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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


28 febbraio 2007


E ANCHE UN PIZZICO DI COESA RAZIONALIZZAZIONE

Dell'intervento di Romano Prodi in Senato mi ha molto colpito “azione di impostazione della concertazione”. Tutto il resto è Orione.




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28 febbraio 2007


ROMANO MANCINI

Roberto Mancini: “Basta destabilizzarci”. E che Materazzi non faccia il Turigliatto.




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28 febbraio 2007


MAGNA GRECIA

Io sono uno solitamente a favore dei discorsi articolati, pensati, problematici. E il Partito democratico sta nascendo proprio così, con questi discorsi qua. Tuttavia quando ieri sera Ciriaco De Mita (che credo sia favorevole al Pd) a Ottoemezzo andava di fioretto e accompagnava con i gesti finissimi delle mani e delle arcate sopracciliari i suoi “ragionamendi” ho avuto chiara, netta, inequivocabile la sensazione della supercazzola democristiana. Che la dica tutta subito e non ci faccia perdere tempo: noi eravamo migliori di questa classe dirigente qua, basta col bipolarismo, rifacciamo una bella Dc a cui coalizzare tre o quattro partiti minori e buonanotte a tutti.




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27 febbraio 2007


SANREMO / 1

I Facchinetti sono inguardabili. Sia in senso assoluto che relativamente al contesto.




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27 febbraio 2007


LA CDL É SOVIET + ELETTRIFICAZIONE



Si sottolineava qui il bolscevismo democristiano di Casini che, nella sua tattica di accerchiamento rivoluzionario del governo, parlava espressamente di contraddizioni-da-far-emergere (che sono emerse – diciamo – da sole). E Fini allora? Sono anni che cerca di rispondere ad una domanda secca: che fare? Messo tra parentesi il più datato "fare fronte", ha battezzato infatti la nuova Fondazione culturale di An "Fare futuro". Che, se ci pensate – fatto salvo il fascino marinettiano del verbo fare utilizzato transitivamente – è leninismo allo stato puro. La crisi di idee della Cdl si vede anche da queste cose.




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27 febbraio 2007


EHI GIOVANE, MA VUOI SUBITO IL POSTO IN BANCA?

Hanno stilato la lista dei lavori più orrendi del mondo: ci sono – tra gli altri – il perforatore di torte, l’esaminatrice di sperma e l’accatastatore di libri religiosi.




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27 febbraio 2007


MIO CARISSIMO BERLICCHE...



Domenica è iniziata la Quaresima, che è un momento teologicamente importante per i cattolici. Il Vangelo di Luca parlava dei quaranta giorni di deserto in cui Gesù
fu tentato dal diavolo. “E' il Vangelo di oggi – stava scritto nel foglietto delle ed. San Paolo sul banco – e non bisogna sminuirlo». Il prete – siamo a Genova, diocesi di Bagnasco che verosimilmente succederà a Ruini – attacca l'omelia con tre cazzottoni d'assaggio contro nichilismo, relativismo e neo-biologismo. Poi passa ai Pacs o Dico o “chissà quale altro nome si inventeranno”. Infine il colpo del ko: i rapporti tra marito e moglie non devono essere “disordinati dal punto di vista della vita sessuale” (soltanto posizione del missionario?). Ecco, il cattolico è tentato di rialzarsi barcollante ed uscire definitivamente dal ring: che ci sta a fare in una Chiesa che in Quaresima non parla del mistero della resurrezione? Poi però pensa al passo di Luca e, sì, il diavolo deve aver aguzzato l'ingegno per servirsi persino dei ministri del culto nemico.




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26 febbraio 2007


IL VALORE DI FOLLINI

Vedi Luca, il problema non è il valore di Follini in sé (indiscutibile), ma il valore di Follini in quanto portatore di un disegno politico vecchio e – almeno io credo – pietra di inciampo per una sinistra moderna in un paese che la sinistra dovrebbe rendere moderno. Poi c’è la contingenza e questo è un altro discorso.

p.s. mi dirai: la sinistra le pietre di inciampo è bravissima a fabbricarsele da sola. Ma anche questo è un altro discorso




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26 febbraio 2007


TIPI DA PIAZZA

“Il manifestante Primo Maggio viene da Roma, o comunque ci ha vissuto almeno due anni, a Vicenza non ha trovato nessun bar con aperitivo”.

Questa descrizione dei tipi di Vicenza (nel senso di manifestazione) – manifestante Primo Maggio (appunto), poliziotto in borghese, giornalista, uomo/donna dello spettacolo) – è un po’ lunghetta, ma piuttosto divertente. A me la frase che ho riportato sopra ha fatto ricordare la scena che ho visto nel 2001 il giorno dopo le giornate di Genova. Un gruppetto di quattro ragazze con abbigliamento studiatamente no-global ordina un calice di vino rosso in uno dei bar fighetti di Piazza delle Erbe che, per chi non conosce Genova, è una piazza molto trendy.
Se avete ancora tempo e voglia ci sarebbe sul tema anche questa cosa di Fruttero e Lucentini.




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25 febbraio 2007


COPPIA DI FATTO

Io non mi farei incantare dai paroloni e dalle accuse di aver tradito il mandato popolare: Casini e Follini sono sempre bibì e bibò. Il succo delle cose dette da bibì (legge elettorale alla tedesca e fine del bipolarismo) lo aveva dette anche ieri bibò.




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25 febbraio 2007


ANGELUS



Per l'appoggio a Prodi Follini avrebbe un'altra piccolissima pretesa




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24 febbraio 2007


CARO LAPO

Devo essere sincero, Moggi trans proprio non ce lo so vedere.




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24 febbraio 2007


ATTENZIONE!

Marco Follini rilascia un'intervista al Corriere della sera (ma guarda un po'!) in cui, dietro l'apparente mansuetudine delle parole, mostra i denti del pescecane democristiano. E qua si pensa che la sinistra deve stare molto attenta perché il momento è cruciale. Allora, vediamone alcuni passaggi insieme.

“Nella memoria e nella tradizione in cui mi riconosco c'è il centro (...) Il voto di mercoledì scorso ha sancito che il vecchio centrosinistra è al capolinea. Mi adopero per tracciare una rotta diversa da quella seguita fin qui”.

Ecco qual è:

“Non voglio fare il cultore della memoria, ma quando parlo di visione e respiro penso alla prima edizione del centrosinistra, quella degli anni Sessanta”.

Cavolo, il vecchio centrosinistra, quello della sinistra (una parte della) subalterna alla Democrazia cristiana. Quello di un periodo storico in cui era inutile fare tanti proclami in campagna elettorale tanto si sapeva che era tutto ingessato e poi il programma lo si faceva tra i banchi del Parlamento. E infatti Follini vuole tornare lì:

“sottrarsi alla sacralità e agli automatismi della campagna elettorale (...) ci siamo incatenati alla retorica del programma elettorale (...) Mi permetto di dire che questa rigidità non funziona, non appartiene alla logica della democrazia parlamentare (...) come se ne esce? Con il mio voto cerco di dare una risposta”.

Cioè per Follini democrazia parlamentare significa che non ci devono essere più contratti con gli italiani. Non la mette giù così dura perché è democristiano, ma nella richiesta di maggior flessibilità nella realizzazione del programma c'è questo. Certo, Berlusconi la cosa l'aveva un po' romanzata ma non era mica sbagliata l'impostazione. E invece Follini vuole “uscire” da una regola che è, innanzitutto, una regola di democrazia (parlamentare o di altro tipo poco importa) che si esalta in un sistema bipolare maturo (il nostro non lo è, ma che vuol dire? Possiamo farlo maturare o no?). Follini però del bipolarismo se ne fotte:

“Non ho un'idea sacrale di maggioranza e opposizione, non credo esistano due recinti (...)”.

E va ancora più in là, enunciando un corollario semplice semplice: a che serve un Partito democratico in un sistema dove i recinti non ci son più? A nulla. E infatti :

“nei confronti del Pci ci fu attenzione, dialogo, anche un po' di consociativismo, ma la delimitazione non venne mai meno. Ricordo un centrosinistra che non conteneva tutta la sinistra, ed era una cosa diversa dalla destra”.

Quindi: no ad un soggetto unico del centrosinistra, sì al ritorno del trattino, sì ad un'alleanza tra centro e sinistra in chiave anti-estreme, sì all'egemonia democristiana di questo blocco.
E' per questo – non per antipatia nei confronti di Follini – che dico: attenzione!




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24 febbraio 2007


UN ALTRO FOLLINI E' IMPOSSIBILE

Quando stava con Berlusconi diceva che serviva un altro centrodestra, adesso dà la fiducia a Prodi perché serve un altro centrosinistra. Marco Follini è sempre lo stesso.




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23 febbraio 2007


ATTENTIALCANE DETTA LA LINEA

Posto che la crisi è dovuta a manovre centriste e allo sfilacciamento delle estreme (poi magari discutiamo di chi è la colpa vera di entrambe le cose, ma vi do un piccolo suggerimento: Romano Prodi) si deve fare soltanto una cosa: accordo con Forza Italia, se – finalmente – Berlusconi ha il coraggio di prendere una decisione vera per il bene dell’Italia. Se An riesce a tenere a bada gli agit prop e ci sta, benissimo. Perché, vedete, i centristi vogliono di nuovo la Democrazia cristiana e Casini sta gongolando da un paio di giorni; tenete conto che i suoi propositi di “riformare” il bipolarismo sono il cavallo di Troia per affossarlo il bipolarismo. Ma concediamo che persegua veramente l’obiettivo di riformarlo e di voler appropriarsi della rappresentanza della Cdl. Proprio per questo a Forza Italia e An conviene un accordo istituzionale con Ds e Margherita.
Ma andiamo a sinistra: le estreme – adesso – hanno una paura fottuta di rimanere con il cerino in mano e accetterebbero perfino un accordicchio con l’Udc pur di dimostrare che loro hanno senso di responsabilità; anche questo rappresenterebbe – specularmente – la fine della competizione a due (centrodestra vs. centrosinistra), senza la quale mi spiegate il nuovo Partito democratico che nasce a fare? Poi c’è la Margherita. Dal “documento dei 60”, quello che ha preso a schiaffoni i cosiddetti teodem (o cattolici Pepsi) in occasione del ddl sui Dico e che dunque ha testato le intenzioni vere sulla nascita del Pd, sembrerebbe che potrebbero starci.

Cosa deve fare questo Governo di larga intesa? Una legge elettorale che salvi il bipolarismo, il Partito democratico e favorisca la formazione di un forte partito di centrodestra che se la giochi alle prossime Politiche. Questo Governo deve essere un governo politico. Po-li-ti-co. Ogni governo tecnico che dovesse essere proposto puzza di democristianeria e confindustrieria.

p.s. a proposito nessuno si è chiesto come mai poche ore prima che Pininfarina affossasse Prodi, insieme ad Andreotti e ai due rivoluzionari di sinistra, la notizia che le imprese italiane viaggiano col vento in poppa ha praticamente tenuto banco persino a Ballarò? Cosa hanno voluto dirci? Che, nonostante questa classe politica, gli imprenditori hanno saputo rimboccarsi le maniche, ristrutturare dopo il colpo dell’introduzione dell’euro, tornare competitive e tenere alto il nome dell’Italia? Insomma, che dobbiamo dare il potere a qualche professore, tanto la politica - nel migliore dei casi - è ininfluente?




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22 febbraio 2007


MAGISTER STULTORUM

Nella confusione, circolano le voci più strane e incontrollate. Per esempio, che D'Alema non si ricandidi a fare il ministro degli Esteri. Lui sorride: «Non c'è proprio limite alla stupidità umana...»”. Quando Massimo D'Alema ha rilasciato (evidentemente ieri) questa dichiarazione nell'intervista a Repubblica non aveva certamente letto l'editoriale di oggi di Galli della Loggia, nel quale il politologo sembra volerlo spingere più o meno ad un nuovo gran rifiuto. Che D'Alema - stando all'intervista di Repubblica - dunque non farà. Ecco, se non ci fosse la scusante dei tempi, GdL potrebbe essere benissimo un istigatore al superamento di quel limite. O un cattivo maestro, fate voi.

p.s. L'intervista contiene anche questo virgolettato di rara poesia: «Se sto al governo, la politica della testimonianza non mi interessa: a quella ci pensa Franca Rame»




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22 febbraio 2007


RICAMBI



Maurizio Gasparri, dopo essersi prodotto nella giornata di ieri in plurimi gesti dell'ombrello al grido di “Evvai” (Il Foglio), avrebbe signorilmente detto alla responsabile della sala stampa di Palazzo Chigi: “Io sono Gasparri. Lei chi è? Tanto ve ne state andando. Si cerchi un mestiere” (Corriere della sera). Gli episodi - mi si obietterà - in sé non vogliono dire nulla. An ha classe dirigente, ancorché giovane, di provata austerità e stile. Vero, però una cosa sulla Giorgia Meloni lasciatemela dire: ha tutte le le capacità per seguire le orme della Pivetti e ve ne accorgerete.

p.s. non so se è quella della foto perchè mi pare che rida un po' troppo. E comunque che ci fa Lula dietro Gasparri?




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22 febbraio 2007


LA SERIETA' LOGICA DELLO SCIENZIATO POLITICO

Seppur ne capisca il senso, tuttavia mi sfugge la costruzione logica dell’editoriale di Galli della Loggia oggi sul Corriere della Sera. Allora riassumiamo: D’Alema ha fatto un discorso da statista (metà dell'editoriale dice questo), però mica tanto (qualche riga), quindi non può far parte di un eventuale nuovo governo di centrosinistra perché “esiste uno specifico caso D’Alema". Tanto è vero che (conclusione) “una cosa sola pensiamo che l’opinione pubblica possa chiedere in questo momento a Massimo D’Alema: una parola, un gesto, veda lui quale, che comunque non dissipi la lezione di serietà, di impegno e di coerenza che le sue parole hanno offerto al Paese nelle settimane passate”. Una curiosità: l’opinione pubblica sarebbe il Corriere della sera e il gesto un nuovo passo indietro? E' questa la logica dell'editoriale?

p.s. anzi no, non lo spinge ad un nuovo gran rifiuto (sarebbe "maramaldeggiare"), ma a dare prova ("con una parola, un gesto, veda lui quale") che, pur esistendo un caso D'Alema, tuttavia il D'Alema della prima parte dell'editoriale si potrebbe persino accettare in un governo tecnico.




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21 febbraio 2007


INVECE PURE

In attesa di capire come andrà a finire (ma un’idea ce l’ho) vi sottoporrei il seguente dispaccio giornalistico:
15:04 Marini chiude seduta, ma c'è ancora caos
Il presidente del Senato Franco Marini alla fine decide di sospendere la seduta, ma in aula, dopo la bocciatura della mozione di maggioranza sulla politica estera del governo, la confusione regna ancora sovrana. I senatori della Cdl sono ancora in piedi al proprio banco e ora cominciano ad affollare l'emiciclo. Quelli dell'opposizione, invece, restano seduti ai loro banchi con volti stupiti, a commentare l'accaduto.

Mi sa che anche a Repubblica la confusione regna sovrana. O è un messaggio in codice?




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21 febbraio 2007


PUNTI DI VISTA

<B>Turismo,  è "It", il nuovo marchio italiano<br>"Riprenderemo il posto che ci spetta"</B>

La “t” del logo del turismo presentato questa mattina può essere un’orecchia allungata, una scapola allungata o financo un rene allungato, ma io la "forma di penisola" non ce la so vedere. Al limite una clava stortignaccola e bitorzoluta. Di qui - forse  - lo slogan “L’Italia lascia il segno"




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21 febbraio 2007


RIFACCIAMO IL REFERENDUM SUL DIVORZIO

Per una strana pulsione all’intelligenza col nemico vorrei segnalare questa notizia: a Genova un bambino di 4 anni, figlio di genitori separati, ha preso il bus, è andato nel negozio del papà e gli ha detto di tornare con la mamma perché “sto benissimo con la mamma, ma voglio tutti e due”.
Fossi in Luca Volontè aprirei un altro fronte di lotta dura.




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20 febbraio 2007


FAREMO GLI OCCHIALI COSI'



La foto è presa dal Borgo che aveva notato la presenza della ragazza alle spalle di Maroni già qualche mese fa. Stasera Bobo è di nuovo a Ballarò e dietro c'è ancora lei. Stai a vedere che è quella che gli ha scelto gli occhiali.

p.s. A dire la verità è un pezzo che Maroni sta nei magazine e un po' dappertutto. La ragazza mi sa che è brava, allora.




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20 febbraio 2007


SEDERE / 2

Cosa stavamo dicendo su D'Alema?




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20 febbraio 2007


SEDERE

Questa cosa di Massimo D’Alema, che L’Unità oggi riprende, contiene diversi passaggi che vale la pena leggere. Compreso questo semplice concetto:

“Difendere all’interno le proprie scelte di politica estera diventa, quindi, per i singoli governi, una condizione chiave per la propria stabilità. D’altra parte, solo quando credibilità interna e credibilità internazionale di un’azione di governo si combinano, la politica estera poggia su basi solide”.

Per me D’Alema il cerchio lo chiude. Se non ci riuscisse ha già detto che si dimetterà. Poi magari saremo smentiti su tutta la linea, ma la differenza di impostazione con quelli che non sfilano però avrebbero voluto farlo però non l’hanno fatto perché sennò sarebbero dovuti scendere dalla sedia è evidente. O no?




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20 febbraio 2007


IL SILENZIO E' ROTTO DAGLI SPARI TUOI

Paolo Ferrero: “Non si possono avere due parti in commedia. E, presentandomi lì, avrei mancato di rispetto al movimento (...) I manifestanti sfilavano contro un provvedimento del governo, no? Beh, come crede si sarebbero sentiti, ritrovandosi con un ministro che gli camminava accanto?”.

A parte il fatto che è sempre buona norma diffidare di chi parla con sostantivi tipo storia, gente, movimento, non crede il ministro Ferrero che dovrebbe rispetto anche a chi sopporta che un pesce in barile resti ministro? Perché un ministro non sfila contro se stesso, è vero, ma non rilascia neanche interviste così. A meno che, per una questione di rispetto suo e nostro, non si dimetta.




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19 febbraio 2007


IL MOVIOLONE

L'iniziativa di questi signori è benemerita, ma secondo voi è legittimo, nella giornata della lentezza, lanciare uno slowvaffa a chi indugia troppo al semaforo? Indugiando sul labiale, diciamo.




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19 febbraio 2007


“POSSEDEVO UNA SPRANGA, UN CAPPELLO E UNA FIONDA” / 3

E’ uscito Left Wing con un editoriale perfetto sulla “generazione di sovversivi figli di papà” da interdire da ogni ruolo pubblico.




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19 febbraio 2007


RAMAMENTE / 2


Sulla Franca Rame avevamo già detto qualcosa. Adesso aggiungiamo che - al netto delle dentiere di Parisi, del marito e sue - quando una si mette a parlare col televisore è un brutto segno.




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17 febbraio 2007


CUI GRILLEST?

Beppe Grillo: “E' matematico, è stato costruito tutto perfettamente, perché ci siano incidenti. Il casino alla fine ci sarà”. Ora il fatto che a Vicenza non sia successo nulla di grave dimostra due cose: che bisognerebbe studiare il tempismo della Bocassini e che Beppe Grillo è un minchione di vaglia.




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17 febbraio 2007


NOI CON LE MANI SPORCHE DI GRASSO

«L'epiteto di “sfasciafamiglie” rivolto dall'onorevole Luxuria all'onorevole Carfagna appartiene a un repertorio antico e piuttosto bacchettone. E' un giudizio da vecchia zia timorata che francamente non era lecito aspettarsi da Luxuria. (...) “sfasciafamiglie” è un termine che descrive una concezione quasi episcopale della morale coniugale, e rimanda al proverbiale mobbing delle “comari” di De Andrè contro Bocca di Rosa, “quella schifosa”. A meno che Luxuria abbia voluto astutamente far capire a Carfagna quanto è sgradevole essere presi di mira dal moralismo facilone, e dai luoghi comuni, indirizzandole a sua volta un'accusa tra le più bigotte. Operazione comunque troppo raffinata, e difficile da decifrare per noi gente del popolo...».

L'Amaca di oggi di Michele Serra è perfetta, se non fosse per la prima persona plurale affiancata a “gente del popolo” che onestamente ci pare, se non snob, un po' fortina.




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