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ALCUNE COSE BUTTATE LÌ SULL’ANTIVELTRONISMO

Di Veltroni non amiamo praticamente nulla e non stiamo a ripetere cose già dette in varie occasioni. Però. Però mi pare che adesso si debba dire una cosa: a forza di realismo politico stiamo tornando ai tempi della centralità della Dc. Ho letto l’ultima cosa su Left Wing e condivido tutta la prima parte: Veltroni non può dire, tra le altre cose, che il sistema elettorale tedesco produrrebbe la Grande Coalizione. Non può dirlo perché fino al giorno prima ha sostenuto che quel sistema avrebbe generato il ritorno alla politica dei due forni, il che è l’esatto contrario. Chiedo: allora va bene la politica dei due forni? Certo, occorre smascherare Veltroni e la sua vocazione maggioritaria che altro non sarebbe che puntare ad una sconfitta onorevole per militarizzare il Pd e proporre – poi – una riforma costituzionale ben più rivoluzionaria (e con chi?). Che vada piuttosto al congresso con quella riforma e se la giochi.
Tutto sacrosanto. Però – ripeto – a che serve andare alla pugna al congresso se nel frattempo si dovrà trasformare, complice una legge elettorale schiettamente proporzionale, il Pd nella nuova Dc? Sempre ammesso che la Dc, quella vera, non la rifacciano altri.
Io mi domando: se la linea Veltroni non era il migliore dei mondi possibili (e non lo è) come mai si è rinunciato alla battaglia in sede di primarie? Perché Bersani se ne è stato acquattato? Perché si è accettato – più o meno tutto il gruppo dirigente Ds – di presentare liste collegate a Veltroni, da “pizzicagnoli per Veltroni” a “Lotta Comunista per Veltroni" giù giù per li rami fino a “Per Veltroni hip hip hurrà”?
Non sarà che, anche in quell’occasione, come in tante altre – a partire dalla infausta proposta di avere Prodi come leader alle ultime politiche – è mancato coraggio? E che manchi purtroppo anche adesso?

Pubblicato il 7/1/2008 alle 9.33 nella rubrica Diario.

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