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“CIO' NON VUOL DIRE RITIRARSI”



Prodi
continua a scrivere alle redazioni di mezza Italia. Oggi scrive a Repubblica rispondendo – con la consueta acidità – ad un commento di Curzio Maltese che aveva ricordato come l'ex premier avesse rinunciato ad un altro giro in Parlamento per la regola che impedisce ai parlamentari di terza legislatura di candidarsi per la quarta volta.

“Caro direttore, (...) solo per amore della precisione, tengo a sottolineare che tale regola non riguarda minimamente il mio caso, avendo io svolto la funzione di parlamentare soltanto per due mezze legislature (...) mi considero quindi un parlamentare giovane".

Ora, l'operato del governo va difeso, non ci piove. E va anche fatto notare quando un giornalista è impreciso (e a Maltese capita). Però bisogna fare tutto con stile, senza stizza né pedanteria. Ecco, il Prodi
che si sveglia alle 5.30, si fa la sua rassegna stampa personale e poi si chiude nello studiolo per rispondere per le rime a tutti, ostentando tra l'altro una calma risentita assolutamente falsa, beh, questo Prodi non fa un grande servizio a se stesso e soprattutto può diventare un problema serio per il prosieguo della campagna elettorale. Comunque torniamo all'ultima lettera, quella di oggi: Prodi dice che è stata sua e solo sua la scelta di non ricandidarsi perché bisogna dare l'esempio in prima persona e – quindi – favorire “un deciso ricambio della classe dirigente politica (...) Ciò non vuol dire ritirarsi e tanto meno disimpegnarsi dalla vita politica”.

Pubblicato il 23/2/2008 alle 17.56 nella rubrica Diario.

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