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VITE MALVISSUTE VS. CATTO-PRIDE

Aspettando l'Angelus politico di domani mi sono riletto questo buon editoriale del Riformista di ieri, non tanto per la boiata detta dai Mastella ma per la chiusa che secondo me è di un certo rilievo.

"Ma c'è pure, per restare alla cronaca, la possibilità che per la prima volta nella storia del Papato di Roma, domenica prossima, si assista al primo Angelus trasformato in manifestazione politica. Noi speriamo con tutto il cuore che non succeda. Perchè, se succedesse, vorrebbe dire che ci siamo messi su una china pericolosissima per tutti. Laici e cattolici".

E, per vedere come è questa brutta china, sarebbe bastato che uno avesse letto ieri sul Foglio un articolo emblematico del catto-pride prossimo venturo. Un articolo, firmato da Luigi Amicone, di una violenza verbale quasi
commovente. Scelgo fior da fiore:

"laicità che si è trasferita armi e bagagli nell'accampamento del fideismo più opaco e trucido (...) Non è solo sordità di chi non vuol sentire, è proprio manifesta crisi di ragione e di ragioni (...) votati a una ragione che si alimenta col furto delle candele in chiesa (...) Si capisce, infine, perchè la giustizia e il diritto siano così scempiati e portati al guinzaglio dai fidi maestri sostituti della'utentica legalità con la discrezionalità esatta dall'odio (sic!), da vite malvissute, dalla convenienza politica e dalla mai appagata ansia di protagonismo qualunquistico"

Ecco, direi che Amicone non è esattamente il tipo col quale un laico (da intendersi sia nel significato popolare che in quello autentico di cattolico senza abito talare) possa dialogare senza innervosirsi. Anche - anzi, forse, soprattutto - per la sua prosa piuttosto zoppicante.

Pubblicato il 19/1/2008 alle 21.44 nella rubrica Diario.

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