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DI FUMO, CANCRO E SCIENZA TAROCCATA

Filippo Facci fuma.
E ce l’ha con i pasdaran proibizionisti, salutisti, deficientisti.
Una presa di posizione condivisibile poiché i fanatici vanno presi a ceffoni.
Sempre.
In questo lunghissimo articolo si lancia in un disamina di “certi studi scientifici”, che ha un vago sapore feyerabendiano: non è scientificamente dimostrato che il fumo fa male, poiché un conto è dire “molti studi dimostrano che il rischio di tumore al polmone è maggiore del 30 per cento tra coloro che fumano”, un conto “l’incidenza del fumo in un campione di popolazione esaminata è risultato maggiore del 30 per cento tra le persone con un tumore al polmone rispetto alle persone sane”.
Mi chiedo, leggendo Facci: la scienza è soltanto statistica? E, se non lo fosse, cosa altro dovrebbe essere?
Certo, quando immagino una connessione causale (fumo-cancro) non posso essere sicuro che quella sia una legge naturale. Lo scienziato non scopre il segreto della natura e i meccanismi nascosti del suo funzionamento. Fa soltanto ipotesi confutabili. Se gli studi che dimostrano che l’incidenza del fumo sulle malattie cardiovascolari sono delle patacche, ebbene, che siano superati. Ma non si può mettere in dubbio il metodo scientifico tutto intero. L’idea che la scienza possa disvelare una volta per tutte il vero funzionamento del mondo e, dunque, del corpo umano è un mito né più né meno che l’esistenza di Atlantide. Quello che può fare la scienza è avere un approccio antimetafisico, procedere per approssimazioni e utilizzare – per fare questo – un metodo che misuri statisticamente l’incidenza di certi fattori su determinati fenomeni.
Per approfondire queste ed altre questioni c’è un libro molto bello di Alessandra Parodi che si intitola “Le cause tra medicina e filosofia” (Erga edizioni – Genova). Quando posso dire che un evento è la causa di un altro evento? L’epidemiologo deve stabilire quali siano i fattori sui quali si può operare per mettere in atto le strategie di prevenzione. La causa in malattia è ogni fattore che aumenta la probabilità della malattia, vale a dire ogni fattore sul quale si può agire a livello non solo terapeutico ma anche ambientale allo scopo di prevenire le malattie.
Dire che fa più morti il traffico che la sigaretta è vero. Dire che l’intolleranza verso i fumatori sta raggiungendo livelli comici è altrettanto sacrosanto. Dire che ci sono in giro ricerche “scientifiche” taroccate e poco serie è pacifico.
Ma senza mettere in ridicolo la ricerca scientifica seria.
E se poi qualcuno mi viene a dire che anche il metodo scientifico utilizzato in Occidente è frutto di convenzioni e che non è dimostrato che sia migliore dello sciamanesimo, beh, pur non augurandogli malattie, lo vorrei vedere davanti alla scelta tra il dottor Kildare e le erbe della savana.

Pubblicato il 13/2/2004 alle 21.37 nella rubrica cani di razza.

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