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RUINI STA A FERRARA COME SCALFARI A LIGABUE

Riassumo la cosa molto velocemente. La senatrice Binetti ha imputato ad un intervento della provvidenza il fatto che l’articolo sull’omofobia, contenuto nel decreto sulla sicurezza e al quale lei non dette voto favorevole, sia risultato affetto da un errore di redazione. Cosa che ha implicato la caduta dell’articolo stesso. Sarebbe stato Dio in persona ad aver esaudito le preghiere della Binetti. Eugenio Scalfari ieri, dopo aver riassunto molto meglio del sottoscritto tutta la faccenda, ha dato alla Binetti della bestemmiatrice. Come si fa a pretendere che Dio si scomodi per un articolo di legge di un provvedimento di uno stato? La preghiera è altra cosa – ricorda Scalfari – e soprattutto non si dovrebbe mai nominare il nome di Dio invano. Oggi uno degli editoriali del Foglio – che aveva ospitato le riflessioni della Binetti – ricorda a Scalfari che non si dovrebbero porre limiti alla provvidenza. A me fa un po’ ridere tutto. La Binetti che parla di provvidenza (quasi fosse un qualunque Kakà a fine partita), Ferrara che non vedrebbe male un intervento divino nelle leggi degli uomini (non basta più neanche Ruini?), Scalfari che vorrebbe insegnare a pregare e dà per scontato che Dio si interessi soltanto di macroproblemi e lasci le frattaglie magari a qualche santo di secondo ordine. Come fa ad esserne certo? Non sarà che Scalfari è come Luciano Ligabue?

Pubblicato il 28/12/2007 alle 9.44 nella rubrica Diario.

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