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E SE I BLOG FOSSERO SOLTANTO SBRACO?

Elio Paoloni: "Questa scrittura immediata non ha i fondamenti teorici e tecnici della scrittura automatica, non ha altri presupposti che non siano quelli del riportare quello che si vede. Non è neanche l’école du regard, sia chiaro: non c'è intento ideologico, non c'è straniamento, l’imperativo del distacco. Si abdica per stanchezza, per sfiducia (anche nei propri mezzi?). A volte si registra anche con simpatia, con partecipazione, ma si evita il più possibile l’intervento dell'autore, di quel che di arbitrario, di gerarchico, di antidemocratico – e di faticoso – l’autore metteva in campo. Non conta più la voce dello scrittore (che nei casi migliori, ovviamente, resta), conta la sua assenza. Si testimonia, si fa da trasduttori: sarà il lettore a decidere dell’importanza di un particolare, del senso di un incontro, delle conclusioni da trarre. Si vuol destare il lettore dalla sua pigrizia, oppure compiacerlo rendendosi trasparenti? Forse si vuol solo trarsi d’impaccio: non avendo più bussole (esasperazione del postmoderno, o del mai superato moderno – come vogliono alcuni pensatori) si dice al lettore: fai da te, vedi se ne cavi qualcosa".

Ma ciò che suona perentorio è questa frase "Nihil contra blog nisi blog ipse", che Azioneparallela utilizza per introdurre l'articolo di Paoloni.

Adesso vado a dormire chè la notte porta consiglio.

Pubblicato il 24/3/2004 alle 22.42 nella rubrica De bloggeritate.

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