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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


29 ottobre 2011


"NOI SIAMO PER DIRCI LA VERITA'"

  Firenze, la sfida  dei 'rottamatori' di Renzi  -   vd     Bersani e gli altri: chi teme il    wiki-sindaco

O tu sposti la chiesa o te vinci al totoalcio o te tu vai in Perù


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26 ottobre 2011


MUTANDE DI LATTA

Io sarei pure d'accordo con Ferruccio De Bortoli che bisogna mettere il paese davanti. Dipende però da chi c'è dietro.




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24 ottobre 2011


LA TOILETTE STILOSA DI KUBRICK

Non so se vi capita qualche volta di andare fuori a cena. Immagino di sì. Bene, ci sono le toilette di alcuni ristoranti che non sono bagni qualsiasi: pare di stare nello Space Shuttle. E’ tutto bianco, tutto essenziale, tutto apollotredici. (continua a leggere)




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20 ottobre 2011


QUANTE BALLE SI HA IN TESTA A QUELL'ETA'

Avverto che è un po’ una forzatura, ma cercherò di spiegare cosa penso dei disordini di Roma servendomi di due interviste a due cantanti molto diversi tra loro. La prima è uscita sul numero di settembre del mensile di Emergency ed è un a chiacchierata tra il giornalista Jenner Meletti e Francesco Guccini. La seconda – bellissima – è un’intervista di Paolo Madeddu a Fabri Fibra ed è sull’ultimo Rollingstone magazine.

Dico subito che ho molto amato Guccini, di cui conosco testi e accordi di un buon 70% del repertorio, e che, ancora adesso, provo buone sensazioni quando ascolto – per dire – L’Avvelenata o Keaton. Quello che mi lascia un po’ perplesso è l’atteggiamento di distanza che si è cucito addosso. “Io non ho mai voluto insegnare niente a nessuno – risponde a Jenner Meletti – e tantomeno lanciare messaggi. Cosa posso insegnare io? Io canto canzoni e basta”.

Credo – spero – non c’entri nulla il rimpianto di non avere più 20 anni, ma a me questo Guccini non convince. Guccini non “canta canzoni e basta” e lui lo sa. Senza fare il processo alle intenzioni, suona furbetto dire queste cose e poi dare alle stampe Non so che viso avesse, una sorta di autobiografia che richiama nel titolo La locomotiva. Alcune storie il pubblico vuole sentirsele raccontare più di altre per la semplice ragione che rappresentano una sorta di richiamo della foresta per i nostalgici e di vertigine di rivolta per i 20enni di oggi. Ripeto: Guccini lo sa e non può fare l’indiano.

Sono incuriosito invece da Fabri Fibra, credo – spero – non per giovanilismo. Per carità, generi diversi. In Vip in trip – uno dei brani dell’ultimo album Controcultura – urla “quale cantautore? Vaf… al rallentatore, vaff…”. Naturalmente i puntini di sospensione sono miei. Ecco, forse di Fibra mi piace il non utilizzare puntini e sottintesi pelosi. Insomma mi piace che non faccia il furbo. E lo riconosce anche Michele Lupi, il direttore di Rollingstone: “Dice quello che pensa, senza filtri, con uno sguardo perennemente velato di timidezza (…) Quando (raramente) capita di intervistare gente come lui, avverti sempre un brivido di fiducia nel futuro”.

Un brivido di fiducia nel futuro. Cosa che non avverti quando senti parlare Guccini dal suo buen retiro di Pavana. “Quanti nostalgici del cazzo ci sono in giro! (punto esclamativo mio)”, dice Fabri Fibra riferendosi al mondo della musica, ma si potrebbe estendere il concetto anche alla politica, al giornalismo, alla cultura. Quanti reduci di qualcosa, ex di questo e di quello, che mettono le loro mutande al mondo ci sono in tv, nei giornali, nelle università, nei cortei?

Mi perdonerà il Guccini vero, ma nei fatti di Roma vedo tanti franceschiguccini che continuano a schitarrare le loro locomotive per la propria platea pagante, che lanciano la parola e nascondono la lingua, che sì, insomma, stanno bene nei panni de “la nostra generazione”. Salvo poi nascondersi pilatescamente e dire che no, maestri noi, ma quando mai?

Poi succede che qualcuno, per stupidità amplificata dalla piazza e scarsa dimestichezza con i distinguo, le fumosità e le democristianerie dei sessantottini incanutiti, si faccia prendere la mano. E loro – allora – nascondono la chitarra nel fodero, dicono no alla violenza, questi teppisti non sono di sinistra, questi rovinano il movimento. E’ troppo comodo. E’ troppo facile. E’ troppo indiano.

E’ chiaro che anche qua si condanna la violenza, che discorsi. Però si sta dalla parte della rabbia e del disagio sinceri. E a 40 anni suonati si è stupidi davvero ad essere incuriositi da Fabri Fibra?


19 ottobre 2011


FAMOLO STRANO

Pare che adesso vada parecchio questa cosa del bacio sulle barricate.




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19 ottobre 2011


PELLICCIA DA VOLPEDO


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18 ottobre 2011


ER PELLACCIA

Pannella contestato a Roma, “Venduto”


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17 ottobre 2011


IN DIREZIONE OSTINATA E PARACULA

Siate affamati, siate folli. A me il discorso di Steve Jobs agli universitari di Stanford piace. Dal punto di vista terapeutico funziona. Solo che bisognerebbe andarci un po’ cauti perché in giro c’è un sacco di gente che si licenzia e parla allo specchio e gli dice ok, amico delle mie brame, dammi il lavoro che mi spetta, sono folle come nessun altro mai, capito? (continua a leggere)


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16 ottobre 2011


L'ORTICELLO DI SLOW FOOD

"Lasciatemi dire che con Slow Food stiamo raccogliendo fondi da dare alle comunità per realizzare mille orti in Africa nel corso del prossimo anno. È una goccia nel mare, perché ce ne vorrebbero un milione, ma è pur qualcosa".

Posto che sulla faccenda degli sprechi alimantari (ma anche su quelli della carta e delle parole) sono d'accordo, non ho ben afferrato tutti i nessi logici presenti in questo ennesimo brodo di Carlin Petrini. Cioè se mi fai la ramanzina che la colpa della fame in Africa è mia mi devi anche spiegare perchè non buttando via le croste di formaggio posso contribuire a eccetera eccetera. Voglio dire che mi devi analizzare per filo e per segno tutti i meccanismi economici e distributivi e quelle robe lì e non lasciarli sullo sfondo. Mi devi spie-ga-re-be-ne. Perchè alla fine resta il retrogusto che la Giornata mondiale dell'alimentazione (oggi) serva per parlare di Slow Food e dei suoi orti. E questa sì che sarebbe una goccia nel mare.
(via Giovanni Taurasi)


15 ottobre 2011


MOZIONE SHAKLETON



Leggendo la dichiarazione di Walter Veltroni – “in una società liquida il partito pesante affonda” – ho pensato ad una storia bellissima di un secolo fa, quella del capitano Shakleton e della spedizione Endurance. (
continua a leggere)


14 ottobre 2011


ALTER CHRISTUS

Ha ragione Angiolo Bandinelli: dire qualcosa di originale - ormai - su Steve Jobs è pressochè impossibile. Lui ci riesce.




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13 ottobre 2011


GIAN ANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO JATAVENNE!


12 ottobre 2011


'STA MELA PO' ESSE PIUMA RIVOLUZZIONARIA E PO' ESSE FERO DE 'E MURTINAZZIONALI



Non è elegantissimo tirarlo fuori proprio adesso, ma io - a parole mie - un po' l'avevo detto


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12 ottobre 2011


L'ULTIMA FRONTIERA DELLO SNOB

Qui onestamente rischiamo di avvitarci. Cose tipo: tu sai che io so che lui sa eccetera, che alla fine si perde l'orientamento per troppa perizia dialettica e mancanza di sostanza.
Mariarosa Mancuso scrive un
bel pezzo – corrosivo con la giusta nonchalance gatta tipica delle robe del Foglio – contro quelli che, ah come il vecchio libro di carta non esiste nulla e che cazzo sarebbe mai questa moda modernissima e fighissima dell'iPad? (continua a leggere... )


10 ottobre 2011


MIGLIORAMENTI DELLA VITA

Mentre ieri alle 22.45 cercavo disperatamente un parcheggio libero, pensavo che fra 4 o 5 anni Steve Jobs avrebbe inventato l'I-park. E ho avuto un leggerissimo moto di stizza.


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9 ottobre 2011


ADDAVENI' LA FELICITA'

Premetto che io sono il primo a non sapere cosa rispondere alle domande del mini questionario Proust. Penso che inizierei sempre con un "dipende", ecco. Un po' perchè sono un analitico (ecco qual è il tratto principale del mio carattere, voilà), un po' per fare melina e pensarla bene, diciamo quei 40-50 minuti che ti consentono di non dire fesserie. Perchè sarà stata sicuramente la fretta a far dire alla cantante Tosca - nell'ultimo numero di Io Donna - che se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico cambierebbe "le spalle troppo larghe... ma niente chirurgia". Niente chirurgia? Ma perchè si possono limare le teste degli omeri o cosa?

P.S. che poi rispondere alla domanda "il giorno più felice della sua vita?" con un perentorio "deve ancora venire... quando finirà questa dittatura mediatica" mi pare un filino fuori quadra, ad esser sinceri. No, dico, ma non ce l'hai una gatta che ha partorito? 


8 ottobre 2011


UNO, CENTO, MILLE FOLLINI

"Noi proviamo scandalo per ciò che traspare dalle stanze del governo. Ma non è questo, forse, il peggio. Ci pare anche più gravemente offensivo del comune sentimento del pudore politico un Parlamento che, in maggioranza, continua a sostenerlo, al di là di ogni dignità personale dei suoi membri, disposti ad acceccarsi di fronte alla lampante verità dei fatti".

Questo passaggio del manifesto di Gustavo Zagrebelsky è parecchio ingenuo. E come dovrebbe votare la maggioranza, santoddio? Dovrebbero, gli eletti nei partiti di maggioranza, voltare le spalle alla maggioranza che li ha eletti? Ma andiamo. Una proposta in realtà ci sarebbe: promettere a qualcuno la rielezione - non conta se è stato vicepresidente di un governo Berlusconi. Fossi Luisella Costamagna gliela butterei là, oggi.


7 ottobre 2011


E POI DAL FRUTTIVENDOLO NON C'E' PIU' UNA MELA CHE NON SIA MORSICATA, ECCO

“Apple è l’erede della Summer of love di San Francisco, della stagione hippy, della contestazione antiautoriatria di Berkeley, di una pop-culture che si è fatta establishment e levatrice di una nuova fase del capitalismo americano” (Federico Rampini)

Ora, vorrei che tutti quelli che i sogni, quelli che siate folli e seguite il vostro cuore, insomma tutta questa marmaglia un po’ freak, coelhici antisistema, quelli che ‘fanculo alla gabbia d’acciaio, facciano pace con le proprie contraddizioni: Steve Jobs è il capitalismo che si autoriforma. E badate che non ci trovo nulla di male. Io.


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