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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


31 luglio 2010


Una giornata al mare – LA MAMMA MILANESE CHEPPALLE!



Qui a Levanto – costa ligure un po' verso lecinqueterre ma meno gnè-gnè – c'è pieno di mamme milanesi. Che sono donnini senza tette col capello corto e biondino ma poi neanche tanto: cenere, diciamo. Mamme milanesi con prole dietro. Non più di un maschietto, spesso biondo, a forza di shampoo alla camomilla. Che si chiama Lupo o Brando o anche Zeno. Sono mamme spiaggiate a Levanto con il marito a Milano che arriva il sabato alle 17 e riparte la domenica alle 8 per “dribblare” il traffico del rientro.
La mamma milanese porta Brando alla lezione di nuoto, in bici. La mamma milanese aspetta che finisca la lezione di nuoto al bar e intanto dice “che ppalle”. La mamma milanese indossa un pareo di un bianco candido che neanche a Santorini. La mamma milanese è già al terzo marito e campa di assegni. La mamma milanese si guarda intorno in cerca di tordi.
L'altro giorno la mamma milanese è venuta in piscina con un tizio tipo Magnumpiai che calzava un sacco di braccialetti e di collanine. Per me il Magnum c'ha una moglie spiaggiata a Porto Venere con un figlio di nome Zeno. E li va a trovare in bici il sabato alle 17.




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20 luglio 2010


LA MAORIZZAZIONE DELLA SOCIETA'



Dopo un'attenta osservazione - nelle spiagge, nei bus, all'eppiauar e dal lattaio - vorrei segnalare, in particolare a Giuseppe De Rita da sempre attento e linguisticamente originale osservatore della società, che il ceto medio italiano si sta tatuando.
Tutto e dappertutto. 


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17 luglio 2010


NUOVE CLAMOROSE INTERCETTAZIONI

Ave Cesare, culattoni te salutant


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15 luglio 2010


I FURBETTI DEL CARLINPETRINO

"Ma i pompieri che continuano a votare come quando erano incendiari forse non sono così stupidi come si vorrebbe farli apparire".

Chiusa magistrale di un
articolo di Enrico Franceschini su radical chic intelligenti e/o furbi, che può essere utile leggere.




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13 luglio 2010


COMUNQUE REX ALA DESTRA NON LO VEDREI MALE

Non so se nel frattempo Joachim Loew ha sciolto la riserva. In ogni modo - e questo lo so da fonti certe - gli hanno offerto la parte del padrone del commissario Rex


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12 luglio 2010


Una giornata al mare - PLURALISMI

Saviano ha fatto il suo tempo. Quest'anno in spiaggia si notano parecchi Stiegs Larssons


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10 luglio 2010


Una giornata al mare – IL CIUCUS FAMILIAS



Voglio che sia chiara una cosa: la crisi delle nascite nelle società occidentali è una grande puttanata. Non ho mai visto tanta concentrazione di nuovi nati come qui a Levanto, sulla costa ligure. Bambini in passeggino, in ovetto, in bici, con la tavola da surf sotto braccio, sullo skate, con la cuffia per il nuoto e gli occhialini e tutte le merende girelle e sammontane che ne conseguono. Mia moglie dice che sbaglio di grosso: questo fenomeno – che anch'essa non nega – è la risposta, chiaramente “drogata”, a una crisi che c'è e che crea un effetto percettivo inversamente proporzionale alla realtà.

I genitori moderni infatti non si accontentano di averceli i bambini: li devono esibire. E più sono piccoli meglio è. Li portano dappertutto: ai concerti della taranta, sul pattino alle 14 con un sole così, all'aperitivo, alle corse dei cavalli, a mignotte. Naturalmente a fare le spese di questo diorama delle attività che si possono continuare a fare (nonostante tutto) è inevitabilmente l'uomo accompagnatore. Vedi ragazzi invecchiati precocemente che incrociano sguardi consapevoli mentre spingono carrozzini a tre ruote.

Ché poi è vero: la figura paterna sta cambiando. Non più pater ma ciucus familias. Sei steso al sole e vedi in lontananza, sulla passerella in legno dei Bagni Nadia, una mamma con una mozzarella di tre mesi in braccio e – dietro – una montagna traballante di oggetti che si muove su due gambe terminanti in infradito. La faccia paonazza – occultata da ombrellone, passeggino, teli, borse, pinne, creme solari, corrieridellasera, borsa frigo con la cocacola – arriva, pianta il paletto dell'ombrellone manco fossimo sulla vetta dell'Anapurna e, prima di svenire, si tuffa producendo il sibilo sinistro del metallo incandescente immerso nell'acqua. Le chiacchiere stanno a zero: Robert De Niro che in Mission trascina un carico di massi per espiare la colpa di aver ucciso il fratello, al ciucus familias gli fa un ricco pippone.


Poi l'uomo accompagnatore, rimesso in groppa tutto il necessaire, torna a casa. E incrocia, sul lungomare, uno di quei pannocchioni olandesi che fa jogging trainando un passeggino hi tech con – dentro – una nidiata di tre gemelli. Non vi sorprendete quando lo sentite smadonnare contro il Concilio di Trento: ai pannocchioni la Riforma e a noi tutti la macerazione delle carni.


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10 luglio 2010


AVVISTATO BURUMA A BRACCETTO DI D'ALEMA

"Permettere che il passato offuschi la nostra facoltà di critica mina la democrazia israeliana, e potrebbe dar luogo ad altre pericolose conseguenze in futuro"

Con un po' di ritardo diciamo che l'analisi di Ian Buruma non ci dispiace per niente


9 luglio 2010


ATTENZIONE! UOMIMI BRIZZOLATI CON GREMBIALE IN PLASTICA



"Il 19 agosto dell'anno scorso uccise con una coltellata il cognato Massimiliano Molinari, 37 anni, durante una lite per come era stato sistemato il barbecue: oggi Andrea Bonifacino, operaio di 45 anni, di Osiglia, nel savonese, è stato condannato a 16 anni di carcere. Il processo si è svolto con rito abbreviato. Andrea Bonifacino, reo confesso, ha sempre dichiarato di non aver voluto uccidere il cognato" (via
Radio Babboleo)

Sempre detto io che uno dei problemi dell'estate sono gli uomini con la diavolina.




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7 luglio 2010


Una giornata al mare - IL 70ENNE SUCCHIATORE DI ANANAS




Ogni tanto viene in spiaggia un bel tipo, un uomo sulla settantina coi capelli alla Bersani ma molto più virile, con una maschia striscia sale e pepe – per intenderci – che, dopo aver indugiato foltissima nella parte anteriore delle orecchie (ché uno le basette deve avere il fisico per portarle) fa tutto il giro dei padiglioni – due bistecche arrostite dal sole – e guarnisce la base del cranio con una naturalezza disarmante. In testa, nulla di nulla: né cappello, né creme, ma soltanto la consapevolezza dell'uomo brut-fabergè. Proprio stamattina pensavo che Panatta o il frocetto del Denim, quello che asserisce di non dover chiedere mai, manco li vede, lui. Il carrozziere? Può darsi. L'ex marinaio? Perché no. Di uomini così non dirai mai: magari di mestiere fa il surfista. O il logopedista.
Però, quando torna dagli scogli, la canna sotto braccio e i musi annaspanti del pescato nella bisaccia, questo settantenne con due gambe da Salvatore Bagni va là, sotto l'ombrellone dei Bagni Nadia e si stravacca lascivo all'ombra del n. 10 fila 3. E sua moglie, un'orca marina col capello fresco di parrucchiere e un tatuaggio sulla caviglia, apre il contenitore Tupperware e serve il suo uomo. E lui mangia. Non porchetta. E neanche un cosciotto d'agnello. Succhia ananas a tocchi e ciliegie e pezzettini di mango prendendoli su, uno ad uno, con una grazia che non immaginereste e movimenti da tronista rintronato.
Ed è solo allora, nell'istante esatto in cui si gratta la pelata con un seme di cocomero, che capisci che tutto è perduto.




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7 luglio 2010


RIFLESSIONI QUASI IN ZONA CESARINI

Guardate che non è mica normale sopportare che la Rai mandi in onda tutti i santi giorni Mazzocchi, D'Amico (il giocatore), Tombolini, la strascicante coppia Galeazzi-Mauriziocostanzo e tutta la compagnia di sfacciati perdigiorno che si piglia per il culo l'un l'altro manco fossimo in un baraccio di Torpignattara o in una tv dell'astigiano. Chè Biscardi almeno la sua bella dignità di inventore del genere ce l'ha.


6 luglio 2010


QUESTO E' UN BLOG ARANCIONE

(LaPresse)


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3 luglio 2010


L'IMPATTO DELL'EMISSIONE DELLO STRONZIO

Ulrich Beck è un intellettuale robusto e spesso non banale. Ma qualche volta ama troppo i paradossi e le provocazioni dialettiche, tanto che tesi condivisibili nelle intenzioni e nelle scenografie diventano comiche e surreali negli sviluppi logici e nei particolari della recitazione. Prendiamo il pezzo che pubblica oggi su Repubblica, “Attaccare la Bastiglia del petrolio”. Chi non è d'accordo con il fatto che – dopo il disastro ambientale provocato dalla BP – occorra ripensare il modello di sviluppo occidentale? E non serve affidarsi alla “gabbia d'acciaio tecnocratica” weberiana (una gabbia che magari i paesi in via di sviluppo non vedrebbero male, e Beck – giustamente – lo riconosce) per intuire che serve una sterzata. La tecnologia, la tanto “evocata capacità innovativa del capitalismo e dell'entusiasmo utopistico dell'arte ingegneristica” (come la definisce Beck non senza una velata ironia), potrebbe aiutare a farla questa sterzata.

Poi però Beck – è un vizio degli intellettuali robusti – deve dare la nocciolina al suo pubblico di scimpanzé orfani di una qualche rivoluzione. E va giù duro di esempi. “Quanta CO² produce uno spazzolino da denti elettrico a differenza di uno spazzolino tradizionale? (...) La mucca, questo killer del clima, produce quotidianamente qualche chilo di gas metano, ossia l'equivalente di quasi un chilogrammo di CO² per litro di latte. Perfino per i divorzi – conclude – si deve rispondere non solo dinanzi a Dio, ma anche dinanzi all'ambiente. Perché? Perché i consumi delle coppie sono in proporzione più sostenibili per l'ambiente dei consumi dei single”.


Beck ha ragione. Ciascuno dovrebbe fare la sua piccola parte: lavarsi i denti con la cenere, abitare in falansteri grandi come paesotti della Turingia e bere il latte prodotto dalle nostre ginocchia.
Ma anche noi amiamo i paradossi e ci piacerebbe che Beck
, invece che accettare di sprecare tanta energia per essere pubblicato su Repubblica, predicasse casa per casa. Senza emissione di CO², ma con il rischio sempre incombente di essere mandato a cagare.

p.s. lo so, lo so. Vedo l'ultima della fila, con la sua borsetta di pelle di caimano a impatto zero, che apostrofa: quando il dito indica la luna lo stolto eccetera eccetera. Ma ci sentiamo anche noi intellettuali robusti dediti alla provocazione dialettica. E poi, in fin dei conti, lo abbiamo detto in apertura che Beck ha ragione.


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2 luglio 2010


LOOKING FOR TAMARROS

Confesso che un po' mi mancano. Ma anche qui a Levanto - complice la mariadefilippizzazione -non si scherza.


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1 luglio 2010


"COMPAGNO UN CAZZO"

Il bello delle vacanze al mare è che uno ha tempo di leggere. E tra le tante cose legge anche R2 Diario, il bel supplemento che Repubblica dedica ad alcuni temi piuttosto interessanti. Oggi il tema è “Compagni” e vi si fa un esame del perché e del percome questo termine sia diventato, oltre che poco usato, oggetto di polemiche e di imbarazzi. Nello Ajello, l'autore dell'articolo principale, prende le mosse dalla recente performance dell'attore Fabrizio Gifuni al Palalottomatica dell'Eur per chiedersi se il revival non sia bisogno di sfogo, di identità o – peggio ancora – di masochismo. A Gifuni, molto più prosaicamente, “premeva denunziare il trattamento punitivo che il governo riserva alla cultura”; e il fatto che – dopo Sanguineti – si senta il dovere di dare (a Gifuni) le stellette di nuovo “chierico rosso” la dice lunga, ma lasciamo stare. R2 ospita anche un pezzo dello storico Guido Crainz che ammette che sì, l'ultimo momento di forte identificazione col termine “compagni” sono stati i funerali di Berlinguer, e un articolo di Filippo Ceccarelli in cui si parla del rapporto tra intellettuali (appunto) e sinistra, da Majakovskij al deviazionista Ricky Gianco di Compagno sì, compagno no, compagno un cazzo.
Ora, il punto non è tanto capire se esistano ancora gli operai, ma stabilire se gli operai – tra loro – si chiamino “compagni”, o più semplicemente per nome e cognome. Se questa diatriba li coinvolga o li lasci indifferenti. E se queste due paginone siano rivolte, più che a loro, ai nostalgici arrostitori di salamelle, agli attori, agli addetti alla cultura e ai direttori artistici. E un po' anche a chi – sotto l'ombrellone – ha tempo, tra un bagno e l'altro, di ripassare la storia.


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