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VIVI COME SE DOVESSI ECCETERA

Nella replica a Oscar Giannino, che gli chiedeva i motivi del suo ripensamento e del suo appoggio a Walter Veltroni, Peppino Caldarola – una delle migliori penne in circolazione – articola bene e dà motivazioni piuttosto convincenti (almeno dal suo punto di vista). Quello che politicamente mi convince meno è inserire tra queste motivazioni anche il mezzo “coccolone” (sostantivo suo) che ha avuto a giugno. Scrive: “Alla mia età non si sopravvive. O si lavora per un progetto grande o si lascia perdere”. Ma perché “alla mia età”? Giulio Andreotti racconta che un contadino gli disse di non sapere bene cosa fosse la vecchiaia poiché non conosceva la data della sua morte. “Ho già fatto – continua Caldarola – 40 anni fa l'esperienza dei piccoli gruppi di avanguardia della classe operaia. Fare da vecchio l'avanguardia del socialismo europeo mi fa male al cuore”. Sono sicuro che la sua è stata una battuta e che quindi le domande che sto per pormi siano del tutto inutili, ma – mi chiedevo – solo i giovani hanno la patente (e il fisico) da avanguardisti? E tra coloro che lavorano a “progetti grandi” si trovano molti più vecchi? Chi l'ha detto che Calderola sia vecchio? E chi l'ha detto che 40 anni fa fosse giovane?

Pubblicato il 3/10/2007 alle 19.27 nella rubrica Diario.

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