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attentialcane [ politica e occidentalismi ]
 


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Antipixel di Lamianotizia 


29 ottobre 2012


QUALE ALLEGRIA

"Risultato storico", così Pierluigi Bersani commenta le elezioni siciliane. E ancora: "Abbiamo vinto in Sicilia... sono cose da pazzi". Ora, al netto della parte in commedia... ma ci crede davvero? Bene che vada è un pareggio. Una crocetta, diciamo.


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28 ottobre 2012


MA HALLOWEEN E' LA FESTA DI SATANA? SI', PAROLA DI MONSIGNORE



Ci avviciniamo alla notte di Halloween
e puntuale come un transito astrale arriva la polemica tra vescovi e Chiesa cattolica . Quest'anno però ci pare che mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, abbia alzato l'asticella dello scontro.

Non si è limitato a stigmatizzare l'aspetto consumistico di una festa per certi versi imposta anche in paesi non anglosassoni, come fece anni fa il cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi («un rito consumistico e carnevalesco, di importazione americana, che non ha nulla in comune con le nostre tradizioni»).

Non ha soltanto tuonato – come fece Mons. Tarcisio Bertone nel 2003 – contro questo “scimmiottamento del mondo dell’aldilà, tra streghe e fantasmi, come se la morte fosse un gioco”. Non ha parlato soltanto – ma l'asticella in questo caso è una tacca più su – di “pedofilia esercitata in campo morale”, come ha fatto lo scorso anno un prete genovese dalle colonne del settimanale cattolico “Il Cittadino”.

Mons. Luigi Negri ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. “La festa di Halloween – ha scritto – è l`adorazione di Satana che avviene anche in modo subdolo attraverso la parvenza di feste e di giochi per giovani e bambini”. E ancora: “Il sistema imposto da Halloween proviene da una cultura esoterico-satanica in cui si porta la collettività a compiere rituali di stregoneria, spiritismo, satanismo che possono anche sfociare in alcune sette, in sacrifici rituali, rapimenti e violenze”.

Ora, ognuno fa il suo mestiere. E' naturale che la Chiesa non possa rimanere zitta di fronte alla perdita di appeal della Festa di Ognissanti e dei Defunti. E lo fa soprattutto per suonare la tromba ai tanti cattolici troppo spesso distratti – in questa come in altre occasioni – da aspetti assolutamente accessori e ininfluenti. Però c'è modo e modo. Che c'entrano i rapimenti e le violenze?

Io credo che bisogna essere all'altezza del proprio carisma. E parlo per me. Sono un genitore piuttosto contrario ad Halloween. Mi fanno incavolare le feste a tema, i vestiti da scheletro, le zucche vuote in bella mostra dalla fruttivendola, le passeggiate notturne alla ricerca di fantasmi, le cene con tortelli di zucca al cospetto di sensitive venezuelane, eccetera eccetera. E gliel'ho spiegato a mio figlio perché sono contrario. Dopodiché il passamontagna da teschio – solo quello – gliel'ho comprato.


27 ottobre 2012


LE IDEE DELLA SOCIETA' CIVILE PER UN MOVIMENTO DI PARACULI



Dopo il varo del Manifesto “Verso la Terza Repubblica” – che segue iniziative simili nella storia politica recente – abbiamo oggi l'ennesima intervista del centrista di turno che... ma quando mai, noi fare un partito, ma siete matti? Noi “siamo un movimento”. Noi vogliamo “uno spazio civico che non è personalizzato in un leader, ma che si offre come un movimento di idee”. Perché, forse voi non lo sapete, ma “c'è proprio bisogno di idee in una stagione in cui la passione civile sembra ridotta e gli ideali diminuiti”. E badate che “per un movimento di società civile come il nostro il problema non sono ora le alleanze ma la cultura politica e le idee”. Le idee.“L'appuntamento di metà novembre non è la creazione di una lista elettorale. E' la confluenza di idee e di speranze”.
Ora, a
me sta bene tutto, e la confluenza e la speranza e le idee e il luxemburismo e Montezemolo che continua a fare i giri di prova, però vorrei sapere solo una cosa. Visto che “coloro che aderiscono (al Manifesto) si prenderanno le loro responsabilità” cos'hanno intenzione di fare, governare senza essere eletti? E mica si può.


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27 ottobre 2012


MORETTI, UNA SPLENDIDA QUARANTENNE



A me Alessandra Moretti ospite qualche volta a Ballarò non ha mai fatto una grande impressione. Per una ragione: troppo prevedibile. E, nonostante l'età, anche un po' “vecchia” nelle argomentazioni. Mi spiego meglio. Non che abbia mai utilizzato termini tipo “piattaforma programmatica” o cose così. Ma ogni volta che le davano la parola sapevi già cosa avrebbe detto. Cose banalotte. E i valori e noi amministratori vicini alla gente e c'è bisogno di attenzione per la giovani generazioni e c'è un'Italia normale e i partiti sono chiamati a un rinnovamento e un'Italia che deve attivare meccanismi di crescita e la tecnologia-formazione-innovazione e la rivoluzione digitale eccetera. Dava sempre l'idea di quella che aveva imparato le lezioncina. Però lo faceva con un'aria fresca e “giovane”, a tratti accalorata e appassionata.
Oggi apprendo che è la portavoce della campagna di Bersani. Magari quella sera a Ballarò non era in forma. Oppure come portavoce ci sa fare. In fondo son cose diverse.


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25 ottobre 2012


39? TI AVEVANO PRESO DI MIRA, E' CHIARO

Alcuni settimanali e mensili riportano sempre più spesso una mini autobio degli autori degli articoli o dei fotografi che poi si ritrovano all'interno. E' una bella abitudine, anche perché non sempre da quello che si scrive emergono i tratti caratteristici di una persona. Cosa che – invece – succede quasi sempre quando si parla di se stessi. Per esempio sull'ultimo Io Donna Camila Raznovich si presenta così: “Vivo in giro per il mondo causa hippytudine dei miei genitori. Dopo un travagliato iter scolastico, mi diplomo con 39 al classico Beccaria. Poi divento il nuovo volto di Mtv cui rimango fedele per 10 anni. Intanto però mi trasferisco a New York, lascio mio marito, mio papà lascia me, lavoro in radio, divento la signorina Nescafè e la signora del sesso in LoveLine”. E poi tutta un'altra serie di cose spiritose e originali. Al suo fianco Tommaso Labranca scrive di sé: “Ho un'avversione verso le autodescrizioni in cui per essere cool ci si dichiara atei, viaggiatori e pure un po' pazzi”.
A me Labranca piace molto.


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20 ottobre 2012


IL TECNICO MELANDRI


Giovanna Melandri è una tipa tosta. E come tutti i tipi tosti non si lascia intimorire dalle polemiche.
La decisione del ministro Ornaghi di nominarla capo del Maxxi di Roma, un museo d'arte contemporanea che, scrive Galli della Loggia,
«non è ancora riuscito a trovare una propria identità e un proprio ruolo»,
ha scatenato reazioni non certo benevole sia a destra che a sinistra. Ma lei ribatte punto per punto.

Ieri a Repubblica ha detto – un po' comicamente – “io ora sono un tecnico” (la comicità sta nell'avverbio, è chiaro). Oggi rilascia un'intervista molto volitiva al Corriere della sera nella quale si chiede dove stia lo scandalo e annuncia che si dimette da parlamentare anche se non è obbligata a farlo: «ho preferito un'opzione morale in un Parlamento in cui tutti hanno doppi, tripli incarichi».

La Melandri, oltre ad essere una tipa tosta, è una newyorkese di Roma con opzioni morali commendevoli e buone frequentazioni. Viene dal mondo dell'ambientalismo, è stata un po' veltroniana – forse soltanto nel tratto – Ministro della Cultura, mamma-parlamentare e ora anche “mamma del “Maxxi”. Non credo sia mai stata – tecnicamente parlando – comunista, anche se nell'intervista denuncia, sopravvalutandosi un po', il maccartismo nei suoi confronti.

E comunque – dice – sono la persona giusta nel posto giusto, nessuno mi ha paracadutato lì per salvarmi da probabili “rottamazioni”, sono in buona compagnia («Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali, Pdl, dirige benissimo la Fondazione Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano») e, in ogni caso, «ci vediamo fra un anno risultati alla mano».

Q
ua la si vede molto bene nel nuovo incarico. Però. Però ci due cose da dire. La prima riguarda l'opportunità. Ma come? In un momento come questo in cui Grillo è dato al 20%, vai a scegliere un ex ministro, ex parlamentare, sì insomma una del giro, seppur competente?

Secondo: ha ragione la Melandri che vuole essere giudicata dai risultati. Ma il problema non sono i risultati. Il problema è la chance che si dà a un “tecnico” autoformatosi. Leggo dal suo blog che si è laureata cum laude in Economia e Commercio, ha lavorato dal 1983 al 1987 all’Ufficio Studi della Montedison. Sì, è stata responsabile dell’area Comunicazione e Cultura dei Ds. Sì è stata Ministro alla Cultura. Ma sono ruoli politici, questi.

Ora, nessuno le vieta di ricoprire altri ruoli sicuramente alla sua portata – nel 2003 ha ricevuto “la Legion d'Onore per il contributo alla diffusione dell'arte contemporanea” – però sarebbe del tutto ragionevole confrontare queste competenze acquisite sul campo con chi l'arte contemporanea non solo l'ha studiata sui banchi di scuola, ma l'ha anche “diffusa” dirigendo (a volte anche bene) strutture private e pubbliche.

Altrimenti, se passa questa idea, visto che dal 1998 al 2001 è stata “Ministro per i Beni e le Attività Culturali vigilante sullo sport”, potrebbe ambire – paradossalmente – a fare pure il tecnico della Nazionale di calcio.


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14 ottobre 2012


PERDENTI DI SUCCESSO

Ebbravo Veltroni. Sempre dalla parte giusta.


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7 ottobre 2012


QUALE GIACCA METTO OGGI?

Piero Fassino, oggi sindaco di Torino, commenta le misure del Governo per Regioni e Comuni indebitati: “Sarebbe tempo di mettere mano anche a una seria ristrutturazione dei costi dei ministeri e delle amministrazioni centrali dello Stato”.
Vorrei ricordare che in una vita precedente Fassino è stato anche ministro.


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5 ottobre 2012


ALTRO CHE TOSCANITA'



Vauro sta diventando un becero Forattini di sinistra


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