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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


29 giugno 2007


DICIAMO



Noi qua si va a Gallipoli per qualche tempo. Tra bagni, gare di biglie e cose così mi sa che ci si sentirà piuttosto saltuariamente.




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29 giugno 2007


L’ALTRO CORONA

Da qualche mese sono piuttosto attratto dalle cose delle tre Venezie. Credo sia cominciato con la lettura dei libri di Mauro Corona. Forse. Comunque oggi le “Occhiaie di riguardo” di Toni Capuozzo sul Foglio parlano, tra le altre cose, proprio di Corona. Ecco, dopo aver letto Aspro e dolce, definire la Valcellina un “Pian della Tortilla” e lui, Corona, “un anarchico conservatore” trovo che sia una cosa che rende molto bene l’idea.


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28 giugno 2007


LINGOTTO 4 – Aspettando la verticalizzazione definitiva



Da quel poco che ho letto finora (il discorso di Veltroni non l’ho colpevolmente ascoltato), c’era poco di diverso da aspettarsi e – forse – poco di diverso da dire. La tattica dà l'idea di essere sempre quella (ma io sono piuttosto prevenuto si sa): muoversi per lineee orizzontali, un po' come la nazionale portoghese con tanto possesso palla e poca incisività. E, visto il contesto (necessità di tenere su Prodi), non è affatto sbagliata. Solo che stavolta Veltroni ha dato l'impressione di essere in grado anche di poter andare in rete senza tanti fraseggi. Quindi aspetto che qualcosa di diabolico (dividere il grano del riformismo vero dal loglio di Pecoraro-Diliberto-Bertinotti-Jovanotti) si faccia e si dica - veramente e definitivamente - di qui in avanti. Cioè una di quelle belle verticalizzazioni che mettono la punta sola davanti al portiere. Noi rimaniamo sugli spalti ad aspettare. Con la speranza che il mister abbia azzeccato a mandarlo in campo.


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27 giugno 2007


LINGOTTO 3 – Diavolo d’una sinistra

Massimo Adinolfi spiega sul Mattino come Walter Veltroni, amante dei simboli, sia atteso “alla prova dei fatti (…) che è la prova alla quale meno volentieri gli innamorati dei simboli si sottopongono”.
Per parte mia, temo che Veltroni sia troppo simbolico (simbolo in greco vuol dire “tenere insieme”) e che ci sia bisogno invece – tanto per dirla ancora etimologicamente – di una sinistra capace di essere finalmente diabolica.


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27 giugno 2007


MA CHE TE RIDI?

Vabbè che Fiorello è Fiorello, ma onestamente non capisco cosa ci sia di così irresistibile nell’ultimo spot pubblicitario in cui dice a Marco Baldini “è una palla” e gli lancia una palla gonfiabile da spiaggia. In studio ridono tutti e ride di gusto anche Baldini, ma questo è un po' più normale.


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27 giugno 2007


LINGOTTO 2 – “Chi ha più filo da tessere tesserà”

Massimo Giannini su Repubblica.

Se invece si valuta la visione politica, il dalemismo è più attuale che mai. Ci sono intuizioni che restano. Le regole della Bicamerale, dal premier eletto dal popolo al doppio turno alla francese alla riduzione dei parlamentari, sono oggi il cardine intorno al quale ruota il dibattito sulle riforme. Il discorso di Gargonza, la necessità di sfondare al centro e andare "oltre la sinistra" e il suo vecchio insediamento sociale, sono oggi il cuore della disputa sul riformismo. La sfida alla sinistra radicale e sindacale, dalla riscrittura del Welfare all'opportunità di non giocare solo in difesa la partita dei diritti agitando il contratto di lavoro davanti alle fabbriche (come disse a Cofferati al congresso dell'Eur del '97) resta oggi il tema-chiave del confronto sulla modernizzazione del Paese. Lo stesso progetto del Partito democratico, nato 5 anni fa da un faccia a faccia con Prodi, resta oggi l'unica speranza per un centrosinistra maggioritario, che aspira a riunire la cultura laica e cattolica dopo il crollo di tutti i Muri. (…)
Ora il sindaco è in campo. Deve metterci la faccia, e rischiare in prima persona. Deve spiegare agli italiani cosa pensa dello scalone previdenziale e delle liberalizzazioni, dell'Afghanistan e della laicità dello Stato. Intanto il Pd può finalmente nascere. E poi, come si diceva una volta, "chi ha più filo da tessere tesserà".


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27 giugno 2007


LINGOTTO 1 - Panini-Africa-oratori

Degli articoli di ieri del Foglio su Veltroni ho notato anche io – come Wittgenstein – questo passaggio di Christian Rocca. E sono rimasto molto sorpreso di essere (ancora una volta) d’accordo con Salvati e con Campi (che non è propriamente uno di sinistra).

Michele Salvati: “… non ricordo in maniera precisa quale sia la sua (di Veltroni. Ndr) posizione sui temi del riformismo in economia. Guardo con grande simpatia la sua attenzione per i Democrats americani, ma se so esattamente cosa pensano Pierluigi Bersani ed Enrico Letta, di Veltroni non saprei cosa dire riguardo alle sue idee in tema di politiche sociali ed economiche”.

Alessandro Campi: “… scavando un poco nel pantheon canonico veltroniano – il cinema delle sale parrocchiali, le figurine Panini, l’Africa delle missioni, don Milani, JFK, i campetti di calcio negli oratori – si scopre anche quanto esso sia vagamente obsoleto (…) Chissà se è davvero di uno come Veltroni che la sinistra ha bisogno per darsi quel profilo riformatore e modernizzatore che tanti inutilmente invocano da anni”.


26 giugno 2007


PRESENTE!

Per Roberto Weber, Walter Veltroni domani al Lingotto parlerà al presente. E non perché sia un agostiniano, ma “in singolare sintonia (…) forse con l’intero paese”.


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26 giugno 2007


ASPETTANDO LA LINEA



Scrive il tal Marco Greco al Foglio:

«What I care about. Un ventennio fa Ferretti cantava “… e voi cosa volete? Di che cosa vi fate, qual è la vostra pena, qual è il vostro problema…”. Chissà se Walter Veltroni l’ha mai sentita». 

E Giuliano Ferrara risponde:

«Ferretti è tra l’altro, e da sempre, un genio politico. Un poeta politico».

Come diceva Bruno Pizzul, tutto molto bello. Però proporrei di andare oltre, sempre sotto l’egida di Ferretti. Uno che, come si diceva qui, si espone sempre in prima persona, anche a rischio di prendere le musate. Uno “fedele alla linea anche quando non c’è”, a differenza di tanti che la linea la dettano ma pretendono soltanto la fedeltà altrui.
Ne riparliamo mercoledì sera ok?


26 giugno 2007


SI FA PRESTO A DIRE FRANGETTA

Posso dire una cosa? Frangetta non è nulla se confrontata con la produzione di questi prolifici qua.


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25 giugno 2007


ROMA-ROMÁNIA-ITALIA

Oggi e domani Veltroni è a Bucarest.  Nulla è lasciato al caso in questo crescendo rossiniano.


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25 giugno 2007


CREARE L’EVENTO

Gli italiani preferiscono il teatro allo sport. Sta scritto nel Rapporto Federculture riportato da Repubblica che afferma, tra l’altro: “Si registra così, nell'anno dei Mondiali, un sorpasso di Shakespeare su Cannavaro”. Personalmente sono piuttosto guardingo nei confronti di rapporti, studi, ricerche eccetera, perché qualche volta (qualche volta) fanno parte di una strategia per promuovere eventi catartici. Tipo, chessò, un Amleto recitato da Marco Materazzi o una partita di beneficenza comparse vs riserve arbitrata da Giorgio Albertazzi.




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25 giugno 2007


PICCOLI NO GLOBAL

Siamo davanti allo specchio – io e il quattrenne – a ultimare l’operazione lavaggio denti prima di accompagnarlo all’asilo.

- Dài, fatti lavare i dentini senza capricci ché il papà deve andare al lavoro
- Io lo so perché lavori
- Perché lavoro?
- … per comprare tante cose (sguardo – attraverso lo specchio – dritto ed accusatorio)


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25 giugno 2007


HASTA SIEMPRE

Il direttore è tornato.

“Sin dall’inizio, cioè dall’estate del 2003, ovunque mi è capitato di parlare o di scrivere ho sostenuto la prospettiva del Partito democratico, perché convinto della necessità di un partito riformista (non di un partito che ‘coniugasse’ radicalità e riformismo) anche come via per ricostruire una politica, per quanto possibile, autonoma dai condizionamenti di altre forze (per dirla con una battuta: grandi giornali, grandi procure e grande capitale). L’unanime acclamazione di Walter Veltroni, insomma, non era esattamente quello che intendevo. E così, tanto per cominciare e tanto per fare qualcosa, ho deciso di riaprire questo blog”


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22 giugno 2007


AI MILLE

Per il Borgo questi stanno per aprire una trattoria


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22 giugno 2007


COLORE STUPORE

Passaggio di un boxino di colore ieri sul Corriere della Sera (argomento: Lapo Elkann che vuole vendere i suoi occhiali sulla spiaggia): “Il carretto passava e Lapo gridava gelati! (…) Carretti dal designer sofisticato che porteranno là dove picchia il sole…”.
Non gli converrebbe gridare occhiali, invece che gelati? Ma – soprattutto – Lapo mette un tipo creativo sul carretto? In quel caso non era meglio scrivere, dal punto di vista del colore: “carretti con sopra un designer sofisticato”?


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20 giugno 2007


DIEGO ARMANDO CASSANO

Ammettiamo che il sogno di Tantorumorepernulla si avveri. Beh, Cassano dalla Nazionale non lo schioda più nessuno. Ho detto.


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20 giugno 2007


ANCORA SUL RAPPORTO DI AMORE-ODIO TRA FERRARA E D’ALEMA

Giuliano Ferrara dopo aver ricordato ieri i tanti errori di D’Alema (però resta “uno in gamba”) oggi gli dice che non è serio improvvisarsi imprenditori liberali. E’ vero. Non è serio (anzi è un errore, guardaunpo') pensare che in Italia gli imprenditori siano liberali e – dunque – inseguire un'illusione.


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20 giugno 2007


GLI ERRORI DI D’ALEMA

Allora. C’è questa storia che Massimo D’Alema non ne abbia imbroccata una. E che – quindi – dov’è tutta ‘sta intelligenza? A questo proposito Wittgenstein riporta un virgolettato del direttore del Foglio (è una cosa di ieri, ma noi si arriva quando si può) in cui gli si addebita il fallimento della politica estera, della presidenza del Consiglio del ’99, della Bicamerale, del comunismo (sic) e di alcune altre cose.
Ora, sulla politica estera attuale direi di sospendere il giudizio (per ora), sul fallimento del comunismo non saprei (non pare a Ferrara di star un po’ sopravvalutando il vicepremier? No, dico: fallimentodelcomunismo). Quanto alla Bicamerale direi che il disegno era (ed è) giusto: certo che è fallito, ma casomai per la poca intelligenza altrui. L’unica cosa (forse) da addebitargli è il governo del ’99: in quel caso D’Alema non l’ha imbroccata innanzitutto ai danni di se stesso, bruciandosi per i secoli dei secoli. Diciamo che D’Alema – allora – fu molto meno machiavellico del Veltroni di adesso che per scendere in campo vorrebbe i paggetti e un contratto con clausole antitrombaggio blindate.
Secondo il nostro modesto parere l’unico, grave, irrimediabile errore è stato commesso quando non ha spinto abbastanza per un accordo all’interno dei Ds che scongiurasse la candidatura di Romano Prodi alle ultime politiche. Scelta nefasta di cui la sinistra pagherà le conseguenze per molto moltissimo tempo.


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19 giugno 2007


A CORNUTOOO!

La Chiesa Cattolica interviene sui “peccati al volante”: no a “mancanza di cortesia, gestacci, violazioni deliberate del codice della strada". Scusi Santità, e se Lucifero mi fa un pericoloso attraversamento a raso così, solo per il gusto della provocazione?


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19 giugno 2007


UN PARTITO DEMOCRATICO CIVILE

"Veltroni, che, di fronte alle decisione del comitato dei 45, a quanto riferito da più fonti, ha osservato: «Bisogna trovare il modo di non avere una verticalizzazione di proposte di Ds e Margherita» ma, ha osservato, sarebbe meglio arrivare ad una serie di liste che «mescolino» esponenti della Quercia, dei Dl e della società civile, altrimenti «la società civile non verrà a votare»". (Corriere.it).

Mi sfugge qualcosa. Ammesso che la soluzione trovata ieri sia quella che ci porterà all’elezione dell’assemblea costituente e del leader del Pd (è un buon compromesso, come avevamo detto qui), ma come diavolo si forma un progetto politico e una guida se non dal confronto? E siccome stiamo parlando di lotta politica e non di amici che vanno insieme al cinema, ritiene il sindaco di Roma che la società civile possa trarre giovamento dalla “mescolanza” – che sa tanto di democristianeria – e non da un confronto vero? E poi scusate, ma non ci sono in giro centinaia e centinaia di cittadini civilissimi disponibili a presentare proprie liste e quindi a partecipare? Poi può essere che coloro che si candidano a rappresentare la società civile non siano poi così rappresentativi di quella società. Ma questo è un altro discorso. E - comunque - come lo vuoi capire se non con il voto? Altro quesito buttato lì: non può essere che pezzi di società civile siano disposti a votare - poniamo - Bersani senza essere additati come incivili?


18 giugno 2007


COMICI

Sempre a proposito di Ricucci-comico (secondo Rovati), io una letta all’ intervista di oggi su Repubblica la darei perché ci sono scritte cose mica tanto comiche. E comunque, visto che stiamo parlando di comici, vorrei sottoporvi un paio di virgolettati. Il primo è tratto dall’intervista di cui sopra, il secondo è una dichiarazione di Marco Follini (che Rep a pag. 2 chiama Massimo):

1) Casini ha detto che non l'ha mai conosciuta né ha mai parlato con lei. E' sembrato molto irritato, ha preso le distanze.
"E' vero che non ci siamo mai conosciuti. Ha ragione. Non ho mai avuto nessun interesse a conoscerlo".

2) “lo conosco abbastanza bene da escludere nettamente che abbia giocato un ruolo in queste vicende. Il ritratto che ne fa Ricucci è decisamente inverosimile”

Casini non contava nulla e Ricucci non perde tempo a parlarci. Casini burattinaio? Ah-ah-ah!


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18 giugno 2007


IL CORAGGIO DI WALTER E I GIOCONDI DI SINISTRA

“Che sia l’assemblea costituente ad eleggere il segretario e, contestualmente, a indicare il proprio candidato premier da sottoporre alle primarie, che si terrebbero una volta consumata l’esperienza del governo Prodi. (…) Perché non siamo in un sistema bipartitico, ma in uno che prevede le coalizioni. Anche Prodi fu scelto dall’Ulivo come candidato, e in seguito si confrontò con candidati di altre forze, che non credo sarebbero contente se il leader fosse anche il segretario del Pd. Serve insomma qualcuno che non rappresenti solo il Pd, ma sappia andare oltre”.

Goffredo Bettini esplicita la strategia di Walter Veltroni:
1)
il leader si elegge quando il governo Prodi non c’è più
2)
lo sceglie l’assemblea costituente
3)
le primarie si fanno tra un candidato unico del Pd e una serie di figuranti.

A questo punto, se le primarie saranno finte come quelle che incoronarono Prodi, diventa fondamentale presentare liste veramente contrapposte per eleggere l’assemblea costituente. Non so voi, ma io da elettore di sinistra voglio sapere quanto pesa Veltroni, quanto pesa D’Alema, quanto pesano tutti gli altri. Sennò va a finire che Veltroni diventa candidato premier senza mai essere sceso veramente in campo. Per un leader non mi sembra il massimo e soprattutto... ma che c'abbiamo scritto Giocondo in fronte?


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18 giugno 2007


AL POSTO DEL TRIANGOLO

La nuova 500 è carina. Mi chiedevo però se nel portabagagli Montezemolo ci sta.


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18 giugno 2007


FAJELO VEDE' FAJELO TOCCA'



Angelo Rovati
dice alcune cose condivisibili riguardo ai “grandi imprenditori” e ai “cultori del libero mercato”, però fa un po’ troppo il nobilastro de noantri quando parla di Stefano Ricucci, e soprattutto quando riferisce cose dette dall'immobiliarista (io sono "uno che se tromba 'a Falchi tutte le sere"). Insomma non esattamente un signore nato, anche perché, se proprio vogliamo metterla sul blasone, non dimentichiamoci che lui – prima – faceva il giocatore dell’Oransoda.

“Una persona simpatica, divertente, che però lasciava il tempo che trovava. Un talento comico naturale. (…) Sono contento di aver salvaguardato Prodi. Ricucci non gliel’abbiamo mai fatto vedere


15 giugno 2007


"EVITARE CHE IL PD SIA LA DEPENDANCE DI UN GOVERNO IN CRISI"

Nel suo intervento al Comitato politico Ds Gianni Cuperlo dice alcune cose su governo Prodi, credibilità della politica, Costituente eccetera

“Per cui è probabile che alcune scelte simboliche (soprattutto nell’ambito delle istituzioni), insieme a una diversa organizzazione e selezione della spesa darebbero chiaramente il senso di una svolta. Questo però lo sappiamo. Ed è in fondo la parte più semplice dell’analisi e della strategia. Il punto, è se il Governo ha la forza per farlo


15 giugno 2007


DOMANDE

Ieri sera, ospite ad "Anno Zero", l’ex ministro Castelli ha detto che la Lega avrebbe visto di buon occhio la formazione di una grande banca del nord. Qualcuno in studio ha osservato che beh allora, anche la Lega è come i Ds: tifa per una parte. Castelli ha risposto beffardo: sì, ma noi non siamo stati intercettati. Gli avrebbero dovuto far notare che il problema è tutto lì. Di più: mettiamo che un esponente della Lega (o Prodi in occasione di un’altra importante operazione recentemente andata in porto) fosse stato intercettato, ritiene Castelli (o Prodi) che le trascrizioni sarebbero state pubblicate sul Corriere della sera?


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15 giugno 2007


FIATI

E badate che non lo dico perché è nato a Perugia, ma Enrico Vaime – che considero un’intelligenza pura, sia chiaro – nella sua striscia mattutina “Traffico & Traffici” su La7 mi sembra oltremodo trombone.

p.s. che poi anche quel titolo! Troppo simile a “Dj & Ds”


14 giugno 2007


PER TUTTI O PER NESSUNO

Qui sotto un passaggio della lettera (da leggere tutta) che Francesco Cossiga scrive al Riformista.

“Non riuscivo a comprendere perché una società di cooperatori non potesse controllare con i suoi soldi una banca, mentre manager e professori d’università sì, anche senza metterci soldi. E non riesco a comprendere perché si sia potuta sollevare una questione morale nei confronti di dirigenti di un partito che era l’erede del Partito Comunista, il partito dei lavoratori e delle cooperative, e non la si sia sollevata per una megafusione bancaria appoggiata da un presidente del Consiglio e da un partito della coalizione perché la politica deve stare fuori dall’economia per tutti o per nessuno”.


14 giugno 2007


UNO NON PRETENDE CHE PRODI IMBRACCI LO STEN, PERO'...

Onestamente non mi sorprendo della freddezza di Prodi nell’intervenire in soccorso dei Ds. Freddezza peraltro verificatasi già quell’altra volta.


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