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UNA TRIBU' CHE SBANDA

A proposito del concertone del primo maggio, mi è venuta in mente una cosa scritta un po’ di tempo fa – in maniera lievemente irridente e divertita - da Fruttero e Lucentini, forse per un’occasione diversa, ma secondo me ragionevolmente applicabile.
Chi invece ha usato la clava è stato Giuliano Ferrara che lunedì ha scritto:
“Io non li posso sopportare, quelli del nuovo primo maggio, quelli che a San Giovanni mettono insieme la pace arcobaleno, Zelig, Canale5, il Che, Alberto Sordi, l’elogio della diserzione, il piercing quadrilinguale, i finti pub, (…), ma anche quelli dell’infinito chissenefrega in diretta o in differita ma senza censura, e state allegri e ballate la rumba sindacale nella piazza veltroniana, africana, in un primitivismo senza forma. (…) questa è la folla degli indistinguibili (…) che prende il posto del popolo inteso come antica e inservibile reliquia. (…)sono ormai loro l’Italia profonda, sono gestiti come un patrimonio ideologico, come fossero gli eredi dell’antifascismo, gli esecutori testamentari delle lotte popolari, gli angeli della democrazia in diretta, variante ridicola della volontà generale (…) questi possono credere di tutto, sono una folla alla quale la si può dare a bere (…) Capirli gli indistinguibili? Ma nemmeno per sogno”.

P.S. Qui un altro pezzettino di Fruttero e Lucentini sullo stesso argomento. Ma leggetelo eh!

Pubblicato il 5/5/2004 alle 7.46 nella rubrica cani di razza.

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