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QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO

Claim di una campagna Wind: “Il genio arriva dove gli altri si fermano”.
Il servizio reclamizzato si chiama Leonardo, di qui la storia del genio.
Una ragazza orientale presenta, tatuato sul sensuale braccio, un meccanismo fatto di pulegge, ruote dentate e nastri, firmato dal barbuto rinascimentale.
Idea molto bella e persuasiva ed evocante un mondo futuro di bellissime replicanti.
Ciò che non mi convince del tutto è però la frase.
Ma, se il genio arriva dove gli altri si fermano, allora vuol dire che “gli altri”, in quel punto esatto, ci erano già arrivati da un po’. E si sono fermati per permettere ai geni di arrivare dove essi erano arrivati prima.
E allora? Anche “gli altri” sono stati geni ad arrivare fin lì?
Che - per vendere merci - si voglia inculcare l’illusione che il genio sia socializzabile?
Sarebbe geniale.

Pubblicato il 19/3/2004 alle 15.24 nella rubrica consigli dalla regia.

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