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Antipixel di Lamianotizia 


31 agosto 2011


IL DIVERSAMENTE BOLSCEVICO

Cercherò di spiegare brevemente perché Giovanni Lindo Ferretti? – e la sua ri-conversione al cattolicesimo – non possono essere ridotti ad uno spot... (continua a leggere)


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29 agosto 2011


"CHE' LA RETTA E' PER CHI HA FRETTA"

Da settembre Giovanni Lindo Ferretti ha una rubrica su Avvenire.


27 agosto 2011


LA SPIAGGIA DELLE LIBERTA'

Dice, con quello che costano i bagni – ombrellone, sdraio eccetera – sai che faccio? Vado alla spiaggia libera. Una scelta di democrazia prima che di portafoglio. A contatto con i lombi arrossati del paese reale. Solo che, nella spiaggia libera (da adesso in poi SdL, spiaggia delle libertà), la democrazia semplicemente non c’è. Sussiste una temporanea sospensione delle più elementari regole della convivenza civile. Legge della giungla purissima.
 
Già all’arrivo – dall’alto – sei costretto a constatare l’assoluta impossibilità di trovare il tuo ubi consistam in un tetris di asciugamani punteggiato da ombrelloncini della Peroni e della Coppertone. Scendi impazzito per il canto assordante delle cicale che lesserebbero i maroni pure a Garcia Lorca e sai che dovrai lottare fino all’ultimo vaffanculo per conquistare il tuo posto al sole. Bagnans bagnanti lupus.
 
Se riesci e stenderti di taglio tra un 40enne tatuato e un donnino con la Settimana enigmistica ti va di lusso. Poi – quando ce la fai – approfittando degli spazi che si aprono giocoforza nelle dinamiche bagno-abbronzatura, ti metti a pancia in su e cominci a rilassarti. Senza girarti mai, però. Il rischio, neanche tanto remoto, è che arriva uno e, nell’anarchia della SdL, ti pianta il palo dell’ombrellone nel culo con la scusa che lui c’ha il bambino di quattro mesi e… poverino.
 
Poi ci sono quelli che nella SdL si sentono un po’ Gheddafi e montano tende gigantesche tipo Protezione civile. Voi capite che con la scarsità di territorio calpestabile la mossa equivale a una dichiarazione di guerra. Generalmente dentro ci stanno due salamandre umane ché l’ambiente lì sotto diventa presto un vero e proprio rettilario. Lei legge libri di 1.800 pagine e lui sta al computer. Gioca a tetris.  
 
Ok, decidi di bagnarti. Ma c’è l’insormontabile problema di guadagnare la riva. Ti muovi come un gatto Silvestro felpato tra gli asciugamani, in punta di piedi per non pestare nessuno. Un fachiro sui carboni ardenti. Arrivi a tre metri e capisci che non ce la puoi fare: un gruppetto di amiche ha creato una linea Maginot di sette metri. Stanno distese come traversine della ferrovia e decidi per il colpo di reni finale: il tuffo nel vuoto.
 
Sei in acqua. Tra palloni, schizzi, capocce e boe guadagni il largo. Guardi verso la spiaggia e vedi una ventina di persone che stanno aggrappate ad uno scoglio, tutti insieme, mamme con l’omogeneizzato in mano, nonni e nipoti, uomini che fumano e bambini col retino. Una comunità di pinguini di Magellano paonazza e felice.
 
Poi il tuo personale telescopio inquadra i sette metri di amiche cagate sotto il sole, il tatuato, il donnino bartezzaghico, le salamandre, Gheddafi e Bertolaso che vuole indietro la sua tenda. Due bracciate verso sud-est e sei all’altezza dei Bagni Simonetta. Dopo essere sbarcato chiedi ombrellone, sdraio e una birretta ghiacciata.


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5 agosto 2011


LE TV LOCALI? UN BEL BACINO

Maurizio Milani è un po' incacchiato: «Una volta, per Che tempo che fa, avevo scritto uno dei miei pezzi surreali, tipo io che invito Giovanna Melandri al McDonald’s per un caffè e lei sviene. In redazione mi chiedono: al posto della Melandri puoi mettere la Prestigiacomo?»

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