrazia è il sistema peggiore però dopo tutti gli altri (“e dunque è un bene inestimabile”), se la prende con una spettacolarizzazione televisiva che ha portato i politici democratici a mostrare più che a fare, a celebrare liturgie inutili (“tempo perduto”, appunto) invece che applicarsi alla soluzione dei problemi.
Osservazioni sensate, anche se è curiosa questa idea titanica – e un po’ berlusconiana – del politico che si chiude in cameretta e risolve equazioni matematiche ignorando il prezioso apporto dei tecnici. Magris non lesina esempi, gioca sulla differenza tra realtà e rappresentazione e, insomma, articola a lungo da par suo.
Soltanto nella seconda parte scrive frettolosamente: “… la democrazia, anche logorroica e telemaniaca, è la sostanza della nostra libertà”. Ecco, quel 2,5% finale sa troppo di posticcio ed è come se Magris, dopo aver tirato tre belle palle profonde all’incrocio delle righe e costretto l’avversario a difendersi in pallonetto, poi rinunci a smashare. E non per un improvviso “braccino”, ma per la vergogna piccina di essere additato come uno snobbissimo intellettuale mitteleuropeo.
Non è così, vero?




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24 aprile 2006


POLTRONE CON LA MAGLIETTA A STRISCE

Interno di famiglia di centrosinistra dove la moglie fa tanti discorsi alati ma alla fine è uterinamente, egoisticamente, capricciosamente mastelliana (sul nuovo numero di Leftwing insieme a molte altre cose).




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23 aprile 2006


ATOMICOOO!


E’ valsa sicuramente la pena aver passato una giornata intera al fianco dei Fratellidemerode (che sono una persona e, per giunta, miei/o parenti/e) se alla fine della giornata, davanti al consueto Martini cocktail, lui ti fa notare che Ahmadinejad è fisiognomicamente un incrocio particolarmente riuscito tra Nanni Moretti e Lando Buzzanca.




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22 aprile 2006


ECCO, TUTTO E’ COMPIUTO

Ehi, Gilera! Ci sei? E’ la magnifica newsletter Governareper che ti parla.
“Arriverà infine il tempo per dare compimento ad una promessa ripetuta fin troppo spesso negli ultimi mesi. Occorrerà dare vita senza indugi al Partito dei Democratici. È questo che si aspettano i diciannove milioni di persone che hanno votato per il centrosinistra. Certamente è questo che si aspettano i dodici milioni di persone che hanno votato per l'Ulivo”.
Non te lo scrivo adesso chè pare prematuro, però pensavo ad Arturo Parisi come presidente di tutto il cucuzzaro. Che dici? Vuoi fare un referendum interno o – come si chiamano quelle cose lì? - primarie? Adesso? Di nuovo? Magari più avanti, che dici? Come? Perché utilizzo la parola “compimento”? Così, per consuetudine.




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21 aprile 2006


E ADESSO UN BEL CALCIO ALLE TERGA

Stasera, mi pare durante un collegamento del Tg1, ho visto che la Milly Carlucci aveva un braccio al collo. Che abbia finalmente deciso di fracassarsi carpo e metacarpo sulla faccia di quello stronzetto di suo figlio? Sì, sì, quello che nello spot slanga di brutto di cose computeristiche e su cui Dave ha scritto cose definitive.




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20 aprile 2006


MALVA

Vedendo – e sentendo - stasera Francesco Rutelli a Ottoemezzo urgono due notazioni politiche (si dice così?).
Prima notazione: Rutelli intona la cravatta (verde malva) agli occhi (malva). Ed è un fatto.
Seconda notazione: ma perché, quando magari sta spiegando la legge della relatività (e bene, anche), dà sempre l’idea della supercazzola? Magari malva?




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19 aprile 2006


PRENDETE IL WATER CHIMICO, PER ESEMPIO

Oggi Repubblica dedicava un paginone sulle cose meravigliose che si possono fare con un camper.
Io continuo a pensarla così.




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19 aprile 2006


L'ALTRO VICEVERSA

Sandro Bondi (qui): «Si potrebbe studiare un accordo istituzionale più alto assegnando la guida del governo a Prodi, mentre Berlusconi salirebbe al Quirinale, o viceversa».
Diciamo che a questo viceversa preferiamo l’altro.




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19 aprile 2006


MASSA MARTANA

Che dopo l’abboccamento tra Prodi e Bertinotti, la campagna intorno a Massa Martana possa diventare importante nella geografia politica italiana ci fa piacere. Un’increspatura di quella campagna, magari per voi insignificante, sono questi monti qua (i Martani, appunto). Il sito lo cura un amico mio e vi consiglio di andarci (sul sito e sui monti).




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19 aprile 2006


AVANTI POPOLO

“Il popolo della rete è per Scalfacoso premier. Il popolo della rete si astiene, signora mia. O magari vota per la rosa nel pugno. Il popolo della rete non ha fretta, meglio altri cinque-dieci anni di berlusconismo adesso ma vuoi mettere dopo (se mai ci sarà un dopo). Il popolo della rete è ggiovane, è troppo avanti. Il popolo della rete è impegnato (a stare seduto davanti a un pc). Il popolo della rete non lavora, coltiva degli hobby. Il popolo della rete è chic. A me 'sto popolo della rete comincia proprio a stare sulle balle”.

(Brodoprimordiale)




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19 aprile 2006


DISTRAZIONI

Fa bene Massimo Mantellini a denunciare che il 5 per mille così è una pura barzelletta. “A me pare – scrive – una ottima idea per rendere del tutto inefficacie l'istituto…”.
E’ verissimo. Però faccia attenzione agli errori di distrazione, ché la forma è sostanza. Talora.

Update: emergenza formale rientrata.




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18 aprile 2006


LA PROFONDITA’ CHE NON COLSI

Giuro che un testo così solleva un sacco di domande alle quali non saprei dare risposte adeguate. O forse, se non ci sono risposte adeguate da dare, non è neanche il caso di chiedere. E di scrivere. Giusto?

“Smettere di essere (o di esistere? E si può essere senza esistere? L’essenza dell’esistere è l’essere?), di pensare, di lavorare (questo diciamo che esistenzialmente si può fare, per un giorno o una settimana, almeno), parlare. Starmene con me stessa, smettere di essere qualcosa per qualcuno (e se fossi qualcosa per te stessa e te stessa fosse qualcuno? Come la risolviamo la faccenda? Perché chi siamo, in fondo?). Per un solo giorno smettere i panni, le vesti, smettere i ricordi, i perché (mmh). Smettere con le bollette, il trasloco, il cane e i corsi, smettere di correre e imprecare, smettere di non dormire e sbadigliare (cioè dormire? E si pensa quando si dorme? E si è, si esiste quando si sogna? Il sognoooo!). Smettere di giustificare, proteggere, spiegare. Smettere di considerare, telefonare, messaggiare, di sentirmi in dovere, di sentirmi in diritto. Smettere tutto. Smettere, sì, di scrivere. Smettere la mia vita (o cazzo). Per un solo giorno, datemene la possibilità, che volete che sia? (fai quello che vuoi…  ma se smetti tutto meno che avere quell’unica “possibilità di smettere” alla fine, in fondo, forse proprio tutto non smetti. Ecco, mi si potrebbe obiettare: ma cosa intendi con quel “in fondo”?)




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18 aprile 2006


VICEVERSA

Francesco Rutelli intervistato da Maria Teresa Meli dice molte cose.
Una è questa:

«La Margherita è l’unico tra i maggiori partiti italiani a guadagnare seggi in Parlamento. Ai conteggi attuali abbiamo raccolto ben 122 parlamentari. Certo, un punto in più ci stava bene. Ma bisogna considerare che nel 2001 la Margherita aveva in lista l’Udeur, e quindi bisogna togliere un punto e mezzo, aveva un forte voto giovanile che questa volta non c’è perché ci siamo presentati al Senato, e aveva anche un "effetto Rutelli" candidato premier che tutti giudicarono irripetibile. Comunque anche i rapporti di forza Ds-Margherita sono perfettamente in linea con quelli che avevamo stabilito prima delle elezioni sulla base della serie storica dei risultati elettorali. Vede: quando dico che siamo l’unico tra i partiti maggiori a guadagnare seggi (tranne Rifondazione, tutti e quattro i principali partiti perdono parlamentari) intendo dire che possiamo affrontare con serenità il processo che ci attende».

Diciamo che bisogna considerare che nel 2001 i Ds scontavano l’effetto Rutelli candidato premier che in molti – tra quelli di sinistra – giudicarono impresentabile. Ancora: ma vogliamo quantificarlo questo forte voto giovanile che si sarebbe inabissato? Stai a vedere che adesso quei voti in più che l’Ulivo ha ottenuto alla Camera rispetto alla somma di Ds e Margherita sono tutti di Rutelli.

Però un paio di passaggi sono condivisibili. E sono questi:

«Non ci può essere un governo che cambia il Paese se non c’è un processo politico che lo sorregge, e, viceversa, non ci possono essere la nascita e il successo del partito democratico se non c’è un’azione di governo riformista e innovativa (…) Sento la responsabilità di concorrere a rafforzare il processo del partito democratico, che non può essere sganciato dalla coesione della maggioranza e dall’azione del governo»

Romano Prodi dovrebbe ora sentire tutto il peso di quel “viceversa”.




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17 aprile 2006


DA PODISTA DELLA DOMENICA A PODISTA VERO

JOGGING Romano Prodi si dirige verso la sua casa di Bologna dopo una corsa mattutina di allenamento. (Reuters/Daniele La Monaca)


“Dunque la battaglia può essere vinta, se solo si avrà il coraggio di darla. La prova di forza che attende il Professore è tutta qui. La costruzione del partito democratico, la formazione del nuovo governo e il varo dei provvedimenti necessari a fare uscire il paese dal declino economico sono tutte variabili dipendenti di questa battaglia, che solo Romano Prodi ha la forza per affrontare. Una forza che gli viene da quei quattro milioni di elettori che contro tutte le previsioni interessate e le facili ironie dei grandi giornali hanno votato per lui alle primarie. Romano Prodi oggi ha l’autorità necessaria per farcela, a patto di dismettere per sempre i panni del tecnico venuto a rimettere in sesto la coalizione e il paese come un medico pietoso, per vestire quelli del leader politico. Solo così, infatti, potrà affrontare i difficili passaggi che attendono il centrosinistra, libero dal potere di ricatto dei tanti attori di quel dibattito pubblico che sono parte essenziale della sua constituency e che tanta influenza hanno sulla formazione delle sue idee dominanti. Ne ha tutto l’interesse. Speriamo ne abbia anche la volontà”.

(dall’editoriale di Leftwing che contiene anche questo utile pezzo sugli inutili intellettuali statistici e quest'altro su Michele Serra che non sarà uno statistico però ce la può fare lo stesso. Sempre intellettualmente parlando).




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15 aprile 2006


VAE VICTORIBUS

No, per capire: Prodi premier, Berlusconi agli esteri e magari Tremonti vice di Visco?




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14 aprile 2006


COSE COSI’

Visto che in una delle prime battute a caldo Prodi ha detto che la cultura sarà importante nel prossimo esecutivo, così come lo fu in quello che guidò qualche anno fa, se scegliesse una donna come vice-premier con delega ai Beni e alle attività culturali? Tipo la Melandri, che si presenta sempre bene.
Poi l’agronomo e il medico di vaglia che ho come parenti stretti mi dicono di dirvi che Pecoraro Scanio all’Agricoltura no e la Bindi alla Sanità magari!




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14 aprile 2006


SEGHE

Poi la smetto, giuro.
Riassunto: qui ce la prendevamo con gli astensionisti di sinistra e qui con la sinistra internettiana che vuole dare l’idea di saperla più lunga della sinistra tutta intera. Qui invece dicevamo che coloro i quali avevano dato l’idea, ad urne ancora aperte, di spingere all’astensione (dicendo che loro ci sarebbero andati a votare però… ma come si fa?) adesso farebbero bene a riconsiderare la propria natura democristiana nascosta dietro un bel cerone da anime belle e sgamate della rete. Dicevamo anche che avrebbero potuto approfittare del momento di riflessione per starsene un po’ in disparte e non dire la loro sulla sinistra che si appresta tra mille difficoltà a governare.
Poi succede che uno se la prenda (intendiamoci, fa bene, perché dimostra di avere sangue vero) e fa tutta una tirata sul diritto di dire ciò che si pensa e che nessuno può dire a un altro di stare zitto e soprattutto non lo può fare sul blog di un altro e che una persona “ammodo” dovrebbe invece stare zitta lei (mi pare che il succo sia questo). Insomma cose così, che c’entrano poco con la sostanza.
Chiedendo scusa chiedo anche a Luca Sofri se non se la senta di argomentare un po’ meglio lasciando stare questioni assolutamente accessorie. Anche se – me ne rendo conto – può sembrare accessoria anche tutta questa discussione.




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13 aprile 2006


CARNAZZA DAI CAMPI E DALLE OFFICINE


Ma cos’è questo benedetto “paese profondo” che la sinistra non è stata in grado di intercettare? E tu pensi che esca - l'Italiaprofonda - da una botola quando vengono convocati i comizi elettorali, col volto brunito di fuliggine, lo sguardo basso dell’idiota e le braccia penzoloni dell’umile, del vinto, della carnazza che va alla guerra, il passo da scorreggione della bettola e l’incarnato del replicante.
Poi ti imbatti nella supponenza in sé candida e disarmante di Giuseppe Genna (che scrive “perché, in una nazione in cui il 7% della popolazione soltanto è in grado di acquistare e leggere un libro all'anno, il voto di massa fa venire a galla la sugna della sottocultura…”) e hai come l’impressione di essere uscito tu stesso dalla botola. Cioè pur avendo votato per la sinistra e pur leggendo abbastanza libri stai a vedere che alla fine dei giochi lo sono un po’ anche io “paese profondo”? Perché in fin dei conti, come in tutti i sociologismi un tanto al chilo, si tratta soltanto di capire a quale altezza si mette l’asticella. 
A me piacerebbe invece toglierla l’asticella e dire soltanto alcune cose (che adesso si possono ben dire): la sinistra deve ammettere di aver sbagliato candidato, di aver toppato la strategia (che solitamente è figlia del candidato), di aver messo in piedi una comunicazione farraginosa (che risente molto del candidato) e di aver sottovalutato Berlusconi. Però, detto questo, credo che l’attuale classe dirigente – Prodi compreso – sia in grado di governare bene, anche se non è stata capace di vincere bene. E chissà che dal male non esca qualcosa di buono. Per tutti, anche per il paese profondo.

p.s. più in là magari cerco anche di scendere nei dettagli e di scrivere qualcosa su cosa intendo per "governare bene".




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12 aprile 2006


BERLUSCONI MAFIOSO

«Non ha opposto resistenza. Ha detto: “Sì, è vero, sono Bernardo Provenzano, facciamo la Große Koalition?”». Ecco, quando scrive cose così tocca credere al genio di Malvino.

p.s. il significato del titolo (mio) è una seconda pecoreccia interpetazione - arbitraria o magari soltanto eccessiva - del post (suo). O forse l’aveva già messo in conto. Chissà.




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12 aprile 2006


CONTRO-RISACCA DEMOCRISTIANA

“Un Paese di destra e uno di sinistra quasi costretti a convivere pur essendo, o credendosi (o immaginandosi) diversi. E’ la risacca dell’aspra vicenda del Novecento italiano che continua a frangersi sul nostro presente. (…) E’ ai vincitori che spetta di essere degni della loro vittoria, alla cui portata, da domani in poi, se lo vogliono, potrà essere misura non solo il numero dei voti. Romano Prodi ha detto ripetutamente durante la campagna elettorale di voler unire l’Italia: è l’ora di provarci, qui e ora, subito. Se lo farà, anche gli italiani che gli hanno rifiutato il voto non potranno sperare altro che ci riesca”.

Sbaglierò ma l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia con l’invito finale a Romano Prodi lascia un retrogusto piuttosto schifoso in bocca. Sottotesto: tanto lo so che non sarai in grado di unirla l’Italia e - quindi - che ne dite se tornasse una contro-risacca democristiana? Magari non chiamiamola così ché non fa figo, ma il senso è quello.
Direi che, più che unirla l’Italia (erano cose da dire in campagna elettorale e Prodi le ha dette) servirebbe adesso soltanto governare. Per il bene di tutti e, dunque, anche del centrosinistra.
Ezio Mauro mi pare che la metta su questo piano e lo preferiamo senz’altro a quegli ambigui del Corriere della Sera.
Mauro dice a Prodi anche di indicare subito i ministri. Se ci pensate bene, perché aspettare? Pensate che il nuovo presidente della Repubblica possa dare l’incarico a qualcun altro?

p.s. Se Prodi forzasse - secondo Tremonti - «darebbe l’idea di grande debolezza». In realtà Tremonti, che è uno dei massimi fautori della cosiddetta Grande Coalizione sa che se Prodi anticipa i tempi dimostra - invece - di essere più forte di quello che appare. Insomma, che il Professore inizi a dare la carte. Anche perché è un po’ grottesco che Berlusconi pretenda ancora di fare il deus ex machina.




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11 aprile 2006


LA SINISTRA INTERNETTIANA

Noi qua non si è mai dato l’impressione di giustificare l’astensionista di sinistra, definito in maniera piuttosto colorita “pugnettaro”. E quindi, adesso che si è vinto (di poco), abbiamo la supponenza di poter dire la nostra, magari sbagliando (e lo faremo in maniera più articolata di quanto non abbiamo sinora fatto).
Coloro che - invece - si sono ritenuti una specie di “partito dei sofisticati” dovrebbero un po’ vergognarsi della propria intelligente diversità. E - sempre magari - stare un po' zitti.
Naturalmente, visti i tempi, lo si dice con spirito costruttivo.




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11 aprile 2006


STAFFANCULO

Mi scrive Giulio Santagata, uno dello staff di Romano Prodi

Gentile Amico/a,
La PrimaVera e' finalmente arrivata. Ed e' arrivata anche grazie a te, a un impegno costante e convinto, capace di unire e non di dividere. La "Fabbrica", le "Primarie", "Incontriamoci". Quante voci e quanti volti ha questa vittoria!
Il mio grazie vuole anche essere una promessa: quella di continuare su questa strada, costruita sul dialogo e il confronto, per migliorare e migliorarci. E, mai come questa volta, ti rinnovo l'invito: passaparola!
Ti abbraccio forte.
Giulio Santagata

1) Abbraccia forte tu sorella
2) La V maiuscola in PrimaVera sta per Victory?
3) La “Fabbrica”, “Incontriamoci”, tutto ‘sto ambaradan di partecipazione per produrre ‘sto coito interrotto?   
4) Sì che faccio il passaparola, ma la parola che passo la tengo per me.




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10 aprile 2006


GRAZIE, DA LEI NON COMPRO NULLA

Ma di questo velleitario dott. Masia (si chiama così?) che di mestiere fa il presidente di Nexus (presidente?) e che continua a presentarsi davanti alle telecamere con quell’aspetto da venditore di polizze (con tutto il rispetto per i venditori di polizze) e con quella cartellina blu sui cui fogli traccia compulsivamente cerchietti, credo intorno a numeri sballati?
Ne vogliamo parlare?
O no?




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10 aprile 2006


PROIEZIONI

In casa Gilera la tv è egemonizzata dal treenne e dal suo dvd di SpongeBob.
Ci sentiamo più in là chè mi sa che è meglio.




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