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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


31 luglio 2007


BUCHI

L’uscita di Lorenzo Cesa ci era sembrata da subito piuttosto comica. Ma cosa intendeva dire precisamente Silvana Mura (Idv) dichiarando arcigna: “La teoria di Lorenzo Cesa è davvero strampalata. La toppa mi sembra peggiore del buco”?


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31 luglio 2007


IL GENIO

Al direttore - Mignotte a volontè.
(Maurizio Crippa)


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31 luglio 2007


IL BACIO DEL TAMARRO

Nella spiaggia salentina dove sono stato fino all’altro giorno facendo cose piuttosto rilassanti e ricche di fascino ogni tanto veniva una coppia di assoluti tamarri. Lui una specie di Corona con cappellino dalla visiera a tettoia ricurva, occhiale da sole dalla lente sfumata, slippini (ne avrà avuti almeno una decina) con elastico alto in vita e pieni di scritte e sigle. Lei perfetta, capello sempre in piega, pareo in tono col rossetto, mai una volta che l’abbia vista con un panino in mano o un piattino di insalata di riso portata da casa (tutti – anche i due bambini che avevano con sé – si cibavano di gelati e di cipster). Insomma, arrivavano, si toglievano la maglietta e i calzoncini e se ne stavano i piccoli (che erano piuttosto simpatici, in verità) a giocare sotto l’ombrellone, i genitori sulla battigia a improvvisare scene da Isola dei Famosi con lui in ginocchio davanti a lei nell’atto – lentissimo – di bagnarle le gambe, lei che guardava all’orizzonte il faro di Gallipoli e gli parlava (al marito, non al faro) con un’evidente impostazione televisiva.
Una mattina, mentre stavo trascinando un amico di mio figlio per le gambe – il sedere ben piantato sulla sabbia sennò la pista per le biglie con tutte le sue belle curve paraboliche te la scordi – mi giro verso la passerella che conduce al baretto e lì, in mezzo a bambini coi secchielli e ad anziani avvocati inguainati in costumi ascellari, c’erano loro, i tamarri, che si baciavano con una passione troppo ostentata per essere vera. Si esibivano. Ah sì: lui stava in posizione tipo culturista, pancia in dentro e deltoide in mostra.
A loro pensavo quando è venuta fuori tutta ‘sta roba del bacio al Colosseo tra omosessuali. Io avrei portato in galera anche il Corona salentino e la moglie.




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30 luglio 2007


MARCO SE N’E’ ANDATO E NON RITORNA PIU’

Secondo quanto riporta il corriere.it, Lorenzo Cesa - su questa storia boccaccesca del deputato dell'Udc Cosimo Mele - “sottolinea anche il «problema» dei parlamentari che vivono a Roma da fuori sede, «e fuori dalla loro città hanno una vita abbastanza dura». Lo dice riferendosi anche alla sua vita pubblica: «Quando ero eurodeputato, stavo da solo tutta la settimana e la solitudine è una cosa molto seria». Per questo, ripete più volte, «la vita del parlamentare è molto dura» e bisognerebbe pensare, propone, all'ipotesi di un ricongiungimento familiare”.

n.b. non fa sorridere il comportamento del deputato (libero di fare tutto ciò che ritiene), ma la dichiarazione del segretario.


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30 luglio 2007


VELTRONI COME TOTTI

Goffredo Bettini ha detto che Walter Veltroni ha accettato la candidatura alla guida del Partito democratico soltanto "per dare una mano" e che "le primarie non lo assillano più di tanto perché fa il lavoro più bello del mondo, il sindaco di Roma".
Un po’ come Totti che preferisce la finale di Coppa Italia a quella del Campionato del mondo.


27 luglio 2007


INFORMAZIONE DI SERVIZIO

E’ tornato un rinnovato Left Wing.


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26 luglio 2007


DI PANNELLA, OSTELLINO E LA DEMOCRAZIA

Leggendo l’editoriale di Piero Ostellino oggi sul Corriere della sera, editoriale in cui se la prende con l’Ufficio di presidenza del costituendo Pd, reo di non aver accettato la candidatura di Marco Pannella per le primarie del prossimo autunno, mi sono convinto che la questione si può affrontare in due modi: strumentale o sostanziale.
Dal punto di vista di Pannella la candidatura è evidentemente strumentale: serve a stare nelle pagine estive dei giornali. Dal punto di vista dell’Unione forse (forse) converrebbe accettarla, la candidatura, poiché – sempre strumentalmente parlando – non ci si può lasciar sfuggire l’occasione mediatica di diffondere l’immagine ye-ye di un partito aperto.
Ma questo primo modo di affrontare la faccenda non mi interessa qui. Mi interessa piuttosto la questione politica. Cioè la sostanza. Ed è proprio la questione politica che pare stare a cuore a Piero Ostellino che imputa all’Ufficio di presidenza di aver affermato che Pannella è “persona notoriamente appartenente a forze politiche o a ispirazioni ideali non riconducibili all’Ulivo-Partito democratico”. Dirò subito che l’idea di libertà è un’idea di sinistra e – quindi – da questo punto di vista l’ispirazione ideale di Pannella è di sinistra. Sbaglia dunque l’Ufficio di presidenza. Però sbaglia anche Ostellino nel ritenere che, siccome Pannella non viene accettato, allora tutto il Pd non accetta i principi liberali. E chi l’ha detto? Che tipo di logica sarebbe questa?
Altra cosa è dire: visto che sei di un altro partito non puoi presentarti nel nostro, a patto che prima te ne vada da quell’altro e lo dichiari pubblicamente. In questo non ci trovo nulla di antidemocratico. Sennò, scusate, ma domani Bertinotti dichiara all’Ansa che vuole presentarsi pure lui e che facciamo? Dice: e perché non ha già partecipato Bertinotti alle primarie? Certo che sì, ma erano primarie un po’ diverse: lì si eleggeva il leader che l’Unione voleva come presidente del Consiglio, qua si elegge il capo di un partito.
Più delicata è la questione della “sovranità degli elettori” che Ostellino affronta nella seconda parte dell’editoriale, contrapponendola alla cieca e bieca gestione del potere da parte degli apparati di partito. Sul modello delle primarie americane – dice – è l’elettore che decide e a quell’elettore non può essere impedito di poter scegliere Pannella. Se è per questo – paradossalmente – visto che anche Casini si professa liberale, allora se lo chiedesse potrebbe anch’egli concorrere per la carica di segretario del Pd. Potrebbe infatti esserci un potenziale elettore del Pd, anche uno soltanto, uno che non si sente rappresentato da Rosy Bindi ma che vuole però rimanere nello schieramento di centrosinistra, che lo vedrebbe bene, Casini, come capo di una sinistra cattolicamente ispirata. E che volete reprimere la sovranità di quell’elettore?


26 luglio 2007


MIGLIAVACCATA

Su Pannella candidato alle primarie del Pd l’osservazione definitiva è di Gianni Cuperlo.


26 luglio 2007


POSSIBILI BISOGNI

Questo, signori, è l’attacco del pezzo di Michele Salvati oggi sul Corriere della sera.

“Credo che bisogni tener distinto, per quanto è possibile, il giudizio sulle riforme di cui il Paese ha bisogno dalla valutazione di quanto è possibile fare, date le circostanze politiche”.


26 luglio 2007


GLI IRRESISTIBILI



Nei giornali ha sempre di più preso piede il gusto della battuta folgorante, dell’aforisma, delle dieci righe sapide, eccetera. Anche il Corriere della sera ne mette in pagina alcune: il “qui Lina” (di Lina Sotis), il “Calendario” (di Ernesto Galli della Loggia) e il “Passaggi” (di Beppe Severgnini).
Oggi Severgnini scrive: “Un piromane su tre è pensionato. Un motivo in più per mantenere lo «scalone»”.
Sagomaccia d’un Severgnini.


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25 luglio 2007


CIMENTI

Ieri Veltroni diceva che senza governi forti non si dà democrazia e poi giù, tutta una serie di proposte di riforme istituzionali. E oggi Tremonti dice: “il potere dei governi deve crescere proprio per conservare la democrazia con risposte più efficaci alla domanda che viene dai popoli”. Poi nell’intervista che l’ex ministro dell’economia rilascia al Corriere della sera ci sono - a dispetto di titolo, occhiello e sottotitolo - altri svariati richiami alla necessità della collaborazione tra destra e sinistra, che in materia elettorale ho sempre visto come la soluzione (accordo tra Fi, An e Pd). 
Una proposta semplice semplice, però: se Forza Italia vuole la Bicamerale, stavolta non si potrebbe farla presiedere al sindaco di Roma?


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25 luglio 2007


STRATEGIA COMUNICATIVA PER GIORNALI ESTIVI

In questo editoriale del Riformista si chiede giustamente a Marco Pannella come mai vuole candidarsi alla guida di un partito – il democratico – con la stessa “motivazione che aveva animato un precedente progetto di segno opposto”, e cioè l’alleanza elettorale coi socialisti alle ultime politiche? O il Pd è nel frattempo diventato una cosa bellissima agli occhi di Pannella oppure, più semplicemente, è estate.


25 luglio 2007


ARGOMENTI

Qua – lo sapete – non si difende Veltroni, però non ci si può opporre alla proposta di far votare i 16enni alle amministrative con argomenti che non sono argomenti. Oggi nei “Consigli per W” sulla prima del Foglio si dice: ma che siamo impazziti? Volete far votare anche i bulletti, i torturatori di handicappati, i canzonatori dei compagni di scuola gay, i consumatori precoci di superalcolici, eccetera?
Scusate, ma se a 18 anni continuano a fare quelle cose lì, che facciamo? Togliamo loro il diritto di voto?
Poi – in chiusura – Il Foglio cerca di salvarsi in corner: non tutti i 16enni sono così, ma soltanto quelli “finora raffigurati dai giornali sinceramente democratici e veltroniani”.
Ma che c'entrano i giornali veltroniani?

p.s. per quanto ci riguarda, i 16enni vanno aiutati con vere cose di sinistra.


24 luglio 2007


CORAGGIO, ANCORA UN PO’

Così, a naso, nella cosa che Walter Veltroni scrive al Corriere per tirare giù i dieci comandamenti del Pd, c’è abbastanza polpa. Tenendo conto dell’uomo, si capisce. Però, se togliamo il richiamo alla necessità che la Finanziaria sia approvata con voto unico della Camera nel testo predisposto dalla Commissione bilancio, le questioni economiche mancano. Forse non è il momento (quando lo sarà?) ma su temi come il lavoro, l’energia, le liberalizzazioni, le pensioni poco si dice. Fossi un sedicenne, baratterei volentieri la proposta di diritto di voto alle amministrative, che Veltroni mi fa valorizzando il mio “apporto di freschezza e di entusiasmo”, con due o tre cose che siano veramente di sinistra: rimettere a posto la scuola, livellare fin dove è possibile le opportunità di partenza (poi liberi tutti e vinca il migliore) e avere un po’ di coraggio sulle pensioni.
Intendiamoci, l'impianto dell'intervento è il seguente: visti i processi globali c'è bisogno di un rafforzamento della democrazia e la democrazia si ha con un governo forte che sia messo in grado governare. E il governo forte lo si ha mettendo mano a riforme istituzionali. Poi è molto più probabile che arrivino le riforme economiche, tipiche di un paese normale. Quindi conviene aspettare ancora. Ma ho come la sensazione che queste cose le abbia dette qualcun altro un po' di tempo fa con la differenza che le cose - diciamo - "polpose" quell'altro le aveva pure proposte. Lasciamo stare i perchè e i percome poi non fu possibile realizzarle. E magari chiediamolo anche a Veltroni.


23 luglio 2007


GRAN SASSO

 

Che poi – sulla via del rientro – c’è stato tempo anche di fare qualche altra cosa di assoluto rilievo.




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