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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


31 dicembre 2009


ADESSO SPERIAMO NEL 2010

Quasi a sancire la straordinarietà del 2009, il postino oggi - 31 dicembre - ci ha consegnato la cosa che vedete in foto, protamente adagiata sul bigliardino di famiglia per le foto di rito   


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31 dicembre 2009


ALTRO CHE LEVA GIUDIZIARIA!

Maurizio Sacconi rilascia un'intervista al Corriere della sera con l'apprezzabile tentativo di tendere la mano all'opposizione in vista della meravigliosa stagione delle riforme condivise e dell'amore planetario che ci attende non appena scoccherà la mezzanotte di San Silvestro. Però a ben vedere lo schema è sempre lo stesso: intanto riformiamo la giustizia, poi il resto verrà da solo. Perché prima bisogna “mettere in sicurezza le istituzioni democraticamente elette”.
Anche quando Enrico Marro gli domanda di economia, la lingua di Sacconi torna a battere sempre lì. Consigliando pelosamente il Pd di dimostrare sul serio di avere un'autentica radice popolare – e quindi di avere le carte in regola per fare riforme economiche condivise dall'elettorato “centrale” - dice che questo si fa “a partire dalla tutela delle istituzioni democratiche dall'uso improprio della leva giudiziaria”.
Ho come la sensazione che se i giudici fossero eletti dal popolo e continuassero ad essere, nel giudizio di Sacconi, ancora troppo vicini alla sinistra, allora l'emergenza democratica sarebbe quella di salvaguardare le istituzioni politiche (“democraticamente elette” così come “democraticamente eletti” sarebbero i giudici) dalla deriva populista. Insomma, in quel caso (di scuola, in Italia), ci sarebbe uno scenario tale per cui una volontà popolare conterebbe più di un'altra. Un bel casino, ma tant'è.
C'è però un passaggio significativo nell'intervista, che vorrei sottolineare e che probabilmente è la risposta più adeguata alla domanda di Enrico Marro sulle possibili intese economiche tra destar e sinistra. Tirando ancora una volta la giacchetta di Bersani – che vuole “ridare natura popolare al Partito Democratico” (virgolettato di Sacconi, non di Bersani) – il ministro lo mette in guardia dal seguire le “ciniche ed egoiste borghesie improduttive”. Ammesso che l'economista Sacconi si riferisse al ceto medio delle professioni, ai dirigenti e funzionari pubblici, ai professori ideologizzati di sinistra, insomma a questa genia di nullafacenti e cincischioni, è proprio qui che il politico Sacconi si sbaglia: l'unica cinica borghesia improduttiva in Italia è quella che per anni è vissuta sulle spalle dello Stato facendo finta di produrre. Ecco, se si riuscisse una buona volta a snidarla questa borghesia che vive al di sopra delle proprie possibilità imprenditoriali e che si pasce di una retorica mercatista ormai fuori tempo massimo dappertutto (ma non in Italia, dove il mercato non c'è mai stato, neanche quello regolamentato), beh, allora scommettiamo che si riuscirebbe a trovare un bell'accordo anche sulle questioni economiche?


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28 dicembre 2009


"E POI TUTTI 'STI FRICCHETTONI SONO UN PO' MALEDUCATI"

«... questa mania della sinistra snob per la taranta, anzi per la pizzica. Fa tanto folk, fa tanto popolare. Ma è una mistificazione. A loro piace la musica che fa "popolare", ma non sopportano la massa, che non è il popolo come piace a loro: che non danza la taranta, ma va a Capitolo, vicino Monopoli, nel divertimentificio dove un uomo tanto colto e raffinato come Nichi Vendola non metterebbe mai piede. E poi tutti 'sti fricchettoni sono un po' maleducati. Durante una sagra, quella della lumaca, stavamo provando sul palco e questi ballavano con la loro taranta che fa tanto folk di sinistra. Per questo mi sono incaz.., vabbé mi sono arrabbiato e ho cominciato una pizzica con "Viva Berlusconi"».

Anche a me, come a lui, alcuni passaggi dell'intervista di Checco Zalone a Pigi Battista hanno fatto riflettere. Non tanto perchè ho avuto la sensazione che stesse parlando a me - che non sono propriamente un ammiratore di tarante e fricchettoni al seguito e assessori con moglie dal mocassino basso che dimenano il culo al ritmo delle radiciculturali - ma perchè mi sono chiesto: e se stessi diventando di destra per mancanza manifesta di sinistra seria?


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24 dicembre 2009


AZIONISMI E REAZIONISMI

Il regalo di Natale è senz'altro un meccanismo di azione e reazione, ma quando l'azione e la reazione sono pressochè simultanee, allora la faccenda assume contorni che andrebbero spiegati con un sano approccio teleologico. Ieri sera regalo al mio amico Gian questo e lui - in risposta - cerca di darmi scacco matto con questo. O forse è stato lui a regalarmi un libro azionista ed io - subito dopo - l'ho spiazzato con una mossa alla Bobby Fisher?


20 dicembre 2009


IL VERO INCIUCIO E' L'AVENTINO

Piero Fassino: "Il confronto sulle riforme da 20 anni nel nostro paese non ha prodotto altro che o una crisi di governo o elezioni anticipate"

Al netto della paura delle elezioni (legittimissima, in realtà) e della necessità di dire bianco se D'Alema dice nero, qualcuno dovrebbe ricordare a Fassino che in Italia c'è un governo di centrodestra.


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15 dicembre 2009


L'UNICO BOMBER

La prima sensazione che ho provato dopo aver visto la faccia di Berlusconi insanguinata alla tv è stata di infinita tristezza. E poi, subito dopo, di pena per quel poveraccio di Tartaglia (pena anche per il premier, in realtà). Poi però, dal Friuli alle Marittime da Mazara del Vallo al Reno (nel senso di fiume dell'Emilia, s'intende) si è levato un boato appiccicoso, un olè conformista da stadio, che si è sentito più o meno dappertutto, nei cessi degli autogrill, alle fermate degli autobus, nei cd come traccia nascosta, alle IperCoop come jingle mentre scarrellavi una confezione di leggermente frizzante. E quel motticino era - ed è - composto da cinque parole: senza se e senza ma. E allora per tutti noi, che spingiamo carrelli, che ascoltiamo musica e che frequentiamo le autostrade, sogno che Berlusconi si metta una maschera alla Pazzini e parli alla nazione a reti unificate.


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13 dicembre 2009


C'E' DEI PEZZI BELLISSIMI DENTRO

Ok, anche quest'anno ci siamo. Grazie a Sir è tornato il post sotto l'albero e qua ci sentiamo in dovere di fare la solita battuta Ciappi, che il titolo mette in penosa mostra.

p.s. il mio boccone - che è a pag. 28 - mi ha confessato che gli piace un casino far parte della confezione. Più o meno per le sue stesse ragioni.


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5 dicembre 2009


LASCIATEMI PARLARE



Lo so bene - cosa credete? - ci sarebbe un mucchio di cose su cui esprimere un'opinione. Spatuzza, tanto per cominciare. Il pericolo dei fischi a Balotelli, per continuare. O la
puntata di ieri sera di Ottoemezzo con un Capezzone da schiaffeggio e un Mascia politicamente imbarazzante, per concludere in bellezza. E invece no. Noi qua, da vecchi rincogloniti monomaniacali, si interrompe un lungo digiuno di post per scrivere ancora una volta di lui: Giuseppe De Rita, l'immaginifico e linguisticamente creativo presidente del Censis che commenta il tradizionale rapporto sull'Italia. La novità è questa: c'è grossa crisi ma "il Paese resiste". E resiste perchè abbiamo un "modello adattivo-reattivo", perchè abbiamo "una vitale resistenza alla pressione degli eventi" e soprattutto perchè "siamo sempre gli stessi: testardamente replicanti". E De Rita è un italiano vero.


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