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UNA NUOVA VITA

L'intervista che Gianfranco Fini ha rilasciato a Repubblica è piuttosto chiara, anche perchè arriva dopo l'uscita dell'altro giorno sul Corriere della sera: pare che stavolta faccia sul serio, alla faccia di quello che si diceva qui.
Da parte mia però non ho ben capito quale debba essere "entro gennaio" questo "cambio di strategia". O meglio, non ho ben capito in cosa dovrebbe sostanziarsi, se in un messaggio congiunto alla nazione trasmesso dalle reti Fininvest oppure in una puntata speciale di Striscia la Notizia con il Cavaliere in mezzo a Iacchetti e Greggio che chiede scusa alla "nuova vita".
E non ho neanche ben capito perchè nella prima metà dell'intervista Fini apra il confronto con la maggioranza sulla legge elettorale e poi - nella seconda - bocci il sistema tedesco. 
Perchè ormai è chiaro: il dialogo si apre soltanto sul sistema tedesco. Intendiamoci, quando dice "in Italia, se lasciassimo i partiti liberi di decidere le alleanze dopo il voto, sarebbe il caos", ha ragione da vendere. Però mi pare che ci sia un po' di confusione innanzitutto nella strategia di chi vuole il "cambio di strategia entro gennaio". Sembra che Fini voglia lanciare un segnale a Veltroni senza pensare che, se proprio deve, l'accordo sottobanco Veltroni lo fa con Berlusconi. Per una semplice ragione: il Cavaliere sarà quello che sarà, ma i voti li ha presi, e parecchi. Ecco, alla luce di questa considerazione fa un po' ridere quando il leader di An si chiede: "Dobbiamo fare autocritica (...) A partire dal risultato elettorale del 2006, Abbiamo perso per 24 mila voti: dove abbiamo sbagliato?". Fa ridere perchè senza la caparbietà di Berlusconi e la pochezza di Prodi non staremmo neanche a discutere: nel 2006 la sinistra avrebbe stravinto. 

Pubblicato il 18/11/2007 alle 16.32 nella rubrica Diario.

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