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Antipixel di Lamianotizia 


29 febbraio 2012


A ZOCCOLE'

Walter Veltroni risponde a brutto muso a Nichi Vendola che gli aveva dato del fasullo. Anche se c’è da dire che uno di sinistra avrebbe risposto in maniera diversa.


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28 febbraio 2012


ALTRO CHE VECCHIA SIGNORA

Se la Juve vince lo scudetto questa è la nuova pettinatura di Antonio Conte. (foto presa da qui)




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27 febbraio 2012


E CHE DOVEVA DIRE, FORZA MILAN?

Lo dico a scanso di equivoci: l’attuale Juventus di Andrea Agnelli e soprattutto il suo allenatore Antonio Conte non mi sono simpatici. Sono un mix di understatement balordo e autentico livore che denota una nobiltà un po’ impallidita. Detto questo, sto con Gigi Buffon. Come tutti quelli che sanno cosa significhi giocare a pallone. 

E’ vero, il gol di Muntari era valido e se il Milan avesse raddoppiato probabilmente avrebbe vinto la partita. Però il portiere della Juve che doveva fare? Andare dall’arbitro e dire scusi signor giacchetta nera siccome sono il capitano della nazionale e qua in Italia tutti vogliono fare gli anglosassoni, sì insomma… forza Milan?

Per i moralisti irriducibili Buffon è stato scandaloso e avrebbe dovuto fare come Paolo Di Canio in Everton-West Ham, quando si fermò a porta quasi vuota per permettere di soccorrere il giocatore avversario. Con la leggerissima differenza però che là la palla non era ancora entrata e magari Di Canio l’avrebbe pure sbagliato quel tiro.

Dicono: ok, ammettiamo che tu sia in buona fede e che nella foga del match quella palla un metro al di là della linea proprio non l’hai vista; quantomeno dovevi andare in sala stampa e dire sì, effettivamente… era gol, ma questo calcio è troppo veloce, gli arbitri sono esseri umani che sbagliano. Una boiata così. Dopotutto sei un azzurro e i bambini ti guardano.

Oggi invece Buffon ha rincarato la dose, forte – forse – dell’appoggio ricevuto dall’allenatore della nazionale Cesare Prandelli. Al presidente Aia Marcello Nicchi che lo aveva aspramente redarguito e aveva invocato una forma di collaborazione tra arbitri e calciatori ha risposto:
«Non ho capito che tipo di aiuto chiede, altrimenti arbitrano i giocatori».
Magari a Conte non dispiacerebbe.

 


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25 febbraio 2012


SE MONTI E BERLUSCONI PARI SONO

Sono bastati cento giorni per far tornare Monti tra i mortali. Non ce ne voglia Francesco Merlo – che utilizziamo soltanto come pretesto per spiegare un certo vizio della sinistra moraleggiante – ma il suo articolo oggi su Repubblica fa un po’ pensare. Dopo aver salutato il varo del governo Monti come l’avvento di una “diversa antropologia” – diversa rispetto al precedente esecutivo, va da sé – ora rimarca una certa “retorica che ricorda la funesta lavagna di Porta a Porta” (sic!).

Sul sito web della Presidenza del Consiglio il premier ha spiegato quanto fatto finora, ma è colpevole di essere stato un po’ troppo spigliato, di aver esagerato “per voglia di seduzione”, come quei professori che cedono “alla vanità di farsi gigioni”. Nel discorso del premier “ci sono troppe delizie!”. E poi quell’utilizzo disinvolto di parole inglesi come e-governement e smarts communities quando “non c’è niente di più italiano del tu vo’ fa l’americano”. E quelle espressioni un po’ piacione come “le reti idriche del mezzogiorno” o “l’edilizia carceraria”. Persino “il sistema ferroviario del Sud” non va bene. “Certo – riconosce Merlo – Berlusconi si spingeva sino ad inaugurare da Vespa il futuro ponte sullo Stretto… ma il genere è lo stesso”.

Ora Berlusconi non c’è più, ma che noia questa sinistra recriminatoria e finta ingenua, dietro alle persiane a mugugnare. Questo popolo di anime belle sempre alla ricerca del santo, del puro, sì insomma del moralmente diverso e quindi sempre delusa, inacidita, con l’occhio stanco, spiritato, febbrile. Se Monti non piace perché verosimilmente adotterà provvedimenti indigesti lo si dica, ma non si tiri in ballo la sua “politica-annuncio”. L’azione di governo è – anche – “promozione e marketing”, che male c’è? Merlo chiude il pezzo con un parallelo tra i cento giorni di Napoleone e la disfatta di Waterloo. Qua si pensa che – se continua così – a Sant’Elena è più probabile che ci vada la sinistra.


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24 febbraio 2012


FAUSTO MA CHE STAI A DI'

“La crisi viene affrontata dalle forze motrici del sistema, malgrado l’incertezza della prospettiva, come necessità di trasformazione. La politica, negata come sfera dotata di autonomia, riemerge con forza, quando incorporata nei luoghi
della decisione sia privata che pubblica, a tal punto che la costituzione materiale, che da quelle decisioni prende origine, si fa processo costituente di un modello regressivo e delle sue specifiche forme di governo”

Fausto Bertinotti e la sua prosa tortile sono tornati.


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23 febbraio 2012


PRINCIPIO DELLA FACCIA DI TOLLA

"Tifare per il governo e partecipare a una manifestazione contro il governo viola il principio aristotelico di non contraddizione. Tra Fassina e Aristotele mi fido di più di Aristotele”.

Marco Follini motteggia simpaticamente su art. 18, manifestazione Fiom e molto altro. Ora capite bene che di fronte al formalismo dello stagirita ogni discorso sul merito diventa inutile. E infatti non diremo nulla sulla sostanza. Logica per logica, ci limiteremo a far notare soltanto una cosa: aver ricoperto la carica di vicepremier nel governo Berlusconi e fare il parlamentare del Partito democratico quale principio viola?


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22 febbraio 2012


DARIO FO CONTRO CL: DOVE STA LA NOTIZIA?

La storia è questa qua. Al Teatro Apollonio di Varese va in scena “Mistero buffo” con Dario Fo. Nel foyer c’è un banchetto di Comunione e liberazione che raccoglie fondi per i poveri. “Banco nonsolopane onlus”, si chiama. Angelo Micale, volontario ciellino e ammiratore dell’attore – così si definisce – va in camerino e chiede al Premio Nobel una mano. Servirebbe solo un avviso a fine spettacolo. L’attore – racconta Micale – prima fa una mezza promessa, poi ci ripensa. Il direttore del teatro – che ogni anno sostiene una diversa associazione benefica – riferisce che Fo non se la sentiva di andare contro la platea: “il pubblico di sinistra non avrebbe capito”.

Qualcuno in rete parla di censura. La rivista Tempi di odio per i ciellini. Dario Fo – eccola la spiegazione autografa del gran rifiuto – semplicemente di legittima rivalsa nei confronti di chi “
mi ha boicottato duramente come attore, come interprete e capocomico". Ergo, "non voglio fare da portavoce ad un gruppo come quello, di cui ho peraltro delle memorie orrende. A Padova – sottolinea – Cl aveva in mano il teatro cittadino. E, per dieci anni, non mi è stato permesso di lavorare lì”. Dunque non si è nascosto dietro l’alibi untuoso e vagamente democristiano della difesa dei suoi spettatori, ma si è assunto la responsabilità di uno schietta, terrigna, umanissima, deliberata risoluzione. Rancorosa, se volete, ma comprensibile.

Ora, ognuno è padrone della propria storia e custode della propria coerenza. Così come ognuno sa in cuor suo quando la carità cristiana e la buona fede lasciano il posto al pretesto promozionale e all’ingenua provocazione, magari anche non voluta. In ogni caso qua non ce la sentiamo di crocifiggere Dario Fo. Non certo perché siamo degli agit prop comunisti, ma per una semplice ragione di natura strettamente liberale: sarà libero di fare come gli pare, anche di cambiare idea, motivando la scelta? In fin dei conti quello era il suo spettacolo, no?



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21 febbraio 2012


LA RUSSA NON E' PIU' LUI

La Russa, ospite di Chiambretti, reagisce malino quando uno studente saputello gli chiede come mai suo figlio ha sostenuto l’esame da avvocato in Calabria dopo aver cambiato residenza. In realtà è una cosa che hanno fatto in tanti, anche senza essere figli di La Russa. Ma non è di questo che volevo parlare. Quello che volevo invece sottoporre alla vostra attenzione è un fatto se volete sconvolgente: rispetto alle passate performance l’ex ministro della Difesa appare un po’ arrugginito, meno aggressivo, piu' pensoso, diciamo. Neanche un vigliacco reiterato e sputazzante o un Tony Coglione, insomma il minimo sindacale. E questi sono segni inequivocabili.


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20 febbraio 2012


PORTARSI AVANTI

"La perdita di appeal riguarda tutti i partiti" (Roberto Formigoni al Messaggero)


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20 febbraio 2012


TUTTI NUDI A SANREMO

Dopo aver detto cose più o meno condivisibili, ma già sentite, su Celentano (“che quando canta è francamente sensazionale”), Concita De Gregorio è caduta nella trappola dell’iperbole. “Se l’anno prossimo – ha scritto ieri su Repubblica – facessero presentare Sanremo a Geppi Cucciari affiancata da due valletti maschi nudi e cretini, con una bella balena tatuata sull’inguine, questa sì che sarebbe tv. Finalmente”. Finalmente.

A parte il fatto che non è propriamente bello dare della cretina così a salve (e tanto meno a Belen), vorrei che Concita De Gregorio riflettesse su un'evidenza: il gusto per la provocazione ha contagiato ormai tutti, da Celentano all’autista del tram, dal corsivista dell’Eco della lampara alle più serie giornaliste della stampa radical. A meno che quella dei valletti non fosse una provocazione neofemminista e allora parliamone.


19 febbraio 2012


PENSIERI A RITROSO

Con D’Alema si discuteva di cose serie, se fondare un partito democratico o puntare sul modello della socialdemocrazia, se far vivere o morire il governo Prodi… ma lasciamo perdere, quel tempo è passato”

Ci sono molte cose curiose in questa intervista di Walter Veltroni oggi su Repubblica. Innanzitutto il passaggio in cui ritiene che dopo Monti si possa fare a meno dei partiti classici in favore di “pensieri lunghi” non meglio identificati – Plcs (Pensiero lungo di centrosinistra), Pldl (Pensiero lungo delle libertà) eccetera. Ma ancor più curioso è il mood, questo sguardo dritto verso un futuro mai esplorato, sì insomma questa ennesima rinascita dalle ceneri di uno che – invece – non rinuncia mai a tirare stilettate al vecchio avversario di sempre e sempre sulla stessa faccenda: la caduta del governo Prodi. Che, se ci pensate, è un modo piuttosto singolare di inaugurare la stagione dei pensieri lunghi.


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18 febbraio 2012


VALVOLA A FARFALLA

           

Questo è il mese di febbraio del prossimo calendario Pirelli


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17 febbraio 2012


A MANI BASSE

E' del tutto evidente che Sanremo lo vincerebbe lui.


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16 febbraio 2012


C’E’ UN BUCO NELLA TEORIA

(Ansa)

A differenza che con Celentano, a volte il battito d’ali di una farfalla a Sanremo non è in grado di provocare un uragano dall’altra parte del Tevere.


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15 febbraio 2012


REALISMO


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14 febbraio 2012


ROBY VON TEESE

Un irresistibile Luigi Manconi scrive oggi della “sindrome dello zio assente” che avrebbe preso Alemanno e Formigoni. Ma su Formigoni dà il meglio di sé.

“E` la dinamica che oggi sembra travolgere Roberto Formigoni. Ne è una prova inequivocabile l`agitazione psicomotoria di cui appare vittima, il suo trasformismo (fino al burlesque) e la sua irrefrenabile euforia. Gli ultimi spot promozionali di Formigoni rappresentano un oltraggio al comune senso del decoro"

Che poi sono rimasto colpevolmente indietro: ma gli spot di cui parla Manconi sono questi qua?


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13 febbraio 2012


LE COSE DA DIRE

Bell'articolo di Aldo Cazzullo su Genova, l'introversa e ribelle che conta sempre meno. Io quello che dovevo dire l'ho detto qui


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12 febbraio 2012


MAGARI CON LA SPILLETTA CON LA FACCIA DI VIALLI SUL BAVERO DELLA GIACCA

Ieri c'era un bell'articolo di Beppe Di Corrado sul Foglio (in rete non lo trovo). Tesi: e se invece di guardare a Zeman l'anticristo e "leader di qualcosa come Occupy football" guardassimo a Zeman come "una storia di calcio"? Perchè "c'è qualcuno che prima o poi gli farà solo e soltanto domande tecniche". Arrigo Sacchi intanto ha detto che "il Pescara è l’unica squadra in Europa, insieme al Barcellona, ad avere una identità precisa". Può essere. A me piacerebbe che tornasse in serie A con il Pescara, battesse la Juve a Torino e dichiarasse di nuovo: "Se il calcio è cambiato? Non direi, sono rimaste le porte, le linee e l'erba".


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11 febbraio 2012


DA CIASCUN LATO DEL FIUME GELATO SI STENDEVA L'IMMENSA FORESTA D'ABETI, FOSCA E MINACCIOSA

Verrà il tempo del disgelo e la neve si scioglierà. Quello che rimarrà come paradigma di queste giornate di isteria mediatica sarà questa frase di Jenner Meletti su Repubblica: "I sibili del blizzard sulle montagne sembrano ululati"


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10 febbraio 2012


ONCE UPON A TIME

"Come è possibile che in soli tre mesi... (...) Quando mai metteranno Bersani?".
Massimo Gramellini si fa la domande giuste


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10 febbraio 2012


CAPELLO COME SCHETTINO

"Insomma Capello si è rivelato un complice e non un capo. Doveva essere lui a punirlo invece di farsi commissariare e scappare via come Schettino".

Francesco Merlo dice cose condivisibili, però come sempre esagera.


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9 febbraio 2012


ROSICHEREI PER IL PLAGIO, ECCO

In piccolo, molto in piccolo, capitò anche a me che che non firmo la cartolina di Ballarò come Maurizio Crozza di essere accusato di plagio. Scrissi una cosa sulle insegne dei negozi e dissero che avevo copiato una battuta di Paolo Hendel. Il fatto è che Hendel quella battuta lì l’aveva veramente fatta, ma non in mia presenza, diciamo. Insomma non la conoscevo, ma è come se la voce del comico toscano fosse un apriori kantiano: le sue battute ce le avevo in testa dalla nascita.
Tutta questa pipposissima premessa per dire che mi sento di credere a Crozza: alcune freddure sono semplici, la realtà te le mette sul piatto e tu non devi far altro che mangiarle. Ci sta che diventino inconsapevolmente e simultaneamente un patrimonio comune. E che possano venire in mente sia al twittatore che al mattatore.
Però se nella prossima puntata di Ballarò lo sento chiamare i giovani italiani – dopo bamboccioni, monotoni, sfigati e mammoni – anche
rosiconi
, faccio un macello.


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9 febbraio 2012


METEOSTALINISTI

Prossima ondata di freddo. Un quotidiano nazionale titola: "Siberia alle porte".


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8 febbraio 2012


APARTHEID

"Il problema sollevato da simili dichiarazioni non è però una questione di stile o di sensibilità, ma di sostanza. Il punto è che cosa dobbiamo aspettarci, per esempio, da un capo del governo che usa l’espressione «apartheid» per descrivere la condizione dei precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato (che sarebbero quindi equiparati ai segregazionisti del Sudafrica, come fossero stati loro a invocare la pletora di contratti flessibili in cui sono stati “ghettizzati” i giovani)".

Per
Francesco Cundari non si tratterebbe solo di dichiarazioni dal sen fuggite, ma è una questione di sostanza. Sono d'accordo. Faccio solo notare che il ruolo del sindacato andrebbe delineato in maniera più puntuale. Nella sostanza.




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6 febbraio 2012


IL MINISTRO CANCELLIERI E IL GUSTO PER LA BATTUTA

Qua siamo in piena escalation. Prima di Natale Elsa Fornero rilasciò un’intervista al Corriere della sera in cui sosteneva che l’articolo 18 non deve essere considerato un totem. Poi un giovin signore dal nome transalpino sferrò un paio di cazzotti a chi non studia e non lavora (e magari ha deciso di tagliare il caffè e le sigarette, come cantavano i Cccp). Quindi fu la volta del premier Mario Monti: il lavoro a tempo indeterminato, il cosiddetto “posto fisso” - motteggiò - è monotono.
Qualche giorno fa la Fornero è tornata a bomba sull’articolo 18 e, dopo il totem, ha introdotto
pure l’argomento tabù. Infine – Freud per Freud – ci si è messa anche il ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri: i giovani - ha dichiarato - non trovano lavoro perché vogliono stare vicini alla mamma.

Ora, per carità, su alcune cose – in primis sull’articolo 18 – mi sento di non dissentire. Però c’è modo e modo di dire le cose. Francesco Merlo, quando il governo Monti si insediò,
spiegò
che questi ministri erano dotati di una diversa antropologia”, erano cioè – a differenza dei precedenti –“senza alcuna emozione, mai niente fuori posto”. A me pare che, forse loro malgrado, ultimamente stiano contravvenendo a questa loro diversità. Ché alla fine, avessimo avuto bisogno solo di buoni battutisti, allora tanto valeva tenerci Berlusconi e Brunetta.


5 febbraio 2012


PIZZA MANDOLINO E... MARCO TARDELLI

Dargli del kapò fu senz’altro una vergognosa caduta di stile. Una sorta di sguaiato sdoganamento internazionale del clichè da bar. Però trasformare Martin Schulz - probabilmente solo per quel fatto - in un oracolo della sinistra mi pare, oltre che eccessivo, provinciale e subalterno.

Invitato a Che tempo che fa, il presidente del Parlamento europeo ha reso omaggio all’attuale governo italiano e al ruolo giocato dal nostro presidente della Repubblica con parole inequivoche: “In Italia per la prima volta c’è un governo che prende decisioni e le attua. Il vostro capo dello Stato poi, ha contribuito a salvare l’Italia e l’Europa, mantenendo per due anni la stessa linea di condotta”.

Ora, che in tutta la storia italiana non ci sia stato mai – “per la prima volta”, ha detto – un governo all’altezza dei tempi risulta sensazionale e, se volete, un po’ irrealistico. Tanto che viene un sospetto: stai a vedere che Schulz – anche Schulz – ragiona per luoghi comuni? Altrimenti perché rimarcare come un dato sorprendente l’essere riusciti a mantenere “per due anni la stessa linea di condotta”? Mica come nel ’43, verrebbe da aggiungere. Ma non siamo Berlusconi, noi. E infatti non lo aggiungiamo.


4 febbraio 2012


ECCONE UN ALTRO

Mario Monti: "Mio figlio in effetti è disoccupato". Come quell'altro.


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4 febbraio 2012


LUSING MY RELIGION

Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto 13 milioni dalle casse del partito, viene intervistato oggi da Repubblica. Gli chiedono come abbia fatto a decuplicare il suo reddito in pochi anni e lui: “Grazie a dio uno fa una crescita professionale. Vuol dire che è diventato qualcosa per cui ha meritato”. (continua a leggere)


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3 febbraio 2012


MI SA CHE STAVOLTA NON ERA IN FORMA. O NON LO ERA ALLORA?

Quando lessi questo articolo di Umberto Silva sul mestiere di genitore pensai: però, che cosa figa e profonda! Oggi leggendo un suo pezzo su articolo 18, posto fisso e pubblico impiego – sì, tutto insieme – ho pensato: che noioso, pigro, superficiale vitalismo da scrivania!

“L`articolo 18 e il pubblico impiego sono casse da morto dove per pigrizia ci si rinchiude. Chi ambisce a così poco, si accomodi, è libero di farlo, ma lo stato non può fornirgli la cassa, è eutanasia. Lo stato deve fomentare la voglia di vivere, e vivere significa lottare, inventare, cambiare, fare quel che si ama e amare quel che si fa. (...) Il posto ciascuno se lo deve creare, a misura del proprio desiderio, solo allora si sentirà vivo”.


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2 febbraio 2012


MONOTONO



E' un album del 1978 e oltre al titolo, senza dubbio al passo con l'attuale mood giuslavoristico, contiene Massacrami pure, un pezzo - se volete - profetico. E mi sa che gli Skiantos l'avevano previsto, Mario Monti.


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